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- Il linguaggio sempre più povero, il bombardamento informativo, lo spazio sempre più ristretto alle domande da parte dei giornalisti, il complottismo, lo svuotamento progressivo del dissenso, ad esempio, nella satira, sono un'altra faccia dell'assottigliamento delle libertà.
Chi vuole indirizzare in modo strumentale il pensiero e alimentare il populismo ha strumenti sempre più forti per far valere il proprio potere.
Ne parliamo nella sesta e ultima puntata de "Il fascismo eterno" con il professore di storia del pensiero politico, Giorgio Barberis. - Il linguaggio sempre più povero, il bombardamento informativo, lo spazio sempre più ristretto alle domande da parte dei giornalisti, il complottismo, lo svuotamento progressivo del dissenso, ad esempio, nella satira, sono un'altra faccia dell'assottigliamento delle libertà.
Chi vuole indirizzare in modo strumentale il pensiero e alimentare il populismo ha strumenti sempre più forti per far valere il proprio potere.
Ne parliamo nella quinta puntata de "Il fascismo eterno" con il professore di storia del pensiero politico, Giorgio Barberis. - La politica dà risposte che sistematicamente disattende. Le elezioni perdono quindi sempre più valore perché gli elettori non credono più alle promesse. La società è sempre più fragile e quindi la visione del futuro, le prospettive, svaniscono, mentre l'economia ha "il pilota automatico". Anche questo spiega la crisi della democrazia. Ne parliamo sempre con il professore Upo di Storia del pensiero politico, Giorgio Barberis, nella quarta puntata del podcast "Il fascismo eterno".
- La democrazia è in crisi e questo ha lasciato spazio al ritorno delle destre in molti posti del mondo. Nel 1989 con la caduta del muro di Berlino si pensò che le cose sarebbero cambiate in meglio. La crisi della politica chiama in causa i problemi del nostro tempo, non solo quelli legati al fascismo. La tecnologia fuori controllo, la distribuzione delle ricchezze, l'impoverimento delle classi medie sono tutti elementi che alimentano lo stravolgimento di oggi con il consenso sempre più forte nei confronti dell'uomo forte, della figura decisionista, che però non trova mai soluzioni reali e concrete. Ne parliamo nella terza puntata del Fascismo eterno con il professore di Storia del pensiero politico, Giorgio Barberis.
- La crisi delle classi medie ha alimentato il fascismo. Oggi la situazione sembra ripetersi, con le difficoltà di questa fascia della popolazione cavalcate da un populismo sempre più spinto. Questi due aspetti tornano quindi a inquietare il panorama nazionale e internazionale e alimentare un parallelismo che si fa minaccioso. Di questo discutiamo nella seconda puntata de "Il Fascismo eterno" con Giorgio Barberis, professore di Storia del pensiero politico dell'Università del Piemonte orientale. Cosa avrebbe detto Umberto Eco, autore del saggio "Fascismo eterno", di questo periodo?
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Su Il Fascismo Eterno
Trenta anni fa Umberto Eco tenne una lezione alla Columbia University. La intitolò "Il fascismo eterno" e descrisse con lucida lungimiranza le caratteristiche di quel movimento, individuando alcuni aspetti caratteristici, esemplificati in 14 punti. Una descrizione che permette di leggere la persistenza del fenomeno nel tempo, ancora oggi.
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