LONG - Puoi giudicare l'AI come fosse un algoritmo ?
Questo episodio nasce dalla lettura di un post scritto molto bene da Chiozzi di PrivacyLab, uno dei pochi che conosce bene informatica e diritto.
Questa volta però dissento, e ripeto quanto già detto ad altri: non posso valutare un token come un dato personale; non posso chiedere di cancellare un dato in un cervello; non posso desiderare il controllo di tutto allo stesso modo.
E gli esempi che porto spero possano aiutare a far capire quali rischi stiamo correndo a desiderare una società preventivamente controllata dove gli errori (cosi’ visti a posteriori) vanno cancellati attribuendoli ad un modello invece che alla incapacità d’uso tra utente e macchina, per quello che e’.
Si’. La critica che fanno tutti alla formazione va vista piu’ profonda. Non e’ come la formazione di un algoritmo. E’ Gen Ai. Generativa. L’output e’ correlazione almeno tra il mio prompt e il modello. Poi puo’ essere anche agentica e complicarsi. Ma l’output esce perche’ l’abbiamo chiesto noi che uscisse cosi’, decidendo se legarlo o meno ad un contesto.
Leggete su PrivacyLab: Nell’intelligenza artificiale (e nella vita), le cose ben fatte sono quelle equilibrate; poi ascoltate questo episodio.