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- In una domenica di inizio autunno, ma potrebbe essere estate o inverno e sarebbe la stessa cosa, si aprono i siti per scorrere le notizie ed ecco comparire, nel flusso, l'ennesimo tentato femminicidio. E' talmente frequente incappare in queste notizie, ormai, che rischiamo di sottovalutarne la portata. Rischiamo che non ci sembri più un'eccezionalità mostruosa, ma un pezzo della normalità. Tanto più se c'è chi, da una posizione pubblica, nega che i femminicidi esistano. Tutte le violenze e tutti gli omicidi sono gravi e vanno perseguiti, ci mancherebbe, ma negare la specificità del movente per cui decine e decine di donne in Italia vengono aggredite ferite e ammazzate, non aiuta a risolvere quello che non è un problema individuale, ma una piaga della società.
- Anche settembre è passato, e non abbiamo novità di un programma condiviso delle opposizioni per le Politiche. E nemmeno di chi sarà il candidato a Palazzo Chigi. Come un eterno giorno della marmotta, siamo esattamente alle promesse di qualche mese fa: troveremo una mediazione, dicono i protagonisti del campo largo, e sceglieremo chi guiderà la coalizione. Quando, però, ancora non si sa.
- A dieci anni dalla Brexit che ha rappresentato il più grande successo dei sovranisti, il nuovo premier laburista Andy Burnham ha rotto il tabù: la Gran Bretagna potrebbe ripensarci e tornare nella famiglia di Bruxelles. E' solo un'opzione sul tavolo, ma ha la forza di una proposta controcorrente.
- Quello che lascia sempre disarmati del vicepremier Antonio Tajani, è il suo eterno stupore dinanzi alle polemiche puntualmente scatenate dalle sue dichiarazioni. Dopo la lunghezza delle gonne delle donne, il diritto internazionale che vale "fino a un certo punto", è successo ancora una volta ieri, a proposito del commento rilasciato sulla sentenza Regeni.
- Ci sono voluti più di dieci anni, ma ieri il processo per il rapimento, le torture e la morte di Giulio Regeni è arrivato alla sentenza di primo grado. Gli imputati, tutti agenti degli apparati di sicurezza egiziani, erano quattro: uno è stato assolto, mentre agli è stata inflitta una pena di dieci anni per il sequestro e le torture. Una pena più lieve della richiesta della Procura, ma che ricostruisce finalmente la verità di quei terribili giorni, e stabilisce le responsabilità degli 007 egiziani.
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Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .
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