331 episodi
- Il teatro come luogo in cui raccogliere le fonti e archiviare le macerie del presente, ma anche come rifugio in cui cercare senso di fronte a una Storia e a una Realtà che viaggiano a velocità incontrollabili. È la linea che Paola Tripoli, direttrice artistica del FIT Festival (29 settembre-11 ottobre 2026), ha impresso alla 35ª edizione della manifestazione luganese.
Gli spettacoli in cartellone non sono soltanto teatro politico: sono l’affermazione di una resistenza a una Realtà/Spettacolo a cui opporre Spettacoli/Realtà. Opere che rifiutano risposte semplici per farsi vera e propria “geografia della rabbia” e “topografia del conflitto”. In un panorama dominato dalla semplificazione digitale, la scena si trasforma in un archivio di corpi e testimonianze, dove lo spettatore smette di essere passivo per farsi testimone consapevole delle fratture del nostro tempo.
“Charlot” segue da vicino il Festival con una puntata speciale in diretta e in esterna, dando voce ad alcuni dei suoi protagonisti più significativi: dal regista e performer spagnolo Sergi Casero Nieto al duo libanese Rabih Mroué e Lina Majdanie ora residente a Berlino dove ha vinto quest’anno il prestigioso Theatrepreis. - Il Japan Matsuri 2026 ha ospitato Yumiko Igarashi, classe 1950, celebre mangaka giapponese di shōjo, i fumetti pensati per un pubblico di ragazze adolescenti. Famosa per il suo tratto inconfondibile, con personaggi dai grandi occhi luminosi, capelli e abiti che svolazzano e un’eleganza da illustrazione d’epoca, Igarashi è nota soprattutto per Candy Candy e Georgie, due serie tra le più amate degli anni ‘70 e ‘80, diventate un cult generazionale in Italia, Francia e Spagna.
L’intervista di Mario Fabio, in occasione del festival bellinzonese dedicato alla cultura giapponese. - Nelle piazze e nei cortei del Sessantotto gli studenti invocavano “la fantasia al potere”. A tradurre quello slogan in realtà è stata forse più di ogni altra l’animazione giapponese, e nessuno lo racconta meglio dello Studio Ghibli. Fondato nel 1985 da Isao Takahata e Hayao Miyazaki insieme al produttore Toshio Suzuki, prende il nome da un vento caldo e secco che soffia dal Sahara verso il Mediterraneo. E il vento, da “Nausicaä della Valle del vento” a “Si alza il vento”, attraversa da sempre il cinema di Miyazaki. Da una parte Takahata, considerato un maestro del realismo storico e sociale con il suo capolavoro La tomba delle lucciole, dall’altra Miyazaki, poeta del fantastico e del sogno. Due sguardi complementari, uniti da un’amicizia nata alla Toei Animation negli anni Sessanta e dalla stessa fiducia nella capacità del disegno animato di raccontare il mondo. Di Miyazaki aveva colto il talento e l’originalità anche Akira Kurosawa, il regista di Rashōmon e I sette samurai, che disse: “Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perché lo abbassano di livello”. In una celebre intervista televisiva del 1993 Kurosawa confessò di aver amato “Il mio vicino Totoro”, e in particolare il Gattobus. Dal viaggio di documentazione sulle Alpi svizzere per la serie “Heidi”, nel 1973, fino alla nascita dello Studio Ghibli, ripercorreremo il cammino condiviso dai due maestri e alcuni dei capolavori che hanno segnato la storia dell’animazione mondiale. In equilibrio tra realismo e fantasia, natura e spiriti, musica e memoria. Voleremo sulle ali della fantasia, per scoprire come da un foglio di carta e una matita prenda vita la magia di un intero universo.
Ospiti di Charlot, Andrea Fontana, saggista, critico cinematografico, sceneggiatore e autore di fumetti, tra i massimi esperti italiani di animazione giapponese, coautore con Enrico Azzano di Studio Ghibli. L’animazione utopica e meravigliosa di Miyazaki e Takahata (Bietti, 2024). E Luigi Paolo Zeni, yamatologo e curatore d’arte al Museo Rietberg di Zurigo, che con Christian Esposito ha firmato a Lugano la mostra Buon compleanno Heidi! 50 anni della serie animata.
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Su Charlot
Versatile, curioso e con l’ambizione di regalare qualche sorriso con una pensosa leggerezza. Charlot da Charlie Chaplin prende il nome ma vorrebbe rifletterne anche lo spirito, per diventare un programma che guarda al mondo dello spettacolo come da una scala a chiocciola: con una prospettiva a 360 gradi ma anche qualcuno in più. Perché passare e ripassare da un certo luogo - fisico o mentale - affrontare tematiche e problematiche vicine da punti di vista differenti, alla fine ci regala piccole illuminazioni, impreziosite da accostamenti inediti. Charlot si occuperà di cinema, di teatro, di opera lirica, di serie TV, di musical o di stand-up comedy... Facendoli dialogare tra loro a volte. Altre sfruttando quello che i linguaggi più moderni insegnano a quelli tradizionali. Due ore settimanali per scoprire, riflettere, interrogarsi sul mondo dello spettacolo e le sue prospettive.
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