21 episodi
- Grendel, l’Orco dell’Altrove, il Solitario, il Viandante dell’Ombra: nel nostro nuovo episodio incontriamo una creatura antica, una figura fondativa del nostro immaginario mostruoso. Nel 1971 John Gardner pubblica una sorta di riscrittura del Beowulf, il poema anglosassone, dal punto di vista del mostro che terrorizza la Sala del Cervo del Re Hrothgar. Il romanzo è costruito attraverso lo zodiaco. Ogni capitolo corrisponde a un segno e mette Grendel di fronte alle grandi inquietudini del Novecento: esistenzialismo, nichilismo, solipsismo, teologia, politica e riflessione sul valore dell’arte. L’inconfondibile lingua di Grendel dà voce a un mostro straziato dal dolore, non per questo innocente; colto e bestiale, sensibile e crudele, vittima e carnefice... L’umanità è la parte più mostruosa di noi? La mostruosità è la parte più umana di noi?Siamo di fronte a uno dei punti più alti della letteratura mostruosa, un romanzo sul bisogno umano di creare mostri, sulla solitudine, sulla letteratura e sulla possibilità di credere ancora in qualcosa nonostante le contraddizioni della vita. Buon ascolto!
- Apriamo la nuova stagione di Monstrumana con un romanzo ‘cult’, è proprio il caso di dirlo, perché si occupa anche delle dinamiche di una setta. È il favoloso mondo di Geek Love, della scrittrice statunitense Katherine Dunn, un diamante degli anni 80, che mescola il romanzo famigliare con la tradizione picaresca e condisce il tutto con elementi orrorifici e fantastici. L’ispirazione del romanzo è duplice: il roseto di Portland e la tragedia di Jonestown. Il risultato è un’opera che ha contribuito a foggiare l’immaginario degli outsider di un’intera generazione, irradiando la propria influenza oltre la letteratura, tra musica, cinema e cultura popolare. Incontreremo la famiglia Binewski e il loro carnival itinerante, il Fabulon, nel quale i coniugi Aloysius e Lillian decidono di ricorrere a veleni, farmaci e altre sostanze per dare alla luce figli destinati a diventare le attrazioni del luna park. A guidarci è la voce di Olympia Binewski, la figlia condannata a sentirsi la ‘meno mostruosa’ tra i fratelli, che ricostruisce le incredibili vicende dei Binewski attraverso due linee temporali. Che cosa siamo disposti a sacrificare per sentirci speciali? Cosa succede quando un leader carismatico convince un gruppo di persone a perseguire un ideale a tutti i costi? In Geek Love il confine tra amore e orrore si assottiglia. Mentre osserviamo la mostruosa realtà del freak show dei Binewski, Dunn ci porta a interrogarci sulla mostruosità della realtà da cui la guardiamo: la nostra.
- “La nonna di tutta l’Europa”: così qualcuno ha definito Madame Leprince de Beaumont, che nel 1756 fissò su pagina la forma ancora oggi più nota de La Bella e la Bestia. Si tratta di una storia molto più antica rispetto alle scritture a cavallo tra Sei e Settecento, nata nella tradizione orale, che prende poi forma in diverse varianti letterarie. Un elemento costante è proprio quello del mostruoso. Nel nuovo episodio di Monstrumana, il podcast sui ‘mostri umani’ della letteratura, ricostruiamo la genealogia di questa fiaba analizzando nel dettaglio la versione di Beaumont, che utilizza il mostruoso come dispositivo educativo rivolto soprattutto alle giovani dell’Ancien Régime, fino ad arrivare alle riscritture moderne di Angela Carter, “La corte di Mr. Lyon” e “La sposa della tigre”, soffermandoci sugli elementi di continuità e su quelli di rottura. Ché come ogni fiaba (e ogni mostro) insegna: tutto può trasformarsi.
- Felice Halloween dai vostri studiosi di mostri di fiducia.
Oggi, in questa occasione di assottigliamento simbolico tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti, cercheremo proprio di restare in uno spazio di confine. Confine tra mostro e unano, certo, ma anche tra testi, idee, tra letteratura tradizionale e ipertesto.
Immaginate di accendere un vecchio computer. Uno di quegli scatoloni con l’involucro del monitor bombato e il rumore del lettore CD-ROM. Dentro, c’è un "romanzo". Per molti è il punto più alto della letteratura ipertestuale nell’era del pre-web, una storia che si dirama (letteralmente) come il sistema venoso di un corpo digitale.
Si tratta di Patchwork Girl or a Modern Monster by Mary/Shelley, and Herself, pubblicato da Shelley Jackson per Eastgate System nel 1995, costruito tramite Storyspace e ispirato al mito di Frankenstein.
Il grande “what if” da cui sgorga la storia è questo: e se lo smembramento della creatura femmina da parte di Victor fosse stato una messinscena? Da qui una rete di collegamenti che si espandono in ogni direzione, dalle storie delle donne i cui pezzi compongono la Patchwork Girl alla storia d’amore tra questa e Mary Shelley stessa, inserita nell’opera come personaggio e come meta-autrice.
Ma Patchwork Girl non è solo una riscrittura del mito: è una riflessione profonda sulla scrittura, sull’identità e sulla possibilità stessa di essere un soggetto intero. Ogni lettura è diversa, ogni percorso genera un nuovo corpo, un nuovo corpus, un nuovo senso, un nuovo sé. Cosa significa “finire” una storia che non ha fine? O, più radicalmente, cosa significa “essere” quando siamo tutti frammenti, collegati da fili invisibili di memoria, linguaggio e desiderio? E cosa significa, infine, “letteratura”? - Bandito dall’Inghilterra per i suoi esperimenti proibiti, il Dottor Moreau ha costruito un laboratorio segreto su un’isola remota del Pacifico, dando vita a una comunità di creature mostruose assoggettate alla sua Legge. Per creare una razza perfetta di animali umanizzati, lo scienziato ambisce all’eliminazione della capacità di provare dolore; eppure è proprio del dolore e del terrore che si serve per realizzare il suo progetto. Nella nuova puntata di Monstrumana ci occupiamo dell’Isola del Dottor Moreau (1896) di H.G. Wells. Tra le crescenti consapevolezze della classe lavoratrice, le scoperte scientifiche che minano le fondamenta della conoscenza, gli orrori del colonialismo, i dibattiti sulla vivisezione, inseguiamo la domanda che gran parte del gotico tardovittoriano si è posta: cosa resta dell’umano una volta che il mostruoso lo ha toccato?
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Su Monstrumana
Un podcast a due voci sui "mostri umani" nella letteratura. Di Gaetano Pagano e Francesca Giro.Seguici anche su Instagram: https://www.instagram.com/monstrumana/
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