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Ortoressia e vigoressia nei giovani sportivi: caratteristiche, rischi e prevenzione | Parte 2
17/06/2026 | 1 h 9 minIn questa seconda e ultima parte della lezione proseguiamo l’analisi di ortoressia e vigoressia nei giovani sportivi, concentrandoci sul confine tra dedizione, cura del corpo e comportamento ossessivo.
Dopo aver introdotto nella prima parte il ruolo dell’adolescenza, dei social network, dell’immagine corporea e dell’alimentazione “pulita”, in questa lezione approfondiamo soprattutto la vigoressia, il rapporto con la muscolatura, la dismorfia corporea, la dipendenza dall’allenamento e la difficoltà di riconoscere un problema quando il corpo appare forte, definito e apparentemente “sano”.
Parleremo di palestra, fitness, controllo alimentare, paura di perdere massa muscolare, allenamento compulsivo, isolamento sociale, possibile ricorso a pratiche rischiose e segnali d’allarme che possono aiutare educatori, istruttori, personal trainer, nutrizionisti, genitori e professionisti dello sport a leggere meglio ciò che spesso viene scambiato per semplice disciplina.
Il punto centrale non è demonizzare lo sport, l’allenamento o l’attenzione all’alimentazione. Il problema nasce quando dieta e attività fisica smettono di essere strumenti di salute e diventano obblighi rigidi, fonti di ansia, criteri di valore personale e motivi di isolamento.
Una lezione pensata per chi lavora con adolescenti e giovani sportivi, ma anche per chi vuole comprendere meglio il rapporto tra corpo, identità, prestazione, alimentazione e prevenzione.Ortoressia e vigoressia nei giovani sportivi: caratteristiche, rischi e prevenzione | Parte 1
15/06/2026 | 1 h 22 minIn questa puntata affrontiamo un tema sempre più importante nello sport giovanile: il rapporto tra alimentazione, corpo, allenamento e rischio di comportamenti ossessivi.
Parliamo di ortoressia, cioè la ricerca rigida e compulsiva di un’alimentazione considerata sana o perfetta, e di vigoressia, legata invece all’ossessione per la muscolosità, la definizione fisica e la prestazione.
La puntata analizza le caratteristiche principali di questi fenomeni, le loro possibili conseguenze nei giovani sportivi e il ruolo fondamentale della prevenzione. Un contenuto utile per allenatori, istruttori, educatori, genitori e professionisti che vogliono riconoscere i segnali di rischio e promuovere un rapporto più sano con il corpo, il cibo e l’attività fisica.
Una riflessione necessaria su un punto spesso trascurato: lo sport dovrebbe essere uno strumento di crescita, salute e consapevolezza, non il terreno in cui alimentare ansia, controllo e insoddisfazione corporea.Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-12: Invecchiamento: sarcopenia, fragilità, disfagia, polifarmacoterapia e declino cognitivo
31/05/2026 | 25 minLezione numero 11 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.
Nel dodicesimo modulo di Nutrizione nel ciclo di vita viene approfondito il tema dell’invecchiamento, non come condizione patologica di per sé, ma come fase fisiologica complessa che richiede adattamenti, prevenzione e una lettura più attenta dei bisogni nutrizionali e funzionali della persona.
La lezione parte dall’idea che invecchiare significhi andare incontro a cambiamenti progressivi che coinvolgono sete, appetito, efficienza digestiva, composizione corporea, assetto ormonale, attività fisica, gusto, masticazione e autonomia quotidiana. Per questo, l’età anagrafica da sola non basta a descrivere lo stato reale della persona: conta molto anche l’età biologica, fortemente influenzata da stile di vita, movimento, alimentazione e condizioni cliniche.
Ampio spazio è dedicato alla sarcopenia, uno dei problemi più rilevanti dell’età avanzata, caratterizzato da perdita di massa muscolare, forza e funzionalità. Il modulo approfondisce il ruolo della quota proteica, della distribuzione delle proteine nei pasti, dell’importanza della leucina e di altri cofattori strategici, sottolineando come il contrasto alla sarcopenia richieda un’integrazione tra nutrizione adeguata e attività fisica, soprattutto di tipo contro-resistenza.
Una parte centrale della lezione riguarda la malnutrizione nell’anziano, spesso sottovalutata ma estremamente frequente. Vengono analizzate sia la malnutrizione per difetto sia quella per eccesso, insieme ai loro effetti su vulnerabilità, infezioni, cicatrizzazione, autonomia, umore, funzionalità cognitiva e durata delle degenze. Viene inoltre spiegato come monitorare segnali importanti come calo ponderale involontario, alterazioni della composizione corporea, stato di idratazione, diario alimentare e principali parametri biochimici.
Il modulo affronta anche il rapporto tra malnutrizione, depressione e solitudine, evidenziando come i problemi nutrizionali nella terza età non siano mai solo biologici, ma spesso intrecciati con fattori psicologici, sociali ed economici. In questo quadro trovano spazio anche temi fondamentali come il fabbisogno energetico, i coefficienti di attività, i fattori correttivi di malattia e la necessità di personalizzare le indicazioni nutrizionali.
La parte finale approfondisce aspetti molto concreti e clinicamente rilevanti come disidratazione, disfagia, stipsi e iperpolifarmacoterapia, mostrando come ciascuno di questi elementi possa interferire con l’assunzione di cibo, con l’assorbimento dei nutrienti e con la qualità della vita.
Questa videolezione è pensata per chi desidera comprendere la nutrizione dell’anziano in modo più realistico, completo e scientificamente fondato, superando l’idea che l’invecchiamento sia un processo uniforme e inevitabilmente passivo.Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-11: Età adulta: alimentazione e prevenzione della salute metabolica
29/05/2026 | 21 minLezione numero 11 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.
Nell’undicesimo modulo di Nutrizione nel ciclo di vita viene approfondita l’età adulta, una fase in cui l’alimentazione assume un ruolo decisivo non solo nel mantenimento del peso corporeo, ma soprattutto nella prevenzione delle principali alterazioni metaboliche e delle patologie croniche.
La lezione parte dai pilastri della dieta quotidiana, chiarendo il ruolo di fibre e carboidrati, la gestione degli zuccheri e l’importanza della qualità nutrizionale degli alimenti rispetto a una visione semplicistica basata solo sulle calorie. Viene spiegato come scegliere carboidrati più favorevoli per sazietà, controllo glicemico e salute intestinale, e perché la presenza di fibre rappresenti uno dei fattori più importanti nella prevenzione metabolica.
Ampio spazio è dedicato anche alla gestione dei grassi e delle proteine, con l’obiettivo di comprendere come distribuire in modo più equilibrato i macronutrienti, migliorare la qualità della dieta e ridurre il rischio associato a eccessi, carenze o scelte monotone e sbilanciate.
Il modulo affronta inoltre il ruolo di micronutrienti, sale e alcol, tre elementi spesso sottovalutati nella pratica quotidiana, ma in grado di influenzare pressione arteriosa, stato infiammatorio, benessere generale e traiettorie di rischio nel medio e lungo termine.
Una parte importante della lezione è dedicata ai modelli alimentari a confronto e al loro impatto metabolico, per aiutare a leggere in modo più critico le diverse proposte nutrizionali e comprendere quando un approccio possa essere utile, quando sia solo una moda e quando invece rischi di essere poco sostenibile o non adatto al contesto clinico della persona.
Vengono poi affrontate alcune strategie cliniche mirate, con particolare attenzione alla MASLD, la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, sempre più frequente nell’età adulta e strettamente legata a qualità della dieta, eccesso energetico, distribuzione del grasso corporeo e stile di vita sedentario.
Il modulo si concentra anche sulla vita quotidiana e sullo stress lavorativo, mostrando come ritmi irregolari, pasti disordinati, stanchezza, scarso sonno e carico mentale possano alterare fame, scelte alimentari e capacità di mantenere comportamenti coerenti con i propri obiettivi di salute.
La parte finale propone soluzioni pratiche, realistiche e applicabili, pensate per migliorare organizzazione alimentare, consapevolezza e aderenza, senza ricorrere a rigidità inutili o modelli irrealistici.
Questa lezione è pensata per chi desidera comprendere l’alimentazione dell’età adulta in modo più concreto, moderno e utile alla prevenzione.Alimentazione nel ciclo di vita - Lezione-10: Adolescenza, fabbisogni nutrizionali, sport, immagine corporea e rischio DCA
27/05/2026 | 26 minLezione numero 08 del Corso sulla Nutrizione nel ciclo di vita.
Nel decimo modulo di Nutrizione nel ciclo di vita viene approfondita una delle fasi più delicate dal punto di vista nutrizionale, psicologico e identitario: l’adolescenza.
La lezione parte dai fabbisogni nutrizionali dell’adolescente, con attenzione al fabbisogno energetico, proteico, idrico e ai nutrienti fondamentali per la crescita, come calcio e vitamina D. In questa fase della vita il corpo cambia rapidamente, aumenta la richiesta di energia e si modificano composizione corporea, percezione di sé e rapporto con il cibo. Per questo l’adolescenza rappresenta un momento cruciale sia per consolidare abitudini sane sia per intercettare precocemente situazioni di rischio.
Ampio spazio è dedicato al rapporto tra attività fisica e disturbi del comportamento alimentare, mostrando come lo sport possa essere un fattore protettivo, ma in alcuni casi anche trasformarsi in un contesto in cui si amplificano pressioni estetiche, controllo ossessivo del corpo e comportamenti disfunzionali. In questo quadro vengono analizzati il mito della magrezza e il mito dell’ipertrofia, due polarità apparentemente opposte ma spesso accomunate da insoddisfazione corporea, rigidità alimentare e forte vulnerabilità psicologica.
Una parte centrale della lezione riguarda i DCA in adolescenza, con una riflessione sui fattori familiari, sociali, culturali e psicologici che possono favorirne l’insorgenza. Vengono affrontati temi come pressione dei social network, idealizzazione del corpo, bassa autostima, perfezionismo, bullismo e difficoltà nella costruzione dell’identità.
Il modulo approfondisce inoltre il tema della vigoressia, una condizione ancora sottovalutata, in cui la ricerca di muscolarità e perfezione fisica si trasforma in ossessione, isolamento sociale, dipendenza da allenamento, alimentazione rigida e, nei casi più gravi, uso di sostanze farmacologicamente attive. La lezione chiarisce la differenza tra cura del corpo e comportamento patologico, mostrando come il problema non sia l’interesse per l’attività fisica, ma il grado in cui questo interesse compromette salute, libertà personale e vita relazionale.
Un ulteriore approfondimento è dedicato a schema corporeo, immagine corporea, dismorfofobia e disturbo da dismorfismo corporeo, per comprendere come si costruisce la percezione di sé e come possa alterarsi sotto l’influenza delle emozioni, dello sguardo degli altri e dei modelli culturali dominanti.
La parte finale della lezione affronta i rischi clinici associati a questi quadri, inclusi gli effetti di allenamenti estenuanti, squilibri nutrizionali, isolamento sociale, alterazioni endocrine, uso improprio di farmaci e condizioni come la LEA/RED-S, che collegano bassa disponibilità energetica e compromissione multisistemica.
Questa lezione è pensata per chi desidera comprendere l’adolescenza in tutta la sua complessità, evitando letture superficiali del rapporto tra cibo, corpo, sport e salute mentale.
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