La Scomunica

di Stefano Feltri, Giorgio Meletti e Federica Tourn
La Scomunica
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  • La Scomunica

    IL CASO RUPNIK - Episodio 9: L’oppio dei popoli

    03/06/2026 | 34 min
    Arrivati a questo punto dell’inchiesta sul caso Marko Rupnik e sul sistema di abusi e omertà nella Chiesa, rimane una domanda cruciale: come è stato possibile? 

    Cioè, come è stato possibile che un gesuita sloveno diventasse l’artista contemporaneo più importante del mondo cattolico, aiutato, sostenuto, protetto da tre papi tra loro molto diversi? 

    E, ancora, come è stato possibile che per trent’anni le sue ossessioni sessuali ei suoi abusi ripetuti su almeno 30 religiose non abbiano avuto impatto sulla sua ascesa, anche se molti - se non tutti - sapevano? 

    Le persone che hanno conosciuto Rupnik in Slovenia raccontano l’ascesa di un giovane prete carismatico che seduceva tutti ma che fin dagli inizi aveva qualcosa di strano, nel modo in cui usava l’arte per incanalare le sue ossessioni. E che è ha dovuto lasciare il suo Paese proprio per i comportamenti che teneva verso le donne di cui si circondava. Ma quando è arrivato a Roma, in Vaticano, ha trovato soltanto calorosa accoglienza e una nuova carriera. 

    E poi c’è il suo lato imprenditoriale: le manovre con cui si è imposto come mosaicista, e come ha trasformato l’opportunità concessagli da Papa Giovanni Paolo II nella base per la costruzione di un potere, anche finanziario, che per quasi trent’anni ha cementato intorno al centro Aletti. 

    Dopo il successo de⁠ La Confessione⁠, un nuovo lavoro di giornalismo investigativo sul tema degli abusi nella Chiesa firmato da Stefano Feltri, Giorgio Meletti e Federica Tourn

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  • La Scomunica

    IL CASO RUPNIK - Episodio 10: Il conto da pagare

    03/06/2026 | 41 min
    Il 13 ottobre 2025 si aprirà il processo d’appello a Marko Rupnik, l’ex gesuita coperto a lungo dal suo amico Papa Francesco nonostante da decenni in tanti sapessero dei suoi abusi su almeno 30 donne.

    Per Papa Leone XIV sta arrivando il momento di pagare il conto delle scelte di Jorge Mario Bergoglio che è riuscito a creare l’immagine di una Chiesa intransigente sulla pedofilia e sugli abusi che però proteggeva potenti abusatori e insabbiatori.

    Il caso Rupnik è il prisma attraverso il quale misurare il cambio di fase o la continuità: appena Papa Francesco ha smesso di fare paura, le cose hanno iniziato a cambiare. Il vescovo di Lourdes ha coperto i mosaici di Rupnik appena Bergoglio è stato ricoverato al Gemelli.

    Solo dopo la morte di Francesco, però, e soltanto dopo un incontro con il nuovo pontefice Prevost il prefetto per la Comunicazione Paolo Ruffini ha fatto rimuovere le immagini dei mosaici di Rupnik dai siti di Vatican News.

    Già si registra la tensione in Vaticano sull’eredità di Francesco, sulle responsabilità dei suoi più stretti collaboratori come il segretario di Stato Pietro Parolin, e sulla discontinuità che Papa Leone XIV potrebbe iniziare a portare in una Chiesa che è schiacciata dal peso delle proprie contraddizioni, ipocrisie e omertà.

    Il vescovo argentino Zanchetta, a lungo protetto dal suo connazionale Bergoglio in Vaticano, è dovuto tornare in patria per scontare la sua pena per abusi sessuali. Con Prevost il clima sembra cambiato.

    La resa dei conti sugli abusi può avere impatto anche sul tentativo dei vescovi italiani di proteggere il miliardo di euro che ottengono dai contribuenti grazie all’8 per mille. Soldi che sono stati usati anche per pagare i mosaici di Rupnik e comprare il silenzio delle vittime di abusi.

    Questa puntata chiude la seconda stagione della nostra inchiesta permanente sugli abusi nella Chiesa.

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  • La Scomunica

    IL CASO RUPNIK - Episodio 8: Presunzione d’innocenza

    03/06/2026 | 32 min
    Può un Papa professarsi garantista? Il successore di San Pietro non è soltanto un leader spirituale, ma anche un sovrano assoluto che può esercitare la giustizia come crede. Eppure Papa Francesco ha evocato più volte il garantismo, sempre però per qualche suo amico accusato di abusi o insabbiature.

    La Chiesa di Bergoglio si è spaccata su questi temi, proprio perché la tolleranza zero dichiarata dal pontefice era accompagnata da favoritismi per gli amici del Santo Padre, anche quando si trattava di abusatori seriali come Marko Rupnik o protettori di pedofili come l’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin (Francesco rifiutò le sue dimissioni; il cardinale fu assolto soltanto per prescrizione).

    Oggi Papa Leone XIV annuncia di dover curare una chiesa “ferita”, ed è stata proprio la gestione della pedofilia clericale da parte di Francesco ad aver causato le maggiori spaccature.

    Questa puntata ricostruisce i casi più clamorosi di ingerenze dirette del Papa nelle vicende di abusi che lo interessavano, e risale fino al peccato originale di quel papato: l’accordo in conclave che nel 2013 ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio al posto del favorito Angelo Scola.

    Un’intesa con i cardinali americani che all’epoca, ancor più di oggi, erano i più preoccupati per l’emersione dei casi di pedofilia nelle loro diocesi che rischiavano di portarle alla bancarotta, visti gli ingenti risarcimenti da pagare. Avevano l’assoluta necessità di avere in Vaticano un Papa pronto a difendere sempre la presunzione di innocenza dei preti e dei vescovi, soprattutto di fronte agli scandali peggiori.

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    Inchiesta sul campo di Federica Tourn

    Story editor Giorgio Meletti 

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  • La Scomunica

    IL CASO RUPNIK - Episodio 6: Prevost alla prova

    03/06/2026 | 30 min
    Il nuovo Papa sugli abusi deve decidere se coprire l’abusatore seriale Rupnik come faceva Francesco. Ma anche sulle accuse per il suo operato in Perù deve scegliere tra la trasparenza e la reticenza

    Sugli abusi il nuovo Papa ancora non ha detto praticamente nulla. Ma si è già trovato sotto accusa per l’operato in Perù: i suoi difensori hanno subito sostenuto che non ha fatto niente di sbagliato, che si tratta anzi di illazioni di abusatori rancorosi.

    In realtà, anche nelle vicende della diocesi di Chiclayo, in Perù, come ricostruiamo in questo episodio, si replica lo schema che abbiamo visto in molti altri casi: le vittime denunciano, c’è una istruttoria interna che finisce in nulla ma i cui contenuti sono inaccessibili a tutti.

    Per tacitare le critiche, Robert Francis Prevost potrebbe cominciare ad applicare fin dal caso che lo riguarda la trasparenza invece che la reticenza: basterebbe divulgare il contenuto dell’indagine interna, dimostrare che la diocesi ha fatto gli approfondimenti, che ha preso sul serio le vittime.

    Non sappiamo cosa è stato fatto davvero in Perù e in Vaticano sul caso Chiclayoma, finora, niente nel percorso di Prevost lo identifica come un grande nemico dei preti abusatori, neppure nella sua breve esperienza da prefetto per il dicastero per i Vescovi. Però l’inizio di un pontificato è il momento per rompere col passato e segnare un nuovo inizio, a cominciare proprio dal ruolo dei vescovi, che sono incoraggiati a denunciare quando hanno segnalazioni di abusi commessi da religiosi ma non hanno alcun obbligo.

    Così si arriva a situazioni paradossali come quella ammessa nientemeno che dal capo dei vescovi italiani, Matteo Zuppi, che spiega di aver ricevuto denunce di abusi ma di non essere andato alle autorità. Poiché la vittima non era interessata a sporgere denuncia, Zuppi ha fatto anche firmare un foglio per liberarsi di ogni responsabilità e tutto è finito così.

    Leone XIV avrà il coraggio di cambiare questo sistema? Alcuni indizi fanno pensare che si sta ponendo il problema, ma sarà misurato sulle scelte concrete.

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    IL CASO RUPNIK - Episodio 7: Timore e tremore

    03/06/2026 | 29 min
    “Timore e tremore”. L’abusatore seriale Marko Rupnik amava citare la formula del filosofo danese Soren Kierkegaard ai suoi allievi negli esercizi spirituali che conduceva da carismatico gesuita e che preparavano lo sfogo violento delle sue ossessioni sessuali. 

    Il nuovo Papa Leone XIV, nel presentarsi nella sua messa di insediamento, spiega di essere stato scelto “senza alcun merito, con timore e tremore”. Una singolare coincidenza di citazioni che ricorda ancora una volta come per il nuovo pontefice sia impossibile sottrarsi all’urgenza di decidere cosa fare del caso Rupnik: continuare a proteggere l’abusatore, come faceva Papa Francesco, o sbloccare il processo insabbiato da mesi e provare a fare giustizia? 

    Il vertice dei gesuiti, in contrasto con le scelte di Jorge Mario Bergoglio, ha già riconosciuto gli abusi commessi da Rupnik e ha promesso di fare qualcosa per le vittime ignorate tanto a lungo. Papa Leone XIV con chi si schiererà, con i gesuiti o con Francesco? 

    Per capire la questione bisogna anche ricostruire come Rupnik usava la sua influenza spirituale per sottomettere e manipolare le sue possibili vittime. Un partecipante agli esercizi spirituali di Rupnik racconta come funzionavano. 

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Su La Scomunica
La Scomunica è l’inchiesta permanente sulla crisi della Chiesa cattolica, gli abusi e le responsabilità del Vaticano. È un progetto di giornalismo investigativo sostenuto dalla newsletter Appunti di Stefano Feltri e realizzato da Federica Tourn e Giorgio Meletti. La prima stagione, La Confessione, ha raccontato il caso di don Giuseppe Rugolo, le denunce di Antonio Messina e il sistema di silenzi, protezioni e omissioni che ha isolato le vittime invece di ascoltarle. La seconda stagione segue il passaggio dal pontificato di Francesco a quello di Leone XIV, Robert Francis Prevost, con particolare attenzione al caso di Marko Ivan Rupnik: gesuita, teologo e artista accusato da numerose donne di abusi spirituali, psicologici e sessuali. Il caso Rupnik è il filo che permette di raccontare una questione più ampia: le promesse mancate di papa Francesco sulla lotta agli abusi, le responsabilità del Vaticano, il ruolo delle gerarchie ecclesiastiche e una Chiesa nella quale il potere è spesso protetto dall’omertà. La Scomunica non racconta soltanto singoli scandali. Segue documenti, testimonianze, processi, decisioni canoniche e responsabilità istituzionali per ricostruire il sistema che ha permesso agli abusi di continuare e alle vittime di restare sole. Di Stefano Feltri, Giorgio Meletti e Federica Tourn. Inchiesta sul campo: Federica Tourn.Story editor: Giorgio Meletti.Consulenza musicale e sonora: Stefano Tumiati. La produzione è sostenuta dalle abbonate e dagli abbonati di Appunti. Puoi contribuire al progetto anche attraverso il crowdfunding su GoFundMe.
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