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    Otto(lina) e mezzo Ep.56: Conto in banca? Solo se stai SIMPATICO a TRUMP.

    13/09/2026 | 20 min
    Quella esercitata dagli USA sul resto del mondo è una vera e propria dittatura finanziaria.
    La prima prova provata era arrivata con Francesca Albanese. Era stata sanzionata arbitrariamente dal governo USA per non aver sostenuto lo sterminio dei bambini palestinesi. Risultato? Le era stata negata la possibilità di aprire un conto corrente in Italia.

    Poi è arrivato il caso di Autistici Inventati. Sarebbero colpevoli di avere offerto ai loro utenti servizi che permettono di non regalare i dati alle big tech USA. Anche loro vengono sanzionati arbitrariamente dal governo e loro non solo non possono aprire nuovi conti, ma si vedono chiudere quello già esistente. Eppure, congelati tutti i fondi.

    In entrambi i casi, al centro della vicenda, una banca particolare, che basa il suo marketing sul rispetto di rigorosi principi etici e sottolinea la sua alterità anche nel nome: Banca Etica. Ma cosa c’è di etico nel chiudere i conti in base alle ordinanze arbitrarie del peggior nemico dell’umanità?

    E cosa c’è di etico nel riempire i portafogli dei propri clienti di titoli azionari di quelle stesse big tech in nome delle quali gli USA sanzionano a caso gente a destra e a manca?

    Non abbiamo alternative, si difende la banca, e non ha tutti i torti. Governo e finanza USA hanno effettivamente il potere di tagliarti fuori arbitrariamente da ogni circuito internazionale senza mai doversi giustificare in nessun modo. Basterebbe ammettere che, alle condizioni date, non esiste la possibilità per una banca di essere minimamente etica, e ammettere che l’unico modo per avere una finanza etica è costruire una banca pubblica che operi su sistemi di pagamento indipendenti dalla finanza USA e che venga protetta dal monopolio della forza dello Stato.

    Ne abbiamo parlato con Alessandro Volpi

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    Ovosoddu Ep.10: Perché MELONI rinuncia a 5 miliardi di Export PER FARE CONTENTO TRUMP?

    12/09/2026 | 9 min
    Perché la Cina continua a vedere nell’Italia un possibile ponte tra Europa e Sud Globale, mentre noi sembriamo aver dimenticato questa funzione?

    È anche per questo che OttolinaTV è stata invitata a Pechino: raccontare da vicino una Cina che continua a considerare l’Italia un paese mediterraneo, storicamente proiettato verso Africa, Medio Oriente e Asia.

    Poi siamo entrati in una delle più grandi fiere internazionali di Pechino. Delegazioni da mezzo mondo. E gli italiani? Nessuno.
    Forse, prima ancora di parlare di “de-risking”, dovremmo chiederci se non stiamo semplicemente rinunciando al nostro ruolo storico.

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    Otto(lina) e mezzo Ep.55: Cosa farà Sahra Wageknecht?-ft. Giacchè, Guzzi

    11/09/2026 | 30 min
    Esiste un partito in Germania che viene accusato di fascismo dalla sinistra e di comunismo dalla destra.

    Un partito che si rifà esplicitamente alla sinistra socialista e socialdemocratica.

    Che critica la svolta neoliberale della sinistra al governo, accusandola di aver abbandonato i diritti sociali per i più innocui diritti civili e di essere stata integrata nelle strutture del capitalismo finanziario e della NATO.

    È il partito di Sahra Wagenknecht.

    Alle ultime elezioni in Sassonia ha preso il 5,3 per cento, ed è l’unico partito in Germania ad aver aperto ad un’alleanza di governo con l’Alternative für Deutschland.

    Se l’AfD è al 40 per cento, dice la Wagenknecht, dobbiamo confrontarci, e non possiamo fare come i Calenda di turno, che vorrebbero dichiarare fuori legge le idee di milioni di cittadini e distruggere la democrazia con la scusa di proteggerla.

    E poi, sulla guerra, alla Russia: meglio AfD degli altri, che stanno tentando di salvare l’economia tedesca con una nuova corsa agli armamenti, che rischia ogni giorno di sfociare in una guerra nucleare sul continente.

    Ma le cose non sono così facili come sembrano.

    Sul resto dei temi, c’è l’estrema destra tedesca, sempre più filo-trumpiana: c’è la stessa compatibilità che c’è tra un Marrucci e un Vannacci.

    Ed è quindi molto più probabile che finirà come sempre.

    E cioè che sarà l’unico vero partito popolare, democratico e ant-isistema, quello della Wagenknecht, ad essere isolato dagli altri.

    E che, tra il centrodestra e AfD, tra conservatori, liberali e neofascisti, alla fine si troverà, come sempre è accaduto in passato, proprio nelle epoche più buie, un onesto compromesso.

    Ma quindi, cosa dovrà fare Sahra Wagenknecht in Sassonia-Anhalt?

    Ripeterà il buon risultato anche alle prossime elezioni a Berlino e in Pomerania?

    E, più in generale, che lezione possiamo trarre per la politica italiana da quanto sta accadendo in Germania?

    Lo abbiamo chiesto a due ospiti davvero d’eccezione.

    Vladimiro Giacchè, intellettuale, economista, filosofo, uno dei massimi esperti della Germania dell’Est e delle dinamiche dell’unificazione.

    E Gabriele Guzzi, professore di economia, ex consulente economico a Palazzo Chigi e presidente dell’Indispensabile.

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    I Pipponi del Marru Ep.37:. L’oleodotto di Putin che rende il Multipolarismo IRREVERSIBILE

    10/09/2026 | 9 min
    Mentre nell’occidente in preda al panico si scatena la guerra per bande, Putin costruisce materialmente le infrastrutture che rendono la transizione a un Nuovo Ordine Multipolare IRREVERSIBILE.

    Si chiama Vostok Oil, ed è uno dei più grandi progetti energetici mai visti: 790 chilometri di oleodotto, miliardi di tonnellate di risorse, un nuovo terminale sull’Oceano Artico e una capacità potenziale che, secondo Rosneft, potrebbe arrivare fino a 2 milioni di barili al giorno.

    Doveva essere costruito insieme ai colossi globali del commercio di commodities: Trafigura, Vitol.

    Grazie alle sanzioni, però, le big corporation occidentali si sono date alla fuga.

    Pensavano che senza la loro tecnologia, senza i loro capitali, e senza i loro mercati di sbocco, Mosca avrebbe ingranato la retromarcia.

    4 anni dopo Mosca invece inaugura l’opera, e sposta definitivamente il suo baricentro verso est.

    Ed è solo la punta dell’iceberg. Nel frattempo, infatti, cresce il gas verso Pechino, avanzano i nuovi gasdotti, aumentano gli scambi in rubli e yuan e la Rotta Marittima del Nord diventa un pezzo sempre più importante della nuova geografia energetica eurasiatica.
    L’Occidente ha provato a usare la propria centralità energetica, finanziaria e logistica come un’arma contro la Russia. La risposta russa non è stata un comunicato. E’ stata costruire fisicamente un altro pezzo di mondo multipolare.

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    Otto(lina) e mezzo Ep.54: La battaglia sulla NEUTRALITÀ che USA e UE vogliono tenere nascosta

    09/09/2026 | 33 min
    Non ne sta parlando nessuno.

    Il 26 settembre in Svizzera ci sarà un referendum costituzionale di un’importanza straordinaria,
    in gioco c’è la storica neutralità del Paese, che negli ultimi anni è stata messa in discussione dalle forze politiche al governo, che hanno aderito alle sanzioni economiche contro la Russia e integrato sempre di più la Svizzera all’interno delle logiche geopolitiche della NATO.

    Come è stato possibile?

    Grazie alla vaghezza del concetto di “neutralità” attualmente in Costituzione, che lascia ampio margine di interpretazione.

    Ma questo referendum di iniziativa popolare potrebbe cambiare tutto.

    Gli svizzeri hanno infatti la possibilità di mettere nero su bianco in Costituzione un concetto di neutralità molto più chiaro e restrittivo, stabilendo che il Paese:

    Non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa (salvo in caso di un attacco militare diretto contro il Paese).
    Non partecipi a conflitti armati tra Stati terzi.
    Non adotti sanzioni economiche contro Stati belligeranti, facendo eccezione solo per le sanzioni imposte dall’ONU.
    Sfrutti la propria neutralità per un ruolo attivo di mediazione e diventare una potenza diplomatica.

    Si tratterebbe di una vera neutralità, non di facciata come quella attuale, e per questo osteggiata da tutti i principali partiti di centrodestra e centrosinistra, verdi inclusi, dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, e pensate persino da Amnesty International.

    Gettando l’ennesima ombra sul ruolo di alcune ONG occidentali legate a Londra e Washington.

    Come vi potrete immaginare, tutta la propaganda e il soft power occidentali sono entrati in azione per far fallire il referendum ed evitare di perdersi un prezioso alleato nella terza guerra mondiale a pezzi.

    Se passasse, rappresenterebbe davvero un pericoloso precedente.

    Non è che poi anche ad altri popoli europei viene in mente che essere carne da cannone in guerre che non hanno nulla a che vedere con la nostra vita non è l’unica via possibile?

    Ma c’è di più.

    L’analista David Colantoni, l’unico che sta affrontando con la dovuta serietà la questione, ha scritto questo importante articolo sul Giornale d’Italia, in cui svela il significato profondo di quello che sta accadendo in Svizzera.

    E che ha a che fare, come anche alla luce delle analisi svolte nel suo ultimo libro,

    con il conflitto strutturale in corso tra il Pentagono e la classe armata da una parte, e la vecchia borghesia industriale dall’altra.

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