43 episodi
- Si può fare del male con la meditazione? In parte sì, a certe condizioni, ed è un tema di cui chi insegna o pratica parla malvolentieri. Parto da un articolo uscito su The Atlantic e dalla rassegna di ricerche che ho pubblicato sul blog per raccontarti cosa può succedere: insonnia, ansia, distacco eccessivo, sintomi fisici e - raramente - episodi più seri, quasi sempre legati ai ritiri intensivi e alle aspettative sbagliate, a cominciare dall'idea che meditare serva a rilassarsi o a dormire. Ti racconto anche un ritiro Vipassana che mi ha scosso profondamente. Poi cinque indicazioni concrete per praticare con saggezza: la dose giusta, non iniziare con un ritiro, scegliere la tecnica adatta, fermarsi se qualcosa non va, e la chiarezza che chi insegna deve avere. Per finire, la via di mezzo del Buddha.
Articolo di The Atlantic: https://www.theatlantic.com/ideas/2026/09/meditation-willoughby-britton-downsides/688474/
Le ricerche sugli effetti collaterali (blog Zen in the City): https://zeninthecity.org/effetti-collaterali-della-meditazione/
Pratica con noi: https://corsi.zeninthecity.org#meditazione
#mindfulness #zen #effetticollaterali #benesserementale - La meditazione camminata è il complemento naturale della pratica seduta: si insegna in tutte le scuole e le tradizioni, coltiva la stessa attenzione al momento presente, ma nel movimento — e per questo entra nella vita di tutti i giorni molto più facilmente. Nella prima parte ti racconto perché camminare consapevolmente ci mette in contatto con l'impermanenza e con il non dualismo, cioè con l'idea che non esiste una separazione fra chi cammina e il camminare. Nella seconda passo alle istruzioni pratiche: la camminata lenta della tradizione, con la postura, lo sguardo, le mani e l'attenzione alla pianta del piede che tocca terra, e una variante a passo normale che puoi fare nel corridoio dell'ufficio, andando a prendere un caffè o tornando a casa a piedi. Per cominciare bastano cinque o dieci minuti, e se la mente se ne va altrove non è un errore: te ne accorgi e riporti l'attenzione al piede. Se sei alle prime armi o hai già una pratica seduta e vuoi affiancarle qualcosa di quotidiano, qui trovi tutto quello che ti serve per partire.
Pratica con noi: https://corsi.zeninthecity.org
#meditazione #meditazionecamminata #mindfulness #zen #camminareconsapevole - La tua mente non è qualcosa da controllare o addomesticare, ma da coltivare giorno dopo giorno, come un giardiniere fa col proprio giardino.
Parto dalla parola bhavana - "coltivare" nei testi buddisti - per mostrarti l'innaffiatura selettiva dei semi della coscienza: nutrire deliberatamente la gioia e la compassione invece della rabbia e della paura.
Vedrai come le abitudini mentali ripetute forgiano il tuo carattere e il tuo destino, e perché il Buddha invitava a essere isola e rifugio per se stessi, confidando solo nelle proprie capacità.
Un invito a prenderti la responsabilità del tuo spazio interiore e, insieme, a scoprirne la libertà: perché, come ricordano Dogen e Jon Kabat-Zinn, ciò che conta non è il raccolto - il giardiniere è felice di coltivare.
Pratica con noi: https://corsi.zeninthecity.org
#meditazione #mindfulness #zen #buddismo #spaziointeriore - Il tuo spazio interiore - pensieri, emozioni, stati d'animo - è ciò che determina davvero la qualità della tua vita, più di qualunque circostanza esterna. Partendo dalla metafora di un giardino giapponese, questo episodio presenta una pratica concreta: il non incoraggiare e il non negare. Il non incoraggiare significa riconoscere i pensieri che sorgono e lasciarli andare, tornando con l'attenzione al respiro invece di alimentare la ruminazione. Il non negare significa guardare con coraggio anche le emozioni dolorose, anziché distrarsi, accogliendole con gentilezza e autocompassione. Con la perseveranza, questa pratica quotidiana diventa il retto sforzo di cui parla il buddhismo: prenderti cura attiva/a del tuo mondo interiore.
Pratica con noi: https://corsi.zeninthecity.org
#meditazione #mindfulness #zen #spaziointeriore #pensieri #emozioni - Rilassarsi, ridurre lo stress, gestire le emozioni: sono motivazioni validissime per avvicinarsi alla meditazione. Ma se ci sediamo per ottenere qualcosa, attiviamo proprio quella mente agitata che vorremmo calmare. È una contraddizione in termini.
In questo episodio vediamo perché il non-striving - l'assenza di sforzo di cui parla Jon Kabat-Zinn - è un atteggiamento fondamentale per la pratica, e come la tradizione zen, da Dogen a Shunryu Suzuki, abbia sempre insistito sul sedersi senza voler ottenere nulla. Quando lasciamo andare ogni scopo, si apre lo spazio del testimone: osservare senza fare, accogliere senza giudicare.
Il paradosso? I frutti della meditazione arrivano proprio quando smettiamo di inseguirli.
Articolo completo sul blog: https://zeninthecity.org/meditare-senza-obiettivi/
Community e pratica settimanale: https://corsi.zeninthecity.org
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Se vuoi imparare come meditare, questo è il podcast per te. Troverai tante meditazioni guidate di Paolo Subioli basate sullo zen, la vipassana e la mindfulness. Tutte meditazioni molto adatte a gente che ha poco tempo a disposizioni ed è alla ricerca di cose interessanti e originali.
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