Cosa succede quando il corpo cambia e il mondo continua a essere pensato per corpi standard?
Nell'ultimo episodio della seconda stagione parliamo di corpi, visibilità e diritto alla scelta: non solo nei luoghi di cura, ma nelle strade, negli specchi, nei vestiti e nelle immagini che ci circondano ogni giorno.
Francesca Martinengo è giornalista di Vanity Fair e autrice de Il mio abito ha i superpoteri.
A 37 anni ha scoperto di avere una malattia rara, la paraparesi spastica, e da quel momento ha iniziato a guardare il mondo con occhi diversi: quelli di chi sa che vestirsi non è mai solo estetica, ma autonomia, identità, dignità.
Con lei parliamo di moda adattiva, non come tendenza, ma come linguaggio. Di abiti pensati per chi ha una disabilità, affronta una chemioterapia, usa una carrozzina o le stampelle. Di cosa significhi non vedersi mai rappresentati e come questo possa far credere di non esistere. Di inclusione come parola inflazionata che rischia di diventare un contenitore vuoto, se non è accompagnata da rispetto reale e partecipazione concreta.
E di cosa perdiamo, come società, quando escludiamo qualcuno dallo specchio pubblico.
Essere visti è già una forma di cura.