Dear Alice

Alice Bush
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    La crisi invisibile che riguarda tutti noi: solitudine, ansia e ritiro sociale spiegati dal dott. Marco Crepaldi

    14/04/2026 | 1 h 54 min
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    Ci sono cose che pensi non riguarderanno mai la tua famiglia, i figli dei tuoi amici, il compagno di scuola di tuo figlio… finché non ne comprendi le origini.

    Il tema degli hikikomori, del ritiro sociale, era qualcosa che avevo sentito nominare, sì… ma senza averci mai davvero messo lo sguardo dentro, mi sembrava un fenomeno “degli altri”.

    Gli altri, però, siamo noi. Gli altri sono la società di cui facciamo parte.

    E soprattutto se sei un genitore e inizi a chiederti dentro che mondo stanno crescendo i tuoi figli in questa società. Se mai, un giorno, “gli altri” saranno loro.

    In questa conversazione con Marco Crepaldi (psicologo e fondatore dell’Associazione Hikikomori Italia) parliamo del fenomeno degli hikikomori, neologismo importato dal Giappone che identifica il ritiro sociale da parte dei ragazzi a partire dall’età adolescenziale.

    E, tanto importante quanto conoscere il fenomeno, c’è il conoscere cosa succede prima.

    Il ritiro sociale è figlio della pressione, del confronto, dell’ansia sociale, dell’iperprotezione genitoriale, di quella sensazione di non riuscire a stare al passo, non trovare un posto che abbia senso in una società in cui siamo sempre più soli.

    Come tanti altri fenomeni (ad esempio come quello degli Incel) quello degli hikikomori prende vita in un terreno fatto di solitudine, bisogno di appartenenza, identità fragile e anche rabbia, una rabbia che spesso non trova uno spazio in cui essere capita.

    Questa puntata vuole aprire uno spazio di comprensione e consapevolezza, non solo sul fenomeno, ma su quello che sta succedendo intorno a noi.

    In questa puntata parliamo di:

    cosa significa davvero ritiro sociale oggi
    cosa succede prima che una persona si chiuda
    il legame tra ansia sociale, pressione e performance
    il fenomeno degli incel e cosa racconta
    perché questi segnali sono più vicini di quanto pensiamo
    cosa ci dice tutto questo del mondo in cui stiamo vivendo

    Se tu o qualcuno intorno a te ha bisogno di supporto, scopri l’associazione Hikikomori Italia —> https://www.hikikomoriitalia.it o scrivi una mail a [email protected]

    📚Libro citato: “Un figlio Hikikomori” di Marco Crepaldi.

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  • Dear Alice

    [Best Of] Perché ti senti sempre “indietro”… anche quando fai tanto.

    09/04/2026 | 17 min
    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.

    Viviamo in una cultura che ci spinge continuamente a fare di più: più cose, più velocemente, più risultati.

    E così finiamo per misurare il valore delle nostre giornate da quanto siamo occupati e produttivi senza chiederci cosa, davvero, ha valore e rende significativa la nostra vita.

    In questo episodio riflettiamo sulla differenza tra produttività e valore e su quanto spesso confondiamo il fare con ciò che dà davvero significato alle nostre giornate.

    Parliamo anche di un esercizio semplice ma potente (quello della settimana ideale) per capire cosa conta davvero per noi, e del concetto di stagioni della vita: perché non tutto può avere spazio nello stesso momento, e riconoscere la fase in cui ci troviamo può aiutarci a fare scelte più intenzionali.

    In particolare riflettiamo su

    perché oggi siamo ossessionati dal concetto di produttività
    la differenza tra essere occupati ed essere efficaci
    cosa significa davvero portare valore nella propria vita
    l’esercizio della settimana ideale per capire cosa conta davvero
    il concetto di stagioni della vita e perché non tutto può avere spazio nello stesso momento
    come fare scelte più consapevoli su cosa riempie le nostre giornate

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    Ascolta l’episodio integrale che ha dato origine a questo Best Of 👉🏼 https://open.spotify.com/episode/035yPIvOYaYyBcapFWlBzT?si=67974fde5bb841fb

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  • Dear Alice

    La trappola della gratitudine: perché ti senti in colpa se vuoi di più

    07/04/2026 | 27 min
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    Quella sulla gratitudine è una di quelle cose di cui si parla tantissimo.

    È una di quelle pratiche che, a un certo punto, entrano un po’ ovunque: nei libri, nei podcast, nei percorsi di crescita personale.

    E in teoria è tutto molto chiaro: fermarsi, apprezzare, riconoscere quello che abbiamo.

    Il punto è che, nella pratica, spesso non funziona così.

    Perché puoi anche essere grata, puoi anche vedere tutto quello che c’è nella tua vita… e allo stesso tempo sentire che vuoi di più.

    E quando succede, si crea una tensione strana: da una parte pensi “dovrei essere soddisfatta”, dall’altra senti che non ti basta, ti senti tirata da qualcosa di più grande.

    E lì, molto spesso, arriva il senso di colpa.

    In questo episodio partiamo proprio da qui, da questa sensazione che è molto più comune di quello che pensiamo.

    Perché forse il problema non è che vuoi di più.

    E forse non è nemmeno un problema di gratitudine.

    Forse il punto è un altro, e riguarda molto di più da dove nasce quel desiderio.

    In particolare riflettiamo su:

    perché gratitudine e desiderio non sono due opposti, anche se siamo abituati a viverli così
    cosa succede quando il “volere di più” nasce da un senso di mancanza
    la differenza tra crescita come espressione e crescita come bisogno di dimostrare o riempire qualcosa
    perché la gratitudine, da sola, non riesce a colmare alcuni vuoti
    cosa significa davvero sentirsi “abbastanza” e perché non è la stessa cosa che accontentarsi

    È una puntata che prova a rimetterla nel posto giusto, senza darle un ruolo che non può avere.

    Perché ci sono cose che non si risolvono aggiungendo una pratica di crescita personale in più, ma iniziando a guardare in modo diverso e con onesta quello che succede dentro.

    Puntata citata nell’episodio:
    https://open.spotify.com/episode/0bqoOZ6O6Vg8Lq0btYF2Wd

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  • Dear Alice

    [Best of] Perché continui anche quando senti che non è più la tua strada?

    02/04/2026 | 12 min
    Questo è Dear Alice Best Of, una selezione di passaggi significativi tratti dagli episodi più amati di Dear Alice, scelti per essere riscoperti o riascoltati come riflessioni che brillano di luce propria.

    Quante volte hai continuato qualcosa anche quando dentro di te sapevi che non ti rappresentava più?

    Un lavoro, una relazione, una direzione che avevi scelto ma che, a un certo punto, hai iniziato a portare avanti senza più essere davvero convinta?

    E la spiegazione sembra sempre la stessa: devo essere coerente.

    Ma il problema, a volte, è proprio questo.

    In questo episodio parliamo di cosa succede quando la coerenza smette di essere una scelta consapevole e diventa qualcosa che portiamo avanti per abitudine, per paura o semplicemente perché “ormai abbiamo iniziato”.

    Perché restare può essere una forma di integrità.

    Ma può anche diventare un modo per non fermarsi a capire se quella strada è ancora la nostra.

    In particolare, riflettiamo su:

    la differenza tra restare per scelta e restare per inerzia
    come riconoscere quando la fatica è sana e quando invece è un segnale
    il rischio di continuare solo perché abbiamo già investito tempo ed energia
    cosa significa cambiare direzione senza viverlo come un fallimento

    Essere coerenti non significa restare sempre fedeli a una scelta.

    A volte significa avere il coraggio di rimetterla in discussione.

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  • Dear Alice

    Declino cognitivo: la pandemia invisibile che parte da giovani (e cosa puoi fare). Con la neurologa D.ssa Miryam Cannizzaro

    31/03/2026 | 1 h 36 min
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    Quella sulla salute del cervello è un tema che, oggi come mai, riguarda ognuno di noi ma di cui parliamo ancora troppo poco.

    Siamo abituati a pensare alla prevenzione come a qualcosa che riguarda il corpo, il peso, l’alimentazione ma raramente includiamo in questa conversazione il cervello, anche se è l’organo che più di tutti determina chi siamo, come pensiamo, come ricordiamo, come viviamo.

    Ed è qui il problema: non ce ne occupiamo finché non iniziano a comparire i primi segnali.

    In questo episodio, insieme alla dottoressa Miryam Cannizzaro neurologa specializzata in malattie cerebrovascolari e prevenzione, portiamo fuori dal contesto medico un tema cruciale della nostra salute: cosa significa davvero prendersi cura del proprio cervello, e perché la prevenzione, in questo caso, inizia molto prima di quanto immaginiamo.

    In particolare toccheremo temi come:

    perché le malattie neurodegenerative iniziano molto prima dei sintomi
    perché parlare di “demenza senile” è spesso riduttivo e fuorviante
    il concetto di riserva cognitiva e perché può fare una grande differenza nel tempo
    l’impatto del nostro stile di vita sulla prevenzione della salute del cervello (alimentazione, sonno, stress, attenzione)
    il ruolo dell’infiammazione cronica nella salute del cervello
    concentrazione, lucidità mentale, device e igiene del sonno

    Non è una puntata che vuole spaventare, ma una conversazione che invita a spostare lo sguardo e a calare nella nostra quotidianità un aspetto della salute che, oggi come mai, ha bisogno di tornare centrale.

    Perché il cervello che avremo tra molti anni non si costruisce all’improvviso ma prende forma, lentamente, nelle scelte di ogni giorno.

    E forse iniziare a vederlo può cambiare il modo in cui ci prendiamo cura di noi.

    Puoi approfondire questi ed altri temi dedicati alla salute del cervello e dell’organismo nel podcast Brain Care della dottoressa Miryam Cannizzaro: https://open.spotify.com/show/1enqmyFz71wieptRwcoR8o?si=11d6456af30b44ed

    Trovi la dottoressa anche su Instagram: @_brainbyte

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Su Dear Alice

Dear Alice è un podcast sulla crescita personale condotto da Alice Bush, ex ingegnere, definita ingegnere della felicità, coach e guida per migliaia di persone che hanno intrapreso un viaggio di sviluppo personale. Alice risponde alle domande della Community offrendo spunti di riflessioni e condividendo esperienze di vita reale. Con una nuova puntata ogni martedì alle 7AM, Dear Alice parla di chi ha la straordinaria voglia di mettersi in gioco per migliorare la propria vita, un giorno alla volta. Manda la tua domanda audio sul canale Telegram Dear Alice.
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