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    Intervist8lina Ep.24: L’Europa ricompra il gas russo: la guerra in Iran fa finire quella in Ucraina?

    07/05/2026 | 32 min
    Mentre la Commissione ribadisce l’obiettivo di azzerare le importazioni del gas di Mosca entro il 2027, i dati dei primi quattro mesi del 2026 raccontano una realtà esattamente opposta.

    Le esportazioni di gas naturale liquefatto (Gnl) dalla Russia verso l’Unione Europea sono aumentate del 20,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 6,4 milioni di tonnellate.

    Circa il 49% delle esportazioni mondiali di Gnl russo finisce proprio nei porti europei: una quota doppia rispetto a quella che arriva in Cina.

    C’è poi la sempre più chiara riorganizzazione generale a cui il fronte occidentale, in maniera caotica, è costretto in questi mesi a causa delle ultime sconfitte militari.

    Gli Stati Uniti ritireranno alcune truppe dal vecchio continente e Paesi come la Germania si stanno riarmando pesantemente con l’obiettivo di avere un ruolo da protagonisti nelle prossime fasi della grande guerra.

    Anche sul campo di battaglia, contrariamente a quanto dice la propaganda, le cose non stanno andando benissimo.

    Nel mese di aprile i russi hanno occupato altri 212 chilometri quadrati di territorio ucraino, il che ha portato il totale del 2026 a circa 1.260 chilometri quadrati.

    E siamo solo ai primi di maggio.
    Nel 2025, in tutto l’anno, la Russia aveva occupato 5.600 chilometri quadrati di Ucraina (più del 2023 e del 2024 messi insieme).

    Insomma, tra sconfitte militari, crisi energetica, riorganizzazione delle forze e dialettica interna sempre più feroce, il fronte imperialista potrebbe davvero, prima della fine dell’anno, optare per una ritirata tattica in Ucraina?

    Ne abbiamo parlato con il direttore di Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani

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    I Pipponi del Marru Ep.24: Iran e Sauditi vogliono “SCHIACCIARE” gli Emirati?

    06/05/2026 | 13 min
    L’Iran ha detto ai sauditi che ha intenzione di schiacciare gli Emirati Arabi Uniti.

    Secondo quanto riportato dalla stampa, Teheran si sarebbe vantata con l’Arabia Saudita e l’Oman degli attacchi lanciati contro gli Emirati, e vorrebbe tentare di sfruttare la spaccatura tra i paesi del golfo.

    Ma di quale spaccatura parlano?

    Per quanto la reazione iraniana all’aggressione di USA e Israele abbia coinvolto un po’ tutti i paesi del Golfo, a non tutti è stato riservato lo stesso trattamento.

    Gli Emirati sono stati di gran lunga i più bersagliati.

    egraziarcazzo.

    Come riporta Middle East Eye “fonti iraniane ritengono che l’intelligence di Teheran abbia accertato che il ruolo degli emirati negli attacchi sia andato ben oltre l’ospitare basi statunitensi”.

    L’ipotesi è che gli Emirati abbiano messo a disposizione di USA e Israele alcune infrastrutture aeree
    e che abbiano anche effettuate operazioni false flag, in particolare contro l’Oman, cercando di attribuirle all’Iran
    in cambio, avrebbe ricevuto da Israele alcuni intercettori dell’Iron Dome e anche personale militare israeliano in grado di usarli al meglio
    e, secondo il Financial Times, anche un bel sistema di difesa laser ultra avanzato.

    Ma il trattamento speciale riservato da Teheran agli Emirati non avrebbe a che fare solo con l’escalation degli ultimi mesi. In realtà avrebbe radici ben più profonde.

    E per capirle bisogna indagare a fondo nella Bromance più intricata del Medio Oriente: quella tra il principe saudita Mohammed Bin Salman e il presidente emiratino Mohammed Bin Zayed

    MBS vs MBZ

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    I Pipponi del Marru Ep.23: Perché gli USA stanno perdendo la guerra ma guadagnano comunque?

    05/05/2026 | 23 min
    Sul Campo la Guerra degli USA contro l’Iran sembra una vera e propria disfatta.

    Eppure in questi 2 mesi la Finanza USA è andata come un treno, attirando capitali da tutto il pianeta.

    Non è la prima volta.

    Anche in Ucraina l’”Occidente Collettivo” guidato da Washington non è che abbia fatto esattamente un figurone.

    Eppure dal 2023 al 2025 i mercati finanziari USA hanno bruciato ogni record. L’unica inversione di tendenza si è registrata tra il gennaio 2025 e l’inizio dell’Operazione Epic Fury.

    E cioè quando il mondo era col fiato sospeso perché temeva che Trump fosse un corpo estraneo e avesse davvero intenzione di mettere fine alla Guerra Mondiale a Pezzi contro il Nuovo Ordine Multipolare.

    In quei 14 mesi, sostanzialmente per la prima volta dal 2008, mercati azionari emergneti, e anche mercati maturi, ma diversi dagli USA, hanno performato incredibilmente meglio dei primi della classe.

    Per far ritrovare a Wall Street il suo vecchio smalto, è servito che Trump si infilasse in un’altra avventura bellica, nonostante l’avesse fatto probabilmente nel peggiore dei modi possibili, e con i pegiori esiti possibili. Perché la Grande Finanza per riconoscere il primato USA vuole che Washington faccia la guerra, anche a costo di perderla?

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    Desaparecinema Ep.14: Redacted (Brian De Palma), Nella valle di Elah (Paul Haggis) e W. (O.Stone)

    04/05/2026 | 24 min
    Una domanda che ci siamo fatti tutti: se Hollywood è parte integrante del comparto militare industriale statunitense, perché certe volte i suoi film sembrano davvero dirci cose scomode?

    Risposta: perché nove volte su dieci è solo una sensazione.

    Quando lo fanno, per esempio come in quasi tutti i film contro la guerra che affrontiamo oggi, lo fanno senza mettere in discussione il paradigma.

    Come dice il mio amico Salvatore D’Acunto, non allargano mai il campo, lo sguardo, per mostrarci lo schifo del macrosistema all'interno del quale si svolgono le vicende dei personaggi.

    Un film, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa, lo fa: Essi vivono. Non a caso di John Carpenter, cioè di un filmmaker e dunque indipendente. Qui il campo “viene allargato” attraverso l’idea ingegnosa degli occhiali da sole che, una volta inforcati, mostrano l’orribile verità del capitalismo – il macrosistema appunto – dietro la mano di vernice dorata della propaganda. Mostrare la cornice del sistema è addirittura il tema stesso del film.

    Oggi analizziamo 3 film che mostrano l’assurdità e il ribrezzo della guerra e cerchiamo di capire se allargano lo sguardo, se mostrano la cornice del quadro o sono intrappolati nella tela: Redacted di Brian De Palma, Nella valle di Elah di Paul Haggis, W. di Oliver Stone.

    E chi non vede il video intero è la tela del quadro.

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    I Pipponi del Marru Ep.22: Il fotovoltaico Cinese salva Cuba dal COLLASSO?

    02/05/2026 | 10 min
    29 gennaio. Forrest Trump emana un ordine esecutivo che definisce Cuba una minaccia “inusuale e straordinaria”.

    All’inizio del mese con l’operazione lampo in Venezuela che aveva portato al rapimento di Maduro e della primera combatiente Cilia Flores, Trump aveva interrotto i rapporti di Cuba con il suo principale fornitore.

    Secondo molti osservatori, dopo oltre 60 anni di bloqueo, l’embargo illegale di Washington contro l’isola ribelle, potremmo essere di fronte a un uno due in grado di mettere definitivamente in ginocchio uno dei più importanti esempi di lotta anticolonialista del pianeta.

    Detto fatto. a metà marzo il sistema elettrico nazionale collassa, lasciando senza corrente milioni di persone. da allora i blackout sono diventati la normalità, e in alcune aree durano intere giornate

    La vittima più immediata è il sistema sanitario, il fiore all’occhiello del socialismo cubano.

    In meno di 3 mesi sono stati rinviati poco meno di 100 mila interventi chirurgici. oltre 10 mila riguardano bambini.

    Il prestigioso programma nazionale di vaccinazione è stato rimandato per migliaia di neonati.

    Mentre le condizioni igieniche e sanitarie del paese si avviavano al collasso.

    Oltre 1 milione di abitanti dell’isola, per l'approvvigionamento idrico, è totalmente dipendente dalle consegne delle autocisterne. che però sono ferme nei depositi per la mancanza di gasolio.

    Fermi nei depositi ci sono anche i mezzi adibiti all’igiene urbana. la monnezza si accumula ovunque. il caldo tropicale fa il resto. una devastante epidemia di dengue è dietro l’angolo.

    Il collasso sembrava inevitabile.

    ma purtroppo per Washington e i suoi complici in questo ennesimo tentato genocidio, come sottolinea Carlos Martinez su Morning Star, “la risposta del popolo cubano a questo assedio non è stata la resa. è stata la trasformazione. e uno degli atti di solidarietà internazionale più significativi nella storia della transizione verde globale”.

    Secondo la testata brasiliana clik petroleo e gas, “la Cina ha appena realizzato una delle transizioni energetiche più rapide mai registrate al mondo, e lo ha fatto sul territorio cubano. In soli 12 mesi, il governo di Xi Jinping ha costruito 75 dei 90 parchi solari previsti per l’isola, aggiungendo oltre 1.000 megawatt di capacità alla rete elettrica cubana con finanziamenti interamente cinesi”.

    In questo modo, in appena un anno, il peso del solare nel mix energetico totale dell’isola è passato dal 5,8 a oltre il 20%.

    “la velocità del progetto”, insiste l’articolo, “è impressionante anche per i leggendari standard cinesi”, con “alcuni impianti che sono entrati in funzione in soli 35 giorni dall’arrivo delle apparecchiature”.

    "Ciò che sta prendendo forma a Cuba”, scrive Carlos Martinez su Morning Star, “è una dimostrazione, in termini concreti, di come deve funzionare nella pratica la cooperazione Sud-Sud”. “La Cina fornisce tecnologia, finanziamenti, competenze e formazione a un paese sotto assedio, e lo fa senza condizionalità, e senza richiedere aggiustamenti strutturali e liberalizzazioni”. E così, dimostra concretamente “il suo impegno costante per la pace, il diritto internazionale e la prosperità globale”.

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