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    Otto(lina) e mezzo Ep.3: Perché La Sinistra preferisce la Guerra di Trump alla Pace di Xi?

    19/05/2026 | 21 min
    “Xi Jinping è senz’altro un despota dall’Ego smisurato e dagli impulsi bellicisti”

    Ad affermarlo pubblicamente ai microfoni de La7 è Santa Mariolina Sattanino, l’enfant prodige della Telekabul di Sandro Curzi, nonché braccio destra di Michele Santoro ai tempi di Samarcanda e il Rosso e il Nero.

    Meno male che in studio c’era anche il volto televisivo per eccellenza della sinistra “radicale”: sua Eminenza Tomaso Montanari.

    Che di sicuro l’ha rimessa al suo posto.

    Certo, come no.

    Visto che non è particolarmente sveglio, la Gruber prova a offrirgliela su un piatto d’argento: “lei pensa che ci si possa fidare di più del presidente cinese?”

    “Non penso”, risponde Montanari. “È un regime terribile, non è certo un posto dove io vorrei vivere”

    Secondo molti si tratta di una figura di merda epocale.

    Purtroppo, potrebbero non aver capito le regole del gioco: come D’alema ai suoi tempi, Montanari, per continuare ad essere amato dai salotti televisivi italiani, deve dimostrare di aver capito benissimo da che parte bisogna stare, con più convinzione e più fervore ideologico degli altri.

    Sono le regole ferree della propaganda ai tempi della Terza Guerra Mondiale a Pezzi. Si possono sollevare critiche su cose velleitarie e irrilevanti, ma quando si tratta della Contraddizione Principale, bisogna dire chiaramente da che parte si sta. Senza se, e senza ma.

    Per giustificarlo, Santa Mariolina Sattanino arriva a sostenere l’insostenibile. “Xi Jiping ha distrutto l’economia cinese. La Cina è in crisi. Non può essere messa sullo stesso piano degli USA”

    Per capire il livello che ha raggiunto da un lato la propaganda, e dall’altro la voglia di assecondarla da parte della cosiddetta sinistra radicale per guadagnarsi un posto al sole nei salottini buoni, basta sentire l’intervento del terzo ospite della trasmissione.

    Si chiama Franco Bernabè. È uno dei più importanti manager italiani, tra i protagonisti indiscussi della tragica stagione delle privatizzazioni, nonché già vicepresidente di Rothschild Europe.

    Insomma, un rappresentante di primissimo piano dell’1%.

    Ma che rispetto alla Sattanino e a Montanari sembra Thomas Sankara.

    “Non mi riconosco assolutamente in questa descrizione della Cina”, sottolinea Bernabè.

    “La Cina è un Paese molto molto complesso, dove i poteri sono abbastanza distribuiti, dove a livello locale il potere della politica è molto forte, dove il consenso viene comunque ricercato. Non è un Paese è guidato da un despota”. Anche sulla crisi sottolineata da quella sofisticata economista della Sattanino, Bernabé ha qualche perplessità: “la Cina è un Paese che sta risorgendo dal secolo dell'umiliazione inflitta dall'Occidente. Metà della della manifattura mondiale oggi è prodotta in Cina. Prima di dire che la Cina è in crisi ci penserei un attimo”.

    La domanda allora è: perché gli esponenti della “sinistra” vogliono in ogni modo scavalcare a destra anche gli esponenti delle stesse oligarchie occidentali?

    Sono semplicemente poco svegli, o c’è dell’altro?

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    Otto(lina) e mezzo Ep.1: L’Unione Europea si è appena comprata la Colonia Ucraina?

    16/05/2026 | 20 min
    Meno male che volevano difendere l’Ucraina?

    Dopo aver usato 1 milione di ucraini come carne da macello per la loro guerra di procura, l’Unione Europea si appresta a comprare il paese, e ridurlo definitivamente in schiavitù.

    I soldi ce li mettiamo noi comuni cittadini. 90 miliardi. Gli incassi però vanno alle nostre Oligarchie. Che in una botta sola si comprano un intero paese, e pure l’esercito e la sua economia di guerra. Indispensabili per continuare la guerra per procura, fino all’ultimo ucraino.

    Senza che né i cittadini europei, né quelli ucraini possano dire la loro. Né oggi, né mai.

    E te credo che erano tutti contenti quando Orban ha perso le elezioni.

    Con il buon Matteo Bortolon, firma tra le più autorevoli e prolifiche de La Fionda, siamo andati a vedere dentro ai tecnicismi del prestito da 90 miliardi sbloccato dopo la sconfitta elettorale dell’ex Uomo Forte di Budapest. E quello che abbiamo visto è peggio di ogni aspettativa.

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    Otto(lina) e mezzo Ep.2: Trump prepara altre guerre, e la fine della “democrazia” negli USA

    16/05/2026 | 52 min
    Il Nuovo Ordine Mondiale c’è già.

    È l’ordine asiatico policentrico.

    Negli anni ’10, zitto zitto, ha sostituito l’unipolarismo statunitense.

    E la “Guerra Mondiale a Pezzi” in corso è il colpo di coda degli USA, che non possono accettare questo nuovo ordine.

    È questa, in estrema sintesi, la tesi di Adolfo Pepe, già professore ordinario di Storia contemporanea e preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo.

    Ed è uno dei più raffinati e profondi analisti geopolitici attualmente in circolazione.

    Nel mondo del professor Pepe, i termini vaghi e approssimativi della propagandistica occidentale vengono sistematicamente ribaltati e diventano tassellini di una costruzione teorica di una chiarezza e di una potenza senza pari, in grado di dare un senso preciso a tutti i fenomeni apparentemente caotici che sembrano accadere davanti ai nostri occhi senza alcuna razionalità.

    Ed ecco che, magicamente, si scopre che la vera potenza revisionista dell’ordine internazionale sono gli Stati Uniti. Che l’apparentemente caotica strategia dell’amministrazione Trump non solo non ha niente di irrazionale, ma addirittura è l’unica possibile e necessaria.

    Ma anche che la guerra contro l’Iran ha poco o niente a che fare con Israele ed è stata programmata scientificamente da ormai quasi dieci anni.

    Che quella in Ucraina non può neanche essere definita propriamente guerra.

    E che gli USA sarebbero già nel bel mezzo di una vera e propria guerra civile.

    A renderla inevitabile, il fatto che gli USA, per dichiarare guerra al nuovo ordine asiatico policentrico, si devono letteralmente trasformare in un Impero.

    E lo status di Impero è incompatibile con la democrazia e con le vecchie catene di comando, che devono essere completamente ridisegnate. Con la forza.

    Di tutto questo e di molto altro abbiamo avuto l’onore di parlare con il professor Pepe in una delle più importanti e stimolanti interviste mai pubblicate da OttolinaTV.

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    Intervist8lina Ep.29: La Russia si avvicina a Kostjantynivka e punta alla conquista del Donetsk

    15/05/2026 | 33 min
    Negli ultimi 2 giorni, proprio in contemporanea al vertice USA-Cina, in la Russia ha sferrato gli attacchi aerei più pesanti dall’inizio della guerra.

    E sul fronte la realtà sembra essere un tantino diversa da come la propaganda occidentale la racconta.

    Mosca si sta avvicinando a Kostjantynivka e nei prossimi mesi potrebbe puntare a prendersi tutto il Donetsk prima di riaprire il tavolo delle trattative.

    Non perdetevi tutti gli aggiornamenti sul fronte con Davide Montingelli.

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    Intervist8lina Ep.28: Perché i SUPER RICCHI pagano sempre meno tasse?

    14/05/2026 | 32 min
    Nel 1995 il 50% più povero del Paese deteneva l’11% della ricchezza complessiva.

    Oggi è sceso sotto il 3%.
    Nello stesso periodo l’1% più ricco è passato dal 16% al 24% della ricchezza nazionale.

    Non è successo per caso: è il risultato di decenni di scelte politiche condivise da governi di ogni colore.

    L’IRPEF sui redditi più alti è passata dal 72% degli anni ’70 al 43% di oggi.

    E se i soldi li fai con attività finanziarie, paghi appena il 26%.

    Nel 2001 è stata abolita la tassa di successione: una scelta che, rispetto a Paesi come la Francia, vale ogni anno tra i 15 e i 20 miliardi sottratti alla collettività e concentrati nelle mani dei più ricchi.

    Anche l’IRES, la tassa sui profitti delle imprese, è stata ridotta dal 37% al 24%.
    Nel frattempo salari bassi, inflazione e fiscal drag hanno impoverito milioni di lavoratori, facendo crollare i consumi e indebolendo l’intera economia italiana.

    Per questo economisti critici e rappresentanti della società civile hanno lanciato la proposta di legge popolare “1% Equo”, rivolta esclusivamente all’1% più ricco del Paese.

    Come ricorda la campagna: “Ogni giorno senza questa legge perdiamo oltre 71 milioni di euro”.

    Ma quando si parla di diritti sociali, continuano a ripeterci che “non ci sono i soldi”.

    Ne abbiamo parlato con Andrea Fumagalli e Nadia Garbellini. Buona visione.

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