Immaginate di trovarvi nel cuore dell'outback australiano, sì, in una delle aree più interne e meno popolate dell’Australia. Il silenzio è assoluto, interrotto solo dal sibilo del vento tra i cespugli di eucalipto. E sopra di voi, il cielo notturno è un tappeto di diamanti così vivido da togliere il respiro. Al centro di questo scenario desolato, un gigante d'acciaio solleva il suo sguardo verso l'infinito: ecco il radiotelescopio di Parkes. In una notte di aprile del 2019, questo gigante cattura qualcosa che non dovrebbe esistere. Un sussurro elettronico, una linea sottile e precisa che taglia il rumore bianco del cosmo. Un sussurro che proviene da Proxima Centauri, la stella più vicina a noi. Per mesi, gli scienziati mantengono il segreto, con il fiato sospeso: forse è la volta buona, forse abbiamo finalmente ricevuto un segnale da… da "loro"?
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Oggi parleremo di segnali radio. Più precisamente, parleremo di un segnale che ha scosso la comunità scientifica mondiale, segnale rilevato durante l’osservazione di una porzione di cielo in corrispondenza della nostra stella più vicina, Proxima Centauri. Oggi più precisamente, affronteremo il mistero del famoso segnale BLC1.