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    L’Italiana che ha Creato la Moleskine e l’ha Venduta per €506 MILIONI 📕 Maria Sebregondi

    10/03/2026 | 21 min
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    Maria Sebregondi nasce nel 1949 a Genova. Cresce tra Roma e Napoli, dove studia filosofia e lavora nei consultori.
    Dopo 10 anni a Napoli, torna a Roma come traduttrice di soap opera straniere. Lì incontra Francesco Franceschi, fondatore di Modo&Modo, e il suo commerciale Fabio Rosciglione. 
    Nel 1994, mentre sono in vacanza in Tunisia, i tre amici iniziano a pensare di fondare un’azienda. Maria, mentre leggeva un libro di Chatwin, scopre che lo scrittore usava un’agenda dal design particolare, la stessa di Picasso, Matisse e Hemingway. Questa, però, non erano più in commercio.
    Lei decide quindi di iniziare a produrre questo stesso taccuino, dopo un attento studio su forme e materiali, pensati per assomigliare a un libro. Nel 1997 nasce ufficialmente Moleskine.
    Grazie ai contatti dell’azienda precedente di Franceschi, Moleskine riesce da subito a vendere i taccuini nelle migliori librerie del mondo vicino alle casse, partendo da Feltrinelli fino a FNAC e Barnes & Noble. L’agenda era come un libro ancora da scrivere.
    Nel 2006 Moleskine fattura €20 milioni grazie a distribuzione, passaparola e soprattutto internet. Infatti nascono presto gruppi online dove il taccuino è un oggetto di culto, creando ambassador spontanei in tutto il mondo. 
    Lo stesso anno Franceschi vende Moleskine a Syntegra Capital di Société Générale e Maria diventa azionista. Il brand apre in nuovi mercati, lancia i Moleskine Cafè, sviluppa un’app con Evernote e Adobe e si espande in nuovi prodotti come penne e pelletteria.
    Nel 2013, quando l’azienda fattura €87 milioni, viene quotata in borsa a €2,3 ad azione. Dopo la quotazione il titolo crolla del 30% e inizia un periodo difficile, superato grazie a nuovi mercati e prodotti. Nel 2016, il gruppo Belga D'Ieteren compra Moleskine per €2,42 ad azione, per un valore di €506 milioni. Dopo l’acquisizione, Maria lascia la società.
    Nel 2018 il fatturato di Moleskine tocca i €180 milioni, mentre si attesta a €122 milioni nel 2024. Oggi, Maria gestisce la Fondazione Moleskine, che si occupa di volontariato per creativi in paesi in via di sviluppo.
    (00:00) Chi è Maria Sebregondi
    (01:00) Scappa a Napoli per amore e traduce Soap Operas
    (02:32) Inventa il taccuino più famoso del mondo: nasce Moleskine
    (05:16) Vendere i primi taccuini alla Feltrinelli
    (07:40) Come entra nelle librerie più importanti del mondo
    (09:03) Porta Moleskine da 0 a €20 milioni in 9 anni
    (12:14) Société Générale compra Moleskine per €60 milioni
    (13:48) Si quota in Borsa Italiana ma perde il 30% del valore
    (14:55) Vende Moleskine a un industriale Belga per €506 milioni
    (16:06) Come vende taccuini durante l’era digitale
    (17:16) Giornata tipo
    (18:17) Errore più grande
    (19:34) La vita dopo Moleskine
    (20:36) Consigli
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    La VERA Storia di Sergio Marchionne: Ha Salvato o DISTRUTTO la FIAT?

    26/02/2026 | 26 min
    Un manager Italiano entra in FIAT quando perdeva €5 milioni al giorno. In 14 anni compra Chrysler, quota Ferrari e porta FCA a valere €80 Miliardi, ma potrebbe aver condannato il futuro dell'automobile in Italia per sempre. Questa è la storia di Sergio Marchionne.
    Sergio Marchionne nasce nel 1952 a Chieti e a 14 anni si trasferisce a Toronto con la famiglia.
    Nel 1975 inizia l’Università e prima dei 30 anni ottiene già 3 lauree in filosofia, commercio e giurisprudenza.
    Nel 1985 entra in Deloitte come avvocato e si occupa di fisco e bilanci aziendali. Nel 1989 inizia a lavorare nel Lawson Mardon Group, una società canadese che produce imballaggi e packaging. Qui inizia come controller fino a diventare Direttore dello Sviluppo. A seguito di una mancata promozione si licenzia, passa prima alla Glenex Industries come Vice President e poi alla Aucklands LTD come CFO.
    Forte di questa esperienza, nel 1992 torna alla Lawson Mardon come CFO e nel 1994 ne gestisce l’acquisizione da parte di Alusuisse Lonza. Nel 1997 viene promosso a CEO, riorganizza il Gruppo e si concentra sulla lavorazione dell’alluminio. Prova anche una fusione tra produttori di alluminio francesi e canadesi, ma viene bloccato dall’antitrust. A questo punto vende la divisione dell’alluminio ad Alcan e si concentra sulla produzione chimica.
    Nel 2001 l’azienda torna in salute e gli è affidata la guida di SGS, i cui utili raddoppiano, e lì viene notato da una famiglia di azionisti molto particolare che lo riportano in Italia, gli Agnelli.
    Entra quindi in una FIAT in forte crisi, che perdeva €6 miliardi all’anno ed era fortemente indebitata. Deve rilanciare l’azienda, introduce il World Class Manufacturing per ottimizzare i processi e, grazie a un accordo pregresso, riceve €2 miliardi da GM che evita di acquistare la FIAT e fallire definitivamente.
    Il risanamento sembra compiuto. Nel 2005 FIAT tocca i €52 miliardi di fatturato e lancia nuovi modelli iconici come 500 e Panda. Durante la crisi del 2008 compra anche il 20% di Chrysler in cambio di know-how produttivo.
    Nel 2010 Marchionne annuncia Fabbrica Italia, un progetto per rilanciare la produzione in Italia che però presto fallisce.
    Nel 2014 FIAT completa l’acquisto del 100% di Chrysler, con cui condivide tutta la produzione, per diventare un player globale: il gruppo FCA.
    Lo stesso anno Marchionne scorpora Ferrari da FIAT e la quota in borsa con grande successo con una capitalizzazione di €9 miliardi. Si dice che Sergio abbia anche giocato un ruolo attivo nel portare Ronaldo alla Juventus.
    Nel 2018, in seguito a un’operazione alla spalla, il manager muore dopo una lunga malattia. Quell’anno FCA e Ferrari arrivando a valere €80 miliardi, consacrando ufficialmente il miracolo di Marchionne.
    (00:00) Chi é Sergio Marchionne
    (01:00) Emigra in Canada e lavora con il padre
    (02:40) Prende 3 lauree prima dei 30 anni
    (03:47) Inizia a lavorare come revisore e in 7 anni diventa CFO
    (05:19) Torna in Lawson Mardon e gestisce l’acquisizione da un colosso svizzero
    (06:32) Diventa CEO e rivoluziona Alusuisse
    (08:21) Conosce gli Agnelli ed entra in FIAT
    (09:30) Rilancia la produzione e diventa nemico dei sindacati
    (11:59) Prende €2 miliardi da General Motors per non comprare FIAT
    (13:07) FIAT fattura €1 miliardo e lancia nuovi modelli
    (14:43) FIAT salva Chrysler dal fallimento nella crisi del 2008 e rimborsa tutti i debiti
    (17:02) Il fallimento di Fabbrica Italia
    (18:02) Abbandona l’Italia e Compra il 100% di Chrysler
    (19:14) Crea FCA e porta il fatturato a €115 miliardi
    (20:48) Quota Ferrari in borsa e porta Ronaldo alla Juventus
    (22:47) I risultati di Marchionne: FIAT passa da €5 a €80 miliardi
    (24:30) Stellantis e il futuro dell’automobile in Italia
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    Il Nuovo Miliardario Italiano: a 33 Anni ha Perso TUTTO, oggi è uno degli Uomini più Ricchi d’Italia 🇮🇹 Filippo Ghirelli

    24/02/2026 | 29 min
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    Gestisci centinaia di milioni in investimenti immobiliari, poi degli uomini armati entrano nel tuo ufficio e ti sequestrano tutto. Devi ripartire da zero e in 10 anni diventi miliardario. Questa è la storia di Filippo Ghirelli.

    Filippo nasce a Roma nel 1980. Studia ingegneria civile all’Università di Roma Tre e inizia a lavorare in Astaldi, multinazionale di grandi costruzioni, dove progetta ponti. In queste prime esperienze lavorative viene mandato a controllare i cantieri in Guinea e Turchia.

    Nel 2005 inizia a lavorare nel Gruppo De Angelis, una grande società edile, dove si concentra sulla costruzione e manutenzione di hotel e supermercati.

    Nel 2009 però il suo capo scompare improvvisamente, quindi Filippo si licenzia per avviare la sua società. Inizia così a gestire un grosso progetto immobiliare della sua famiglia per costruire un centro commerciale.

    In quegli anni costruisce diverse infrastrutture in Marocco e Nord Africa, ma durante la primavera araba la sua società viene sequestrata con tutti i suoi beni. Deve quindi ripartire da zero.

    Nel 2014 torna in Italia. Inizialmente ristruttura appartamenti, poi si dedica al fotovoltaico e approfondisce l’efficientamento energetico. Avvia così Genera Group, un gruppo che arriva a valere oltre €300 milioni, con cui rinnova gli impianti energetici dei clienti e guadagna una percentuale dei loro risparmi sulle bollette.

    Nel 2017 vende il 49% di Genera al fondo tedesco Ikav, lo riacquista nel 2020 e poi cede il controllo al fondo Svizzero Susi Partners, uscendo completamente dal capitale di Genera nel 2024.

    Nel 2021 Filippo lancia una nuova società, Mareterra. Con questa compra per $165 milioni il 25% di Nayara, la seconda raffineria più grande dell’India. La guerra in Ucraina fa crollare il prezzo del petrolio, facendo crescere i margini di Nayara, che può così comprare grezzo a basso prezzo e rivendere a valore di mercato. Nel 2024, quindi, la quota di Mareterra arriva quindi a valere $1.1 miliardi.

    Nel 2024 Filippo fonda Infracorp, società che si concentra su 4 filoni: energia, data centers, trasporti e spazio. Filippo ha già comprato diversi aeroporti privati in Italia, come quello di Albenga, per efficientare la produzione energetica, creare una nuova rete di trasporto aereo e gestire lo smaltimento di velivoli a fine vita.

    Nel 2018 Filippo ha anche aperto Sophrance, società finanziaria per gestire il suo patrimonio e i suoi investimenti personali.

    Nel 2025 Filippo è stato l’unico imprenditore a entrare nella lista dei miliardari italiani senza ereditare un patrimonio.

    Quindi noi di Chapeau l’abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia.

     
    (00:00) Chi è Filippo Ghirelli

    (01:00) Viene mandato in Guinea a 20 anni

    (02:53) Entra nel Gruppo De Angelis

    (04:04) Apre la prima azienda durante la crisi

    (05:22) Perde tutto durante la primavera araba

    (06:31) Riparte da zero

    (07:56) Porta Genera Group a €300 mln e vende a un fondo

    (09:44) Diventa miliardario con Mareterra

    (12:31) Fonda Infracorp e investe in 60 progetti

    (15:46) Compra 20 aeroporti in Italia

    (18:19) La sua logica di investimento

    (19:49) Le banche italiane falliranno

    (21:20) Il suo rapporto con il denaro

    (22:49) Giornata tipo

    (24:42) Le sue paure oggi

    (26:26) Consigli e segreti per negoziare

    Se vuoi approfondire le storie e i business dei nostri ospiti, iscriviti alla nostra newsletter: https://chapeauproject.substack.com.

    Registriamo gli episodi al WAO Romolo C30, in Viale Cassala 30 a Milano: https://www.instagram.com/wao_it/.

    Co-founders 🤩

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    Giacomo Luppi 👇🏼 https://instagram.com/giacomo_luppi/ https://linkedin.com/in/giacomoluppi/

    Pietro Santini 👇🏼 https://instagram.com/pepe_peperino/ https://linkedin.com/in/pietrosantini/
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    Il Fallimento della Catena di Hamburger più grande d’Italia 🍔 L’Ascesa e il Declino di Burgez

    17/02/2026 | 29 min
    Nel 2023 hai una delle catene di fast food più grandi d’Italia e fatturi decine di milioni. 1 anno dopo sei sommerso dai debiti e dichiari fallimento. Poi, riparti da zero. Questa è la storia di Simone Ciaruffoli, fondatore di Burgez.
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    Simone Ciaruffoli nasce a Fano nel 1970. A scuola fatica, ma diventa una stella dell’atletica: vince i nazionali e stabilisce record. A 23 anni si infortuna e decide di smettere di correre, ma il padre, che da 5 anni gli faceva da allenatore, non lo accetta e i 2 chiudono i rapporti per anni.
    Inizia così una lunga serie di lavori. Prima alle Canarie, dove cerca clienti per un resort. Nel 1996 torna nelle Marche e lavora in fabbrica scartavetrando spoiler per la Renault. Si mette in proprio vendendo il servizio alla fabbrica, ma l’azienda internalizza la funzione e resta senza lavoro. Passa quindi tra mercato del pesce, sicurezza di pareti rocciose e pulizia dei silos di zucchero per Eridania.
    A quel punto, però, un amico lo porta in una biblioteca di Fano, dove scopre il cinema. Così, di giorno lava piatti a Roma e di notte scrive per riviste. Poi vince un concorso, pur senza il diploma richiesto, ed entra in Magnolia facendo l'autore per SOS Tata. Nello stesso stabile diventa autore di Camera Café.
    Nel 2007 diventa direttore creativo in OVO, una casa di produzione di Milano. Lì, cucinando per i colleghi, inizia ad appassionarsi di cibo e nel 2014 decide di diventare imprenditore. Senza soldi, dorme sul divano della socia e studia hamburger tutto il giorno. Nel 2015 raccoglie €50,000 e apre Burgez: fattura da subito 1,000€ al giorno, ma il locale ne è costato €200,000 e deve restituirne €26,000 al mese.
    Il brand si distingue per due cose: il formato smash burger e la comunicazione irriverente che prende in giro prodotto e clienti. Così, in pochi mesi diventa virale e arriva da Barbara D’Urso e alla Zanzara. Nel 2019 supera i €4 milioni di fatturato e rifiuta offerte da €25 milioni, inclusa una di Mc Donald’s.
    Nel 2021, durante il Covid, grazie al formato pensato per il delivery tocca i €13 milioni.
    A quel punto apre 10 negozi facendo debiti milionari decine di milioni, con l'obiettivo di provare che il suo modello funziona e di massimizzare la valutazione di Burgez in vista dell'investimento di un fondo. Nel 2022, però, la guerra in Ucraina fa salire i costi e i fondi si ritirano. Nonostante le vendite crescano, nel 2024 ha €5 milioni di debiti.
    Così nel 2025 Simone è costretto a vendere Burgez a Obicà per €1.3 milioni salvando marchio e dipendenti, ma fallisce personalmente.
    Lo stesso anno lancia Lovemarker, piattaforma per acquistare marchi e punti vendita food & beverage.
    Quindi, l'abbiamo incontrato a Milano per scoprire tutta la sua storia:
    (00:00) Chi è Simone Ciaruffoli
    (01:10) Infanzia e campionati di atletica
    (03:08) Chiude i rapporti con il padre e va alle Canarie
    (04:46) Lavora in fabbrica e lancia la sua prima azienda
    (06:34) Entra nel mondo della TV e diventa autore di Camera Café
    (09:29) Fonda Burgez
    (10:56) Raccoglie €50,000 e apre il primo negozio
    (12:57) La comunicazione assurda di Burgez lo porta a €4 milioni di fatturato
    (15:35) Offerte di acquisizione e nuove aperture
    (17:08) Il Covid e le prime difficoltà
    (18:43) Si indebita per aprire 10 punti vendita
    (20:40) Non riesce a pagare i debiti e fallisce
    (22:18) Liquidazione e rimanere con €100 in tasca
    (24:40) Errori e vita dopo il fallimento
    (26:41) La nuova azienda di Simone: Lovemarker
    (28:31) Consigli
    Copertina: Polidesign
    Editing: Seequence

    Cos'è Chapeau 🧢 Parliamo coi più grandi imprenditori e CEO in Italia per scoprire la loro storia, i loro errori e i loro consigli. Te li facciamo anche conoscere di persona durante i nostri eventi.
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    Il RE dell'Intimo da Mezzo MILIARDO 👙 Gianluigi Cimmino Fondatore & CEO Yamamay, Fondatore Carpisa

    11/02/2026 | 28 min
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    Nel 2001 un ragazzo napoletano di 26 anni rifiuta uno stipendio da €200 mila euro per trasferirsi in provincia di Varese e lanciare un brand di intimo. Oggi quell’azienda fattura mezzo €miliardo e ha vestito Jennifer Lopez e Cristiano Ronaldo.

    Gianluigi Cimmino nasce a Roma nel 1973 ma cresce a Napoli, dove la famiglia si trasferisce per seguire il lavoro del padre, che poco dopo fonderà Original Marines.

    Durante l’università alla Federico II studia economia, ma nel frattempo fa di tutto: organizza feste, lavora come barista e aiuta la madre in negozio.

    Dopo la laurea lavora come agente di commercio per diversi marchi di moda, finché incontra Sandro Veronesi ed inizia a seguire Calzedonia per alcuni anni.

    Nel 2000 si iscrive a un master alla Cornell University, negli Stati Uniti. Lì scopre Victoria’s Secret e rimane colpito: capisce che in Italia il mercato dell’intimo femminile moderno praticamente non esiste.

    Quando torna riceve un’offerta da oltre €200 mila euro l’anno per restare in Calzedonia, ma la rifiuta per creare qualcosa di suo.

    Nel 2001, a 26 anni, si trasferisce da Napoli a Samarate, in provincia di Varese. Conosce la famiglia Garda, già produttori di intimo, e insieme fondano Yamamay dividendo la società al 50%.

    Nello stesso periodo rileva anche Carpisa, allora un piccolo negozio di pelletteria, insieme a una famiglia di imprenditori napoletani. L’idea è diventare il marchio di riferimento della valigeria accessibile in Italia, un mercato ancora vuoto.

    Cimmino si concentra su marketing e distribuzione. Il primo anno fattura €2,5 milioni. Yamamay inizia a distinguersi soprattutto per i reggiseni e che passano al centro dell’identità del brand.

    Il passo successivo è creare una rete produttiva internazionale: più lenta del previsto.

    Nel 2009 acquisisce Jaked, marchio tecnico da nuoto ad alte prestazioni, che porta a circa €7 milioni di fatturato.

    Nel 2012 fonda Pianoforte Holding, con l’obiettivo di riunire tutti i brand sotto un’unica struttura.

    Negli anni successivi utilizza una strategia di licensing con celebrità globali per crescere. Nascono collaborazioni con Jennifer Lopez, Cristiano Ronaldo, Emily Ratajkowski e Rose Villain, ottenendo enorme visibilità con investimenti relativamente contenuti.

    Il gruppo si espande rapidamente e supera centinaia di €milioni di ricavi.

    Diventa in quegli anni anche sponsor di Miss Universo, dove conosce Donald Trump e lo frequenta fino alla sua elezione.

    Poi arriva il Covid: Carpisa soffre molto il blocco dei viaggi e viene sostenuta finanziariamente dalle altre società sorelle.

    Oggi il gruppo fattura circa €500 milioni di euro, conta circa 500 negozi e Yamamay e Carpisa fatturano ciascuna circa €150 milioni.

    Siamo andati nei suoi uffici a Gallarate per farci raccontare tutta la sua storia:

    (00:00) Chi è Gianluigi Cimmino

    (01:05) Studia a Napoli e ingresso in Calzedonia

    (03:28) Rifiuta €200 mila euro per fondare un brand di intimo sexy

    (04:41) Investe tutto per lanciare Yamamay

    (06:56) Fonda Carpisa e apre i primi 20 negozi

    (08:45) Si concentra sui reggiseni e crea la prima rete di produzione

    (09:47) Rischia di fallire durante il Covid e prende €50 milioni di debito

    (10:48) Fa serata con Donald Trump a casa sua

    (12:31) Lancia linee con i VIP più famosi al mondo a costo €0

    (15:42) I numeri di Yamamy e Carpisa oggi: €500 milioni di fatturato e i mercati principali

    (17:04) Come si lancia una nuova linea e giro negli uffici

    (18:27) Offerte di acquisizione ed errori

    (19:52) Compra Jaked ma c’è uno scandalo ai mondiali

    (22:09) Lancia una catena di ristoranti con Sophia Loren

    (24:14) Fa un secondo investimento nella ristorazione: SPUN

    (25:15) La giornata tipo di Gianluigi

    (26:36) Le soddisfazioni più grandi

    (27:47) Consigli

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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
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