Sud-est dell'Ucraina. Primavera 2026. La guerra è entrata nel suo quinto anno. Una piccola unità delle forze armate ucraine è appostata a dieci chilometri dalla linea del fronte. Davanti a loro c'è una foresta fitta, rigogliosa. All'apparenza, solo alberi. Ma gli strumenti elettronici dei soldati captano qualcosa: uno strano rumore di fondo, impulsi invisibili che provengono da un edificio nascosto tra la vegetazione. Provano a lanciare un drone da ricognizione, ma il fogliame primaverile è troppo fitto. Schermo nero. Non si vede nulla. In passato, l'operazione sarebbe finita qui. O avrebbero dovuto rischiare la vita mandando una pattuglia a piedi. Ma oggi, questi soldati hanno un'arma diversa. Non è un missile, non è un carro armato. È uno smartphone.
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