Chi vincerà la 98esima edizione degli Oscar questa notte?
Non potrebbe fregarmene di meno, e spero sia così anche per voi. Gli Oscar, che Elio Petri riteneva una roba imbarazzante, sono un premio nato nel 1927 voluto dai fondatori delle prime major hollywoodiane per non pagare i giusti compensi ad attori e registi che si stavano sindacalizzando nella metà degli anni ’20.
E fin dagli albori del cinema i dirigenti cinematografici hanno fatto tutto il possibile per tenere le loro battaglie sindacali lontane dalla stampa e dagli schermi.
Perciò le ricordiamo noi.
Ma allora perché oggi parliamo di Oscar? Perché stanotte tra i film con il maggior numero di nomination, 13, c’è Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson con Leonardo Di Caprio e Benicio Del Toro. E con Sean Penn, che qui assomiglia terribilmente a Greg Bovino, comandante della Border Patrol: entrambi si occupano di operazioni di polizia sui confini degli Stati Uniti. Entrambi sono simbolo della lotta feroce agli immigrati.
Un film, "Una battaglia dopo l’altra", in cui Anderson – oltre a molte altre cose – sceglie di mettere in scena tre modi di fare la rivoluzione. Di cui solo uno è quello giusto.
E chi non vede il video intero è Greg Bovino.
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