29 gennaio. Forrest Trump emana un ordine esecutivo che definisce Cuba una minaccia “inusuale e straordinaria”.
All’inizio del mese con l’operazione lampo in Venezuela che aveva portato al rapimento di Maduro e della primera combatiente Cilia Flores, Trump aveva interrotto i rapporti di Cuba con il suo principale fornitore.
Secondo molti osservatori, dopo oltre 60 anni di bloqueo, l’embargo illegale di Washington contro l’isola ribelle, potremmo essere di fronte a un uno due in grado di mettere definitivamente in ginocchio uno dei più importanti esempi di lotta anticolonialista del pianeta.
Detto fatto. a metà marzo il sistema elettrico nazionale collassa, lasciando senza corrente milioni di persone. da allora i blackout sono diventati la normalità, e in alcune aree durano intere giornate
La vittima più immediata è il sistema sanitario, il fiore all’occhiello del socialismo cubano.
In meno di 3 mesi sono stati rinviati poco meno di 100 mila interventi chirurgici. oltre 10 mila riguardano bambini.
Il prestigioso programma nazionale di vaccinazione è stato rimandato per migliaia di neonati.
Mentre le condizioni igieniche e sanitarie del paese si avviavano al collasso.
Oltre 1 milione di abitanti dell’isola, per l'approvvigionamento idrico, è totalmente dipendente dalle consegne delle autocisterne. che però sono ferme nei depositi per la mancanza di gasolio.
Fermi nei depositi ci sono anche i mezzi adibiti all’igiene urbana. la monnezza si accumula ovunque. il caldo tropicale fa il resto. una devastante epidemia di dengue è dietro l’angolo.
Il collasso sembrava inevitabile.
ma purtroppo per Washington e i suoi complici in questo ennesimo tentato genocidio, come sottolinea Carlos Martinez su Morning Star, “la risposta del popolo cubano a questo assedio non è stata la resa. è stata la trasformazione. e uno degli atti di solidarietà internazionale più significativi nella storia della transizione verde globale”.
Secondo la testata brasiliana clik petroleo e gas, “la Cina ha appena realizzato una delle transizioni energetiche più rapide mai registrate al mondo, e lo ha fatto sul territorio cubano. In soli 12 mesi, il governo di Xi Jinping ha costruito 75 dei 90 parchi solari previsti per l’isola, aggiungendo oltre 1.000 megawatt di capacità alla rete elettrica cubana con finanziamenti interamente cinesi”.
In questo modo, in appena un anno, il peso del solare nel mix energetico totale dell’isola è passato dal 5,8 a oltre il 20%.
“la velocità del progetto”, insiste l’articolo, “è impressionante anche per i leggendari standard cinesi”, con “alcuni impianti che sono entrati in funzione in soli 35 giorni dall’arrivo delle apparecchiature”.
"Ciò che sta prendendo forma a Cuba”, scrive Carlos Martinez su Morning Star, “è una dimostrazione, in termini concreti, di come deve funzionare nella pratica la cooperazione Sud-Sud”. “La Cina fornisce tecnologia, finanziamenti, competenze e formazione a un paese sotto assedio, e lo fa senza condizionalità, e senza richiedere aggiustamenti strutturali e liberalizzazioni”. E così, dimostra concretamente “il suo impegno costante per la pace, il diritto internazionale e la prosperità globale”.
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