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Marco Camisani Calzolari Podcast

Marco Camisani Calzolari
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  • Marco Camisani Calzolari Podcast

    SU YOUTUBE SPIEGARE UNA COSA È IL MODO PIÙ VELOCE PER PERDERE PUBBLICO

    04/10/2026 | 2 min
    È incredibile come funziona YouTube, lo guardate dal mio canale, no? Milioni di follower dappertutto e su YouTube poca roba. Perché vedete, noi spieghiamo davvero come funziona una cosa e quando lo facciamo perdiamo pubblico.

    Vedete, tutto dipende da come si misura un video, no? Perché conta quanto tempo stiamo dentro, soprattutto nei primi secondi. E una spiegazione vera ha bisogno di una premessa per farla capire. E la premessa è esattamente il momento in cui si scrolla via. La promessa, magari a volte un po' fuffosa, invece regge. Dico che sto per rivelare qualcosa e la rivelazione la sposto sempre più avanti.

    Ecco, chi fa quei video non è mica scemo, cioè fa danni ma non è scemo. E lo vede nei suoi numeri, mese dopo mese. Perché se prova a spiegare bene, come a volte ci impegniamo a farlo, insomma, noi esperti, il grafico, bam, crolla. Mentre prova a promettere, il grafico tiene. E quindi ovviamente scelgono quello che funziona meglio. Non il bene degli utenti.

    E poi ci si mette anche un altro strato, no? Quello nuovo. Cioè i canali che rifanno lo stesso identico argomento. Voce sintetica, immagini generate, copioni scritti in 20 minuti, costano quasi niente e si moltiplicano. Per cui chi ha passato 3 settimane a leggere i documenti, finisce poi in quella griglia lì di risultati. Accanto però a chi non ha letto niente.

    E da fuori mica si distinguono, no? Stesso titolo, stessa copertina, stessa faccia stupita dell'anteprima. Anzi, quello sbagliato ha spesso la voce più sicura. Perché chi conosce davvero una materia, si ferma a dire, non lo so, ha il dubbio, no? Davanti a una miniatura, il dubbio. Sembra debolezza.

    E il risultato lo vediamo tutti i giorni. E lo chiamano gusto del pubblico. Ma sono le regole con cui si distribuisce l'attenzione oggi. E non le scriviamo noi, e non lo scrive il pubblico, le scrive qualcun altro.

    Chi spiega bene, si sposta, finisce dentro una newsletter a pagamento, un podcast lungo, un corso, una community chiusa. Roba che si paga. A cui bisogna accedere. Non ti scrolla davanti, non ti passa davanti.

    Poi c'è quello che resta gratis e aperto, no? Davanti magari a chi cerca una risposta a mezzanotte sul telefono. È la versione detta benissimo da qualcuno che però non l'ha capita.

    E questo va ben oltre YouTube. Vale per il modo in cui ci informiamo tutti, no? Sulla salute, sui soldi, sull'Intelligenza Artificiale. Il sapere buono finisce alla fine dentro un abbonamento. Quello sbagliato resta libero e veloce. Te lo ritrovi qua, con la copertina pure più bella.

    Voi cosa ne pensate?

    #DecisioniArtificiali #MCC #YouTube #Contenuti #Attenzione
  • Marco Camisani Calzolari Podcast

    UN ESERCITO DI PROFILI FINTI DISCUTE DI POLITICA SENZA NESSUNO DIETRO

    03/10/2026 | 2 min
    Quasi 80.000 persone seguivano dei profili social senza che nessuno scrivesse nulla. Li apriva un software che decideva da solo cosa dire e nessuno lo comandava. Si spacciavano per americani qualunque, gente delle grandi città con le loro opinioni, taggavano i giornalisti e i politici sotto i post, rilanciavano i meme del momento e rispondevano nelle discussioni. Ma dietro non c'era nessuno.

    Erano attivi nella prima metà di quest'anno e la campagna arrivava da Teheran. Le opinioni erano tutte contro il Partito Repubblicano. Lo raccontano funzionari americani e ricercatori di sicurezza, non persone di parte. E questo può succedere in qualsiasi paese del mondo. È cambiato tutto. L'Intelligenza Artificiale permette ai bot di parlare come se fossero persone vere. Non sono più messaggi copia e incolla tutti uguali, riconoscibili.

    Fino a ieri una fabbrica di troll era una stanza con delle persone pagate a post. C'erano i turni, gli stipendi da pagare. Adesso non c'è più nessuno di fisico. Il software si apre i profili da solo. Se li tiene vivi per mesi. E si costruisce un seguito di persone vere. È chiaro, qua negli Stati Uniti si preoccupano per le elezioni di metà mandato. Ma chi si occupa di sicurezza, come me, vede un pezzo di software che discute di politica nel mondo americano, in questo caso. Tutto il giorno viene pagato da un altro paese.

    L'anno prossimo ci saranno le elezioni in Italia. E l'ultima cosa che vogliamo fare è essere influenzati da paesi stranieri che non ci vogliono bene. Pensate che poi hanno identificato anche due campagne di spionaggio che arrivano da aziende private israeliane. Una l'ha montata quest'estate IntelEye, una società di Tel Aviv nata nel 2023. E a fondarla sono stati degli ex dipendenti di NSO. Cioè l'azienda di spyware finita nella lista nera degli Stati Uniti. E loro dicono che erano solo dei test.

    Ma vedete, un test vuol dire che la cosa funziona. E una cosa che funziona si vende. Un governo invece se la deve organizzare. Un'azienda te la fattura. E chi la compra? Mica lo scrive che l'ha comprata, da nessuna parte. Quindi qualcuno magari ci risponde male sotto un post. Magari ci fa arrabbiare per mezz'ora. E può darsi che dall'altra parte non ci sia nessuno. Solo un software a noleggio. Pagato da qualcuno che non conosciamo. Per farci litigare tra di noi. Per spostare l'idea, per spostare i risultati delle elezioni.

    Voi cosa ne pensate?

    #DecisioniArtificiali #MCC #Bot #Disinformazione #Elezioni
  • Marco Camisani Calzolari Podcast

    151 MILIONI DI CONVERSAZIONI PER COPIARE UN'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

    02/10/2026 | 2 min
    Hanno trovato 4.700 profili finti su app di incontri. Dietro c'era un'Intelligenza Artificiale. In 2 settimane hanno ingannato 25.000 persone. Persone vere che scrivevano a qualcuno e rispondevano però a una macchina.

    E sapete chi lo dice questo? Anthropic, l'azienda che fa Claude. Nel suo rapporto sulle minacce hanno trovato la rete e l'hanno spenta.

    E sapete cosa c'è nello stesso rapporto? 40 casi di abuso fermati. Qualcuno ha provato a usare Claude per fare ricerca su armi biologiche, qualcun altro per sorvegliare dissidenti e giornalisti. Operazioni di Stato, dicono loro: Cina, Iran, Emirati.

    E poi il caso più grosso: 151 milioni di conversazioni in 3 mesi. Oltre 3.500 account falsi, collegati ad Alibaba secondo il rapporto. E lo scopo era succhiare le capacità del modello per addestrare il loro Qwen. Si chiama distillazione: fai milioni di domande a un'intelligenza migliore della tua, ti tieni le risposte e con quelle insegni alla tua. Il modello lo copi senza entrare in nessun server.

    Vedete, io Qwen lo uso. Gira sulle mie macchine, come altri modelli cinesi a pesi aperti. È bravo, costa poco. I pesi li regolo io. Lo riaddestro io. E secondo il rapporto però è cresciuto anche così.

    Peraltro a scoprire tutto questo è stata un'azienda privata, guardando i suoi log. E le spie e i profili falsi non li ha mica fermati un governo. Li ha fermati chi vende l'abbonamento. E li ha fermati perché usavano Claude.

    Un modello a pesi aperti gira su un server privato però, e lì i log mica li può guardare nessuno. E chi ci riprova probabilmente sceglie un modello che non tiene traccia. Quello lo scarichi e basta.

    E noi in Europa abbiamo l'AI Act. Abbiamo le regole scritte bene. In Italia abbiamo fatto la prima legge sull'AI, a cui ho partecipato anch'io nella creazione. Ma nessuna azienda europea vede 151 milioni di conversazioni passare, perché il traffico passa da altri. E le minacce le vede chi ha il traffico. Chi ha il traffico decide anche cosa raccontarci e quando.

    Quindi difenderci vuol dire avere modelli nostri, server nostri, data center nostri, con i log che guardiamo noi. Oggi in Europa ci si difende guardando i rapporti trimestrali di aziende straniere.

    Voi cosa ne pensate?

    #DecisioniArtificiali #MCC #Sicurezza #Sovranità #Privacy
  • Marco Camisani Calzolari Podcast

    LE REGOLE SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN CLASSE LE STA SCRIVENDO CHI VENDE LE LICENZE

    01/10/2026 | 1 min
    Allora i bambini a scuola stanno imparando a usare l'Intelligenza Artificiale, ma nessuno gli spiega dove si ferma. Si apre la chat, si incolla la traccia di una ricerca magari, arriva il testo pronto, ma dentro quella chat ci finisce anche molto altro. Il nome, la scuola, il tema sulla famiglia e resta sui server di un'azienda privata da dove non lo togli più. E in classe questa parte non la spiega nessuno perché agli insegnanti non l'ha spiegata nessuno prima.

    Vedete le leggi parlano di competenze digitali, ma sui dati di un minore dentro un chatbot in aula le regole ancora non ci sono. Intanto le AI, le macchine rispondono sempre, in fretta, con un tono che non ammette dubbi. E un ragazzino davanti a quel tono si fida perché gli strumenti per controllare non glieli ha dati nessuno. Chiede una data, la macchina la sbaglia con la stessa faccia con cui dice le cose giuste. E nel quaderno comunque ci finisce lo stesso.

    Vedete, chi vende i chatbot alle scuole lo sa benissimo. E i pacchetti per l'istruzione girano già con la licenza e la formazione compresa, si compra la piattaforma e la chiamano innovazione. Vedete la parte noiosa, quella a cui un ragazzo si ferma e controlla quello che ha detto, quello che ha letto, dentro quei contratti lì mica c'è.

    Amici la tecnologia in classe è ovvio che ci deve stare e su questo non abbiamo dubbi perché è il mondo, è quello che i ragazzi andranno a vedere appena escono da scuola. Ma insieme ci deve stare anche qualcuno che spiega come guadagna chi te la mette in mano. In Italia siamo molto avanti sulle regole del digitale. Però bisogna fare attenzione alle aziende, alle compagnie private perché sono quelle che scrivono le regole. Quelli che vendono le licenze e i nostri figli imparano a fidarsi di loro. Occhio.

    Voi cosa ne pensate?

    #DecisioniArtificiali #MCC #Scuola #Privacy #Regole
  • Marco Camisani Calzolari Podcast

    COME APPARIRE NELLE RISPOSTE DELLE AI CON LA VOSTRA AZIENDA

    30/09/2026 | 3 min
    Una volta bisognava essere nella prima pagina dei risultati di Google e per cercare di ottenerlo si usavano varie tecniche SEO. Oggi invece le persone cercano dentro le chat dell'Intelligenza Artificiale e quando si tratta dell'AI di Google Search valgono quasi i posizionamenti di prima. Ma quando vi cercano su ChatGPT, Claude o altri, le cose cambiano. Se uno cerca "miglior produttore di finestre in Italia", se producete finestre vorrete che l'AI risponda che siete voi. O almeno anche voi.

    Eh, ma come fare? Allora, la prima cosa da sapere è che quando chiedete a una chat AI qual è il prodotto migliore per voi, i nomi lui ce li ha già in testa prima ancora di rispondere. E 86 volte su 100 quei nomi lì sono esattamente la risposta che poi arriva a tutti. Nessuno li aveva mica nominati nella domanda, li ha portati lui. Poi dopo va a cercare, se insistete, la ricerca gli serve soprattutto a confermare poi alla fine la lista che aveva già in mente.

    Una società che vende strumenti di monitoraggio, Searchable, ha guardato 90.000 fonti usate dall'AI a luglio. Uno chiede a Claude il software di selezione del personale più economico per le agenzie, e Claude parte da solo con 3 marchi. E quei 3 lì hanno già vinto. E voi se non siete fra quelli, state giocando una partita che è finita prima ancora di cominciare. Questa è la verità.

    Quando poi cerca, perché non è mica sempre, "Miglior CRM 2026" va a cercarlo 9 volte su 10. "Zendesk contro Intercom" una volta su 7. E "come scelgo un CRM", una su 34. Questo per avere un'idea. Quando guarda, mica guarda dove pensate voi. Il 63% delle pagine che apre corrisponde ai risultati di Brave, non Google. Google si ferma al 34%. 10 anni di posizionamento su Google per finire nell'indice poi di qualcun altro. Per cui prima cosa, per apparire su Claude, dovete prima apparire su Brave. Siete indicizzati su Brave?

    La cosa buona è che dentro i primi 10 risultati la posizione non conta quasi niente. La terza viene letta quanto l'ottava. L'undicesima non viene aperta mai. Chi paga per salire da settimo a terzo per Claude, paga per stare fermo. E poi il vostro sito lavora a metà. Cioè quando Claude apre una pagina del vostro dominio, la usa nel 31,6% dei casi, secondo l'analisi. ChatGPT nel 60,9. Un pezzo di stampa nazionale invece se lo tiene nel 52% delle volte. E i forum tipo Reddit nell'8,3%.

    La parte migliore di come fanno sta scritta nel loro stesso documento. Cioè quelli che vendono il monitoraggio ammettono che il monitoraggio, il loro compreso, misura soltanto le domande in cui Claude va a cercare, la minoranza. Su tutto il resto il cruscotto, come dire, è cieco. E sul locale, cioè attività locali, sta ancora peggio. Cioè ogni volta che hanno provato una domanda tipo "vicino a me", Claude ha ricavato il posto dal fuso orario e ha risposto "sempre Londra, ovunque". Per cui lì c'è poco da fare per ora. Quindi, in poche parole, se qualcuno vi vende un punteggio di visibilità locale su Claude, chiedetegli in che città crede che siate. E se vi risponde Londra, sapete già quanto valgono anche tutti gli altri numeri, tutti quelli che vi ha messo dentro l'idea, il cruscotto, l'offerta.

    Comunque, nei prossimi giorni conto di pubblicare alcuni approfondimenti sul tema, perché è davvero importante.

    #DecisioniArtificiali #MCC #SEO #Marketing #Visibilità
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Su Marco Camisani Calzolari Podcast
Marco Camisani Calzolari è docente universitario, consulente, autore, divulgatore scientifico, personaggio pubblico e Cyberumanista. È Cavaliere della Repubblica dell’Ordine della Stella d’Italia, Poliziotto ad honorem e Freeman of the City of London.
Sito web del podcast

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