411 episodi
Google Playground è il nuovo esperimento che crea videogiochi con un prompt, ma la vera rivoluzione potrebbe essere la piattaforma di distribuzione
09/10/2026 | 13 minEpisodio 390.
Google Labs ha lanciato Playground, una piattaforma sperimentale che permette di creare videogiochi direttamente nel browser descrivendo a parole quello che si vuole costruire. Si possono generare esperienze 2D o 3D, modificare fisica, personaggi e regole attraverso una conversazione, condividere il risultato con un link oppure pubblicarlo in una galleria accessibile agli altri utenti. Ma la parte più interessante non è soltanto la generazione: Google sta cercando di mettere insieme creazione, distribuzione, discovery, community e multiplayer in un unico ambiente.
E con Unity Spark, atteso più avanti quest’anno, il progetto punta a creare un ponte tra semplici giochi generati via prompt e lo sviluppo più tradizionale su Unity. Se la barriera d’ingresso alla creazione videoludica crolla, la risorsa più importante potrebbe non essere più saper costruire un gioco, ma riuscire a farlo scoprire.
Per chi volesse approfondire:
https://blog.google/innovation-and-ai/technology/ai/playground-experimental-gaming-platform/
https://unity.com/news/google-and-unity-partner-on-new-ai-gaming-platform-for-the-next-era-of-interactive-entertainment
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e su 🟣Instagram: https://www.instagram.com/ilpigreco/Lo scontro tra Amazon e Muse ci racconta una cosa ben precisa: gli agenti AI vogliono usare Internet al posto nostro, ma i siti stanno iniziando a chiudere la porta
08/10/2026 | 11 minEpisodio 389.
Gli agenti AI promettono di comprare prodotti, prenotare voli e svolgere attività online al posto nostro, ma stanno incontrando un ostacolo imprevisto: Internet è stato costruito per bloccare proprio i bot. Amazon ha vietato a Muse, l’agente personale di Meta, di utilizzare il proprio sito, mentre altri servizi limitano o vietano esplicitamente l’accesso alle automazioni. In altri casi, come Walmart, sono invece i vecchi sistemi anti-bot a bloccare accidentalmente agenti che il sito vorrebbe accettare.
Dietro questo problema tecnico si nasconde però una battaglia economica molto più importante: se l’agente sceglie cosa comprare e dove comprarlo, chi controlla davvero il rapporto con il cliente?
In questa puntata vi spiego perché aziende come Cloudflare, e Meta stanno costruendo identità, wallet e protocolli specifici per un web in cui non tutto il traffico automatico dovrà essere trattato allo stesso modo.
Per chi volesse approfondire:
https://techcrunch.com/2026/10/06/the-next-hurdle-for-ai-agents-getting-websites-to-let-them-in/
https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-21/amazon-blocks-meta-s-muse-ai-agent-from-its-retail-site
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e su 🟣Instagram: https://www.instagram.com/ilpigreco/Giorgia Meloni registra la sua voce e una frase molto specifica: basta un marchio a proteggerci davvero dai deepfake?
07/10/2026 | 11 minEpisodio 388.
Giorgia Meloni ha depositato all’EUIPO un marchio sonoro composto da quattro secondi della propria voce mentre dice due volte la frase "Io sono Giorgia Meloni". La richiesta ha attirato l'attenzione soprattutto perché arriva nell’epoca dei deepfake e della clonazione vocale, ma la tutela è molto più limitata di quanto possa sembrare: Meloni non sta registrando la propria voce in astratto, bensì una specifica sequenza sonora collegata a determinate categorie di servizi, comprese le manifestazioni politiche.
In questa puntata vi spiego cosa protegge realmente un marchio sonoro, perché potrebbe avere un effetto deterrente pur non essendo capace di impedire genericamente di clonare una voce, e quali strumenti giuridici esistono già in Italia e in Europa per intervenire contro i deepfake.
Per chi volesse approfondire:
https://www.ilpost.it/2026/10/06/giorgia-meloni-marchio-sonoro/
https://www.tmdn.org/tmview/#/tmview/detail/EM500000019431219
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e su 🟣Instagram: https://www.instagram.com/ilpigreco/Paramount compra Warner Bros. per 110 miliardi: nasce ufficialmente Skydance tra debiti, vincoli antitrust e dubbi politici
06/10/2026 | 14 minEpisodio 387.
Paramount Skydance dovrebbe completare oggi l’acquisizione di Warner Bros. Discovery per circa 110 miliardi di dollari. La nuova holding si chiamerà Skydance e controllerà un impero che comprende Paramount, Warner Bros., HBO, CNN, CBS, Paramount+, HBO Max e alcune delle proprietà intellettuali più importanti dell’intrattenimento mondiale.
Ma l’operazione nasce con circa 80 miliardi di debito e con condizioni antitrust molto particolari: per cinque anni Skydance dovrà mantenere un numero minimo di film nelle sale, aumentare gli investimenti nella produzione americana, negoziare separatamente i canali Paramount e Warner e garantire forme di tutela per CNN e CBS News. Nel frattempo il mercato del credito mostra già parecchio scetticismo.
In questa puntata ricostruisco l’accordo, gli obblighi imposti dagli Stati, la nuova governance e i principali rischi finanziari.
Per chi volesse approfondire:
https://www.reuters.com/legal/transactional/david-ellison-says-combined-paramount-warner-bros-discovery-will-be-named-2026-10-02/
https://www.theverge.com/entertainment/998302/paramount-warner-bros-discovery-merger-settlement
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e su 🟣Instagram: https://www.instagram.com/ilpigreco/ChatGPT-6 Astra ha davvero “barato” a StarCraft: cosa ci insegna l'ennesima scorciatoia scoperta dall’intelligenza artificiale
05/10/2026 | 17 minEpisodio 386.
Durante StarSkirmish, un esperimento che mette i modelli di intelligenza artificiale alla prova chiedendo loro di programmare bot per StarCraft, GPT-6 Astra ha fatto qualcosa di sorprendente. Dopo essere rimasto bloccato contro avversari umani di alto livello, ha scaricato Stardust, uno dei migliori bot di StarCraft mai scritti da una persona, e ha iniziato a utilizzarlo al posto del proprio codice. L’organizzatore ha quindi ripristinato il lavoro precedente e lasciato proseguire Astra. Ma parlare semplicemente di un’IA che “decide di barare” rischia di perdere la parte più interessante della storia. In questa puntata spiego cos’è StarSkirmish, perché StarCraft viene utilizzato da decenni nella ricerca sull’IA e cosa significano concetti come reward hacking. Perché quando un agente trova una scorciatoia, il problema potrebbe non essere soltanto il suo comportamento, ma il modo in cui abbiamo definito ciò che significa avere successo.
Per chi volesse approfondire:
https://www.theverge.com/ai-artificial-intelligence/1004543/openai-gpt-cheat-starcraft
https://starskirmish.com/bench/
https://deepmind.google/blog/alphastar-grandmaster-level-in-starcraft-ii-using-multi-agent-reinforcement-learning/
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