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    I Pipponi del Marru Ep.25: CEUTA: l’affare MILIARDARIO che i media nascondono

    05/08/2026 | 10 min
    Che cosa c’entrano la crisi di Ceuta, la guerra contro l’Iran, i dazi di Trump, il mercato mondiale dei fertilizzanti e gli affari della monarchia marocchina e della famiglia Koch?

    Apparentemente niente.

    In realtà sono tutti pezzi della stessa gigantesca macchina coloniale.

    Nel Sahara Occidentale occupato dal Marocco passa il nastro trasportatore più lungo del mondo: oltre cento chilometri che ogni ora portano verso l’Atlantico migliaia di tonnellate di roccia fosfatica, una materia prima indispensabile alla produzione di fertilizzanti e quindi alla sicurezza alimentare globale.

    La holding della famiglia reale vende l’energia necessaria a far funzionare questo sistema. Trump ne legittima politicamente il controllo, riconoscendo la sovranità marocchina sul Sahara in cambio della normalizzazione con Israele.

    Poi gli Stati Uniti attaccano l’Iran, Hormuz si blocca, i fertilizzanti rincarano e Washington spalanca il mercato americano ai fosfati marocchini. Diciotto giorni dopo, la famiglia Koch entra in affari con il colosso statale OCP.

    La guerra provoca la crisi. La politica apre il mercato. Il capitale incassa.

    E i migranti di Ceuta? Sono insieme arma di ricatto e arma di distrazione di massa.

    Una storia che sembra una radiografia perfetta di come funziona il Colonialismo del XXI Secolo
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    Otto(lina) e mezzo Ep.42: Meloni ha deciso di smantellare lo Stato Sociale prima delle elezioni

    31/07/2026 | 31 min
    Conti alla mano, Alessandro Volpi dimostra come con la prossima legge di bilancio il governo Meloni si appresta a dare il colpo di grazia definitivo a quel che resto dello Stato Sociale, per favorire riarmo e speculazione finanziaria.

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    Fest8lina 26’ Ep.5: Una modernità senza capitalismo è possibile?

    30/07/2026 | 27 min
    Per decenni abbiamo dato per scontato che esistesse un solo modo di essere moderni.

    Un solo modello economico, un solo sistema politico, un solo percorso di sviluppo. L’Occidente non si limitava a essere la principale potenza del pianeta: pretendeva di rappresentare il futuro dell’umanità.

    Oggi questo monopolio si sta incrinando.

    Gli Stati Uniti e i loro alleati conservano una forza militare, finanziaria e tecnologica straordinaria. Ma non sono più gli unici in grado di innovare, costruire grandi sistemi industriali, orientare il commercio mondiale o dettare le regole della competizione globale.

    È da qui che parte la riflessione di Carlo Formenti e Alessandro Visalli nei due volumi di Oltre l’Occidente.

    Per Visalli, il cuore dello scontro non riguarda soltanto mercati, materie prime o microchip. La vera posta in gioco è il controllo della tecnica. Ma la tecnica non è mai neutrale: ogni tecnologia incorpora una precisa idea del rapporto tra individuo e collettività, tra uomo e natura, tra economia e politica. In altre parole, una diversa visione del mondo.

    Da questo punto di vista, la Cina rappresenta qualcosa di molto più profondo di una semplice potenza economica emergente. Sta dimostrando che è possibile costruire una modernità diversa da quella occidentale, integrando pianificazione, industria, ricerca, finanza pubblica e infrastrutture dentro un progetto politico autonomo. Non si tratta soltanto di produrre più automobili elettriche o più intelligenza artificiale, ma di decidere in modo indipendente quale direzione debba prendere lo sviluppo.

    Ed è proprio questa possibilità, forse ancora più della sua crescita economica, a renderla così difficile da accettare per l’Occidente.

    Formenti affronta invece un’altra domanda decisiva: perché una parte così ampia della sinistra europea continua a leggere Cina, Russia e Sud globale attraverso categorie costruite durante l’egemonia occidentale? E come è stato possibile che, abbandonando l’analisi dell’imperialismo e del conflitto di classe, una parte della sinistra sia finita per condividere molti degli stessi presupposti del liberalismo che diceva di combattere?

    Ne abbiamo parlato a Fest8lina 2026 in una discussione che prova ad andare oltre gli slogan e a interrogarsi sul significato della transizione multipolare che stiamo vivendo.

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    Fest8lina Ep.4: Perché l’economia sovietica funzionava incredibilmente bene?

    28/07/2026 | 47 min
    Per decenni ci hanno raccontato che la pianificazione sovietica fu soltanto burocrazia, inefficienza e sacrificio imposto alle masse.

    Ma i dati raccontano una storia molto diversa.

    In pochi anni l’Unione Sovietica trasformò un Paese agricolo, arretrato e circondato dalle potenze capitalistiche in una grande potenza industriale. Investì nell’istruzione, abbatté l’analfabetismo, costruì una base produttiva senza la quale la vittoria contro il nazismo sarebbe stata impossibile e riuscì ad aumentare anche i consumi popolari.

    Come funzionavano davvero i piani quinquennali? Perché venne data priorità all’industria pesante? La successiva stagnazione dimostra il fallimento della pianificazione o viene giudicata attraverso criteri costruiti per le economie capitalistiche?

    A Fest8lina 2026, l’economista e filosofo Vladimiro Giacché ricostruisce la storia della pianificazione dall’URSS alla Cina e smonta molti dei luoghi comuni più radicati. Perché il crollo sovietico non chiuse affatto la competizione tra piano e mercato: mentre l’Occidente privatizzava tutto e rinunciava a qualsiasi strategia, Pechino conservava lo Stato, le imprese pubbliche e i piani quinquennali come strumenti per governare lo sviluppo.
    E oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Un approfondimento indispensabile per capire perché il mercato non pianifica il futuro: pianifica soltanto il profitto.
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    Desaparecinema Ep.20: Citizen Vigilante, Vannacci e Gola profonda

    27/07/2026 | 24 min
    Avete presente i porno degli anni ’70? Citizen Vigilante è un b-movie costruito esattamente con quella stessa, identica pigrizia strutturale. Una pellicola di 89 minuti che potrebbe tranquillamente durare un quarto d'ora, ma che viene allungata a dismisura per giustificare e "preparare" quei 3 o 4 picchi di violenza shock.
    Deve essere per questo che Il film è andato virale sui social: a fine giugno, con il supporto di Elon Musk, il regista ha caricato il film intero gratis su X per una finestra limitata di 24-48 ore (come protesta contro quella che ha definito censura europea). E ha fatto più di 14 milioni di visualizzazioni!
    Nei porno anni '70, prima che i personaggi iniziassero a ingropparsi tra di loro, c’erano infiniti minuti di recitazione tipo quella dei film di Veltroni e inquadrature fisse su persone che parlano del nulla (l’idraulico che spiega il guasto alla casalinga, o Cuperlo che parla di Calenda a Gasparri). In Citizen Vigilante, Uwe Boll riempie la stragrande maggioranza del minutaggio con scene in cui Michael Sanders (Armie Hammer) cammina con aria cupa per le strade di un'Europa volutamente squallida; con dialoghi piatti, ripetitivi e incredibilmente didascalici sul collasso della civiltà, la magistratura corrotta e la perdita di valori; oppure con monologhi interiori o confronti statici che non fanno progredire minimamente la trama.
    E attenzione! Alcuni porno degli anni ’70 erano pure dei buoni film, rispetto a Citizen Vigilante! Tipo Miss Jones di Gerard Damiano, l’autore del più famoso Gola profonda e alcuni film con Moana Pozzi, tra cui uno dal titolo particolarmente sofisticato e velato: Buco profondo.
    E chi non vede il video intero è Cuperlo.

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