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- Il 26 ottobre entrerà in vigore la legge elettorale. Quello stesso giorno, la Rete per un voto libero e uguale intende presentare trenta ricorsi alla Corte costituzionale in altrettanti tribunali di tutta Italia: a sottoscriverli, 500 persone tra cui esponenti noti della politica, della cultura, della società civile.
- Nel fine settimana i socialdemocratici francesi hanno scelto il proprio candidato all'Eliseo, tramite primarie: sarà l'europarlamentare Raphaël Glucksmann. Mentre la leader dell'estrema destra Marine Le Pen, che viaggia serena nei sondaggi oltre il 30 per cento, ha già prenotato un posto al ballottaggio, nell'area di centrosinistra, conteggiava Le monde ieri, ci sono al momento in campo undici candidati. Una frammentazione che, se non si ricompone presto, rischia solo di favorire la destra. Vi ricorda qualcosa?
- Il Melonellum, la riforma elettorale tanto voluta da Giorgia Meloni, è diventata legge ieri. Nessun colpo di scena nel voto segreto: tutti i deputati della maggioranza sono stati ligi alle indicazioni. E anche le deputate, nonostante gli appelli al voto di coscienza arrivati fino all'ultimo secondo dalle opposizioni. Ribellatevi, hanno provato a convincerle. Con questa legge elettorale, i capilista bloccati, ossia gli unici che hanno l'elezione già in tasca, non dovranno rispettare alcun equilibrio di genere. Per assurdo, potrebbero anche essere tutti uomini.
- In una Camera piena come per le grandi occasioni, ieri, ha fatto un altro passo avanti la legge elettorale. Oggi è previsto il voto finale. Da una parte dell'emiciclo, quello della destra, si parlava dei ricorsi già annunciati alla Corte costituzionale, ostentando serenità: vedrete non la smonterà, giuravano. Dall'altra parte, quella delle opposizioni, il dibattito volente o nolente ricadeva sul tema dei prossimi passi della coalizione, in una sorta di divisione tra programmisti, che invocano di parlare del programma, e primaristi, che chiedono di organizzare queste benedette primarie.
- Ieri sera tra gli ospiti di Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, c'era Giovanni Di Lorenzo, giornalista italo-tedesco che dirige il settimanale con sede ad Amburgo Die Zeit. Dopo aver ascoltato per un po' gli altri ospiti che illustravano la legge elettorale in votazione alla Camera, ha sospirato: "Non vi invidio a dovervi occupare di questo argomento. Come fa un elettore normale a capire le leggi elettorali in Italia?".
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Il racconto della politica, i suoi tic, le sue contraddizioni, la propaganda e le polemiche. Quello che arriva da lontano, e quello che capita nel cortile di casa nostra. I grandi temi, ma anche le storie apparentemente minori, perché tutto intorno a noi è frutto di scelte politiche. Spiegate e commentate attraverso L’oblò di Francesca Schianchi. Tutti i giorni, dal lunedì al venerdì .
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