
La classifica dei prezzi: Milano città più cara, Napoli la meno costosa
06/01/2026
Quasi 600 euro. È la cifra che, nel 2025, fotografa il costo medio di un paniere di beni e servizi a Milano, la città che secondo l'ultima indagine del Codacons continua a guidare la classifica dei prezzi in Italia. Un dato che non sorprende, ma che conferma una tendenza ormai strutturale: vivere nel capoluogo lombardo costa più che altrove.Il conto, però, stavolta è messo nero su bianco. Un paniere che mescola la quotidianità più concreta - frutta, verdura, pane, carne - con i piccoli riti della vita urbana, dal dentista alla tintoria, dalla messa in piega alla toilettatura del cane, a Milano costa 598,95 euro. È il 62,3% in più rispetto a Napoli, che sul fronte opposto della classifica si conferma la città più economica tra le 18 monitorate. Sul podio delle città più care, subito sotto Milano c'è Aosta, con uno scontrino medio da 586 euro, mentre Bolzano si piazza al terzo posto con 574 euro. In fondo alla graduatoria, accanto a Napoli (circa 369 euro), compaiono Palermo e Catanzaro, dove gli stessi beni e servizi pesano molto meno sul bilancio familiare. Ne parliamo con Vincenzo Galasso, professore ordinario all'Università Bocconi.Groenlandia, l'Europa a Trump: «Appartiene al suo popolo»L'Europa risponde a Trump. Con una dichiarazione congiunta dei leader europei sulla Groenlandia, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca hanno dichiarato che la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. Nel testo della dichiarazione congiunta diffusa dai leader europei si legge anche: «Dobbiamo rispettare i principi della carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l'integrità territoriale e l'inviolabilità delle frontiere». «La sicurezza dell'Artico rimane una priorità fondamentale per l'Europa ed è fondamentale per la sicurezza internazionale e transatlantica. La Nato ha chiarito che la regione artica è una priorità e gli alleati europei stanno intensificando i loro sforzi». Lo scrivono nella dichiarazione congiunta il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro italiano Meloni, il primo ministro polacco Tusk, il primo ministro spagnolo Sánchez, il primo ministro britannico Starmer e il primo ministro danese Frederiksen sulla Groenlandia. Approfondiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.comPetrolio, la partita di Trump in Venezuela ha bisogno di investimenti per 100 miliardiAlmeno 16 petroliere colpite da sanzioni statunitensi sembrano aver tentato, negli ultimi due giorni, di eludere un importante blocco navale americano sulle esportazioni energetiche del Venezuela, in parte camuffando la loro reale posizione o spegnendo i segnali di trasmissione. Per settimane, secondo un'analisi del New York Times, le navi erano state individuate tramite immagini satellitari attraccate nei porti venezuelani. Ma entro sabato, all'indomani della cattura del presidente Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, tutte erano scomparse da quelle posizioni. In molti sospettano che potrebbe spostarsi verso il mercato iraniano. Un ipotesi che viene considerata più probabile rispetto alla Russia, i cui porti hanno difficoltà ad accogliere navi di quelle dimensioni. Intanto il petrolio è passato, presente e futuro del Venezuela e l'azione militare di sabato 3 gennaio non modifica questo vischioso intreccio, lo rafforza caso mai. Ne parliamo con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia, Giampaolo Musumeci, conduttore di Nessun luogo è lontano e Andrea Ferro, conduttore di Effetto Notte in questi giorni di festa.

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