A volte sono super orecchiabili, altre francamente brutti, addirittura dissonanti. Ma non è un caso, il neuromarketing adora giocare col nostro cervello e lo sa fare molto bene. Ma i jingle delle radio, che quindi pubblicizzano il network stesso, nascono dopo, prima arriva la pubblicità sonora, già nel 2026 per esempio, i Wheaties rompevano le scatole agli ascoltatori.
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