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- La giornata di Giorgia Meloni ieri in Parlamento, in sintesi: un attacco all'Europa delle regole e dei burocrati, a cui però siamo appesi per avere più flessibilità; la difesa dell'Ucraina e una critica esplicita anche se non durissima a Donald Trump; infine il solito battibecco polemico con le opposizioni, favorito dall'obiettiva disorganizzazione dei partiti del centrosinistra, che gridano all'unità ma si presentano con cinque risoluzioni diverse sottolineando impietosamente quanto sono invece ancora divisi.
- Come si sente quest'arietta di pre-campagna elettorale! In anticipo rispetto ai tempi previsti, ieri il Consiglio dei ministri ha varato otto disegni di legge per attribuire l'Autonomia differenziata su alcune materie alle regioni che ne hanno fatto richiesta, tutte rigorosamente di centrodestra. Un bel regalo per Matteo Salvini, che potrà sventolarlo al congresso straordinario della Lega previsto a fine mese. E poi, anche alle elezioni.
- Il 26 ottobre entrerà in vigore la legge elettorale. Quello stesso giorno, la Rete per un voto libero e uguale intende presentare trenta ricorsi alla Corte costituzionale in altrettanti tribunali di tutta Italia: a sottoscriverli, 500 persone tra cui esponenti noti della politica, della cultura, della società civile.
- Nel fine settimana i socialdemocratici francesi hanno scelto il proprio candidato all'Eliseo, tramite primarie: sarà l'europarlamentare Raphaël Glucksmann. Mentre la leader dell'estrema destra Marine Le Pen, che viaggia serena nei sondaggi oltre il 30 per cento, ha già prenotato un posto al ballottaggio, nell'area di centrosinistra, conteggiava Le monde ieri, ci sono al momento in campo undici candidati. Una frammentazione che, se non si ricompone presto, rischia solo di favorire la destra. Vi ricorda qualcosa?
- Il Melonellum, la riforma elettorale tanto voluta da Giorgia Meloni, è diventata legge ieri. Nessun colpo di scena nel voto segreto: tutti i deputati della maggioranza sono stati ligi alle indicazioni. E anche le deputate, nonostante gli appelli al voto di coscienza arrivati fino all'ultimo secondo dalle opposizioni. Ribellatevi, hanno provato a convincerle. Con questa legge elettorale, i capilista bloccati, ossia gli unici che hanno l'elezione già in tasca, non dovranno rispettare alcun equilibrio di genere. Per assurdo, potrebbero anche essere tutti uomini.
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Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .
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