C'è figa. Il podcast live
C'è figa - Fandango Podcast

Ultimo episodio
9 episodi
- Un proverbio che ci insegna che una donna deve stare attenta a come cammina, come si veste, come si muove, quanto mostra il proprio corpo.
Ci insegna la vergogna prima ancora che la libertà.
In questa puntata parliamo di cat calling, educazione alla vergogna e di tutti quei messaggi che, fin da bambine, ci insegnano a sentirci osservate, giudicate e responsabili dello sguardo degli altri.
E lo facciamo insieme a Chiara Becchimanzi, attrice, autrice e stand-up comedian, che da anni usa comicità e satira per parlare proprio di stereotipi, sessualità e differenze di genere.
Perché forse il problema non è insegnare alle ragazze a non attirare attenzioni.
Forse è arrivato il momento di educare chi quelle attenzioni le impone.
Un podcast di Alessandra Flamini
Revisione testi collettivo C'è Figa
Con Alessandra Flamini, Frad, Ilaria Giambini, Paola Giglio e Valentina Medda.
Cura e produzione Giulia Galzigni
Sound design Luca Santarelli
La sigla è "Lo Schiaffo d'Anagni" delle Molestya, dal disco "La mia rabbia è ancora integra". - Un "capello" di donna tira più di un carro di buoi. E se un uomo perde completamente la testa, beh, mica è colpa sua: è stato il "bulbo pilifero".
In questa puntata parliamo di come i proverbi abbiano passato secoli a raccontare il corpo delle donne come una tentazione irresistibile e gli uomini come povere vittime senza alcun controllo. Capelli, gambe, scollature, peli: sembra che il problema sia sempre il corpo femminile e mai quello che lo guarda.
Con Marianna The Influenza, creator e divulgatrice che parla di femminismo, corpi, razzismo e grassofobia, proviamo a capire come si fa a riprendersi lo sguardo. E anche il corpo. - Se vuoi vivere a lungo e in salute, secondo la saggezza popolare devi stare lontano dalle donne. Ma lontano quanto? Un metro? Un continente? Abbastanza da non sentire queste idiozie?
In questa puntata prendiamo un altro proverbio che sembra un consiglio e invece puzza parecchio di misoginia, e proviamo a capire perché le donne vengano raccontate così spesso come una minaccia alla salute, alla serenità e alla vita degli uomini.
A farci compagnia c’è Dalia Smeraldi, in arte Abicocca, per parlare di stereotipi, pericoli reali e di tutte le cose da cui, forse, sarebbe davvero meglio stare lontani. - Ci sono proverbi che non si limitano a raccontare una cultura: la giustificano. Questo, tra i più violenti della tradizione popolare, mette sullo stesso piano donne, animali e oggetti, suggerendo che la forza, la durezza e perfino la violenza siano strumenti legittimi per ottenere obbedienza e controllo.
Partendo da una frase che oggi appare scioccante ma che per secoli è stata tramandata come saggezza comune, ci chiediamo quanto di quella mentalità sia davvero scomparso.
Ne parliamo con Federica Scrollini, responsabile della formazione e della prevenzione di Be Free, cooperativa sociale che dal 2007 lavora nei centri antiviolenza, nelle case rifugio e nei percorsi di contrasto alla violenza di genere e alle discriminazioni.
Con lei affrontiamo il tema della violenza non come emergenza improvvisa, ma come fenomeno culturale che si alimenta di normalizzazioni, silenzi e narrazioni ancora profondamente radicate. - Un proverbio antico che suona come una sentenza: se una donna non è madre, allora manca di qualcosa. In questa puntata esploriamo il confine sottile tra scelta, aspettativa sociale e giudizio collettivo. Perché non tutte le donne sono madri, non tutte vogliono esserlo, e nessuna dovrebbe essere definita da questo.
Ne parliamo con Michela Andreozzi, attrice, regista e scrittrice che ha trasformato questo tema in una riflessione pubblica e personale. Insieme affrontiamo il peso delle domande non richieste, delle aspettative familiari e di quella convinzione dura a morire secondo cui una donna sarebbe completa solo diventando madre.
Una puntata per smontare un pregiudizio antico e ricordare che la libertà di scegliere la propria vita non dovrebbe mai aver bisogno di giustificazioni.
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Su C'è figa. Il podcast live
“C’è Figa” è il podcast nato dall’omonimo format di stand-up comedy femminista: uno spazio nato per smentire, una battuta alla volta, quell’idea vecchia e resistente secondo cui “le donne non fanno ridere”. Partito dai palchi di Roma come serata di stand-up dedicata a persone socializzate donne, ha un carattere irriverente, non fa sconti e mette il microfono in mano a chi ha davvero qualcosa da dire. Ora “C’è Figa” diventa podcast e si prende ancora più libertà.
Tra proverbi invecchiati malissimo, ospiti clamorose e una certa tendenza al caos, raccontiamo attualità, cultura e vita quotidiana smontando stereotipi, bias culturali e tutta quella narrazione che ci vuole educate e mansuete.
Parliamo di genere, linguaggio, relazioni e potere, ma senza fare le brave. Perché se c’è una cosa che questo podcast non ha intenzione di fare, è risultare rassicurante.
“C’è Figa” è il posto in cui si ride, si rosica male e si mettono in discussione le cose.
E se dà fastidio, probabilmente sta funzionando.
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