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    I Pipponi del Marru Ep.18: Russia, Cina e Iran sono TROPPO DEMOCRATICHE?

    21/04/2026 | 14 min
    Le cosiddette “autocrazie” sono troppo democratiche?

    Sembra un paradosso, ma, ahimè, potrebbe non esserlo.

    Da quando gli USA hanno deciso che, per difendere la loro egemonia globale, era arrivato il momento di dichiarare guerra al resto del mondo, le cose non sono andate granché bene.

    Prima c’è stata la disfatta della guerra per procura in Ucraina, che però, appunto, era per procura. E la Russia, come direbbe Elio, avrà pure tanti problemi, ma di sicuro non quello del ritmo, almeno sul campo di battaglia.

    Per rifarsi, allora, gli USA ci hanno riprovato con un peso decisamente più leggero come l’Iran. Per non correre pericoli, a questo giro ci si sono buttati direttamente in prima persona, e senza badare a spese: nell’arco di tre giorni hanno fatto fuori più Patriot che in quattro anni di guerra in Ucraina.

    Ma ciò nonostante, a quanto pare, il risultato è stato comunque deludente. Una disfatta, quindi.

    Eppure, tutto sommato, se li guardi da vicino, non sembrano essere poi così turbati. I mercati finanziari, il cuore del potere USA, sembrano tutto sommato piuttosto rilassati. Anzi, hanno recuperato terreno e gli investimenti privati sono al top.

    Com’è possibile?

    Il punto è che è cambiato il paradigma: è iniziata l’era dell’hard power, la forza bruta. C’è arrivato pure un personaggio sicuramente non noto per il suo acume, come Mario “volete la pace o i condizionatori” Draghi. “Addio alla saggezza dei mercati”, ha dichiarato. “Lo Stato e la geopolitica tornano centrali”.

    Ora, quando a dominare è la forza bruta, a vincere è chi è in grado di concentrare di più il potere: una sola catena di comando, un solo centro di potere.

    E in questo, paradossalmente, il mondo libero e democratico batte le autocrazie dieci a zero.

    Nell’Occidente collettivo, infatti, nonostante la pletora di stati e statarelli coinvolti e nonostante la retorica sul ruolo della cosiddetta società civile, il potere è concentrato tutto nelle mani di una ristrettissima oligarchia.

    Sono i re della finanza, quelli che dirigono a proprio piacere i mercati finanziari statunitensi. Proteste, dibattiti, governi che si alternano, alleati che si lamentano: tanto rumore per niente. Alla fine, quando i padroni del mondo decidono, tutti gli altri piegano la testa e si adeguano, anche quando la decisione va palesemente contro i loro interessi.

    Tra le autocrazie, invece, paradossalmente, vale esattamente il contrario. Ogni paese si fa tendenzialmente i fatti suoi e rivendica in ogni occasione la propria sovranità. E, all’interno dei singoli paesi, quando il potere non riesce a garantire gli interessi materiali della maggioranza, scoppia un putiferio.

    È il paradosso dei paradossi.

    Proprio mentre in Occidente sale la marea di un’opinione pubblica che chiede la testa dei re e degli zar, l’osservazione disincantata della realtà sembrerebbe suggerire che, per sconfiggere definitivamente il principale nemico dell’umanità, le autocrazie dovrebbero diventare molto più autocratiche.

    Ci riusciranno?

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    Desaparecinema Ep.13: Decolonizzare l’immaginario per decolonizzare il mondo da USrahell.

    20/04/2026 | 18 min
    Spero mi scuserete se ultimamente sono leggermente ossessionato da Hollywood. Ma come ormai avrete capito, considero la seconda industria per fatturato statunitense dopo quella delle armi essa stessa un’industria militare.

    Che però invece che militarizzare il mappamondo militarizza i cervelli degli antropologicamente piddini. E quindi ha le stesse responsabilità degli eserciti imperialisti sionstatunitensi nell’aver messo il mondo a ferro e fuoco. Anzi, ritengo che abbia la responsabilità principale: se il nostro immaginario, attraverso la narrazione dell’industria dell’immaginario per eccellenza, non fosse stato colonizzato, non avremmo accettato passivamente la colonizzazione del mondo.

    Come dice una dodicenne coprotagonista del nostro film _D’istruzione pubblica_, in queste settimane nelle sale cinematografiche di tutta Italia: “Non è mai il popolo a far partire la guerra”. Giusto. Però troppo spesso il popolo la guerra la accetta e la sostiene. E come dice sempre Emma, evidentemente ispirata da Gramsci, nel nostro film: “L’unica soluzione contro le guerre è istruirsi”.

    Per questo è importante e urgente acquisire la massima consapevolezza possibile rispetto a questo aspetto così sottile, quasi invisibile, e dunque così efficace, del comparto militare industriale della sionsfera.

    Solo decolonizzando le nostre menti, cioè istruendo il nostro cervello a non credere più alle parole d’ordine del potere, potremmo sperare di decolonizzare il mondo dal cancro di Usrahell.
    Per esempio potremmo iniziare a capire che non solo Hollywood è stata a braccetto col nazismo per anni. Ma soprattutto che il nazismo non è mai morto, e che, carsicamente, ha attraversato tutto il ‘900 fino a riemergere oggi più in forma che mai.

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    Intervist8lina Ep.23: Gli USA accumulano nuove forze in Medioriente e si preparano all'escalation

    17/04/2026 | 25 min
    Filtra ottimismo dai negoziati di pace.

    Secondo la Reuters l’Iran, gli USA e Israele avrebbero fatto decisivi passi avanti per trovare un accordo sul nucleare iraniano, la gestione dello stretto di Hormuz e la guerra in Libano.

    Anche Trump ieri ha dichiarato essere vicina la fine della guerra.

    Ma è davvero così?

    Gli USA nel frattempo stanno accumulando forze militari in Medioriente, non possono permettersi di lasciare la regione con nuovi rapporti di forza a favore di Teheran e sappiamo come hanno usato in passato i negoziati per manipolare l’altra parte.

    A non essere per niente ottimista su una soluzione diversa da quella dell’escalation è il Generale Maurizio Boni.

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    Intervist8lina Ep.22: L'Italia romperà con USA e Israele? Ft. Ambasciatore Carnelos

    16/04/2026 | 24 min
    L’Italia è in mezzo a una tempesta perfetta. Dopo aver abbandonato negli scorsi anni qualsiasi possibile partner strategico al di fuori dell’impero americano, adesso si ritrova tradita persino dai suoi principali avamposti. L’idillio tra Meloni e Trump è finito: il presidente americano ha rilasciato al Corriere un’intervista in cui si scaglia contro la premier, accusandola di non collaborare alla “liberazione” dell’Iran.

    Ma anche con Netanyahu i rapporti si incrinano: l’Italia ha deciso di non procedere con il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione, e Tajani è volato in Libano esprimendo solidarietà ai civili innocenti uccisi dallo Stato terrorista.

    Siamo davanti a un momento di svolta per la nostra politica estera, o si tratta solo di screzi destinati a ricomporsi presto? Ne abbiamo parlato con l’ex ambasciatore in Iraq Marco Carnelos.

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    Pane e Volpi Ep.11: perché NON nazionalizzare l’Energia OGGI è UN CRIMINE

    15/04/2026 | 35 min
    Crisi geopolitica = costi dell’energia alle stelle.

    Costi dell’energia alle stelle = extraprofitti.

    Extraprofitti = soldi presi dalle tasche degli italiani e consegnati alle OLIGARCHIE FINANZIARIE USA.

    Negli ultimi 5 anni Enel, Eni e Terna hanno fatto 70 miliardi di profitti.

    Il 72% è andato in dividendi, in gran parte nelle tasche dei VERI PADRONI DEL MONDO.

    Ed è solo l’antipasto.

    La GRANDE GUERRA dell’Impero contro il NUOVO ORDINE MULTIPOLARE è appena iniziata.

    L’energia costerà tanto. Per tanto.

    C’è una sola strada ragionevole: NAZIONALIZZARLA. Magari attraverso Cassa Depositi e Prestiti, magari emettendo obbligazioni che rappresentino un’alternativa valida a consegnare i risparmi degli italiani a BlackRock.

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