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    Com'è Fatta una LAMBORGHINI 🐂 Da 0 a una Macchina da €700,000

    28/04/2026 | 34 min
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    (01:17) Personalizzazione (Ad Personam)
    (03:04) Creazione della scocca in carbonio (CFK)
    (05:35) Assemblaggio scocca
    (07:27) Verniciatura (Paint Shop)
    (10:14) Controllo difetti e colore
    (11:20) Colori più richiesti e tempi verniciatura
    (12:23) Montaggio cablaggio e plancia (Assemblaggio)
    (15:02) Motore
    (16:48) Interni, portiere e freni
    (19:56) Collaudo
    (20:56) Sedili e selleria
    (23:09) Water test e controlli (Finizione)
    (27:44) Test drive
    (28:08) Come si diventa Direttore Commerciale di Lamborghini e giornata tipo
    (30:32) Cliente tipo, lista d’attesa e comprare una macchina da €700,000
    (33:09) Colori e richieste più assurde
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    Da Pulire i Bagni a Vendere la sua Azienda per €1.1 MILIARDI 💻 La Storia di Enrico Giacomelli

    21/04/2026 | 28 min
    Nel 1991 il cameriere di un campeggio compra il suo primo pc. Oggi la sua azienda di informatica vale €1.1 miliardi
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    Enrico nasce nel 1964 a Senigallia. I genitori gestiscono un bar sulla spiaggia dove Enrico inizia a lavorare come cameriere già a 12 anni. Nel 1983 prende un prestito di 320 milioni di lire e avvia la sua prima attività: un campeggio. Lì Enrico fa di tutto, pulisce i bagni e serve ai tavoli
    Nel 1990 si laurea in scienze politiche e diventa promotore finanziario, ma non fa per lui. Apre poi una società di consulenza per aiutare i commercialisti nella dichiarazione dei rifiuti. Arriva a guadagnare 5 milioni di lire al mese e scopre l’informatica con il suo primo pc
    Nel 1991 conosce Claudio Gabellini, uno sviluppatore informatico, e insieme lanciano Namirial. Partono con 10 milioni di lire e creano il primo software in Italia per compilare la dichiarazione dei redditi
    Ogni sistema, come Zucchetti, funziona con moduli proprietari. Namirial si concentra allora sul vendere moduli di carta per le dichiarazioni e regala il software. Dopo aver convinto le prime banche a usare i loro sistemi, vende ai commercialisti
    A Giugno 1992 fattura 1 miliardo di lire al mese, nel 1994 milioni di euro. Lo stesso anno però Enrico perde suo fratello in un incidente
    Una nuova tecnologia minaccia il fallimento di Namirial: le stampanti laser. Non usano moduli proprietari per stampare ma normale carta, rendendo inutile Enrico
    Quindi, l’azienda si reinventa e inizia a monetizzare con convegni aziendali per Direct Marketing Bancario fino al 2000, quando si tiene l’ultimo a Montecarlo con sponsor TIM
    Quell’anno Enrico lancia anche il primo software per compilare il 730 online e, il primo cliente di Namirial, porta un grande contratto da 1.7 miliardi di lire con Fineco
    La vera svolta arriva nel 2008: la posta elettronica certificata (PEC) diventa obbligatoria in Europa. Al tempo Namirial è la più grande società a offrirla in Italia e gli affari crescono vertiginosamente. Il primo grande cliente è Fineco
    Nel 2015, quando Namirial fattura €20 milioni, Enrico usa tutta la cassa disponibile per comprare un concorrente Austriaco che offriva il loro stesso servizio per €13 milioni
    Namirial raggiunge il vero successo internazionale nel 2019, quando vince una commessa globale per Allianz battendo Adobe e Docusign
    Enrico riceve diverse offerte per vendere l’azienda. Le prime non vanno a buon fine, ma nel 2019 chiude con Ambienta a una valutazione di €150 milioni. Con i soldi della vendita, si ricompra il 25% della società
    Il 2020 è invece molto complesso per il Covid e Claudio, il socio storico di Enrico, lascia la società dopo la cessione. Subentra allora Max Pellegrini come CEO
    Dopo l’ingresso del fondo, Namirial completa altre 7 acquisizioni e in 5 anni triplica i ricavi. Nel 2025, la maggioranza della società viene acquisita da Bain Capital a una valutazione di €1.1 miliardi
    Nel 2026, Enrico resta in Namirial con il 14% del capitale, insieme ad Ambienta, PSG e Bain. L’azienda fattura più di €300 milioni, ha 1400 dipendenti in 35 uffici, e ha appena finalizzato l'acquisizione di Signaturit
    (00:00) Chi è Enrico Giacomelli
    (01:00) A 12 lavora come cameriere 
    (02:26) Apre un campeggio con un prestito in banca
    (04:37) Fonda un’azienda di informatica senza competenze
    (06:02) Da 0 a 1:regala il software per vendere risme di carta
    (07:51) Un evento tragico gli cambia la vita
    (08:53) Rischia di fallire per colpa di una nuova tecnologia
    (10:09) Si salva e chiude il primo grande contratto
    (11:30) Porta Namirial a €20 milioni grazie a una nuova legge
    (14:10) Compra il più grande concorrente per €13 milioni
    (15:31) Batte Adobe e Docusign
    (16:38) Porta Namirial a €45 milioni e prime offerte di acquisizione
    (18:26) Il suo socio lo lascia durante il Covid
    (19:41) Porta Namirial a €160 milioni
    (20:49) Vende a Bain per €1.1 miliardo
    (22:34) I numeri di Namirial oggi
    (24:35) Momenti più difficili
    (26:44) Consigli
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    L’Italiano Partito da una GROTTA che Ha Creato il Marchio da Palestra più Famoso al MONDO 🏋️‍♀️Rudy Panatta

    14/04/2026 | 33 min
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    Nel 1973 un professore di lettere lascia il lavoro per costruire macchinari da palestra in una grotta. In 50 anni sopravvive a un fallimento, allena Schwarzenegger e crea uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo. 

    Rudy Panatta nasce nel 1951 nelle Marche. Da piccolo è molto magro, e quando nel 1968 vede le Olimpiadi, si innamora del culturismo. 
    Inizia così a leggere riviste di bodybuilding e ad allenarsi in garage con una tavola di legno e dei barattoli di conserve.
    Dopo un paio di bocciature, si diploma nel 1972. Sogna di studiare scienze motorie, ma mancano i soldi e deve quindi iscriversi alla facoltà di lettere, la più vicina a casa. 
    Nel 1973 crea il suo primo vero macchinario da palestra, un dorsy bar per allenare la schiena. Dopo qualche anno Rudy si laurea e inizia a insegnare lettere di giorno, mentre la notte continua a costruire macchine da palestra nel garage del padre.
    I suoi primi clienti sono i bodybuilder che conosce alle fiere, a cui consegna nel weekend girando tutta l'Italia in furgone. Intanto, non trovando affitti ad Apiro, si trasferisce in una grotta per espandere la produzione.
    Negli anni 80 il bodybuilding spopola grazie ad Hollywood e Arnold Schwarzenegger, e nel 1982, poco dopo la perdita del padre, Rudy fonda Panatta e compra il primo locale per far fronte agli ordini che crescono.
    Il brand cresce grazie ai primi export e la presenza alle fiere internazionali, e nel 1984 è leader europeo nei macchinari da palestra.
    L’azienda continua a crescere fino al 2003, ma il periodo seguente si rivela molto problematico. Nei primi anni 2000 cresce infatti l’interesse per il cardio, di cui Panatta si occupava poco, ed entrano in azienda direttori esterni che limitano il potere di Rudy. Panatta compra anche Air Machine, macchinari da riabilitazione, e l’operazione si rivela un grande errore.
    Dopo 3 anni difficili, nel 2013 Panatta propone un concordato a fornitori e banche, ma il tribunale non è d’accordo e dichiara il fallimento. Rudy decide di ripartire con una nuova azienda, in pochi mesi ha già milioni di ordini ogni mese e ripaga tutti i debiti. 
    Dopo essere ripartito torna a progettare macchinari, lancia nuovi modelli e sostituisce quelli non funzionali ai clienti esistenti. A più di 60 anni Rudy torna sui libri per formarsi come manager e gestire l’azienda in prima persona, partendo dal controllo di gestione.
    Nel 2025 l’azienda di Rudy fattura €62 milioni, vende 22.000 macchinari in tutto il mondo e Panatta è uno dei marchi di bodybuilding più famosi al mondo.
    Lo abbiamo raggiunto nella sua fabbrica ad Apiro, nelle Marche, per scoprire tutta la sua storia:
    (00:00) Chi è Rudy Panatta
    (01:10) Scopre il culturismo per salvarsi dal bullismo
    (02:58) Costruisce attrezzi di notte e trova i primi clienti
    (04:16) Costruisce macchinari in una grotta
    (05:59) Da 0 a 1: lascia il posto fisso per lanciare Panatta
    (07:01) Perde i genitori e nessuno gli dà un euro
    (08:51) Diventa l’azienda di palestra più grande in Europa (e compra qualche Ferrari)
    (11:32) Gli errori e l’inizio della crisi di Panatta
    (12:57) Debiti e fallimento 
    (14:29) Riparte da zero e arrivano ordini da milioni di euro
    (16:06) Riporta Panatta tra i brand più famosi al mondo
    (17:06) Dentro la fabbrica: come si costruiscono gli attrezzi di Panatta
    (21:58) I numeri di Panatta oggi e le cause con i Cinesi
    (23:14) Come arriva alle palestre più grandi del mondo
    (24:22) Offerte di acquisizione e piani futuri
    (25:43) Costruisce la palestra del Papa
    (27:35) L’incontro con Arnold Schwarzenegger
    (29:03) L’amicizia con Ronnie Coleman
    (30:34) Giornata tipo e come si allena
    (32:35) Consigli
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    Loacker: La Fabbrica di Wafer più Grande d'Italia 🍫 Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli

    31/03/2026 | 36 min
    Nel 1924 un ventenne austriaco vende il primo wafer con la sua squadra di calcio. 100 anni dopo, la sua azienda ne vende 1 miliardo e fattura quasi €500 milioni.

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    Investire in strumenti finanziari comporta rischi inerenti, tra cui perdita di capitale, fluttuazioni del mercato e rischio di liquidità. È importante considerare la tua tolleranza al rischio e gli obiettivi d'investimento prima di procedere. I rendimenti passati così come la simulazione di rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.T&C https://strapi-site-static-assets-production.s3.eu-west-1.amazonaws.com/it/t_cs_pac_rev_19_03_2026_7a1d018b38.pdf

    Alfons Loacker nasce nel 1901 in Austria. A 13 anni si trasferisce a Bolzano e inizia a lavorare come pasticcere nella pasticceria Rizzi, dove scopre i wafer.
    Nel 1924 apre la sua pasticceria a Bolzano grazie a un prestito della famiglia che lo ospitava e inizia a produrre dolci, tra cui i wafer con la crema di nocciole di Napoli.
    Al tempo i wafer si vendevano in latte ingombranti. Alfons era appassionato di calcio e avvolge i dolci in carta stagnola per portarli agli allenamenti. Inventa così un nuovo packaging.
    Grazie ai compagni di calcio crea richiesta per i suoi wafer che inizia a vendere in ristoranti e gastronomie di Bolzano. 
    Negli anni ‘30 le vendite decollano, ma la domanda è sempre maggiore della produzione. Quindi, dopo i primi anni duri, Loacker si sposta in una nuova sede a Bolzano.
    Nel 1958 entrano in azienda Armin e Christine Loacker, che la portano da bottega a industria. Grazie a un prestito in banca, comprano il primo forno automatico che impiega un solo giorno per coprire la precedente produzione di un mese. Intanto la domanda continua a crescere con il boom dell’economia Italiana, Loacker arriva così a €15 milioni.
    Negli anni ‘60 si spostano sul Renon e costruiscono un nuovo impianto con 2 linee produttive.
    Armin porta due grandi innovazioni: il flowpack che permetteva di sigillare i wafer e mantenere il gusto per più tempo, e il raffreddamento ad arco per velocizzare la produzione.
    Christine intanto stabilisce la rete commerciale in Italia e all’estero, partendo con un venditore di Sci, che vende in hotel e aeroporti. In quel periodo entra già nei mercati arabi.
    Negli anni ‘80 Loacker lancia le sue prime pubblicità iconiche con i nanetti, e passa da 6 a 50 miliardi di lire di fatturato, che tocca i €50 milioni negli anni 90.
    Il focus su qualità e innovazione porta al lancio di due nuovi prodotti, il pacco famiglia e i quadratini, che permette a Loacker di crescere del 10% annuo. 
    Oggi Loacker fattura €492 milioni e confeziona più di 1 miliardo di dolci all’anno, con una quota di mercato del 50%. Inoltre distribuisce in Italia Twinings e Ovomaltina. Alla guida c'è la terza generazione della famiglia, Andreas Loacker e Ulrich Zuenelli.
    Siamo andati a Bolzano per scoprire tutta la loro storia
    (00:00) Loacker: l’azienda di wafer più grande in Europa
    (01:02) Il fondatore Alfons Loacker parte senza soldi
    (02:41) Da 0 a 1: vendere wafer con la squadra di calcio
    (04:42) Compra il primo forno automatico e ripaga i debiti
    (06:28) Il nuovo packaging porta Loacker a €15 milioni
    (07:29) Nuova sede in montagna e nuovo sistema di raffreddamento 
    (08:48) Un venditore di sci porta Loacker in tutto il mondo
    (10:05) Come nasce la pubblicità degli Gnomi e i primi mercati esteri
    (11:40) Due prodotti portano Loacker a €500 milioni
    (12:40) Momenti più difficili
    (13:43) Come si producono 900 milioni di wafer ogni anno
    (16:15) Sogni e primi ricordi di Loacker
    (19:21) Ingresso in azienda
    (20:37) Patti familiari
    (21:37) Rimpianti e fallimento più grande
    (23:14) La sconfitta contro Nutella e consigli
    (24:18) Loacker oggi: fatturato, vendite all’estero e quote di mercato
    (26:59) Come è entrato in Arabia Saudita negli anni ‘70
    (29:07) Da centralinista a presidente in Loacker
    (31:02) Errori più grandi
    (33:16) Giornata Tipo
    (35:02) Consigli
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    ⁠ ⁠Dal CARCERE a €1.5 MILIARDI 📡 Luca Spada, Fondatore di EOLO

    24/03/2026 | 40 min
    Un ventenne di Varese crea una rete internet per giocare ai videogiochi. 30 anni dopo, la vende per €1.5 miliardi.

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    Luca Spada nasce a Malgesso nel 1973. Da piccolo studia elettronica da autodidatta sulla rivista Elettronica 2000. 

    A 16 anni fonda DB Line, un’azienda con cui importa videogiochi dal Giappone, li traduce e li rivende. Intanto crea anche la sua banca dati, BBS. 

    Si iscrive al Politecnico di Milano e, nel 1994, conosce un ricercatore italiano che lo invita negli USA. Lì scopre il vero potenziale di internet e capisce che vuole essere un imprenditore.  

    Tornato in Italia, converte BBS in Skylink e diventa il primo internet service provider in Italia, al tempo usato da <0,1% della popolazione. Offre un servizio di posta elettronica ai 2000 utenti di BBS e inizia a spargersi la voce.  

    Nel 1994 nasce un’azienda che porta internet nelle aziende, I.Net. Luca è il loro distributore a Varese e il miglior venditore, facendo crescere anche il fatturato di Skylink a 3 miliardi di lire. Luca vende Skylink a I.Net facendosi pagare in azioni, diventandone socio. 

    Erano gli unici a dare accesso internet in Italia, e nel 1997 British Telecom ne compra il 33%. Nel 2000 fanno un IPO a una valutazione di €300 milioni, facendo guadagnare a Luca €10 milioni a soli 26 anni.

    Luca poi conosce Luca Cassia e insieme decidono di creare una rete per gamers in Italia, che chiamano Net Gamers Italia (NGI), dove offrono servizio server e messaggistica.

    Lanciano una rete ottimizzata per latenza, pensata per videogiocatori. Nel 2025 fatturano già €6 milioni. Si abbonano anche diverse aziende dove lavorano i gamers, che superano il numero di abbonamenti privati.

    Un’ampia area in Italia non era coperta da Telecom, quindi Luca ha l’intuizione di raggiungerla grazie alle onde radio. Parte da Malgesso nel 2006 e presto è in tutte le valli del nord Italia, non servite da altri provider internet. 

    Per crescere nel 2011 cede il 45% di NGI a Elmec, a una valutazione di €40 milioni, che usa per assumere persone e installare più antenne.

    Nel 2015 porta Eolo anche al centro sud, dove vince 5 dei 7 bandi indetti dal governo battendo Telecom. Le onde radio in uso diventano però affollate quindi cambia spazio, acquistando per qualche milione di euro le onde del 5G che oggi valgono miliardi. 

    Nel 2018, Eolo fattura €100 mln e attira l’attenzione di molti fondi. Searchlight Capital compra il 49% a una valutazione di €400 milioni. Lo stesso anno Luca è falsamente accusato di rubare onde radio, e passa una settimana ai domiciliari. 

    Nel 2020, durante il Covid, il traffico raddoppia in una notte e Luca deve rinnovare le infrastrutture per gestire questo uso intenso, facendo crescere Eolo ulteriormente.

    Nel 2021, 40 fondi mostrano interesse per Eolo. Luca sceglie Partners Group a cui cede la società per €1.5 miliardi, ricomprandone poi il 25%.

    (00:00) Chi è Luca Spada

    (01:11) A 10 anni impara a programmare da autodidatta

    (02:20) A 16 anni tarocca videogiochi giapponesi per venderli in Italia

    (03:53) Scopre Internet negli Stati Uniti e lascia gli studi

    (05:35) Porta la posta elettronica in Italia e vende a I.Net

    (07:40) A 26 anni vende a British Telecom e guadagna €10 milioni

    (10:26) Lancia una rete per videogiocatori e la porta a €6 milioni

    (13:12) Crea un’antenna per portare internet ai suoi vicini

    (16:19) Fonda Eolo e monta decine di antenne 

    (18:22) Porta Eolo a €50 milioni ma perde opportunità commerciali

    (21:41) Vende il 45% di NGI per accelerare la crescita

    (23:55) Batte Telecom e porta interned nel centro sud

    (25:25) Compra per primo le onde 5G in Italia 

    (27:08) Cede il 49% di Eolo per €400 milioni 

    (28:56) Arresti domiciliari per un’accusa falsa

    (30:46) Il Covid rischia di far saltare la rete

    (31:51) Vende Eolo per €1.5 miliardi a Partners Group

    (33:14) I motivi per cui ha venduto

    (34:49) Il rapporto con il denaro

    (36:30) Come investe i soldi delle exit

    (38:24) Consigli

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Parliamo con gli imprenditori e i CEO più importanti d'Italia. Raccontiamo le loro storie per scoprire come hanno fatto DAVVERO ad arrivare dove sono, i loro errori e i consigli PRATICI.
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