L’evoluzione della crisi iraniana ha portato alla progressiva chiusura dello stretto di Hormuz e al rapido aumento del prezzo del petrolio, che i mercati tuttavia giudicano temporaneo, con i futures che indicano una normalizzazione nel medio periodo. L’elevato prezzo del petrolio ha alimentato la volatilità con borse in calo ma ordinate. Saliti anche i rendimenti dei titoli governativi, che prezzano maggiori pressioni inflazionistiche. L’incertezza geopolitica ha rafforzato il dollaro, in area 1,14 contro euro, influenzando anche le attese degli investitori sulle future scelte di politica monetaria delle banche centrali. Approfondiamo con Stefano Cucchi del team Macro Research & Product Specialist di Eurizon. Audio registrato il 16.03.2026.
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