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    Intervist8lina Ep.28: Perché i SUPER RICCHI pagano sempre meno tasse?

    14/05/2026 | 32 min
    Nel 1995 il 50% più povero del Paese deteneva l’11% della ricchezza complessiva.

    Oggi è sceso sotto il 3%.
    Nello stesso periodo l’1% più ricco è passato dal 16% al 24% della ricchezza nazionale.

    Non è successo per caso: è il risultato di decenni di scelte politiche condivise da governi di ogni colore.

    L’IRPEF sui redditi più alti è passata dal 72% degli anni ’70 al 43% di oggi.

    E se i soldi li fai con attività finanziarie, paghi appena il 26%.

    Nel 2001 è stata abolita la tassa di successione: una scelta che, rispetto a Paesi come la Francia, vale ogni anno tra i 15 e i 20 miliardi sottratti alla collettività e concentrati nelle mani dei più ricchi.

    Anche l’IRES, la tassa sui profitti delle imprese, è stata ridotta dal 37% al 24%.
    Nel frattempo salari bassi, inflazione e fiscal drag hanno impoverito milioni di lavoratori, facendo crollare i consumi e indebolendo l’intera economia italiana.

    Per questo economisti critici e rappresentanti della società civile hanno lanciato la proposta di legge popolare “1% Equo”, rivolta esclusivamente all’1% più ricco del Paese.

    Come ricorda la campagna: “Ogni giorno senza questa legge perdiamo oltre 71 milioni di euro”.

    Ma quando si parla di diritti sociali, continuano a ripeterci che “non ci sono i soldi”.

    Ne abbiamo parlato con Andrea Fumagalli e Nadia Garbellini. Buona visione.

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    Pane e Volpi Ep.13: perché le GRANDI BANCHE fanno soldi mentre l’Economia Italiana collassa?

    13/05/2026 | 25 min
    Nei primi tre mesi del 2024 le cinque principali banche italiane avevano registrato oltre 6 miliardi di profitti.

    Nel 2025, quasi 7.

    Visto che tutto il resto dell’economia va male e che il governo continua a tagliare la spesa sociale, si era pensato di tassarle.

    E invece sono esplose: nei primi tre mesi del 2026 hanno registrato un altro bel +10% abbondante.

    7,5 miliardi.

    Mezza finanziaria.

    E non è tutto.

    L’80% di questi utili, infatti, è concentrato in soli due istituti: Intesa Sanpaolo e UniCredit.
    Dal marzo 2022 — l’inizio della “Guerra Mondiale a Pezzi” contro il nuovo ordine multipolare — hanno guadagnato in Borsa rispettivamente il 200% e addirittura poco meno del 700%.

    E indovinate un po’ chi ci ha guadagnato di più.

    I principali azionisti di UniCredit sono BlackRock e Capital Group.

    Il primo azionista non istituzionale di Intesa — escluse quindi Fondazione San Paolo e Cariplo — è BlackRock.

    Sommando aumento del valore delle azioni e dividendi, fatto 100 l’investimento di BlackRock in queste due banche nel 2022, oggi — al netto dell’inflazione — se ne ritrova 555.

    Tradotto in termini reali: dai 3 miliardi investiti nel 2022, oggi se ne ritrova 15,8.

    Che, depurati dall’inflazione, diventano poco meno di 14.
    Insomma: investendo 3 miliardi, in poco più di quattro anni hanno incassato poco meno di 11 miliardi.

    Per fare un confronto, nel 2023 lo Stato italiano per il reddito di cittadinanza ha speso meno di 7 miliardi.

    Ne abbiamo parlato con il nostro Alessandro Volpi

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    Intervist8lina Ep.27: Pino Arlacchi: “Libererò l’ONU dall’imperialismo USA”

    13/05/2026 | 32 min
    Potremmo presto avere un italiano, e soprattutto un rappresentante del Sud globale, alla Segreteria generale dell’ONU.

    Alla fine di quest’anno scade il mandato di António Guterres e Pino Arlacchi — già senatore, europarlamentare e sottosegretario generale delle Nazioni Unite — potrebbe succedergli.

    Sarebbe un’occasione storica per rifondare le Nazioni Unite e far uscire il diritto internazionale dalla sorta di morte cerebrale in cui è entrato negli ultimi anni.

    Un’occasione per non ripetere le tragedie del Novecento, quando alla crisi della Società delle Nazioni seguì la Seconda guerra mondiale, e per ridare vita ai principi fondamentali della democrazia tra le nazioni e dell’autodeterminazione dei popoli: l’unica via per evitare una nuova grande guerra e garantire una nuova fase di pace.

    Arlacchi si propone come il candidato ideale di quella maggioranza di Paesi che chiede riforme sostanziali dell’Organizzazione, a partire dall’eliminazione dei privilegi dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

    L’obiettivo è impedire che l’Occidente continui a tenere in ostaggio l’istituzione, ostacolando la realizzazione del suo spirito originario: una governance globale capace di prevenire i conflitti tra Stati e di intervenire in caso di violazioni del diritto internazionale.

    Quali siano concretamente le proposte di riforma di Arlacchi lo sentirete tra pochissimo: si tratta, secondo i suoi sostenitori, di riforme che avrebbero potuto evitare il genocidio di Gaza, la guerra in Ucraina e l’aggressione all’Iran, solo per citare le crisi più eclatanti degli ultimi anni.

    Arlacchi avrebbe importanti possibilità di essere eletto.

    Come sentirete, molto dipenderà dalla Cina.

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    Desaparecinema Ep.15: Gli sceneggiatori e i registi occidentali al servizio della NATO

    11/05/2026 | 21 min
    Dobbiamo aggiornare Carpenter e il suo Essi vivono.

    Oggi se inforchi gli occhiali da sole non vedi più solo i padroni del mondo, ma anche i loro agenti: i registi e gli attori cinematografici occidentali statunitensi ed europei, e le grandi major.

    Inforco gli occhiali

    Lo diciamo da sempre: ormai per vincere una guerra non bastano più le bombe. Servono storie. Bisogna costruire narrazioni.

    Si dice che se aveste chiesto a David Lynch quale messaggio nascosto ci fosse nei suoi film, lui avrebbe risposto, infastidito: “Se volevo mandare un messaggio non facevo un film, usavo il fax”.

    Ma se il messaggio riguarda la sicurezza globale, il riarmo e la geopolitica del terrore, forse è meglio usare uno sceneggiatore della Writers Guild, cioè la Gilda degli sceneggiatori, il loro sindacato.

    Qualche giorno fa il Guardian ha scoperchiato il vaso di Pandora: la NATO sta portando avanti una serie di incontri "informali" con l'élite creativa dell'audiovisivo. Lo ha già fatto a Los Angeles, Bruxelles, Parigi. Prossima fermata: Londra. E nella writing room, come è chiamata la riunione di sceneggiatura di un film o una serie, ci sono le gilde degli sceneggiatori occidentali.

    Funzionari come James Appathurai siedono al tavolo con chi scrive i prossimi blockbuster o le serie Netflix che divorerete stasera.

    Appathurai è l’uomo che si occupa di minacce ibride e cyber-warfare: attualmente infatti ricopre la carica di Vice Segretario Generale Aggiunto della NATO per l'Innovazione, l'Ibrido e la Cibernetica, ed è stato uno dei tre rappresentanti della NATO alla Conferenza Bilderberg del 2024, l’incontro annuale esclusivo dell'élite politica e imprenditoriale europea e nordamericana.

    Loro dicono che sono i registi a voler capire "come funziona la NATO". Ma tra le righe delle cronache internazionali, si legge un’altra sceneggiatura.

    Perché la NATO ha bisogno del cinema?

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    Lo Spuntino Ep.37: 9 MAGGIO: quando il Popolo sconfisse il nazifascismo

    10/05/2026 | 18 min
    9 maggio

    Per ogni sincero democratico europeo, dovrebbe essere in assoluto la ricorrenza per eccellenza.

    Il giorno della sconfitta definitiva del nazifascismo.

    Nell’Europa dominata dal revisionismo, è diventata al contrario la giornata dell’imbarazzo.

    Quello che le élite europee vogliono a tutti i costi che venga rimosso è il ricordo di chi è stato il vero protagonista di quella epocale, fondamentale vittoria.

    Da circa 40 anni tutta la propaganda occidentale, e le istituzioni “democratiche” europee, fanno di tutto per imporre ai popoli europei un’amnesia di massa sul ruolo dell’unione sovietica e sui 27 milioni di cittadini sovietici che hanno sacrificato la loro vita per salvare l’Europa.

    Un lavaggio del cervello di dimensioni colossali, particolarmente importante proprio oggi, mentre l’occidente collettivo si riarma fino ai denti proprio per ribaltare l’esito di quella vittoria, e distruggere l’embrione di ordine internazionale che ne era emerso.

    E lo fanno a partire dal riarmo in particolare di Germania e Giappone, i due grandi sconfitti, che oggi sono assetati di vendetta come non mai.

    Rimuovere il 9 maggio poi ha un altro obiettivo.

    A vincere la Guerra infatti fu l’URSS. vale a dire il primo tentativo su grande scala di un popolo di prendere il potere e organizzarsi in modo autonomo dopo aver tagliato la testa a quelle oligarchie che oggi dominano in modo così incontrastato tutto l’Occidente.

    Esattamente quella possibilità che le élite vogliono in ogni modo venga rimossa.

    Ed esattamente il motivo per il quale dovremmo trasformare questa data nella vera grande festa della liberazione dei popoli europei dal nazifascismo.

    Per ricostruire insieme il significato di questa giornata, vi riproponiamo un video leggendario del collettivo di ottosofia dedicato a questo tema.

    Buona visione

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