PodcastNotizieOttolinaTV

OttolinaTV

OttolinaTV
OttolinaTV
Ultimo episodio

1653 episodi

  • OttolinaTV

    Otto(lina) e mezzo Ep.15: l’Ucraina bombarda i BRICS per conto di Trump

    05/06/2026 | 31 min
    La Russia non era abbastanza.

    I droni che l’Ucraina ha lanciato ieri su San Pietroburgo sono un attacco frontale a tutti i BRICS, e non solo.

    In questi giorni, infatti, a San Pietroburgo si sta svolgendo il ventinovesimo Forum Economico Internazionale: 130 Paesi discutono di tutto lo scibile umano per costruire l’architettura commerciale e finanziaria del Nuovo Ordine Policentrico che ha preso il posto dell’unipolarismo USA.
    I media occidentali l’hanno ribattezzata la “Davos russa”.

    Non c’entra assolutamente nulla.

    A Davos, ogni anno, va in scena la celebrazione della dittatura delle oligarchie finanziarie nel mondo “libberoh e democraticoh”.

    Non si parla di produzione e di sviluppo, ma solo di come estrarre sempre più rendita.
    A San Pietroburgo va in scena tutt’altro film.

    Il copione prevede che si trovino accordi per una governance che permetta di impiegare i giganteschi capitali generati dal Sud Globale nello sviluppo dell’economia reale.

    Putin voleva rassicurare in ogni modo i 130 Paesi invitati che, nonostante i fronti ucraino e dell’Asia occidentale, la situazione è sotto controllo.

    E che, mentre l’Occidente è in balia della più grande bolla della storia del capitalismo globale, i garanti del Nuovo Ordine Multipolare (Cina e Russia in particolare) sono in grado di garantire la possibilità di fare profitti investendo nell’economia reale.

    I droni ucraini servono a recapitare un messaggio da parte del padrone statunitense: sul piano economico avrete pure vinto, ma ve ne farete poco. Siamo in guerra. E se decidete di lasciare la nave USA mentre affonda, sappiate che noi siamo disposti a tutto pur di impedirvi di andare a investire i vostri soldi in sicurezza da qualche altra parte.

    Di tutto questo abbiamo parlato con Alessandro Volpi, professore di Storia contemporanea all’Università di Pisa.

    👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

    👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search

    👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
  • OttolinaTV

    Otto(lina) e mezzo Ep.14: Ucraina e Iran: l’Impero è finito in trappola?

    04/06/2026 | 44 min
    C’è un filo che lega i droni caduti in Romania, i missili su Kiev, il riarmo europeo che arranca, il programma PURL per comprare armi americane da girare all’Ucraina, la cordata ceca sulle munizioni che perde metà dei partecipanti, e la guerra dei quaranta giorni nel Golfo.

    Quel filo è la crisi della strategia occidentale.

    Non perché l’Impero sia crollato. Purtroppo no.

    Ma perché i due fronti principali della guerra mondiale a pezzi — Ucraina e Medio Oriente — mostrano sempre più chiaramente la stessa contraddizione: l’Occidente continua a costruire le precondizioni dell’assedio contro Russia, Iran e, sullo sfondo, Cina.

    Però deve fare i conti con la resilienza degli avversari, con i propri limiti politici, industriali e militari, e con risultati sul campo molto più deludenti di quanto promesso.

    In Ucraina, l’Europa continua a parlare di sostegno “fino alla vittoria”, ma intanto diversi paesi ridimensionano il ricorso al SAFE, il PURL fatica a decollare, e la coalizione ceca per fornire munizioni a Kiev perde pezzi, Italia compresa.

    Nel frattempo la Russia aumenta la pressione su Kiev, sulle ferrovie, sulle industrie belliche, sulle fabbriche di droni e sui centri decisionali, mentre la difesa aerea ucraina appare sempre più logorata.

    E nel Golfo Trump si trova davanti allo stesso problema: non può permettersi di ammettere una non-vittoria contro l’Iran, ma non ha nemmeno la forza per imporre davvero la resa.

    Con Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, proviamo a capire se l’Occidente sta davvero tornando alla forza, oppure se è entrato in un’impasse sempre più pericolosa.

    Perché l’Impero può ancora fare moltissimi danni.

    Ma può ancora permettersi di vincere?

    👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

    👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search

    👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
  • OttolinaTV

    Otto(lina) e mezzo Ep.13: RIVOLUZIONE: cosa dice l'enciclica del Papa sull'AI?

    02/06/2026 | 28 min
    Mentre gran parte del dibattito sull’intelligenza artificiale resta intrappolato tra entusiasmo tecnologico e moralismo da regolamento europeo, l’ultima enciclica di papa Prevost prova a spostare la domanda su un terreno molto più radicale.

    Il problema non è soltanto come usiamo l’AI.

    Il problema è chi la costruisce, per quali finalità, dentro quali rapporti di potere, e quale idea di essere umano viene nascosta dietro la favola della tecnologia neutrale.

    Perché l’intelligenza artificiale non nasce nel vuoto. Nasce dentro il capitalismo digitale, dentro monopoli giganteschi, dentro apparati militari, dentro fondi d’investimento e catene globali di estrazione di dati, energia e lavoro.

    E allora la famosa “produttività” non significa semplicemente fare meglio le cose. Significa aumentare la capacità del capitale di estrarre valore dal lavoro vivo, trasformando intelligenza collettiva, cooperazione sociale e vita quotidiana in rendita finanziaria per i padroni del mondo.

    Ne parliamo con Loris Caruso, sociologo all’Università di Bergamo, a partire dalla critica dell’AI contenuta nella Magnifica Humanitas di Leone XIV.

    Un confronto su Chiesa, capitalismo digitale, transumanesimo, lavoro, limite umano e possibilità di sottrarre il futuro ai monopoli della tecnica.

    Perché la domanda vera è semplice: l’intelligenza artificiale deve liberare l’essere umano, o addestrarlo a servire meglio il capitale?

    👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

    👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search

    👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
  • OttolinaTV

    Otto(lina) e mezzo EXTRA Ep.1: L’ex ambasciatore a Pechino svela chi comanda davvero in Italia

    30/05/2026 | 51 min
    Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi.

    È stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pechino: due capitali che, negli ultimi decenni, sono state al centro di tutte le grandi trasformazioni geopolitiche del pianeta.

    L’Iran, cuore delle tensioni mediorientali. La Cina, protagonista principale della crisi dell’ordine unipolare a guida statunitense.

    Proprio per questo la sua voce pesa.

    Perché quando Bradanini parla dell’Italia come di un paese che non è pienamente sovrano, non lo fa da osservatore esterno, né da commentatore improvvisato. Lo fa da uomo che per anni ha rappresentato lo Stato italiano nei luoghi dove la storia si decide davvero.

    In questa intervista, l’ex ambasciatore a Pechino descrive l’Italia come un paese stretto dentro una doppia gabbia: da una parte la subordinazione politico-militare agli Stati Uniti, fatta di basi, truppe, NATO e vincoli strategici mai davvero messi in discussione; dall’altra la subordinazione economico-monetaria all’Unione Europea, che ha progressivamente svuotato gli spazi reali della democrazia e della politica economica nazionale.

    Il risultato è un paese che ha perso capacità industriale, autonomia diplomatica, visione strategica e perfino l’abitudine a pensarsi come soggetto sovrano.

    Dalla Via della Seta alla Cina, dal ruolo delle élite italiane alla crisi dell’Unione Europea, dal rapporto con Washington alla possibilità di ricostruire una politica estera fondata sugli interessi reali del paese, Bradanini mette sul tavolo una critica durissima dell’establishment italiano ed europeo.

    Una critica che fa ancora più rumore proprio perché arriva da qualcuno che quell’establishment lo conosce dall’interno.

    Una conversazione scomoda, radicale, necessaria.

    Perché la domanda di fondo è semplice: l’Italia può ancora decidere qualcosa del proprio futuro? Oppure ha definitivamente interiorizzato la propria subordinazione?

    👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

    👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search

    👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
  • OttolinaTV

    Otto(lina) e mezzo Ep.12: Schlein e Picierno censurano di nuovo Angelo d'Orsi

    29/05/2026 | 23 min
    Il PD colpisce ancora.

    E fa quello che ultimamente sembra saper fare meglio: sfidare le leggi della logica.

    Censurare in nome della libertà di espressione.

    Bloccare eventi e iniziative politiche in nome della democrazia.

    Intimidire in nome della lotta ai regimi autoritari.

    È successo di nuovo a Firenze.

    E la vittima è, ancora una volta, il professor Angelo D’Orsi.

    Ex professore di Storia delle dottrine politiche a Torino, questa sera avrebbe dovuto intervenire al Circolo Il Girone di Firenze per parlare di giustizia e pace internazionale.

    Pochi giorni fa, però, D’Orsi ha ricevuto un messaggio:
    “Al PD non piacciono le sue idee e quindi il circolo Arci ha dovuto annullare l’evento”.

    Che dire… è la democrazia liberale, bellezza.

    Non è la prima volta che succede a D’Orsi.

    E nemmeno la seconda.

    E nemmeno la terza.

    Praticamente le élite occidentali lo braccano come se fosse Pablo Escobar — o un qualsiasi bambino palestinese.

    La sua colpa?

    La più grave in assoluto: chiedere una pace giusta in Ucraina, la fine della corsa al riarmo, la fine dell’espansione della NATO, la fine della morte di migliaia di giovani ucraini e russi sacrificati in nome dei profitti delle lobby delle armi e degli interessi degli stessi politici che stanno sponsorizzando il genocidio in Palestina.

    Gli stessi che ogni giorno sguinzagliano i loro cani da guardia dell’informazione, accusando i propal di antisemitismo e chi chiede la pace in Europa orientale di essere filo-putiniano.

    Poco male.

    Perché anche questa volta otterranno l’effetto opposto a quello sperato: l’evento è stato riorganizzato e ha attirato l’interesse di ancora più persone.

    👉 Aderisci alla campagna di sottoscrizione di ottolinatv su GoFundMe ( https://gofund.me/c17aa5e6 ) e su PayPal ( https://shorturl.at/knrCU )

    👉Iscrivetevi al nostro canale Substack qui https://substack.com/profile/194566671-ottolinatv?utm_source=global-search

    👉 Belle vero le magliette del Marru? Finalmente le puoi comprare anche tu. Visita qui il nostro merchandising: https://ottolinatv.it/negozio/
Altri podcast di Notizie
Su OttolinaTV
OttolinaTV, la non TV che da voce al 99%
Sito web del podcast

Ascolta OttolinaTV, Non hanno un amico e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it

  • Salva le radio e i podcast favoriti
  • Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
  • Supporta Carplay & Android Auto
  • Molte altre funzioni dell'app