Ti sei mai sentito stretto dentro l'etichetta di introverso o estroverso?
Spesso accettiamo queste definizioni come sentenze definitive, chiudendoci in una prigione caratteriale che limita la nostra reale natura.
In questo episodio esploriamo il concetto rivoluzionario diOtroversione, teorizzato dallo psichiatra Rami Kaminski. Scopriremo una terra di mezzo dove il confine tra "dentro" e "fuori" svanisce, restituendoci una fluidità che avevamo smarrito tra le pagine di manuali troppo rigidi.
Analizzeremo insieme:
La ricerca controintuitiva di Jerome Kagan sui neonati: perché l'agitazione davanti agli stimoli forti è il primo mattone dell'introversione come strategia di difesa.
L’identikit dell’Otroverso: un profilo che si muove sullalinea di confine, capace di stare in mezzo alla gente senza sforzo e di abitare la solitudine per puro piacere, non per protezione.
Un approccio libero verso la vita e la morte: come la percezione di un io fluido trasforma la fine in una variazione di stato del sistema, liberandoci dall'angoscia.
Smetti di essere vittima dei tuoi aggettivi e diventa l’architetto delle tue connessioni.
È tempo di tornare a essere umani, interi, senza il bisogno infantile di dividerci a metà tra il dentro e il fuori.
Libro consigliato nell'episodio:
Rami Kaminski, "Né estroversi né introversi" | Ed. Corbaccio | 2025
Libro citato nell’episodio:
Susan Cain, “QUIET” | Ed. Bompiani | 2012
Poesia finale tratta dalla raccolta “Illuminazioni”:
"Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande dafinestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo" (Arthur Rimbaud).
Buon ascolto e buon cammino.