Nel 1996 Mission: Impossible arrivava al cinema e trasformava una vecchia serie televisiva in una delle saghe action più longeve, folli e resistenti della storia di Hollywood. Trent’anni dopo, Il Brutto Il Cattivo torna al primo film della saga: quello diretto da Brian De Palma, con Tom Cruise ancora lontano dall’icona acrobatica definitiva ma già pronto a prendersi il cinema d’azione sulle spalle, possibilmente appeso a un filo in una stanza piena di sensori.
Una puntata dedicata al fascino paranoico del primo Mission: Impossible, tra spionaggio, doppi giochi, maschere, floppy disk, telefoni enormi, tradimenti assortiti e quella sequenza alla CIA diventata patrimonio emotivo dell’umanità cinefila. Parliamo di come De Palma abbia trasformato il blockbuster in un gioco di specchi, di quanto Ethan Hunt fosse diverso dal supereroe stuntman dei capitoli successivi e di come questo film abbia costruito, quasi senza volerlo, il mito moderno di Tom Cruise.
Tra nostalgia anni Novanta, rilettura critica e inevitabili domande fondamentali – tipo: ma qualcuno ha mai capito davvero tutta la trama al primo giro? – celebriamo i 30 anni di Mission: Impossible, il film che ha acceso la miccia di una saga ancora oggi capace di correre, saltare, esplodere e rifiutarsi ostinatamente di invecchiare.