Più di un milione di dati personali rubati, 85 indagati e 29 misure cautelari.
Noi di Pulp abbiamo letto le 1856 pagine dell’ordinanza dell’inchiesta della Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri. E quello che emerge è
inquietante.
Secondo gli investigatori, a vendere informazioni riservate non sarebbero stati hacker anonimi nascosti nel dark web, ma anche uomini delle forze dell’ordine e dipendenti pubblici con accesso diretto alle banche dati dello Stato.
Precedenti di polizia, stipendi, pensioni, dati fiscali, veicoli, informazioni
personali: tutto sarebbe stato venduto attraverso un vero e proprio tariffario.
Negli atti compaiono file Excel con i prezzi: 25 euro per un accesso al sistema investigativo delle forze dell’ordine, dai 6 agli 11 euro per dati INPS.
Solo due poliziotti, secondo l’inchiesta, avrebbero effettuato oltre 730 mila accessi abusivi in appena due anni.
Tra le persone spiate compaiono anche nomi famosi come Alex Britti, Lory Del Santo e Julio Cesar. Ma anche dirigenti di aziende come Generali e Leonardo, imprenditori e componenti di famiglie nobiliari.
Gratteri ha parlato di banche dati “saccheggiate”.
E leggendo queste carte, la sensazione è esattamente quella: un pezzo dello Stato che, invece di proteggere informazioni sensibili, le avrebbe trasformate in un mercato clandestino.
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