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Io so' io e voi nun siete un...

Alessandro Valdina, giornalista e consulente di organizzazione aziendale
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10 episodi

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    #10 Dritto nei denti

    26/04/2026 | 21 min
    "Su questo ci torniamo”. “Non so se è una priorità in questo momento". “Idea fantastica, ma per il momento mettiamola un attimo nel parcheggio”. Quante volte vi hanno detto di no senza dirvelo davvero? In questa puntata parto da una targhetta sui finestrini dei treni (grazie a un monologo geniale di Gioele Dix) per arrivare a un tema molto meno innocuo: lo svuotamento del linguaggio nelle organizzazioni.
    Quando la diplomazia smette di proteggere le relazioni e inizia solo a nascondere le intenzioni, la comunicazione diventa passivo-aggressiva. E lì aumenta il nostro tempo e la nostra energia per capire che diavolo volesse dirmi l'altro.Dentro la puntata ci sono un po' di riferimenti a libri e film che ho amato molto: la “Mappa delle culture” di Erin Meyer, il modello dell’assertività di Smith e Alberti, gli studi di Amy Edmondson sulla sicurezza psicologica nelle squadre, una scena chirurgica dal fim Spencer (2021) su Diana che spiega meglio di mille teorie che cosa si "rompe" in noi esseri umani quando la forma prende il sopravvento sulla sostanza.
    È una critica all’eccesso di cortesia, quando diventa un modo elegante per non prendersi la responsabilità di dire quello che pensiamo, di dire quello che serve.
    Si trasforma in ipocrisia. Se lavorate in aziende con troppa politica, probabilmente sapete meglio di me di che cosa sto parlando.

    Tracce dei contributi audio
    Gioele Dix - La targhetta dei finestrini del treno
    Spencer (2021) - La scena di Carlo e Diana attorno al biliardo
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    #9 Dio perdona loro

    02/04/2026 | 14 min
    “Vorrei ringraziare tutto il team che mi ha supportato ma soprattutto sopportato”. Se avessi ricevuto un euro per ogni volta che ho sentito questa frase ai discorsi aziendali, oggi scriverei questo podcast dalla Terrazza Martini guardando il Duomo. Ogni volta che parte questo incipit, però, mi si drizzano le antenne: è il segnale che stiamo entrando nella terra di nessuno delle parole che non significano più nulla.
    Una specie di liturgia aziendale: non comunichi, ti riconosci nella tribù. Quindi in questa puntata do sfogo alla mia penna per prendermela con chi dice "fissare" per aggiustare, "applicare" per candidarsi, "consistente" per coerente... Alcuni sono anche miei amici, a cui voglio bene. Ma oltre a risultare affettati - magari non lo sanno - contribuiscono alla liturgia: e le liturgie servono a farci sentire parte di qualcosa, e per farlo ci chiedono di smettere di pensare.
    Ed è pericoloso, non credete?
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    #8 Gianni Agnelli non ne aveva capito una beata mazza

    19/01/2026 | 20 min
    Miglioramento continuo sospeso per preparare l’audit delmiglioramento continuo.
    No, non è una supercazzola, l’ho sentito dire davvero. Qualche anno fa, in uno stabilimento di compressori: tutte le attività di miglioramento furono bloccate per mesi per “mettere a posto le carte” in vista dell’audit World ClassManufacturing. L’obiettivo? Prendere almeno la medaglia d’argento, altrimenti ci chiudono. Lo stabilimento ha chiuso lo stesso. Non per il WCM, ma per ragioni economiche e politiche globali. Il WCM, semmai, servì a tirarla lunga.
    In ogni caso:
    le certificazioni che correlano con la qualità ma non lacausano
    gli standard che migliorano l’efficienza a breve ma uccidonol’apprendimento
    gli audit che producono documenti, non comportamenti
    Le medaglie non sostituiscono la responsabilità
    Due secoli e mezzo fa Kant l’aveva già spiegatomeglio di noi: la legge morale non viene dall’esterno, ma da dentro e vale anche per le organizzazioni. Se la qualità esiste solo quando arriva l’auditor, è un'altra cosa, è teatro.
    È un articolo lungo, argomentato, referenziato, figlio dellamia esperienza e di un po’ di letture. E’ la sintesi di quello che alla fine ho capito dopo tanti anni nelle aziende. È la puntata di cui vado più “orgoglione”. Se la condivideste, fareste un favore a me ma anche all’umanità :-D
    Per capire che cosa c’entri il “povero” Agnelli dovetearrivare alla fine, vi avviso.
    Poi non si dica che non ve l’abbia detto: l'ascolto potrebbedare molto fastidio a chi vive di bollini, persone di cui ho rispetto perché chi sono io per giudicare, “tengo famiglia pur’ io”.  Ma davvero i bollini non fanno per me, li tollerosolo per l’autostrada svizzera quando dicono agli altri che ho pagato e all’Esselunga così poi ci ritiro i piatti.
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    #7 Severo ma giusto (parte 2)

    29/12/2025 | 17 min
    Carichi di lavoro, KPI, obiettivi e premi. In questi anni ne ho viste di ogni e dedico a loro questa 7ª puntata
    Dentro ci troverete:
    - Perché l’equità non è una questione di etica ma di efficacia organizzativa
    - Che cosa succede quando gli obiettivi sono individuali ma i risultati sono interdipendenti
    - Perché l’iniquità è uno spreco enorme a livello proprio industriale
    (e soprattutto)
    - Perché ogni tentativo di migliorare questi sistemi viene spesso sabotato dal puntacazzista* di turno, quello che vi spiega che “in realtà è più complesso di così”

    *Scusate, la caduta di stile ma non esiste parola più efficace di questa
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    #6 Severo ma giusto (parte 1)

    15/12/2025 | 11 min
    Complicarsi la vita da soli e poi spacciarla per complessità. Questo ritornello l'ho visto più volte nella mia vita da consulente, giustamente chiamato a dare uno sguardo nuovo e fresco per capire che cosa togliere, più che cosa aggiungere. A volte però “l’ufficio complicazioni cose semplici” è funzionale a una leadership non troppo equa coisuoi collaboratori, che pratica qualche favoritismo di cui "sarebbe meglio non si sapesse troppo in giro". Ma questo va parecchio in contrasto con le organizzazioni lean e agili che si basano sulla condivisione delle informazioni. Nei casi più gravi la chiamiamo "mafia", quando vogliamo essere sofisticati "economia basata sulle relazioni". In ogni caso l'effetto a "chi sta sotto" è ridurre il coinvolgimento e convogliare le proprie risorse di collaboratore verso le relazioni interne, qualcosa a cui il cliente finale dà valore il giusto, per non dire una fava. In questa 6° puntata della newsletter e del podcast parto dal caso della pianificazione dei turni di alcuni medici in un ospedale pubblico per spiegare che forse “non siamo furbi” come crediamo di essere perché a un certo punto qualcuno se ne accorge e se può andare se ne va, magari in Svizzera.
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Su Io so' io e voi nun siete un...
Del rapporto patologico di noi italiani col potere e di come un po' di Lean, Agile e Psicologia potrebbero aiutarci. Si chiama "Io so' io e voi nun siete..." perché ritengo che il Marchese del Grillo racconti tanto di noi. Infatti "Non ho paura del Marchese del Grillo in sé, ma del Marchese del Grillo in me", per parafrasare il grande Giorgio Gaber.
Sito web del podcast

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