Durante i bombardamenti israeliani e americani su Teheran del febbraio 2026, i cittadini iraniani hanno reagito immediatamente spostando i propri risparmi in bitcoin e stablecoin verso wallet personali, con un aumento del 700% nei prelievi dagli exchange in pochi minuti. Questo comportamento rivela una realtà spesso ignorata dalla narrativa occidentale: mentre il regime usa le criptovalute per aggirare le sanzioni, la popolazione comune le utilizza come strumento di sopravvivenza finanziaria contro l'iperinflazione, le banche inaccessibili e l'instabilità politica. Bitcoin, con la sua seed phrase memorizzabile, rappresenta per milioni di iraniani l'unico modo per proteggere i propri risparmi e attraversare confini fisici e digitali senza che nessuno possa confiscarli.