S'inventeranno gli ultimi 3 problemi delle Alpi, sarano l'élite mondiale dell'alpinismo, ma nessuno di loro verrà mai selezionato per partire per le spedizioni himalayane... I Bergvagabunden sono stati l’eccellenza dell’alpinismo tedesco della Zwischenzeit, gli anni tra le due guerre. Sono stati i protagonisti di questo tempo e gli antagonisti dei ricchi e snob accademici (membri dell’Akademische Sektion München, tra cui c’era anche Willo Welzenbach): erano fondamentalmente operai travolti dalla tragica disoccupazione del periodo tra le due guerre, ma che invece di abbattersi, opteranno per la montagna, non solo perché era una passione, ma perché diventa anche una scelta di vita, rispetto ad un’altra, spesa a ciondolare davanti all’ufficio di collocamento in attesa di un lavoro che chissà mai quando sarebbe arrivato. Non solo, i Bergvagabunden speravano di poter partire un giorno per una spedizione in Himalaya, ma sapevano anche che chi faceva le selezioni erano i ricchi snob dell’Akademische Sektion München. E se fossero riusciti a riportare successi tali da essere indiscutibilmente dei grandi alpinisti, tali da non poter essere esclusi dalle selezioni? E allora scalavano duro, durissimo questi ragazzi. Si inventarono gli ultimi 3 problemi delle Alpi, le nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell’Eiger (che risolsero tutte loro); si inventarono la Solleder ma a dispetto del loro valore, non verranno mai selezionati per le ben 9 spedizioni che la Repubblica di Weimar organizzò tra il 1929 e il 1939 – tutte fallimentari. Una bellissima storia di vero e grande alpinismo.