Salta al contenuto
PodcastFitnessMaxima Performa

Maxima Performa

Gian Mario Migliaccio
Maxima Performa
Ultimo episodio

387 episodi

  • Maxima Performa

    [Battiti] Frequenza cardiaca: se i battiti salgono, prima leggi il contesto

    27/07/2026 | 9 min
    #FrequenzaCardiaca #MonitoraggioAllenamento #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport

    La frequenza cardiaca non è un valore assoluto: a parità di passo o di potenza può variare di otto o dieci battiti al minuto, a volte di più, solo per come arriva l'atleta a quella seduta. In questo episodio vediamo perché i battiti sono un segnale contestuale, e come leggerli senza ridurre il carico al primo numero che sale.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio smonta una delle illusioni più comuni nel monitoring: pensare che gli stessi battiti dicano sempre la stessa cosa. Stesso ritmo, stessa potenza, stesso esercizio, eppure la risposta cardiaca cambia, perché la FC non risponde solo al carico programmato, ma anche a temperatura, umidità, sonno, idratazione, stress psicofisico, caffeina e attivazione del sistema nervoso autonomo.
    Capirai perché lo stesso passo non è mai davvero lo stesso stimolo fisiologico se l'atleta parte da uno stato diverso, e perché una FC più alta del solito, molto spesso, non sta giudicando il piano ma raccontando il giorno. Il valore professionale della frequenza cardiaca non è dirti solo quanto è intensa una seduta, ma aiutarti a leggere lo stato in cui quella seduta viene assorbita.
    Nel finale trovi le quattro azioni da applicare da lunedì con i tuoi atleti: scegliere una sessione ricorrente come riferimento per costruire la baseline, annotare almeno quattro variabili di contesto, sonno, temperatura, stress percepito, caffeina, non toccare la programmazione se la FC è più alta di otto o dieci battiti a ritmo uguale prima di aver verificato il contesto, e usare anche la FC mattutina a riposo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
    Capitoli
    00:00 Il caso di Daniele: stessi passi, battiti diversi
    00:56 Perché la FC cambia a parità di intensità
    02:40 La frequenza cardiaca come segnale contestuale
    03:43 Costruire una baseline della sessione
    04:41 Per chi è questo podcast
    05:20 Il mito da smontare: FC alta uguale seduta troppo dura
    06:21 Cosa fare da lunedì: 4 azioni concrete
    07:29 Il take-home e la prossima puntata
    Approfondisci
    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/battiti
    Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata
    Tutto su https://www.scienzedellosport.it
    Altre info con me?
    1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa
    2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/
    3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto
    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    [PROFONDO] Sonno profondo: non basta dormire tanto, difendi le prime ore

    20/07/2026 | 7 min
    #SonnoProfondo #RecuperoAtletico #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
    Il sonno profondo si concentra nella prima parte della notte ed è lì che si costruisce gran parte del recupero fisico e nervoso: per questo un atleta può passare sette ore a letto e svegliarsi comunque a pezzi. In questo episodio vediamo perché il monte ore da solo non basta e come proteggere la fascia di sonno che conta davvero.

    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sonno non è un blocco unico ma una sequenza di cicli, e perché la quota di sonno profondo, concentrata nelle prime ore, pesa più del numero totale di ore passate a letto.
    Capirai perché una notte apparentemente sufficiente può lasciare un recupero povero quando è frammentata, tardiva o superficiale, e perché molti atleti dormono poco, spesso attorno alle sei ore e mezza e in modo spezzato. Il punto non è solo quanto dorme l'atleta, ma come dorme e quando si costruisce la parte più preziosa della notte. Non è una questione di quantità, è una questione di struttura.

    Nel finale trovi i tre passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: smettere di giudicare il sonno solo dal monte ore, proteggere le prime ore della notte, e osservare il trend del sonno profondo nel tempo come indicatore in più, mai come verità assoluta. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
    Capitoli
    00:00 Sette ore a letto, sveglio a pezzi
    01:25 Il sonno non è un blocco unico: cicli e sonno profondo
    02:19 Il caso di Davide: le ore ci sono, il blocco profondo no
    03:08 Proteggere le prime ore della notte
    04:01 Per chi è questo podcast
    04:44 Il mito da smontare: "bastano tante ore a letto"
    05:10 Cosa fare da lunedì: tre passaggi concreti
    06:25 Il take-home e la prossima puntata

    Approfondisci
    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/profondo
    Il corso completo "Sonno Profondo applicato alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo
    Tutto su https://www.scienzedellosport.it
    Altre info con me?
    1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa
    2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/
    3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto
    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    [Nap]: non conta quanto dormi, ma come ti svegli

    13/07/2026 | 7 min
    #Nap #RecuperoSportivo #FisiologiaDelSonno #ScienzeDelloSport
    Il nap, cioè il pisolino usato come strumento di recupero, non funziona in base a quanto dormi ma a in quale stadio del sonno entri e a quando ti risvegli. In questo episodio vediamo perché un pisolino troppo lungo può lasciarti più intontito di prima, e come collocare il nap nella giornata perché lavori a favore della performance invece che contro.
    Podcast di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nel nap il rapporto tra durata e recupero non è lineare: la durata del pisolino decide lo stadio di sonno che attraversi, e lo stadio decide l'effetto che ti porti addosso quando ti rialzi.
    Capirai come cambiano gli effetti a seconda della durata: breve, quindici o venti minuti, resti nel sonno leggero; intermedio, trenta o sessanta minuti, puoi entrare nel sonno profondo; lungo, novanta o centoventi minuti, arrivi a un ciclo più completo con la fase REM. Capirai anche perché un nap troppo lungo o collocato male espone all'inerzia del risveglio, quella pesantezza immediata che confonde chi pensa che dormire di più sia sempre meglio.
    La fascia intermedia, tra i trenta e i sessanta minuti, può produrre un effetto da moderato ad alto sia sulla performance cognitiva sia su quella fisica, a patto che il nap sia collocato bene: la finestra utile è tra le tredici e le sedici, con un punto spesso favorevole attorno alle quattordici. Andare troppo tardi, dopo le sedici o le diciassette, rischia di disturbare il sonno notturno o di appesantire la seconda parte della giornata.
    Nel finale trovi le quattro regole da applicare da lunedì con i tuoi atleti: decidere prima il contesto (reset breve o recupero più profondo), usare la finestra tredici-sedici come riferimento operativo, lasciare almeno un'ora tra un nap di trenta o sessanta minuti e una riattivazione impegnativa, e non spostare il nap troppo tardi pensando di recuperare meglio. Contenuto tratto dal percorso "Sonno Profondo Applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017 come Sport Science Academy.
    Capitoli
    00:00 Novanta minuti di nap possono essere un problema
    00:23 Il nap come ingegneria del recupero
    00:56 La durata decide lo stadio del sonno
    01:59 Il caso di Davide e l'inerzia del risveglio
    02:41 La fascia trenta-sessanta minuti e il timing
    03:46 Per chi è questo podcast
    04:43 Il mito da smontare: più lungo è meglio
    05:32 Cosa fare da lunedì: quattro regole
    06:06 Il take-home e la prossima puntata
    Approfondisci
    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/nap
    Il corso completo "Sonno Profondo Applicato alla Performance": https://app.scienzedellosport.it/sonno-profondo
    Tutto su https://www.scienzedellosport.it
    Altre info con me?
    1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa
    2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/
    3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto
    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    [Deriva] cardiaca: se la frequenza sale, non rallentare subito

    12/07/2026 | 7 min
    #FrequenzaCardiaca #DerivaCardiaca #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
    La deriva cardiaca è l'aumento della frequenza a parità di passo o di potenza nelle sedute lunghe: non è sempre un peggioramento, spesso è una risposta fisiologica normale. In questo episodio vediamo come leggerla con un semaforo semplice, invece di rallentare l'atleta al primo battito che sale.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché nei lavori aerobici lunghi la frequenza cardiaca non è un tachimetro perfetto: dopo una certa durata la gittata sistolica tende a calare e il cuore compensa alzando i battiti, anche se l'intensità esterna resta uguale.
    Capirai il meccanismo della deriva (calore, perdita di liquidi, costo termoregolatorio, fatica accumulata), perché un aumento dei battiti non significa automaticamente che l'atleta stia peggiorando, e come trasformare quel dato in un criterio operativo. La regola pratica: nei lunghi si programma per passo o per potenza, e la frequenza cardiaca si osserva come segnale di deriva, non come comando istantaneo.
    Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti e il semaforo operativo della deriva: sotto il 3% zona tranquilla, tra il 3 e l'8% osserva e contestualizza, oltre l'8% valuta se reintegrare o scalare. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.
    Capitoli
    00:00 Il caso di Matteo: +8 battiti a parità di passo
    00:24 Cos'è la deriva cardiovascolare
    01:06 Perché la FC inganna nelle sedute lunghe
    01:59 Il meccanismo: gittata sistolica e compenso del cuore
    02:52 Il semaforo della deriva: 3% e 8%
    03:58 Per chi è questo podcast
    04:24 Il mito da smontare: "se la FC sale, rallenta"
    05:01 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti
    06:07 Il take-home e la prossima puntata
    Approfondisci
    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/deriva
    Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata
    Tutto su https://www.scienzedellosport.it
    Altre info con me?
    1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa
    2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/
    3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto
    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    La formula 220-età è ancora lo standard più diffuso per calcolare le zone di allenamento?

    23/02/2026 | 7 min
    La formula 220-età è ancora lo standard più diffuso per calcolare le zone di allenamento.
    È anche uno degli strumenti più imprecisi disponibili. In questo episodio analizziamo i dati della letteratura scientifica — a partire dalla meta-analisi di Arena et al. (2015) su 5.000 soggetti — e vediamo cosa fare concretamente per ottenere zone di allenamento affidabili senza accesso a un laboratorio. Argomenti trattati:
    00:00 — Il problema: due atleti, stessa formula, FCmax reale opposta
    01:30 — I dati: errore standard ±12 bpm, meta-analisi 5.000 soggetti
    03:00 — Meccanismo fisiologico: genetica e specificità di sport
    04:30 — Caso studio: Marco, ciclista, 16 settimane con zone sbagliate
    05:30 — La soluzione: test 3 minuti all-out, r>0.92 con gold standard
    06:00 — Materiale operativo episodio
    07:00 — Tre take-home per la tua pratica professionale
    📚 Materiale operativo dell'episodio: sds.academy
    🎓 Corsi: scienzedellosport.it
    Seguimi: Instagram: https://instagram.com/migliacciogm
    LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/migliaccio

    Ascolta su altre piattaforme: Spotify: https://open.spotify.com/show/77GbnGBwNmZ90xgz6BmEw5 Apple Podcasts: https://podcasts.apple.com/us/podcast/gian-mario-migliaccio/id1317972536 Amazon Music: https://music.amazon.it/podcasts/11108c27-9842-49dd-bffb-12a5c64f4448/gian-mario-migliaccio
Altri podcast di Fitness
Su Maxima Performa
PhD, Professore Associato all'Università San Raffaele Roma.Dottore di Ricerca, Biologo, Psicologo.Sport Scientist per atleti internazionali. www.migliaccio.it
Sito web del podcast

Ascolta Maxima Performa, Perform with Dr. Andy Galpin e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it

  • Salva le radio e i podcast favoriti
  • Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
  • Supporta Carplay & Android Auto
  • Molte altre funzioni dell'app