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Relazioniamoci di Antonio Quaglietta

Antonio Quaglietta
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    Episodio 392 - Somatizzazione: quando il corpo dice quello che tu non riesci a spiegare.

    29/05/2026 | 59 min
    Spesso si sente dire che la somatizzazione è "solo una questione psicologica", quasi a voler dire che i sintomi siano inventati o frutto di suggestione. Assolutamente no. Somatizzare non significa affatto "essere isterici". Il sintomo fisico esiste davvero, è reale e si fa sentire. La somatizzazione è, a tutti gli effetti, la trasformazione di elementi psichici in elementi fisici. Quando un bisogno resta insoddisfatto o un'emozione non viene riconosciuta, quell'energia non svanisce nel nulla: si riversa nel corpo, trasformandosi in un'arma contro noi stessi.

    Le emozioni sono, per loro natura, pura energia in movimento. Se questa energia non viene riconosciuta, processata e infine espressa, rimane intrappolata e si trasforma in energia fisica.

    Ma perché accade? Il blocco della paura: Di solito è proprio la paura che inibisce la nostra capacità di sentire ed esprimere le emozioni. La censura della mente: I nostri sistemi di difesa psicologici ci impediscono di vedere o accogliere determinati vissuti perché la nostra mente li reputa intollerabili.

    Il corpo comunica semplicemente ciò che la testa tace. Se non vogliamo che le emozioni si somatizzino, l'unica via d'uscita è permettere loro di esprimersi. Se cerchiamo il canale di comunicazione principale tra la mente e il corpo, lo troviamo nel respiro.

    Quando respiriamo male, in modo superficiale o contratto, alteriamo e blocchiamo la nostra capacità di sentire le emozioni nel corpo. Al contrario, attraverso un respiro regolato, abbiamo il potere di disciplinare il nostro stato fisico ed emotivo.

    Il respiro non è solo aria: è un messaggio continuo e diretto che diamo al nostro sistema nervoso. Imparare a respirare significa ricominciare a sentire, per lasciare andare ciò che ci portiamo dentro.

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  • Relazioniamoci di Antonio Quaglietta

    Episodio 391 - Dimmi come ami e ti dirò chi sei: scopri il tuo stile di attaccamento

    22/05/2026 | 58 min
    Ti sei mai chiesto perchè ami proprio così?

    Perchè nelle relazioni scappi quando l'altro si avvicina o rincorri chi si allontana?

    Non è un caso!

    E' il tuo stile di attaccamento.

    Nella prossima diretta approfondiremo, con domande e risposte, come trovare la chiave della propria libertà emotiva.

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    Episodio 389 - STILI DI ATTACCAMENTO: come influenzano le tue relazioni oggi.

    08/05/2026 | 1 h 4 min
    Stili di attaccamento: come capire il tuo, riconoscere quello del partner e smettere di ripetere gli stessi pattern relazionali.

    In questa diretta esploriamo i 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — partendo dalla teoria di Bowlby e dalla Strange Situation di Mary Ainsworth, fino alla buona notizia: si può cambiare.

    Ti sei mai chiesto perché nelle relazioni continui a fare gli stessi errori? Perché ti aggrappi quando l'altro si allontana, o al contrario perché scappi quando qualcuno si avvicina davvero?

    Lo stile di attaccamento è la mappa invisibile dell'amore che hai costruito da bambino — prima ancora di saper dire la parola "amore". Oggi, da adulto, continui a usarla. Anche quando non funziona.

    In questa diretta vediamo:
    → Cos'è uno stile di attaccamento e come si forma nei primi 18 mesi di vita
    → La Strange Situation di Mary Ainsworth: l'esperimento che ha cambiato la psicologia delle relazioni
    → I 4 stili — sicuro, ansioso, evitante, disorganizzato — con le caratteristiche per riconoscersi
    → Come gli stili interagiscono nella coppia (e perché certe combinazioni "esplodono")
    → Si può cambiare? La earned security, neuroplasticità e cosa dice davvero la ricerca

    Non è solo psicologia accademica. È la bussola per capire come ami e come vieni amato e per smettere di sentirti rotto quando una relazione finisce sempre nello stesso modo.

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  • Relazioniamoci di Antonio Quaglietta

    Episodio 388 - Il segreto del benessere emotivo. Scopri come aumentarlo

    01/05/2026 | 1 h
    Tutti vogliamo stare bene e ognuno cerca delle strategie per poter accrescere il proprio benessere emotivo. Ma da dove possiamo partire? Quali sono i passaggi per fare una valutazione sul nostro stato emotivo?

    Prestare attenzione alle proprie emozioni e comprendere come valutare il proprio stato emotivo è di fondamentale importanza. Il benessere emotivo non consiste nell' essere sempre felici, ma nel saper gestire efficacemente le diverse emozioni che si provano.

    Per valutare il benessere emotivo possiamo iniziare con l'identificazione delle emozioni provate e la valutazione dell'intensità da 1 a 10 in situazioni specifiche. Possiamo, per esempio, valutare diverse situazioni come la frustrazione, il conflitto e la rinuncia alla gratificazione e le emozioni provate in tali contesti. E' importante essere onesti con se stessi nella valutazione del proprio benessere emotivo e prestare attenzione al fatto che valori elevati di emozioni negative possono richiedere un lavoro di gestione e miglioramento.

    Ma quali sono i sintomi legati al malessere emotivo a cui prestare attenzione?

    In primo luogo, il pensiero dicotomico, ossia la tendenza a vedere le situazioni in modo polarizzato, con la necessità di dimostrare di avere ragione o di considerare gli altri come nemici. Questo può generare reattività e tensioni nelle relazioni interpersonali.

    In secondo luogo, il pensiero catastrofico, che consiste nella tendenza a immaginare scenari negativi e catastrofici anche di fronte a situazioni di minore entità. Questo tipo di pensiero può alimentare ansia e preoccupazione costante.

    Inoltre, la personalizzazione, ovvero la tendenza a personalizzare situazioni ed eventi, come se il mondo girasse intorno a noi.

    Infine la difficoltà di gestire le emozioni di secondo livello, ovvero quelle generate dalla mente, riflettendo sulle situazioni che scatenano queste emozioni e a registrando quando si verificano, per poter lavorare sulla comprensione delle situazioni e dei pensieri associati, al fine di modificare la percezione e le reazioni emotive. L'obiettivo è sviluppare una migliore gestione delle emozioni.

    Cosa possiamo fare? Osservare e riconoscere le proprie emozioni, attraversarle senza paura e smettere di giudicarle. Fare un check-up delle situazioni che attivano le emozioni e valutare l'intensità di sintomi come la rabbia, la paura o la tristezza. Praticare la meditazione per osservare e riconoscere i propri pensieri, senza cercare di zittire la mente. 

    Questi sono solo alcuni esempi di strategie da utilizzare per iniziare a lavorare con le proprie emozioni e aumentare il proprio benessere emotivo.

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  • Relazioniamoci di Antonio Quaglietta

    Episodio 387 - NON SEI SBAGLIATO!

    24/04/2026 | 1 h 15 min
    Quante volte ci siamo chiesti cosa ci fosse di sbagliato in noi? Quante energie abbiamo speso cercando di "aggiustarci", di limare i bordi, di diventare la versione accettabile di qualcun altro? La verità è più semplice di così: non c’è niente da sistemare! Il passaggio da un’esistenza vissuta secondo aspettative altrui a una vita autentica rappresenta una delle sfide umane più complesse. Molte persone trascorrono decenni immerse in contesti sociali, familiari o ideologici totalizzanti, che impongono modelli di comportamento rigidi. In questi scenari, l'individuo finisce per percepire la propria unicità non come un valore, ma come un errore di sistema, alimentando un profondo senso di inadeguatezza. Questo ci fa entrare in crisi. Il momento della crisi spesso coincide con la perdita totale di identità. Quando il divario tra ciò che si è realmente e ciò che si "deve" essere diventa incolmabile, ci si ritrova davanti a un bivio: soccombere al senso di fallimento o intraprendere un viaggio interiore. Questo salto verso l'interno, sebbene spaventoso, segna l'inizio della trasformazione, trasformando il dolore in una spinta verso la ricerca della propria verità. L'evoluzione personale non consiste nell'aggiungere nuove competenze o titoli, ma in un processo di sottrazione e in alcuni passaggi fondamentali:Rimozione delle etichette: guarire significa staccare progressivamente le maschere e i ruoli imposti, un'operazione spesso dolorosa perché queste "incrostazioni" sono state confuse per lungo tempo con l'identità stessa.
    L'integrazione delle parti: il percorso richiede di accogliere ogni aspetto del proprio vissuto — le ferite, le ombre, il bambino interiore — smettendo di combatterle.
    Il rispetto dei tempi: ogni evoluzione ha una sua stagione naturale; non può essere forzata o accelerata da logiche di efficienza esterna.
    Il punto di arrivo di questo viaggio non è la perfezione, ma la consapevolezza. Le esperienze traumatiche e le ferite del passato, una volta elaborate, non sono più segni di vergogna ma diventano punti di forza. Come nell'antica arte di riparare oggetti con l'oro, le fragilità valorizzate diventano il mezzo attraverso cui l'individuo riconosce la propria bellezza e, di riflesso, impara a riconoscerla e onorarla negli altri.

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Ricomincio da me è il podcast di evoluzione personale. Un podcast dedicato a chi vuole aumentare consapevolezza e libertà per accrescere il proprio benessere. Un percorso di scoperta per conoscere meglio te stesso ed esprimere il tuo potenziale. Ogni puntata mira a sviluppare i quattro elementi fondamentali per una vita gioiosa: consapevolezza, responsabilità, probelm solving e comunicazione efficace con se e con gli altri.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/relazioniamoci-di-antonio-quaglietta--3209964/support.
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