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Analisi dei mercati finanziari di Pictet

Pictet AM Italia
Analisi dei mercati finanziari di Pictet
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  • Analisi dei mercati finanziari di Pictet

    Investire oggi l'analisi dei mercati finanziari di Febbraio 2026

    10/02/2026 | 5 min
    Gennaio è stato un mese di forti rotazioni sui mercati finanziari, segnato da tensioni geopolitiche, volatilità e cambiamenti di scenario. Dopo un inizio “risk on” trainato dall’AI e dalle materie prime, le tensioni tra Stati Uniti, Iran e Groenlandia hanno penalizzato Wall Street e accentuato la divergenza tra hardware e software. Dal Giappone è arrivata ulteriore volatilità, con rendimenti in rialzo e interventi straordinari sullo yen che hanno messo in discussione la forza del dollaro, favorendo oro, argento e mercati emergenti. Tuttavia, la nomina di Warsh alla Fed ha raffreddato la corsa ai metalli preziosi, riportando volatilità su azioni e credito. In Europa, crescita e inflazione sopra le attese mantengono la BCE in attesa. Guardando avanti, i rischi principali sono legati ai dati macro USA e alle politiche fiscali giapponesi. In questo contesto, preferiamo duration breve, focus sugli spread e selettività su azionario, con attenzione ai mercati emergenti e un peso ridotto sull’oro.
  • Analisi dei mercati finanziari di Pictet

    Investire oggi l'analisi dei mercati finanziari di Gennaio 2026

    15/01/2026 | 4 min
    I mercati finanziari hanno iniziato il 2026 con slancio, con gli indici azionari ai massimi storici sia negli Stati Uniti che in Europa e nei principali Paesi emergenti. Sul fronte geopolitico, l’azione militare USA in Venezuela e le nuove tensioni tra amministrazione americana e Federal Reserve stanno influenzando i mercati, portando a un aumento dei rendimenti obbligazionari e a forti rialzi di oro e argento. L’economia USA resta solida, trainata dagli investimenti tecnologici, nonostante un mercato del lavoro in rallentamento e nuove misure per sostenere il settore immobiliare. Gli investitori continuano a puntare sugli Stati Uniti, ma cresce l’attenzione verso la selettività e la gestione attiva, soprattutto nel settore tech e nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale. Nei prossimi mesi, si prevede una possibile rotazione verso settori ciclici e mercati emergenti, in un contesto di crescita sostenuta e inflazione tollerata dalla Fed, ma con possibili turbolenze in caso di shock imprevisti.
  • Analisi dei mercati finanziari di Pictet

    Investire oggi l'analisi dei mercati finanziari di Dicembre 2025

    17/12/2025 | 6 min
    In questo audio facciamo il punto sulla situazione macroeconomica globale a fine 2025 e sulle prospettive per il 2026. I dati privati mostrano un lieve rallentamento nel manifatturiero e una buona tenuta dei servizi, con inflazione ancora sopra i target sia negli USA che in Europa, dove però l’industria mostra segnali di ripresa. In Cina, invece, il settore immobiliare resta debole. Le previsioni per il 2026 indicano una crescita USA stabile al 2% e un’inflazione senza grandi variazioni, mentre in Eurozona si attende una crescita poco sopra l’1% e inflazione sotto il target. Sul fronte delle banche centrali, la BCE adotta toni più restrittivi, mentre la Fed prosegue con tagli e acquisti di titoli a breve. I mercati azionari e obbligazionari si muovono in modo fisiologico, con attenzione crescente alla qualità degli utili, soprattutto nel tech. Per il 2026 si apre una fase di “broadening” dei mercati azionari e i rendimenti obbligazionari tornano interessanti: la vera sfida sarà costruire portafogli solidi e diversificati per affrontare il nuovo anno.
  • Analisi dei mercati finanziari di Pictet

    Investire oggi l'analisi dei mercati finanziari di Novembre 2025

    12/11/2025 | 5 min
    Ottobre è stato un mese di contrasti economici. Il "shutdown" del governo statunitense e i default di alcune società nel settore delle auto usate hanno generato incertezza sul credito privato, complicata dalla mancanza di dati economici chiari. Tuttavia, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha lasciato intravedere un possibile ritorno a una politica monetaria più tradizionale, portando a un aumento dei rendimenti dei Treasury e al rafforzamento del dollaro. La BCE, riunitasi a Firenze, ha mantenuto una posizione equilibrata, indicando dicembre come momento chiave per aggiornare le proiezioni economiche.

    Negli Stati Uniti, l'economia cresce vicino al suo potenziale, ma l'assenza di dati ufficiali ha aumentato la volatilità dei mercati. Fonti private hanno evidenziato segnali contrastanti sul mercato del lavoro, che appare in transizione con un rallentamento delle assunzioni. L'inflazione, seppur in lieve aumento per il 2025, sembra meno preoccupante grazie al miglioramento di alcune componenti come gli affitti.

    Il settore tecnologico statunitense continua a trainare i mercati, con investimenti record in intelligenza artificiale e risultati aziendali superiori alle attese. Tuttavia, le valutazioni elevate richiedono cautela per i portafogli in vista del 2024. Infine, l'incertezza sulla futura composizione della Federal Reserve e sulla politica monetaria post-Powell potrebbe influenzare il dollaro e i mercati, rendendo cruciali le prossime decisioni economiche e politiche.
  • Analisi dei mercati finanziari di Pictet

    Investire oggi l'analisi dei mercati finanziari di Ottobre 2025

    09/10/2025 | 8 min
    A settembre i mercati finanziari hanno registrato buone performance, con forti rialzi sia per azioni che per obbligazioni, soprattutto nei Paesi emergenti. L’economia americana si è mostrata solida, grazie a una crescita superiore alle attese, anche se alcuni dati sono stati distorti dalle dinamiche delle tariffe. Le previsioni su crescita e inflazione sono state riviste leggermente al rialzo, ma rimane il rischio che l’inflazione resti sostenuta nei prossimi mesi.

    La Federal Reserve ha ripreso a tagliare i tassi per sostenere l’economia, ma cresce il timore che la sua indipendenza sia minacciata dall’influenza politica, soprattutto con nuovi membri nominati dall’amministrazione Trump. Questo potrebbe ridurre la credibilità della Fed, con possibili effetti negativi su inflazione, rendimenti e dollaro. Inoltre, la strategia economica punta anche a un indebolimento del dollaro per favorire la competitività americana, ma ciò comporta rischi di volatilità se dovesse calare la fiducia nella banca centrale.

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