11 episodi
- (...) Perché sotto la pressione c’è una faccenda più grande, ed è il senso. Chiedo ai miei amici cosa gli mancava, e nessuno dice i soldi, o il tempo, o il capo. Dicono che il venerdì sera erano incapaci di indicare una cosa che esistesse grazie a loro. Avevano il loro stipendio in più e il loro tempo in meno, e in compenso un titolo in inglese. Il lavoro c’era, ed era tanto. Ore vere, la sera sul divano con gli occhi che bruciano. Quello che mancava era la traccia. Un muratore a fine giornata può appoggiare la mano sul muro. Quando torno dall’orto ho la terra sotto le unghie e so esattamente cosa ho fatto, anche quando è poco. I miei amici a fine giornata avevano una casella di posta un po’ più vuota di come l’avevano trovata, e la mattina dopo era di nuovo piena. Producevano altro lavoro: un documento che giustifica il documento dopo, un progetto che fa partire il progetto dopo. In fondo alla catena una busta paga, unico residuo di tutto quel girare.
- Provate a stare un attimo dentro questo pensiero.
Se nasci in una certa casa, quella casa è il mondo. O meglio, è tutto il tuo mondo. Ti manca il metro di paragone, perché nessuno te l’ha mai dato. Se tuo padre torna e picchia, picchiare è quello che fanno i padri. Se a tavola si urla, o si tace in un certo modo, o succedono cose da cui un bambino dovrebbe essere risparmiato, tu le vivi come la regola, perché sono l’unica cosa che conosci. Un bambino ignora di essere in una stanza buia finché qualcuno apre una porta e gli mostra che fuori c’è la luce. - C’è un gioco che faccio ogni tanto, e che consiglio a chiunque si prenda troppo sul serio. Mi diverto a calcolare quanto tempo ci vuole, dopo la morte, per essere dimenticati. Due settimane di messaggi. Un mese di quel silenzio strano quando qualcuno fa il tuo nome. A un anno ti ricordano solo i tuoi cari, e già a modo loro, come si ricorda una stanza in cui si è vissuto. A due generazioni, il nulla. Lo so che detto così suona macabro. A me fa l’effetto opposto: mi rilassa. Tutta questa fatica di essere ricordati, di lasciare il segno, di difendere il nome, per un pubblico che tra cento anni sarà composto esattamente da nessuno. L’oblio vincerà comunque, e con un vantaggio così largo che affannarsi a contrastarlo è la cosa più buffa che facciamo. Tanto vale, ogni tanto, andargli incontro spontaneamente.
Altri podcast di Scienze
Podcast di tendenza in Scienze
Su Mantica
Mantica era l'antica arte di divinare il futuro. Partiva da un segno e lo trasformava in una domanda.
Ogni episodio lo trovate anche nella mia newsletter, su Substack.
Sito web del podcastAscolta Mantica, Ci vuole una scienza e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app
Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app


Mantica
Scansione il codice,
scarica l'app,
ascolta.
scarica l'app,
ascolta.
Mantica: Podcast correlati


























