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CONSULENTE DEL LAVORO IN AZIONE

LA BUSSOLA
CONSULENTE DEL LAVORO IN AZIONE
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  • CONSULENTE DEL LAVORO IN AZIONE

    #8-Trasparenza salariale e certificazione di paritá-Ambra Laouiti

    09/04/2026 | 19 min
    Il principio di parità retributiva tra uomini e donne costituisce un caposaldo del diritto del lavoro nazionale ed europeo, tuttavia la solo affermazione del principio non è stata sufficiente  ad eliminare il divario salariale di genere.
    Affrontare il tema della trasparenza salariale e della parità di genere, richiede di chiarire subito alcuni fraintendimenti: non si tratta di uno “sfogo femminista” sulla mancanza storica di diritti civili o la tendenza alla prevaricazione maschile.
    Il concetto di femminismo non è il contrario del maschilismo, né un “anti-tutto”: è nato come risposta alle logiche di potere patriarcale che per secoli hanno negato diritti e libertà. 
    Non si tratta nemmeno di un orientamento di chi tifa per le donne in alternativa agli uomini, come se fosse una partita di quartiere. 
    Anche se non è semplice paragonare la situazione delle donne nel mondo, i dati e le statistiche parlano chiaro, evidenziando che, senza cambiamenti significativi nelle politiche aziendali e sociali, le disuguaglianze potrebbero peggiorare ed avere effetti sistemici a livello globale.
    Un passaggio centrale nell’evoluzione del principio di parità retributiva è rappresentato dalla Direttiva UE 2023/970 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 10 Maggio 2023, detta anche “Pay Transparency Directive”, con cui sono stabilite una serie di prescrizioni minime volte a rafforzare l’applicazione di tale principio, a parità di uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore tra uomini e donne.
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    #7-Regolamento aziendale e codice disciplinare-Ambra Laouiti

    08/01/2026 | 16 min
    Il rapporto di lavoro ha natura complessa, in particolare nelle imprese di medio/grandi dimensioni, in quanto oggi si caratterizza da una molteplicità di obbligazioni che iniziano dalla gestione della prestazione di lavoro e relativa retribuzione,ad una serie di diritti, poteri ed obblighi delle due parti, nonché dalla necessità digarantire correttezza e trasparenza nei rapporti interni.
    Di rilevante importanza sono due specifici poteri,propri ed esclusivi del datore di lavoro, strettamente correlati fra loro ed entrambi espressionedel potere gerarchico: il potere direttivo ed ilpotere disciplinare.Il potere direttivo denota il fondamentale poteredel datore di lavoro, giuridicamente correlato conil dovere di “obbedienza” e “diligenza” del lavoratore.
    Tale potere è riconosciuto all’Art. 2104 c.c.ed assume una funzione cruciale: non si limita adimpartire ordini o ad organizzare l’attività lavorativa, ma deve contemperare l’esercizio dellapropria autorità con il rispetto dei diritti dei lavoratori, delle procedure interne e degli standard dicompliance aziendale.Il potere direttivo è finalizzato ad assicurare l’esecuzione e la disciplina del lavoro (potere organiz-zativo, gerarchico, conformativo) e dunque, datoil consenso al controllo, gli è consentito di prendere i relativi provvedimenti in caso di violazioni:si tratta dunque del potere disciplinare.
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    #6-Nuove frontiere per il benessere aziendale il diritto alla disconnessione-Ambra Laouiti

    14/10/2025 | 15 min
    Il benessere in azienda non si improvvisa ma si progetta.
    L’importanza del benessere all’interno dei luoghi di lavoro è oggetto di attenzione non solo a livello aziendale ma anche al superiore livello statale, essendo state promulgate una serie di leggi e di manovre (come l’aumento del capitale minimo per il welfare aziendale dovuto ai dipendenti), nonché un elemento importante di discussione sui tavoli negoziali in sede di rinnovo dei contratti collettivi nazionali da parte delle associazioni sindacali.
    Di tendenza vi sono anche iniziative e risorse operative nelle politiche dell’UE, anche se fino ad oggi (settembre 2025) non esiste una direttiva vincolante ad hoc sui rischi psicosociali “Improving mental health at work”. 
    In merito allo sviluppo delle risorse umane merita considerazione il fenomeno globale del “Great Resignation” - l’ondata di dimissioni volontarie - esploso negli ultimi anni: inizialmente negli stati Uniti nel 2021 per poi estendersi anche in Europa e in Italia a seguito della pandemia Covid-19 che ha costretto a cambiamenti radicali nel mondo del lavoro, evidenziando l’impellente necessità di costruire uno sviluppo efficace e ben strutturato.
    Milioni di persone, soprattutto tra i 30 e 45 anni, hanno lasciato volontariamente il proprio posto di lavoro in cerca di soluzioni migliori, di maggior equilibrio tra vita personale e professionale, o semplicemente per dire “basta” a ritmi insostenibili.
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    #5-Giovani e Lavoro Minorile-Ambra Laouiti

    02/07/2025 | 22 min
    Ogni sforzo dovrebbe essere promosso da parte di ogniuno di noi per vincere la piaga del lavoro minorile e per consentire ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo di poter fare ciò che oggi è davvero indispensabile e fondamentale, cioè dedicare gli anni della propria infanzia alla formazione, al rapporto con la famiglia ed al pieno sviluppo della propria personalità.
    Lavorare per la dignità dell’infanzia, per la tutela dei bambini, delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, nel quadro del lavoro minorile è uno dei contributi alla Pace, è uno dei contributi alla reciproca conoscenza tra i popoli e del dialogo multiculturale.
    Nel dizionario italiano la parola “Pace” è sotto la lettera P ma dovrebbe spodestare la lettera A, in riferimento alla “cultura della pace”, dato che è la prima parola dalla quale si possa costruire qualcosa di nuovo, d’importante… ed ora spiego perché.
    Ci sono dati e cifre che parlano da sole. Dovrebbero essere scritte, denunciate, essere la memoria e l’impegno di tutti coloro che ritengono di voler assumersi questa responsabilità: parlano di 1 bambino o bambina su 6 al mondo, che sono sfruttati dalla schiavitù, dalla pornografia, dallo sfruttamento sessuale, a combattere la guerra o essere vittime della guerra. 
    Sappiamo tutti che la causa principale dello sfruttamento dei bambini sta nella povertà: la differenza tra i paesi ricchi ed i paesi poveri nel mondo, non sta diminuendo ma in questi anni sta aumentando. Come sta aumentando la disoccupazione e diminuendo al contempo il reddito da lavoro nel Sud del mondo e nel Nord ricco del mondo.
    Le prime cifre indignano e la seconda realtà grida vendetta ma bisogna passare dall’indignazione alla responsabilità.
    La povertà nasce dalle scelte che la determinano, scelte che investono gli organismi internazionali, le imprese, i sindacati, gli adulti tutti.
    È chiaro che l’economia deve obbedire alla politica, il benessere pubblico generale deve guidare le scelte economiche, ma manca sempre un collegamento tra l’uno e l’altro: se non vige una forte politica e forti programmi per il lavoro dignitoso degli adulti e per una politica dell’occupazione per gli adulti, non si può contrastare seriamente il lavoro minorile.
    Il fulcro principale è si la povertà ma esistono anche altre cause: cause familiari e cause sociali.  Il lavoro infantile non è solo un problema di come garantire i diritti umani ad una fascia di ragazzi, ma è anche un problema macroeconomico di come costruire e garantire lo sviluppo sostenibile ed equilibrato di intere nazioni.
    Si deve pensare ai ragazzi lavoratori di oggi, quelli che in questo preciso momento sono al lavoro anziché a scuola, che si avvicinano al mondo del lavoro troppo presto senza avere la possibilità di scelte autonome: il lavoro che sostituisce la scuola in età precoce mina la capacità dei giovani di costruirsi una vita indipendente e quindi ha effetti negativi per i decenni successivi.
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    #5-OLTRE L'OBBLIGO-COSTRUIRE INCLUSIONE-Nadia Carioni

    02/07/2025 | 10 min
    Lodi – 12 giugno 2025. Presso la Sala dei Comuni della Provincia di Lodi,si è svolto il convegno “Oltre l’obbligo: costruire inclusione, valore e opportunitàattraverso gli strumenti del collocamento mirato disabili”, promosso dai Consulentidel Lavoro di Lodi in collaborazione con la Provincia di Lodi.
    ”Il mio battesimo come Presidente dell’Ordinedei Consulenti del Lavoro è coinciso con un even-to speciale: affrontare un tema tanto rilevantequanto emozionante.
    Ho avuto l’onore di presentare dei veri talenti — spesso invisibili — e diparlare di inclusione in un territorio ricco di valorecome il Lodigiano.
    È stato un momento di grandeorgoglio e soddisfazione, non solo personale, maper tutta la nostra categoria professionale.”Un evento importante, che ha voluto riportare alcentro del dibattito la persona e il significato autentico del lavoro. Inclusione, in questo contesto,non è una parola astratta ma il punto d’incontrotra competenze e opportunità, tra imprese etalenti spesso invisibili, tra la normativa e l’uma-nità.
    Non si tratta solo di numeri e adempimenti:si parla di valore, di futuro, di possibilità.
    Per i Consulenti del Lavoro di Lodi, si è trattatodel primo evento pubblico sul territorio, un vero“battesimo” che ha rappresentato una sfidaimpegnativa ma coinvolgente, che ha offerto unospazio di riflessione concreta su un tema fondamentale: costruire una cultura dell’accoglienzanel mondo del lavoro, che riconosca e valorizzi lediversità come risorsa.
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Il mondo del lavoro, le sue regole, le sue difficoltà e le preoccupazioni che ci comporta è ben conosciuto dal Consulente del Lavoro che ogni giorno si applica per adottare e fare adottare le migliori soluzioni alle organizzazioni e alle persone.Gli argomenti sono molto vari e sempre raccontati dai vari professionisti in prima persona e su ciò che mettono quotidianamente in azione.Spesso il racconto personale riesce a fare intravedere quanta dedizione e preparazione scendono in campo nell'esercizio della professione.
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