7 episodi
- Charles Mingus, contrabbassista, bandleader e compositore afroamericano, è stato uno dei protagonisti del movimento bebop accanto a figure come Charlie Parker, Dizzy Gillespie e Miles Davis, dando in seguito vita a un proprio stile originale che fondeva la tradizione dello swing con il gospel, il blues e la musica classica europea, anticipando anche il free jazz.
Famoso per il temperamento irascibile e per il suo rifiuto a scendere a compromessi, nella sua musica, legata alla sua complessa e vulcanica personalità, ha spesso trattato temi come razzismo, discriminazione e ingiustizia.
Grande contrabbassista, grazie al suo genio organizzativo, alla sua capacità di integrare composizione e improvvisazione e all’abilità nel valorizzare i musicisti che facevano parte dei suoi gruppi, Mingus è stato spesso considerato l'erede di Ellington.
Tra i suoi album si ricordano: Pithecanthropus Erectus (1956), Blues and Roots (1958), Mingus Ah Um (1959), The Black Saint and the Sinner Lady (1963), Let My Children Hear Music (1972).
“Ritratto a colori”, settimo episodio di JazzBO, offre una chiave di accesso per entrare in una delle principali esperienze musicali del 900, con estratti inediti da due concerti dei gruppi di Mingus al Bologna Jazz Festival nel 1972 e nel ’75, e dalla serata del 5 novembre 2022 al Museo della Musica durante il ciclo Jazz Insights con Guglielmo Pagnozzi (sax contralto), Emiliano Pintori (pianoforte), Filippo Cassanelli (contrabbasso), e Andrea Grillini (batteria).
JazzBO è un podcast prodotto dal Bologna Jazz Festival, in collaborazione con il Museo internazionale della Musica di Bologna: una serie di appuntamenti dedicati a musicisti che hanno avuto (o abbiano tuttora) una relazione con Bologna o con il suo festival jazz,
condottI dal pianista Emiliano Pintori con musicisti ospiti.
Le musiche che accompagnano i testi sono inedite, mai registrate su disco, realizzate appositamente per il podcast, o veicolate dagli incontri di “Jazz Insight”, ideati e condotti dallo stesso Pintori al Museo della Musica durante il Bologna Jazz Festival.
Supervisione di Vanni Masala, diffusione e “messa in onda” di Walter Rovere.
Illustrazione: Filippo Scòzzari - Thelonious Monk (1917 – 1982) è stato protagonista di un percorso musicale considerabile tra i più originali e significativi dell’intero Novecento. Riconosciuto come uno dei padri fondatori della scuola Be Bop degli anni Quaranta, autore con Round Midnight di uno dei più duraturi standard della storia del Jazz (inciso in centinaia di versioni, da Miles Davis ad Amy Winehouse), Monk fu tuttavia un “pianista dissonante, concettuale e astratto”, la cui influenza continuerà a estendersi oltre il solo ambito jazzistico divenendo anche figura di riferimento all’interno delle avanguardie (in particolare europee), e ottenendo l’attenzione degli ambienti accademici. “Una lettera per Monk”, sesto episodio di JazzBO, offre un’occasione per entrare nell’universo sonoro del genio di Rocky Mount con estratti dalla serata che Emiliano Pintori dedicò a Monk al Museo della musica di Bologna nel 2017, e un autentica chicca: un estratto inedito dal concerto che Monk tenne a Bologna l’11 novembre 1972 nel corso del suo ultimo tour europeo assieme ai Giants of Jazz, con Dizzy Gillespie e Art Blakey. E oltre alla narrazione, la sorprendente lettera che Monk ricevette da un suo autorevole fan, anch’egli uno dei più grandi artisti della sua epoca: Giorgio Morandi.
JazzBO è un podcast prodotto dal Bologna Jazz Festival, in collaborazione con il Museo internazionale della Musica di Bologna: una serie di appuntamenti dedicati a musicisti che hanno avuto (o abbiano tuttora) una relazione con Bologna o con il suo festival jazz,
condottI dal pianista Emiliano Pintori con musicisti ospiti.
Le musiche che accompagnano i testi sono inedite, mai registrate su disco, realizzate appositamente per il podcast, o veicolate dagli incontri di “Jazz Insight”, ideati e condotti dallo stesso Pintori al Museo della Musica durante il Bologna Jazz Festival.
Supervisione di Vanni Masala, diffusione e “messa in onda” di Walter Rovere.
Illustrazione: Filippo Scòzzari - Pianista, tastierista, compositore e bandleader, biblista ed egittologo, autoritario capo spirituale in copricapi e costumi sgargianti, poeta e docente universitario, la figura di Sun Ra - indefinibile, contraddittoria, ma centrale per la musica del ’900 - poteva provenire forse solo da un altro pianeta.
Pioniere (fin dal 1948!) dell’elettronica nel jazz quanto di una modernissima visione “ancient to the future” capace di unire ardite escursioni free, astrazioni elettroniche, poliritmi africani e omaggi alle big band anni ’30 nello stesso concerto, il genio di Sun Ra ha ispirato generazioni di musicisti dei contesti musicali più diversi, dagli Mc5 a Thurston Moore, da David Toop a Madlib e moltissimi altri; e con lui vollero suonare anche Archie Shepp, Julian Priester, Pharoah Sanders, Don Cherry, Lester Bowie, e perfino John Cage).
Nato nel 1914 in Alabama, uno degli stati più segregazionisti d’America, Ra decise di abbandonare nome, origini e convenzioni del suo tempo per ricreare se stesso come una figura di origini aliene che predicava uno spazio utopico per la comunità nera, inaugurando, decenni prima che venisse coniato il termine, la corrente Afro-Futurista.
Questo podcast ne narra la storia accompagnata da esecuzioni musicali inedite, tratte da un concerto della Sun Ra Arkestra a Bologna nel 1986, e da una serata dedicata a Ra al Museo della Musica di Bologna il 21 novembre 2023 con Fabrizio Puglisi a pianoforte, sintetizzatore Arp Odyssey e oggetti vari, e Emiliano Pintori all’organo elettrico.
JazzBO è un podcast prodotto dal Bologna Jazz Festival, in collaborazione con il Museo internazionale della Musica di Bologna: una serie di appuntamenti dedicati a musicisti che hanno avuto (o abbiano tuttora) una relazione con Bologna o con il suo festival jazz,
condottI dal pianista Emiliano Pintori con musicisti ospiti.
Le musiche che accompagnano i testi sono inedite, mai registrate su disco, realizzate appositamente per il podcast, o veicolate dagli incontri di “Jazz Insight”, ideati e condotti dallo stesso Pintori al Museo della Musica durante il Bologna Jazz Festival.
Supervisione di Vanni Masala, diffusione e “messa in onda” di Walter Rovere.
Illustrazione: Filippo Scòzzari - Steve Grossman (1951–2020) è stato uno tra i più grandi sassofonisti tenori della storia del Jazz. Entrato (come “sostituto” di Wayne Shorter!) a soli diciott’anni alla corte di Miles Davis, pur rimanendo solo otto mesi con lui avrà modo di lasciare il suo segno in pietre miliari come Live at Fillmore, Jack Johnson e Big Fun, per poi entrare subito dopo nel celebre quartetto di Elvin Jones a fianco di Dave Liebman. Conclusi gli anni 70 con l’esplosiva Fusion del trio Stone Alliance, Grossman dagli anni ’80 tornerà alla matrice del Bebop, dimostrando un’autorevolezza, intensità e ricchezza linguistica che lo collocano tra i massimi, autentici e innovativi esponenti di questo universo musicale. Soggiornò a lungo in Italia e anche a Bologna, dove la sua influenza è stata determinante per la scena musicale della città, divenendo guida per più di una generazione di giovani musicisti, molti dei quali si sono in seguito affermati sul piano internazionale.
“Steve Grossman, dai Loft di New York ai portici”, la quarta puntata del podcast JazzBO di Emiliano Pintori, ne narra la storia accompagnata da esecuzioni musicali inedite, registrate al Museo della Musica di Bologna il 30 ott 2021 con la partecipazione, oltre a Pintori, di Jimmy Villotti, Carlo Atti, Fabio Grandi, Stefano Senni e Max Chiarella.
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Illustrazione: Filippo Scòzzari - Sassofonista e compositore nato a Rosario (Argentina), Gato Barbieri è stato una voce unica, in grado di fondere l’urgenza espressiva del free jazz con una sensibilità latina dalla carica emozionale feroce, in una sintesi originale e personale. Dal suo sax, profondo ed emozionante, è uscito uno dei suoni più belli del Novecento, che ha impreziosito capolavori di Don Cherry, Gary Burton, Charlie Haden, Carla Bley, e si è espresso in maniera memorabile in propri dischi come Viva Emiliano Zapata, Hasta Siempre, Bolivia; ma il suo stile forte e immediatamente riconoscibile ha anche dato un importante contributo alla musica leggera (Paoli, Venditti, Daniele) e al cinema italiani, con storiche colonne sonore per Pasolini, Bertolucci e Ferreri. “Hasta Siempre, Gato Barbieri!”, la terza puntata del podcast JazzBO di Emiliano Pintori, gli rende omaggio con una session speciale, registrata il 29 gennaio 2026 con Carlo Atti al sax tenore, Pintori al pianoforte, Filippo Cassanelli al basso elettrico e Andrea Grillini alla batteria.
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Illustrazione: Filippo Scòzzari
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