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Gurulandia riparte.
E per farlo non poteva scegliere un ritorno più caotico, imprevedibile e fedele alle origini: Massimo Ceccherini.
Una puntata che inizia esattamente come dovrebbe iniziare una nuova stagione di Gurulandia: senza freni, senza scalette troppo rigide e senza il bisogno di sembrare più seria di quello che è.
Ceccherini torna al tavolo con Marco Cappelli e Simone Salvai e in pochi minuti trasforma tutto in un flusso impossibile da controllare: Signorini, Corona, la gogna mediatica, la televisione italiana, i vecchi film, Benigni, Carlo Monni, l’America, i podcast pieni di criminali e tutto quello che gli passa per la testa.
Ma come sempre con Ceccherini, dietro il caos c’è qualcosa in più.
In mezzo alle risate, alle storie fuori controllo e ai racconti che sembrano non avere mai una direzione, viene fuori uno sguardo lucidissimo sul mondo dello spettacolo, sulla televisione, sui social, sul modo in cui oggi distruggiamo e dimentichiamo le persone, e su quanto ci manchi ogni tanto un po’ di leggerezza vera.
Questa non è una puntata costruita per essere ordinata.
È una puntata che va lasciata andare.
Un ritorno alle origini di Gurulandia: cazzeggio, risate, momenti assurdi, domande improvvise, ospiti ingestibili e quella sensazione di essere dentro una conversazione che può esplodere in qualunque momento.
Massimo Ceccherini torna e fa esattamente quello che ci aspettavamo da lui: rompe il ritmo, spiazza tutti e dice cose che difficilmente sentiresti dire da chiunque altro.
Gurulandia riparte da qui.
Dal caos.
Dalla risata.
Da Massimo Ceccherini.
Buona visione 🍿
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