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  • Market Flash

    Market Flash – 17 febbraio 2026

    17/02/2026 | 14 min
    Market Flash – 17 febbraio 2026
    In questo episodio:
    A un mese e mezzo dall’inizio dell’anno, i mercati hanno già attraversato una fase estremamente intensa, caratterizzata da rotazioni rapide, cambi di leadership e forte volatilità sotto la superficie.
    Nonostante l’andamento quasi invariato dell’indice S&P 500, il titolo medio ha registrato movimenti molto ampi, evidenziando una divergenza significativa tra stabilità degli indici e dispersione elevata sui singoli titoli.

    Dopo una partenza sostenuta da flussi record, il mercato ha avviato un processo di aggiustamento accelerato. Il violento unwind su oro e argento, il calo delle criptovalute e le rotazioni legate ai temi di AI e momentum hanno innescato una fase di normalizzazione, colpendo soprattutto i posizionamenti affollati e i fattori growth.

    Allo stesso tempo, l’escalation degli investimenti in intelligenza artificiale continua a rappresentare il tema strutturale dominante. Se da un lato emergono dubbi sulla sostenibilità e monetizzazione di questi investimenti, dall’altro la crescita delle capacità dei modelli e i guadagni di produttività suggeriscono una trasformazione economica di portata potenzialmente storica.
    Il contesto resta complesso, con volatilità elevata sui singoli nomi e una crescente sovrapposizione tra fattori tecnici, politici e tecnologici. Il 2026 si conferma quindi come un anno di selezione, flessibilità e gestione attiva del rischio. Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
  • Market Flash

    Market Flash del 27 gennaio 2026

    27/01/2026 | 11 min
    In questo episodio:

    Dopo uno degli avvii d’anno più forti di sempre, i mercati mostrano i primi segnali di pausa, senza però compromettere il messaggio di fondo: il 2026 si sta confermando come l’anno dell’allargamento della partecipazione e della fine della concentrazione estrema. La sovraperformance di small e mid cap, il miglioramento della market breadth e la sottoperformance silenziosa delle mega-cap segnano un cambiamento strutturale profondo rispetto agli ultimi anni.
    Il contesto macro resta sorprendentemente costruttivo, con dodici mesi consecutivi di sorprese economiche positive e un’Europa che beneficia dell’avvio dei piani fiscali, aprendo spazio a una crescita superiore alle attese.

    Parallelamente, torna centrale il tema delle commodities, con segnali tecnici e fondamentali che indicano un possibile cambio di regime pluriennale, sostenuto anche da dinamiche geopolitiche e strategiche, come il crescente ruolo della Groenlandia e delle materie prime critiche.

    Sul fronte dei rischi, l’attenzione si sposta sul Giappone: il ritorno dell’inflazione, l’aumento dei rendimenti e le implicazioni sul carry trade globale rappresentano un potenziale fattore di instabilità sistemica. In questo scenario, la stagione delle trimestrali sarà decisiva per confermare l’allargamento del mercato, in un contesto di valutazioni elevate, posizionamento affollato e sentiment ottimista.

    Il messaggio chiave per il 2026 resta positivo ma selettivo: mercati sostenuti da forti stimoli e da trend strutturali come AI, M&A e buyback, ma con maggiore volatilità e una crescente necessità di flessibilità e capacità di adattamento per cogliere le opportunità e gestire i rischi.

    Per saperne di più, ascolta il nuovo episodio della rubrica podcast Market Flash, a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
  • Market Flash

    Market Flash del 13 gennaio 2026

    13/01/2026 | 13 min
    In questo episodio: 
    L’anno si apre con un avvio molto forte dei mercati dopo un dicembre complesso: la storica tenuta dei primi giorni dell’S&P 500 rafforza il messaggio di fondo con cui si era chiuso il 2025, ovvero l’ingresso in una nuova fase di mercato meno concentrata e più guidata da rotazioni settoriali.
    Il quadro politico e geopolitico si conferma subito complesso, come tipico di un mid-term year del secondo mandato Trump, con politica fiscale, monetaria e regolatoria che sembrano muoversi nella stessa direzione, sostenute da una spinta all’innovazione senza precedenti.
    Dal punto di vista tecnico, emergono segnali molto costruttivi: rotture rialziste sugli indici europei, S&P 500 vicino ai 7.000 punti e, soprattutto, un allargamento continuo della partecipazione al rialzo.
    Con l’avvio della stagione delle trimestrali, l’attenzione si concentrerà su capex e guidance legate all’AI, in un contesto di volatilità eccezionalmente bassa, posizionamento elevato e forte partecipazione retail, elementi che suggeriscono un approccio più prudente.

    Il messaggio chiave per il 2026 resta costruttivo ma selettivo: azionario globale favorito, forti rotazioni, divergenze regionali e rischi da monitorare, ma anche opportunità interessanti soprattutto in Europa e Asia, nei temi infrastrutturali, nella difesa e nei settori che beneficiano dell’aumento di produttività legato all’intelligenza artificiale.
    Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
  • Market Flash

    Market Flash del 16 dicembre 2025

    16/12/2025 | 15 min
    In questo episodio:
    Ci avviamo alla conclusione di un anno straordinario, guardando a un 2026 che sarà probabilmente più volatile ma potenzialmente ancora più ricco di opportunità, a condizione di adottare una gestione dei portafogli più dinamica e flessibile.
    Dopo uno degli avvii peggiori di sempre, con l’S&P 500 in calo di circa il 15% a inizio aprile, il mercato ha messo a segno un rimbalzo eccezionale: otto mesi consecutivi di rialzi e un recupero intorno al 37%, un movimento storicamente osservato quasi solo dopo grandi bear market.
    Il rally è stato trainato in modo schiacciante dall’intelligenza artificiale: circa l’80% della performance positiva è arrivata da soli 73 titoli, con Nvidia, Broadcom e Google che da sole hanno contribuito più di tutti gli altri settori non-AI messi insieme, evidenziando una concentrazione senza precedenti.
    Nelle ultime settimane, però, la partecipazione del mercato ha iniziato ad allargarsi, confermando che l’AI non è una bolla ma un tema entrato in una fase di redistribuzione, rotazioni settoriali e maggiore selettività, dinamiche destinate con ogni probabilità a rafforzarsi nel 2026, anche in un contesto di liquidità ridotta.
    Le commodity sono state tra le asset class migliori del 2025, ma stanno emergendo fratture profonde tra mercato fisico e cartaceo, alimentate da geopolitica, concentrazione dell’offerta e accumuli strategici da parte delle banche centrali.
    In un mondo in cui contano più la geografia che la geologia, più la politica che il prezzo e più il fisico che il derivato, questi cambiamenti rappresentano un elemento chiave per le allocazioni strategiche di portafoglio in vista del 2026.  Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.
  • Market Flash

    Market Flash del 25 novembre 2025

    25/11/2025 | 12 min
    In questo episodio:

    Dopo settimane di segnali di insofferenza, è arrivata una correzione violenta concentrata sui temi più affollati:
    Il fattore Momentum perde il 25% dai massimi e Bitcoin cancella tutto il rialzo dell’anno, mentre la liquidità di mercato si prosciuga e gli investitori sono costretti a ridurre rapidamente le esposizioni.
    La volatilità non nasce dal panico ma dall’eccesso di leva: fondi sistematici ai massimi, retail sovraesposti con ETF e derivati, livelli di cassa degli asset manager ai minimi da vent’anni.
    Il nodo cruciale è l’AI: pilastro della crescita USA e dell’S&P 500, ma oggi sotto esame per la dipendenza dal credito, la sostenibilità dei cash flow e la “circular financing”; i numeri di Nvidia alimentano timori sulla maturità del ciclo.
    L’economia globale si muove a velocità diverse: l’Europa resta debole con una Germania in stagnazione strutturale, mentre negli USA la domanda aggregata nasconde una frattura in stile “curva a K” tra top spenders e famiglie con risparmi in calo.
    Nonostante le tensioni, la stagione degli utili è solida con una crescita del 15% e un allargamento della partecipazione settoriale: una condizione favorevole per rotazioni più sane e per un mercato meno dipendente da pochi titoli.

    In una fase di transizione, prudenza e resilienza restano centrali, ma la correzione crea nuove opportunità: la volatilità può diventare un’occasione per costruire posizioni su un listino finalmente più ampio ed equilibrato. Per saperne di più ascolta il nuovo numero della rubrica podcast a cura di Alberto Tocchio, Head of Global Equity and Thematics.

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