1744 episodi
- Sta succedendo qualcosa di importante.
Dopo le proteste di massa in Francia e in Spagna, anche i giovani tedeschi stanno rispondendo all’appello.
Sabato ci sono state, per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina, manifestazioni di massa in tutto il Paese contro la NATO e la corsa al riarmo.
A Berlino circa 20 mila persone, soprattutto giovani, hanno sfilato in una manifestazione che ricordava le prime mobilitazioni degli anni ’80 contro il riarmo voluto da Reagan e la decisione della NATO di posizionare in Germania missili americani a lunga gittata puntati contro l’Unione Sovietica.
Ma la cosa più importante è che, per la prima volta dal 2022, più di 300 sigle tra associazioni della società civile, sindacati e pezzi della Chiesa protestante hanno preso parte alla mobilitazione.
E anche rappresentanti della Die Linke e del partito di Sahra Wagenknecht sono saliti sul palco finale.
Il tutto mentre il gradimento di Merz è ai minimi storici e proprio nei giorni in cui il cancelliere si trovava a Kiev a promettere nuovi fondi per la continuazione della guerra e a stipulare nuovi, proficui contratti per l’apparato militare-industriale tedesco.
Bene. Il messaggio che arrivava dalla piazza è chiaro:
il passaggio dal welfare al warfare non potrà essere indolore per le oligarchie economiche occidentali.
E alla nuova grande guerra che stanno preparando in Europa, in una sorta di riedizione del Novecento, questa volta i popoli potrebbero mettersi di mezzo.
Dai tagli alla scuola pubblica francese alle speculazioni immobiliari spagnole, fino alle politiche di riarmo tedesche, c’è un unico filo rosso che tiene tutto insieme:
i soldi che vanno dalle nostre tasche ai padroni del mercato e, quindi, della politica occidentale.
E la guerra che questi padroni stanno conducendo contro tutti i Paesi che non si allineano al volere del cosiddetto “Occidente”.
Cioè al loro.
Ma nulla è deciso. La partita è in corso e sta a noi provare a rovinare i loro piani.
Anche perché sul fronte le cose stanno accelerando.
E non in meglio.
Come rivela il Financial Times, l’Estonia ha spostato le sue truppe a 50 chilometri dalla Russia. La Prima brigata di fanteria, la principale forza combattente del Paese, viene dispiegata a Jõhvi, capoluogo dell’Ida-Viru, l’unica contea estone a maggioranza russa.
«Dobbiamo partire dal confine e vincere le prime battaglie», ha detto al quotidiano britannico il colonnello Tarmo Kundla, comandante della brigata.
Tallinn ha anche firmato contratti per nove lanciarazzi statunitensi HIMARS, con missili da 300 chilometri di gittata. San Pietroburgo dista 260 chilometri.
E ieri il presidente del BND, l’intelligence estera tedesca, Martin Jäger, ex ambasciatore tedesco in Ucraina, ha parlato davanti alla commissione del Bundestag che controlla i servizi segreti.
Parlando della Russia, ha detto che nessun altro Paese rappresenta oggi per la Germania una minaccia «così diretta, ampia e concreta». Una minaccia che, secondo Jäger, potrebbe presto sfociare in una vera guerra.
Di tutto questo e di tanto altro abbiamo parlato con Claudio Celani, giornalista di EIR News e dello Schiller Institute.
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👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/ I Pipponi del Marru Ep.39: Perché i servi di Trump stanno sbroccando per le proteste francesi?
06/10/2026 | 20 minDall’Italia alla Spagna, fino alla Francia: il caro-vita sta riportando pezzi diversi della società europea in piazza.
In Italia si muovono soprattutto agricoltori e autotrasportatori, schiacciati dal caro-carburanti e da margini sempre più ridotti. In Spagna la miccia è la casa: sfratti, affitti fuori controllo e decine di migliaia di persone in piazza, ma con una frattura ancora evidente tra grandi città e territori rurali.
In Francia, invece, succede qualcosa di diverso. Studenti, insegnanti, pompieri e dipendenti pubblici iniziano a saldare vertenze diverse, e trovano organizzazioni — dalla CGT alla France Insoumise — capaci di trasformare la rabbia sociale in conflitto politico.
Ed è qui che una parte della nuova destra europea comincia a sbroccare. Per anni ha provato a monopolizzare il malcontento, spostandolo su immigrazione, identità e guerra culturale. Ma se la Francia dimostrasse che quella stessa rabbia può essere organizzata attorno a salari, servizi pubblici, redistribuzione e potere popolare, allora il problema non riguarderebbe più soltanto Parigi.
Perché una vittoria, da qualche parte, può diventare contagiosa.
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05/10/2026 | 21 minCosa c’entra “1984” di Orwell con Arturo Labriola, Pablo Neruda e Massimo Troisi?
Oggi vorrei spiegare perché Troisi era un gigante, anche politicamente: se è vero che la politica o è al servizio dei subalterni, degli ultimi, dei maltrattati (come li chiama Neruda), o non ce ne facciamo nulla; o è il tentativo di capirne le ragioni o è una rubrica di Gramellini; o viene dal popolo o non è. La politica quindi non è dire: i maltrattati hanno votato a destra quindi sono una massa di ignoranti, signora mia. Ma chiedersi: in cosa non li abbiamo ascoltati? Dove abbiamo NOI sbagliato? Perché non abbiamo risolto i loro problemi?
Troisi era un gigante, dicevo. E lo voglio dimostrare analizzando il suo ultimo film: "Il postino", che ha codiretto con Michael Redford (il regista di "1984" tratto dal romanzo distopico di Orwell). Un film, Il postino, che Troisi ha co-sceneggiato con un altro gigante come Furio Scarpelli, sulla base del romanzo dell’autore cileno Antonio Skàrmeta dal titolo Il postino di Neruda. Un film, che Troisi girò letteralmente fino alla morte.
E chi non vede il video intero è Gramellini.
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👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/Otto(lina) e mezzo Ep.65: LA GUERRA RUSSIA-NATO scoppierà a KALININGRAD? Ft. Generale Boni
03/10/2026 | 32 minDue giorni fa i giornali lanciavano questa bomba:
«Tensione su Kaliningrad, Mosca minaccia l’uso dell’atomica».
«Putin: pronti a usare i missili nucleari contro la NATO».
Porca puttana, avranno pensato gli ingenui lettori di questi autorevoli quotidiani: Putin allora è davvero il mostro che tutti dipingono.
Peccato che fosse l’ennesima fake news.
Putin non aveva affatto minacciato la NATO. Era successo esattamente il contrario.
Il 30 settembre Mosca aveva scritto alla NATO di essere pronta a usare tutto il proprio arsenale militare, incluse le bombe atomiche. Ma per fare cosa?
Per difendere la regione di Kaliningrad, e cioè l’exclave russa che si trova tra Lituania, Polonia e Mar Baltico e che appartiene alla Russia in base agli accordi di Potsdam del 1945.
Dal 1991, con il crollo dell’URSS e l’indipendenza delle Repubbliche baltiche, Kaliningrad si è ritrovata letteralmente isolata dal resto della Russia.
Negli anni Duemila la NATO ha poi inglobato anche Estonia, Lettonia e Lituania e, con la guerra in Ucraina, la situazione si è fatta sempre più tesa. Fino a quest’anno, quando sembra essere partita una vera e propria offensiva della NATO per riprendersi l’exclave.
Il 19 maggio il ministro degli Esteri lituano, Budrys, dichiara: «Dobbiamo dimostrare ai russi che possiamo penetrare la piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La NATO ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe nell’exclave».
Il 18 agosto la NATO avvia un’esercitazione militare di quattro giorni intorno a Kaliningrad, simulando un assedio.
E non finisce qui.
Il 15 settembre il ministro degli Esteri estone Tsahkna dichiara: «Potremmo semplicemente occupare Kaliningrad».
E il 22 settembre il Parlamento lituano modifica la Costituzione per rimuovere il divieto di installare sul proprio territorio basi militari straniere e armi di distruzione di massa.
Ed è solo a questo punto che la Russia ha voluto ricordare ai pacifici — e, ricordiamolo, sempre e comunque vittime — Paesi NATO che Mosca difenderebbe la regione come farebbe con qualsiasi altra parte del proprio territorio.
Ma di tutto questo sui giornali non c’è traccia. E la notizia è diventata:
«Putin minaccia la NATO con l’atomica».
Ricordatevelo: quando l’Italia entrerà in guerra, questi saranno gli stessi giornali che vi diranno che è solo per legittima difesa. E che, in fondo, se verrete spediti in trincea, potrete farlo con il sorriso, perché sarà solo per il vostro bene.
Ma con il generale e analista Maurizio Boni oggi non parleremo soltanto della situazione a Kaliningrad.
Sono giorni di particolare tensione, che non ci lasciano esattamente tranquilli.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato ieri che le fabbriche europee che producono armi per l’Ucraina rappresentano obiettivi militari legittimi e potenziali per la Russia.
Putin ha parlato al Valdai Club.
E, nel frattempo, nasce la «NATO di Bergen»: una NATO composta dai Paesi oggi più vicini agli Stati Uniti, che potrebbe forse puntare a escludere — e punire — quelli meno allineati.
Buona visione!
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👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/- Trent’anni fa, quando si parlava di automobili cinesi, in Europa si tendeva soprattutto a ridere. Oggi la Cina è il più grande produttore automobilistico del mondo, esporta milioni di veicoli e sull’elettrico ha costruito un vantaggio industriale che sta mettendo in difficoltà praticamente tutti i grandi produttori occidentali.
Ma come ha fatto la Cina, partendo con pochissima tecnologia propria, a costruire in pochi decenni un’industria capace di arrivare fin qui?
Per capirlo siamo entrati nelle fabbriche di ZEEKR e BAIC, abbiamo seguito da vicino alcune delle trasformazioni più importanti dell’automotive cinese e siamo andati a vedere cosa c’è dietro questa crescita.
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