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Corriere della Sera – Francesco Giambertone
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    Sarà un'estate di guerre (cominciando dal Sudan)

    04/07/2026 | 25 min
    Qualcosa si è rotto nel mondo: ovunque si guardi, c’è un conflitto armato. Cominciamo dal Sudan, “la peggior crisi umanitaria in corso”, secondo le Nazioni Unite, conseguenza di una guerra civile entrata nel quarto anno di violenza, che ha già fatto 150 mila morti e minaccia oltre 13 milioni di persone. Lo raccontano da Khartoum Matteo D’Alonzo di Emergency e Philippe Kropf del Programma alimentare mondiale. Ma per questa prima speciale puntata del nuovo progetto di podcast settimanale della Redazione Esteri del Corriere della Sera, facciamo un ragionamento più ampio: sono in corso almeno 130 conflitti, nel conteggio del Comitato della Croce Rossa Internazionale; una tendenza in crescita negli anni Venti del Duemila, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto di ricerca sulla pace di Oslo. Che sta succedendo? 
    “Ci sentiamo assediati dai conflitti, così tanto che alla fine non vorremmo sentirli, e sicuramente non vorremmo reagire”, osserva Barbara Stefanelli, condirettrice del Corriere della Sera. “Ci sono momenti di attenzione vera, di struggimento anche, e poi seguono lunghe fasi di rimozione o anche più banalmente di distrazione”. Che fare, allora? “In questa fase storica l'onestà è un elemento fondamentale di come facciamo informazione”, continua, “l'onestà nell'esercizio del nostro lavoro, che resta quello di raccogliere notizie e riproporle con chiarezza, con la massima completezza possibile, per dimostrare che non c'è tutta questa distanza, che non c'è noi e loro, che non c'è noi e loro guardando al Sudan, che non c'è noi e loro guardando alle ragazze iraniane che somigliano tantissimo alle nostre ragazze, che non c'è noi e loro guardando la gente che è rimasta intrappolata per mesi, per anni a Gaza e che è molto più importante capire come aiutare la popolazione di Gaza che azzuffarci tra noi, con quello sdegno che ci riempie talmente tanto di compiacimento che poi non facciamo niente”.
    Dunque un podcast per ridisegnare la mappa di un mondo nel caos, come alle origini della cartografia, un tentativo di capirlo. E di reagire.  
    “Dopo la caduta del muro di Berlino, negli anni '90, c'era questa idea che si andava verso un mondo più pacifico, più giusto, con più democrazia - interviene Marilisa Palumbo, capo della redazione Esteri del Corriere - che la globalizzazione sarebbe equivalsa a più diritti, più libertà ovunque. Invece non è stato così. O meglio, lo è stato fino a un certo punto, ma poi c'è stata questa involuzione”. Persino Internet, che sembrava veicolo di libertà, è diventato strumento di repressione nelle mani degli autocrati. 
    “L’ordine liberale internazionale è entrato in crisi e siamo piombati in una sorta di età dell'impunità in cui gli Stati, ma anche attori non statali, possono fare delle cose inaudite senza pagarne le conseguenze”. 
    Ne abbiamo parlato anche con la politologa Nathalie Tocci, docente di Relazioni Internazionali alla Johns Hopkins University. “Si sta rompendo l'ordine internazionale, e per ordine intendiamo istituzioni, norme e quindi diritto internazionale. E perciò vediamo guerre intrastato, che a differenza del passato, stanno acquisendo sempre più dimensioni regionali o dimensioni globali, e anche guerre tra gli Stati”. Che erano quasi scomparse. “Ci potevano essere, come dire, accordi e disaccordi su 1.000 questioni, ma su una cosa erano tutti d'accordo: che la base del diritto internazionale, integrità territoriale e sovranità, diciamo, non si toccava”
    Tutto saltato, tutto da rifare. Molto lavoro per questo podcast.
  • Giorno per giorno

    Gli Usa non sono solo Trump: «Radio Italians», Beppe Severgnini risponde ai vostri vocali

    04/07/2026 | 23 min
    Nuova puntata dell’appuntamento domenicale di «Giorno per giorno»: le repliche dell’editorialista alle domande e osservazioni che avete mandato via WhatsApp al 345 6125226

    I fantasmi del 4 luglio e le spallate di Trump a un esperimento di democrazia unico
    Scommesse su guerre e leader politici: lo stop del Senato Usa ai mercati predittivi online
    I data center in Lombardia che rivoluzionano la pianura: «I cinque in costruzione a sud di Milano consumeranno come l’intera Bologna»
  • Giorno per giorno

    È partita la campagna elettorale? Chi è in campo per il Quirinale?

    03/07/2026 | 8 min
    I retroscena dei fatti più importanti degli ultimi 7 giorni in Italia

    Meloni: basta tabù sul Quirinale. Sì a una figura non di sinistra 

    Vannacci: «Meloni al Quirinale? Potremmo votarla, purché riveda alcune posizioni». Ecco le condizioni del generale

    Quirinale, caccia all’«identikit». Le prime rose nel centrodestra
  • Giorno per giorno

    Bombe su Kiev. Vigilanza Rai nel caos. In 250.000 per Ultimo

    02/07/2026 | 22 min
    Lorenzo Cremonesi parla del nuovo, pesantissimo attacco con missili e droni sull’Ucraina, in particolare sulla capitale. Antonella Baccaro spiega che cosa è successo ieri, con le dimissioni a catena dalla Commissione in stallo da mesi per la nomina di Simona Agnes a presidente dell’azienda. Natalia Distefano racconta come Roma si sta preparando al concerto di sabato sera del cantante, che ha battuto ogni record di presenze per l’Italia

    Vigilanza Rai, l'opposizione si dimette in blocco. Subito dopo lasciano anche i membri di maggioranza: «Si formi una nuova commissione con nuovo presidente»

    Concerto di Ultimo a Tor Vergata, rivoluzione mobilità: metro aperte h24, ma Manzoni e Re di Roma chiuse dalle 22. Vietate al traffico 14 strade

    Roma Tor Vergata, i fan di Ultimo aspettano nelle tende: «Così saremo in prima fila il 4 luglio»
  • Giorno per giorno

    Bomba nel Principato. Arresti per Ranucci. La Cina domani

    01/07/2026 | 19 min
    Stefano Montefiori parla degli sviluppi delle indagini sull’attentato di lunedì a Monaco contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev. Rinaldo Frignani riepiloga quello che sappiamo sui 4 arresti per la bomba fatta esplodere il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del conduttore di «Report». Federico Fubini racconta la scommessa di Pechino sull’automazione e sull’alta tecnologia (grazie anche a imponenti sussidi di Stato)

    Vadim Ermolaev, chi è l'oligarca nato a Dnipro e con passaporto cipriota nel mirino dell'attentato a Monaco
    Attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci, 4 arresti. Le intercettazioni: «Dobbiamo buttare i palazzi per terra»
    Robot che lavorano e piegano vestiti, zero figli (e divieto di fidanzarsi al liceo): perché l'automazione di Xi Jinping cambierà il nostro secolo
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