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    Il Toscano che ha Creato l’Azienda di Schiacciate Più Grande al MONDO 🥪 Tommy Mazzanti Antico Vinaio

    09/06/2026 | 36 min
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    Tommaso Mazzanti nasce a Firenze nel 1988. Il padre fa il pellettiere, la madre la pasticcera. Nell’88 i Mazzanti lasciano il lavoro e aprono una piccola gastronomia in Via de’ Neri. 

    Tommaso inizia a lavorare a 14 anni: prima fa le colazioni in hotel, poi prepara il cibo in gastronomia, fa il cameriere e pulisce i pavimenti.

    Nel 1997 il padre rileva l’Antico Vinaio, una vineria di 18mq davanti alla gastronomia di famiglia. 

    Nel 2007 il padre lo sposta dalla gastronomia all’Antico Vinaio. Tommy lavora al bancone, impara a parlare coi clienti e capisce che quella piccola attività può diventare qualcosa di molto più grande.

    La svolta arriva nel 2009: il negozio passa da poche decine di clienti al giorno a 500 grazie al passaparola degli amici di Tommaso e dei fiorentini e alle sue schiacciate farcite—tipo la “Favolosa”, con sbriciolona.

    Lo stesso anno arriva la prima recensione su TripAdvisor e Tommy capisce subito il potenziale di internet. Risponde a tutte le recensioni e usa Facebook per portare più persone possibili su TripAdvisor.

    Nel 2012 i Mazzanti chiudono la vecchia gastronomia e la trasformano nel secondo Antico Vinaio. 

    Le recensioni esplodono e nel 2014 All’Antico Vinaio diventa il locale più recensito al mondo su TripAdvisor—superando pure le recensioni del Colosseo e degli Uffizi.

    A Natale 2014 i genitori regalano a Tommaso le prime quote dell’azienda, il 25%. 

    Nel 2019 fa la prima esperienza all’estero con un pop up negli Stati Uniti. Poi firma un finanziamento da €300.000 con Banca Intesa e nel 2020 apre il primo negozio fuori Firenze, a Milano. Dopo tre mesi arriva il Covid e il negozio chiude. Nonostante questo, Milano fa circa €1,5 milioni nel 2020 e circa €3,8 milioni nel 2021.

    Poi Tommaso accelera. Apre Roma durante il Covid, chiedendo altri €600.000 alle banche. All’inizio va male, poi esplode sfiorando i €7 milioni di fatturato. 

    Nel 2021 Tommaso ricompra tutti i negozi di famiglia e l’anno successivo inaugura una collaborazione con Antonio Percassi, imprenditore miliardario ed ex calciatore, con cui apre 4 punti vendita in 2 anni.

    Dopo la chiusura della joint venture nel 2024, Tommaso mette il turbo e apre altri 20 negozi in 1 anno e mezzo: oltre a nuovi punti vendita in Italia, ne arrivano altri in Stati Uniti, Londra, Parigi e Dubai. 

    Nel 2026 all’Antico Vinaio è una delle catene di cibo più grandi d’Italia, con 60 negozi, €90 milioni di fatturato—e, soprattutto, è la più grande azienda di schiacciate al mondo.

    Quindi, abbiamo raggiunto Tommy negli uffici dell’Antico Vinaio a Milano per scoprire tutta la sua storia:

    (00:00) Chi è Tommaso Mazzanti

    (01:00) A 16 anni serve ai tavoli e lava i pavimenti

    (03:01) Aprono l’Antico Vinaio e vende le prime schiacciate (Da 0 a 1)

    (05:46) Le prime recensioni su Trip Advisor e il boom

    (07:07) Diventa il locale più recensito al MONDO e “BADA COME LA FUMA”

    (08:40) Apre 3 locali nella stessa via

    (10:57) Riceve le prime quote dell’Antico Vinaio dai genitori

    (12:21) Apre a Milano e Roma facendo milioni di debiti

    (14:30) Apre nuovi locali in tutta Italia e comprare le quote dei genitori

    (15:58) La sfida più grande: sbarca a New York e Los Angeles

    (19:02) Amicizia e aperture con Joe Bastianich

    (20:56) Collabora per 2 anni col Gruppo Percassi

    (22:42) Apre 20 negozi in 1 anno ma perde €700,000 (errore più grande)

    (24:25) I numeri dell’Antico Vinaio oggi

    (25:27) Offerte di acquisizione

    (27:21) Paure e momenti più difficili

    (28:35) Le polemiche sulla vita personale

    (30:52) I personaggi più famosi che ha conosciuto 

    (31:41) La donna che gli ha cambiato la vita

    (33:31) Giornata tipo

    (35:29) Consigli
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    L’OPERAIO che ha Creato un’Azienda da €200 MILIONI ☕️ Nando Ottavi, Nuova Simonelli

    02/06/2026 | 27 min
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    Nel 1962 un 16enne fa l’operaio in una fabbrica nelle Marche. 60 anni dopo ha una delle aziende di macchine da caffè più grandi al mondo.
    Nel 1936 Orlando Simonelli crea una delle prime macchine italiane per il caffè espresso e dopo la Guerra apre una fabbrica a nelle Marche. 
    Negli anni 50 lancia la Eureka, una macchina con pannelli in ottone che ha subito un grande successo. L’azienda però resta piccola e vende poche centinaia di macchine l’anno. 
    In quegli anni cresce Nando Ottavi, marchigiano classe 1946. I genitori lavorano in campagna e aprono una piccola osteria, in cui Nando inizia a lavorare a 7 anni.
    Nando passa l’infanzia a Caldarola e si diploma al Professionale di Tolentino.
    Nel 1962, a 16 anni, entra in Simonelli come apprendista e poi operaio. 
    Alla fine degli anni 60, Orlando Simonelli ha problemi di salute e nessun erede interessato all’azienda. Un gruppo di investitori si offre quindi di comprare la fabbrica, ma Nando teme che vogliano spostare l’azienda e che i suoi colleghi possano perdere il lavoro.
    Così propone un accordo: noi produciamo le macchine, voi le vendete. Gli investitori accettano e offrono il 100% dell'azienda.
    Nando e alcuni colleghi accettano. Non hanno soldi, ma rilevano Nuova Simonelli con 35 milioni di lire di debiti. Così, a 25 anni Nando diventa Amministratore Delegato. 
    La sua idea è chiara: Nuova Simonelli non può restare nell’Italia centrale. Deve iniziare a vendere in tutta Italia e nel mondo.
    Nel 1974 arriva la prima vendita all’estero: 24 macchine in Canada. Poco dopo nasce la ISX, una macchina in acciaio inox che ottiene subito un grande successo.
    Negli anni 80 l’azienda cresce. Lancia Premier e Program, tra le prime macchine del settore a usare l’elettronica, e negli anni 90 supera l'equivalente di €10 milioni di fatturato.
    Nel 1992 Nando apre la prima filiale negli Stati Uniti. Compra un terreno da $300.000 e costruisce uno stabilimento da 2.000mq.
    Negli anni 90, capisce che non basta vendere macchine ai bar. Bisogna fornire un servizio: formare baristi, tecnici e insegnare la cultura dell’espresso, che all’epoca era totalmente assente in Asia e Stati Uniti.
    Nel 2001 compra Victoria Arduino, marchio storico nato nel 1905 che faceva macchine verticali dorate con il famoso stemma dell’aquilotto. Lo paga 800 milioni di lire e lo rilancia come marchio di fascia alta.
    Nel 2004 lancia l’Aurelia, macchina di alta qualità che viene scelta per i mondiali dei baristi e porta l’azienda a sfiorare quota 12.000 macchine l’anno, di cui 7.000 Aurelia.
    L’anno dopo arriva anche l’Appia, macchina di fascia media che fa schizzare le vendite dell’azienda portandola a produrre 40.000 macchine l’anno. 
    Nel 2024, Nando compra anche 3TEMP, uno dei marchi di caffè filtrato più famosi al mondo, per €5 milioni. 
    Oggi OMT, la holding del Gruppo Simonelli che comprende Nuova Simonelli, Victoria Arduino e 3TEMP, sfiora i €200 milioni di fatturato, esporta in 130 paesi e produce 40.000 macchine l’anno, una delle 5 aziende di macchine da caffè più grandi al mondo.
    (00:00) Chi è Nando Ottavi
    (00:57) Infanzia e studi: camminare 7km tutte le mattine per andare a scuola
    (02:21) Fa l’operaio in fabbrica
    (03:28) Compra la fabbrica dove lavora per salvare i colleghi (Da 0 a 1)
    (05:19) Vende le prime macchine all’estero
    (07:08) Entra negli Stati Uniti e porta l’azienda a €10 milioni
    (08:52) Compra Victoria Arduino
    (10:27) Da 10 a €20 milioni: vendere a McDonald's e campionato del mondo di caffè
    (11:54) I 2 modelli che portano l'azienda da 5.000 a 40.000 macchine l'anno
    (13:54) Dalla crisi a €80 milioni di fatturato
    (16:11) Dentro la fabbrica: come si producono le macchine da caffè
    (18:29) I numeri di Simonelli Group oggi e l’impatto delle guerre
    (20:29) Offerte di acquisizione
    (21:56) I momenti più difficili e la crisi
    (23:15) Giornata tipo
    (24:43) Come si fa il CAFFÈ PERFETTO
    (25:52) Consigli
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    La Storia di Giuseppe Zanotti 👠 Il RE delle Scarpe di Lusso da €170 MILIONI

    26/05/2026 | 37 min
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    Nel 1970 un 14enne romagnolo viene bullizzato perché raccoglie fiori invece di giocare a calcio. 40 anni dopo ha uno dei marchi di scarpe più famosi al mondo e veste Michael Jackson e Justin Bieber.
    Giuseppe Zanotti nasce il 17 aprile 1957 a Cesena. La madre è sarta, il padre falegname. Negli anni 60, comprano una gelateria sulla riviera romagnola e Giuseppe ci lavora già alle medie. A 13 anni inizia a fare il DJ nelle radio locali.
    Negli stessi anni, Giuseppe inizia a disegnare. Prima prova con bicchieri e wc, poi le prime scarpe che porta ad una fiera di Bologna. Convince un commerciante ad esporle e arrivano i primi ordini.
    A 23 anni comincia a disegnare per Vicini, un calzaturificio di Rimini, e arrivano ordini da Olanda, Giappone e Hong Kong. Negli anni 80 lavora come consulente e collabora con alcuni marchi importanti, guadagnando fino a 300 milioni di lire.
    Nel 90 Giuseppe compra il calzaturificio Vicini e passa in un anno da 700 milioni a 7 miliardi di lire.
    Nel 1994 lancia il marchio Giuseppe Zanotti. Le sue scarpe sono diverse da tutte le altre: mentre tutti disegnano calzature classiche, le scarpe di Giuseppe sono sexy, con gioielli, metalli e Swarovski.
    Nel 2000 vince per la prima volta il premio come miglior designer al mondo e apre il primo negozio a Milano, poi una boutique a New York. Ma l’11 settembre 2001 tutto si blocca: il negozio resta chiuso un anno e mezzo e l’azienda perde il 70% del fatturato.
    Superata la crisi, Zanotti entra nelle più grandi catene di negozi di lusso al mondo, apre showroom a Milano e New York e collabora con Dior, Balmain, Cavalli, DSquared, Valentino e Fendi. Le sue scarpe conquistano Madonna, Rihanna, Beyoncé, Jennifer Lopez, Justin Bieber, Kim Kardashian, Lady Gaga, Jay-Z, Kanye West, Taylor Swift, Angelina Jolie, Michael Jackson…e qualsiasi altra celebrità ti venga in mente.
    Nel 2009 Zanotti fattura €80 milioni e ha 100 boutique in tutto il mondo. Allarga il marchio a gioielli, borse e sneaker di lusso, che lo avvicinano al mondo del rap e dell’hip hop: da Pharrell Williams a Kanye West, Nicki Minaj, Jay-Z e la Dark Polo Gang.
    Nel 2014, dopo una separazione e 25 anni di lavoro senza sosta, cede il 30% dell’azienda a L Catterton, il fondo del gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy).
    Nel 2017 Zanotti tocca i €170 milioni di fatturato, poi però i tacchi gioiello passano di moda e il Covid colpisce la vita notturna. Così nel 2025 il fatturato scende a €40 milioni.
    Lo stesso anno Giuseppe ricompra il 30% della sua azienda, risalendo al 100% della proprietà. Riduce i negozi da 100 a 30, razionalizza le collezioni e torna a puntare sulle scarpe di lusso da donna.
    (00:00) Chi è Giuseppe Zanotti
    (01:01) Infanzia da emarginato 
    (02:48) Disegna le prime scarpe per la fidanzata
    (04:12) Vende il primo paio di scarpe
    (05:05) Crea il suo studio (periodo 0-1)
    (06:14) Diventa stilista per brand di lusso e fa spese folli
    (07:26) Compra il calzaturificio Vicini(08:28) Conquista i distributori stranieri
    (09:56) Vende ai VIP (Madonna) e porta Zanotti a €20 milioni
    (11:37) Sfila a New York e diventa Designer dell’anno
    (13:20) Arriva a €78 milioni e si lega a Rihanna e Beyoncé
    (14:43) Fa serata con Paris Hilton e Kim Kardashian
    (15:29) Investe milioni in nuovi negozi ma rischia di fallire
    (16:34) Raddoppia il con le nuove sneakers
    (18:36) Diventa il brand dei rapper (Kanye, Virgil Abloh e Pharrell Williams)
    (19:10) Collezione con JLo
    (22:05) Amicizia con Kanye West e collaborazione nelle sneakers
    (24:09) Ospita Kim Kardashian e Kanye West per mesi
    (25:34) La crisi: si separa e cede il 30% a L Catterton
    (26:50) Difficoltà di lavorare con un fondo
    (28:16) Cala da €170 a €40 milioni e ricompra il 100% di Zanotti
    (30:26) I numeri di Zanotti oggi
    (30:48) Momenti più difficili
    (32:54) Soddisfazione più grande (e spese più folli)
    (34:23) Amicizia con Michael Jackson
    (35:45) Consigli
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    ISCRIVITI al nostro EVENTO con GUIDO MARTINETTI, Fondatore di GROM

    21/05/2026 | 0 min
    👉 BIGLIETTI: https://www.gomry.com/event/wSYZZBXkC4oAY8hcW4Q0

    🧢 CHAPEAU LIVE CON GUIDO MARTINETTI, FONDATORE di GROM! 🧢
    Parleremo della sua storia e di come ha portato GROM a 35 milioni di fatturato. Ma soprattutto risponderà alle tue domande!
    📅 Quando: 29/05, dalle 18:30 alle 20:30
    📍 Dove: Viale Cassala 30, Milano (WAO Romolo C30)
    🍸 Cosa: Episodio Chapeau dal vivo + Q&A con Guido Martinetti. A seguire, aperitivo con Chapeau (incluso nel biglietto)
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    L’Italiano che ha Inventato la BRUGOLA e fa €190 MILIONI con le VITI ⚙️ La Storia dei Brugola

    19/05/2026 | 28 min
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    Nel 1946 un operaio italiano di nome Brugola ha creato la vite più famosa al mondo. 80 anni dopo la sua famiglia ha un impero da €190 milioni.

    Egidio Brugola nasce nel 1901 a Lissone. 25 anni dopo apre Brugola OEB, un’azienda di anelli e rondelle. 

    Nel 1945 deposita il brevetto della vite a esagono incassato. Questa prenderà poi il suo nome grazie alla chiave per stringerla, conosciuta proprio come chiave a brugola.
     
    Durante quegli anni rischia la vita in guerra. Nel 1959, all'apice della carriera, muore di infarto all'Isola d'Elba.

    La gestione di Brugola passa per qualche anno alla moglie Emmy, aiutata da un gruppo di manager. Nel 1964 Giannantonio, figlio di Egidio, entra in azienda e prende la guida a soli 21 anni. 

    Giannantonio razionalizza la produzione e negli anni Ottanta Brugola diventa tra i più grandi produttori di viti in Europa. 

    Giannantonio però capisce anche il potenziale dell’industria automobilistica. Così, studia il tedesco da autodidatta e ogni settimana viaggia in Germania alla ricerca di clienti. 

    Nel 79 chiude un mega contratto con Volkswagen e poi con Ford, prima in Europa e poi negli Stati Uniti. 

    Negli anni 90 Giannantonio introduce le selezionatrici automatiche e brevetta la Polydrive, un nuovo tipo di vite adottata anche da Audi e Jaguar. Il fatturato cresce così dai 30 miliardi di lire degli anni 90 ai €100 milioni nel 2008.

    Durante la crisi finanziaria globale però il fatturato crolla da €100 a €64 milioni in 2 anni. Le banche revocano il credito e Brugola entra nell'Articolo 67, strumento di ristrutturazione del debito. 

    A Giannantonio succede il figlio Jody, che costruisce un piano di risanamento in 44 punti e taglia sprechi e inefficienze. Il fatturato rimbalza e torna a crescere fino a €126 milioni. Nel frattempo, Jody ripaga anche il 60% dei debiti, circa €16 milioni.

    Nel 2015 ci lascia Giannantonio, Jody diventa Presidente e firma un accordo col Fondo Italiano d’Investimento per uscire dall'Articolo 67.

    Sotto la guida di Jody, l'azienda apre uno stabilimento negli Stati Uniti, allarga il portafoglio clienti a BMW, Mercedes, Hyundai, Kia, Stellantis e Tesla, e diversifica la gamma con componentistica speciale e nuovi materiali, come acciaio inox e alluminio. 

    Anche se dal 2023 il settore delle auto è in crisi nera, Brugola è arrivata a fatturare €190 milioni, produce 8 milioni di pezzi al giorno e una macchina su 3 nel mondo monta le loro viti. 

    Questo, però, è anche un periodo molto complesso per Brugola: i debiti, infatti, son tornati a salire, nel 2026 l’azienda ha dovuto iniziare una procedura di ristrutturazione per rinegoziarli e, lo stesso anno, ha ceduto lo stabilimento statunitense.

    Quindi, noi di Chapeau abbiamo raggiunto Jody nella fabbrica di Brugola a Lissone per scoprire tutta la storia della sua famiglia e come si producono le viti più famose al mondo:

    (00:00) La famiglia Brugola

    (00:43)  Egidio Brugola inventa la vite più famosa al mondo (Da 0 a 1)

    (02:08)  Brugola batte i tedeschi e conquista il mondo dell’automobile

    (05:05)  Da 1 a €50 milioni: diventare l’azienda di viti per auto più grande al mondo 

    (07:41)  Perde €40 milioni in 2 anni e rischia di fallire

    (08:55)  Salva l’azienda e la porta da €66 a €145 milioni

    (10:15)  Apre negli Stati Uniti e chiude accordi con Mercedes e BMW

    (11:58)  Supera €190 milioni di fatturato e 8 milioni di viti al giorno

    (13:35)  Dentro la fabbrica: come si fanno le viti 

    (17:53)  Momenti difficili e insegnamenti del padre 

    (19:33)  La storia di Jody Brugola: da attore a Presidente di Brugola 

    (21:09)  Il peso di guidare un’azienda come Brugola

    (22:39)  Crisi settore auto e i debiti di Brugola

    (23:29)  Ricomprare il 100% dell’azienda, errori e chiusura negli Stati Uniti

    (25:55)  Consigli
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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
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