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Maxima Performa

Gian Mario Migliaccio
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    [ESPLODI] Fatica mentale: il calo che il GPS non vede

    26/10/2026 | 9 min
    #faticamentale #preparatoreatletico #scienzedellosport
    [ESPLODI] Un atleta può mantenere velocità, distanza e frequenza cardiaca nella norma, ma iniziare a scegliere peggio sotto pressione. In questa puntata vediamo perché il carico cognitivo può anticipare il calo prestativo che il GPS non mostra.
    La performance fatigability descrive il calo osservabile di forza, potenza o velocità. La perceived fatigability descrive invece l'aumento della fatica percepita a parità di carico esterno. Per chi lavora con gli atleti, distinguere i due segnali evita di aumentare il carico senza aver capito quale risorsa è realmente limitata.
    Il contenuto è tratto dal corso Il Sistema Fatica Applicato alla Performance di Scienze dello Sport. È pensato per preparatori atletici, allenatori, personal trainer, chinesiologi, fisioterapisti, nutrizionisti e professionisti che devono leggere insieme dati esterni, percezione dello sforzo e qualità delle decisioni.

    Capitoli
    00:00 Il GPS è normale, ma la prestazione cala
    00:34 Sigla e introduzione
    00:53 Performance fatigability e perceived fatigability
    02:20 Quando il carico cognitivo cambia la prestazione
    05:39 Il mito: se crolla al settantesimo non è allenato
    06:17 Quattro passaggi per il professionista
    08:31 Approfondimento del corso e risorse
    08:49 Il take-home: deficit fisico o debito cognitivo
    09:06 Chiusura

    Approfondisci
    Guida pratica dell'episodio: https://sds.academy/guide/esplodi
    Corso completo Il Sistema Fatica Applicato alla Performance: https://sds.academy/offer/sistema-fatica
    Tutto su https://sds.academy

    Quando il calo arriva nella parte finale della gara, la prima spiegazione non dovrebbe essere sempre "manca allenamento". Il dato utile nasce dal confronto tra carico fisico, sonno, richieste cognitive, percezione dello sforzo e comportamento in campo.

    Altre info con me?
    1) NOVITA', SEI UN ATLETA? Cerca dove siamo in Tutta Italia, https://sds.academy/mappa
    2) VUOI I PODCAST? Qui https://www.migliaccio.it/audiolibro/
    3) VUOI CONTATTARMI? Qui https://www.migliaccio.it/about-chi-sono/#contatto
    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    [IMMUNE] HIIT e sistema immunitario: la curva a J e la finestra immunologica

    19/10/2026 | 10 min
    #preparatoreatletico #fisiologiasportiva #scienzedellosport
    Un atleta che si ammala spesso non sta necessariamente vivendo una serie di sfortune indipendenti. In questo episodio analizziamo il rapporto tra carico di allenamento, recupero e funzione immunitaria, partendo dalla curva a J.
    Il punto operativo è la cosiddetta open window: una finestra transitoria dopo una sessione ad alta intensità nella quale alcuni marker immunitari possono modificarsi. Non è un motivo per eliminare l'HIIT, ma un motivo per programmare dose, recupero e segnali di monitoraggio nello stesso sistema.
    Vediamo come leggere il contesto, perché il recupero non è una garanzia automatica, come usare un semaforo operativo e quali controlli inserire già dalla prossima settimana.
    Questo podcast è pensato per preparatori atletici, chinesiologi, fisiologi e professionisti che programmano allenamento e recupero.

    Capitoli
    00:00 Un raffreddore ricorrente non è sempre sfortuna
    01:49 La curva a J: tra troppo poco e troppo carico
    03:25 La open window dopo l'HIIT
    04:51 Quando il recupero non chiude la finestra
    06:58 Il mito: per proteggere l'immunità devi togliere l'HIIT
    07:58 Cosa fare da lunedì: il primo controllo
    08:13 Il semaforo operativo
    09:10 Proteggere il recupero prima della gara
    09:25 Il take-home sulla finestra immunologica
    09:42 Approfondisci il corso Formula HIIT Action Tracks

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    https://sds.academy/guide/immune
    https://sds.academy/offer/formula-hiit-action-tracks
  • Maxima Performa

    [MENTALE] Fatica mentale: la Frequenza Cardiaca resta normale ma la performance cala

    12/10/2026 | 8 min
    #FaticaMentale #FrequenzaCardiaca #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport
    La fatica mentale può far calare la performance anche del dieci o quindici per cento con una frequenza cardiaca quasi identica. In questo episodio vediamo perché FC e RPE vanno lette insieme, così non scambi un costo cognitivo per un errore dell'atleta o per una seduta diventata troppo intensa.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, psicologi e fisioterapisti dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché studio intenso, esami, tensione emotiva e decisioni continue sono stressor che cambiano il modo in cui l'atleta vive lo sforzo, anche quando i battiti restano nella norma. Chi lavora sul campo monitora molto bene il carico fisico e molto meno il carico cognitivo: è lì che nasce l'errore di lettura.
    Capirai cos'è davvero la fatica mentale, uno stato di esaurimento cognitivo, non una scusa, qual è il suo segnale tipico, cioè l'asimmetria tra frequenza cardiaca e percezione dello sforzo, e perché una FC in linea con una RPE alterata non è un errore di misura ma una lettura incompleta della fatica. Il rischio, se non la riconosci, è tagliare la seduta a caso quando la variabile che si è spostata è il carico cognitivo, non il disegno del lavoro.
    Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì con i tuoi atleti: la scala di fatica mentale da uno a cinque prima della seduta, la RPE finale registrata sempre insieme ai battiti, e come modulare l'intensità del dieci o quindici per cento senza cancellare lo stimolo nelle settimane ad alto stress cognitivo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.

    Capitoli
    00:00 Il caso di Elena: FC normale, seduta pesante
    01:02 Cos'è la fatica mentale
    01:35 Il carico cognitivo che monitoriamo poco
    03:03 L'asimmetria tra frequenza cardiaca e RPE
    03:54 Extrallenamento: quando leggi male il piano
    04:45 Per chi è questo podcast
    05:31 Il mito da smontare: "FC normale, atleta normale"
    06:12 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti
    07:11 Il take-home e la prossima puntata

    Approfondisci
    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/mentale
    Il corso completo "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance": https://sds.academy/offer/frequenza-cardiaca-applicata
    Tutto su https://www.scienzedellosport.it

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    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
  • Maxima Performa

    [GH] GH e sonno profondo: il 70% lo produci nelle prime ore di notte

    05/10/2026 | 9 min
    #PreparazioneAtletica #SonnoProfondo #OrmoneDellaCrescita #ScienzeDelloSport

    GH e sonno profondo sono la stessa storia: il 70-80% della secrezione giornaliera di ormone della crescita si concentra nelle prime ore di sonno profondo, lo stadio N3. Non è una parte qualsiasi della notte, è la finestra in cui il corpo trasforma lo stimolo di giorno in adattamento. In questo episodio vediamo come proteggerla nelle settimane di carico intenso, invece di rispondere alla stanchezza aggiungendo altro allenamento.
    Podcast di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché il sistema anabolico non lavora solo quando alleni: una quota decisiva della costruzione muscolare avviene di notte, soprattutto nelle prime due o tre ore di sonno profondo, il tratto più prezioso del recupero.
    Capirai il meccanismo (la finestra del sonno profondo, la concentrazione notturna del GH, cosa cambia quando il sonno scende a quattro o cinque ore), perché uno sprint massimale può alzare il picco di GH ma non sostituisce il lavoro del sonno profondo, e come leggere il recupero di un atleta non solo dai carichi svolti, ma dal terreno biologico che ha per assorbirli.
    Nel finale trovi le tre cose da applicare da lunedì con i tuoi atleti: proteggere le prime due o tre ore di notte nei giorni ad alto carico, leggere il sonno come variabile di programmazione e non come abitudine personale dell'atleta, e fermarti a chiederti se stai costruendo adattamento o solo accumulando fatica. Contenuto tratto dal corso "Sonno Profondo Applicato alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.

    Capitoli
    00:00 L'allenamento anabolico che i tuoi atleti fanno ogni notte
    00:45 GH, sonno profondo e recupero notturno
    01:48 Perché il sistema anabolico lavora anche mentre dormi
    02:57 La finestra: le prime due o tre ore di sonno profondo
    04:54 Perché allenarsi di più non compensa il sonno perso
    05:59 Per chi è questo podcast
    06:41 Il mito da smontare: più allenamento batte il sonno
    07:02 Cosa fare da lunedì: 3 passaggi concreti
    07:58 Il take-home e la prossima puntata sulla melatonina

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    Guida pratica di questo episodio: https://sds.academy/guide/gh
    Il corso completo "Sonno Profondo Applicato alla Performance": https://sds.academy/sonno-profondo
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    [LOAD] Carico interno: perché lo stesso piano non è lo stesso allenamento

    28/09/2026 | 9 min
    #FrequenzaCardiaca #CaricoInterno #PreparazioneAtletica #ScienzeDelloSport

    Il carico interno è la vera differenza tra due atleti che chiudono la stessa seduta in modo opposto: nello stesso gruppo, lo stesso allenamento può produrre un costo fisiologico diverso anche del venti o trenta per cento. In questo episodio vediamo come leggere insieme carico esterno e carico interno, e come usare il TLI per misurare la distanza tra il piano scritto e la risposta reale dell'atleta.
    Podcast Maxima Performa di Scienze dello Sport, per preparatori atletici, allenatori, chinesiologi, nutrizionisti e psicologi dello sport. Il Prof. Gian Mario Migliaccio spiega perché stesso carico esterno non significa stesso allenamento: il carico esterno è la dose scritta sul piano, chilometri, potenza, ripetizioni, durata, il carico interno è la risposta che quella dose genera nell'atleta, frequenza cardiaca, percezione dello sforzo, costo fisiologico reale.
    Capirai perché due soggetti possono vivere la stessa seduta con un impatto molto diverso, come usare il TLI, Training Load Index, cioè la frequenza cardiaca media rapportata alla FCmax e moltiplicata per la durata, come criterio comparativo e non come formula da laboratorio, e come interpretare uno scostamento stabile oltre il dieci o quindici per cento su due o tre sedute simili di fila.
    Nel finale trovi i quattro passaggi da applicare da lunedì: registrare durata, FC media, FCmax e RPE per le sedute ricorrenti, costruire il confronto dell'atleta con sé stesso nel tempo, intercettare gli scostamenti del TLI e incrociare sempre frequenza cardiaca e percezione dello sforzo. Contenuto tratto dal percorso "Frequenza Cardiaca applicata alla Performance" di Scienze dello Sport, la piattaforma di formazione evidence-based nata nel 2017.

    Capitoli
    00:00 Due atleti, stesso piano, due risposte opposte
    00:45 Carico esterno e carico interno: la differenza
    02:44 Perché la stessa seduta pesa in modo diverso
    03:39 Il TLI, Training Load Index, come criterio pratico
    04:42 Per chi è questo podcast
    05:27 Il mito da smontare: stesso carico, stesso allenamento
    06:10 Cosa fare da lunedì: 4 passaggi concreti
    07:58 Il take-home e la prossima puntata

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    Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow ECSS
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Su Maxima Performa
Maxima Performa è il podcast di Gian Mario Migliaccio, Ph.D., Fellow European College Sport Science.Dottore di ricerca in Sport Science, oltre 80 pubblicazioni internazionali, Biologo Nutrizionista e Psicologo.. Ogni lunedì un tema di fisiologia della performance (HRV, frequenza cardiaca, sonno, fatica, HIIT, nutrizione) letto dalle evidenze e trasformato in una decisione di allenamento. Per preparatori, chinesiologi, nutrizionisti, fisioterapisti e allenatori che lavorano con atleti. Materiali e corsi su https://sds.academy
Sito web del podcast

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