307 episodi
- Stuart Fails to Save the Universe, recensione della serie HBO Max spin-off di The Big Bang Theory: Kevin Sussman torna nei panni di Stuart Bloom, e Chuck Lorre, Bill Prady e Zak Penn firmano tutti e dieci gli episodi.
Per dieci anni Stuart ha venduto fumetti a Sheldon, Leonard e compagnia, e ogni volta che serviva uno sfigato toccava a lui. Adesso rompe una macchina dei due fisici, scatena l’Armageddon del multiverso e insieme a Denise (Lauren Lapkus), Bert (Brian Posehn) e Barry Kripke (John Ross Bowie) prova a rimettere a posto la realtà, un mondo alternativo a episodio: il manicomio, la società tribale, il mondo a fumetti. In quasi tutti spunta una versione alternativa di qualcuno di Big Bang Theory, da Kunal Nayyar a Kaley Cuoco, Melissa Rauch e Mayim Bialik, più un Wil Wheaton che fa Wil Wheaton.
Il primo processo è alla sigla di Danny Elfman, riarrangiata a ogni episodio. Per Miki è la trovata migliore della serie, e Chuck Lorre l’ha voluta così proprio perché nessuno premesse «Salta intro»; per Paolo è un’idea arguta che a forza di ripetersi diventa autocompiacimento; Matteo confessa di averla saltata già alla prima puntata. Poi si parla di effetti speciali sospesi a metà tra la sitcom da studio e la comedy, di guest star che sembrano scelte per costare poco, del cameo di «Weird Al» Yankovic e di un sergente con la faccia di Hank di Breaking Bad. Lo spin-off di Chuck Lorre è un pretesto per mettere in fila i tormentoni o una serie di esercizi di stile? Dove si piazza nella nostra Scala Tecnica, tra All’s Fair e The Pitt? E quanto ci ha tenuti incollati, secondo la Scala della Scimmia?
Arrivano poi la Densità Narrativa, dove Big Bang Theory diventa una gazzosa del discount e Stuart una gazzosa di marca aperta da qualche minuto; il Consiglio per la Fruizione, con un avvertimento per chi ha in mente il binge; la Rosa, alle prese con una domanda sola (il nerd è ancora un disadattato?); e un Consiglio di sopravvivenza che vi farà alzare dal divano.
E un appello a chi ha visto il finale di Stuart Fails to Save the Universe: uno di noi ci ha riconosciuto una citazione di Sapphire & Steel, la vecchia serie britannica di fantascienza con Joanna Lumley e David McCallum. L’avete notata anche voi? Siamo stati troppo severi con Stuart, o fin troppo generosi? E la sigla, l’avete mai saltata? Diteci tutto nel gruppo Telegram della community.
E chi salta la sigla di Danny Elfman, è un birimbino!
Citati in puntata:
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Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie - Lanterns, recensione della serie DC di HBO Max con le Lanterne Verdi di Kyle Chandler e Aaron Pierre, firmata da Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King. John Stewart è un bambino quando suo padre gli mette una mela in testa, gli punta contro la pistola e gli chiede se ha paura.
A Rushville, Nebraska, una sparatoria forse extraterrestre richiama il veterano Hal Jordan e la recluta John Stewart, che indagano come due poliziotti di provincia accanto alla sceriffa Kerry Kane (Kelly Macdonald). Chris Mundy viene da Ozark, Damon Lindelof da Lost e Watchmen, Tom King è lo sceneggiatore di Mister Miracle; la fotografia è di Florian Hoffmeister, già su True Detective. E il Guy Gardner di Nathan Fillion, lo stesso del film Superman, si fa aspettare sei episodi.
Paolo apre con un contenzioso: per lui le Lanterne Verdi di HBO Max non stanno in True Detective ma in Fargo, con il grottesco al posto dell’horror. Miki apprezza la tuta consunta di Hal Jordan, molto meno Sinestro; Matteo conta le comparse e in città non ne trova mai più di otto. In otto episodi l’anello crea un cavatappi, un uccellino e una talpa escavatrice, e su questa sottrazione la recensione di Lanterns si divide. Quanto vale nella nostra Scala Tecnica, tra All’s Fair e The Pitt? E nella Scala della Scimmia pesa di più sapere come va a finire o restare con questa gente?
Poi la Densità Narrativa, il Consiglio per la Fruizione, la Rosa con le domande su padri e figli che la serie lascia sul tavolo e un Consiglio di sopravvivenza che mette d’accordo chi vuole altri supereroi e chi ne ha abbastanza. Tom King l’abbiamo già incontrato con Supergirl, film contro fumetto, nella puntata 16x45; di Wonder Man abbiamo parlato nella 16x21.
La community di Sono Cose Serie su Telegram è aperta: si entra dal link in fondo al Manifesto del serialista, perché siamo creature seriali. Serialisti, uniti! Diteci lì se con Lanterns siamo stati troppo generosi.
Consigliato in puntata:
Peacemaker (ne abbiamo parlato nella puntata 12x21)
Lanterna Verde di Geoff Johns e Ivan Reis, a partire da La notte più profonda (Blackest Night): https://en.wikipedia.org/wiki/Blackest_Night
Watchmen di Damon Lindelof (HBO, 2019): https://en.wikipedia.org/wiki/Watchmen_(TV_series)
Astro City di Kurt Busiek e Brent Anderson, copertine di Alex Ross: https://en.wikipedia.org/wiki/Astro_City
E i supereroi di traverso di Tom King, Rick Veitch, Jeph Loeb e Tim Sale
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E chi non ci ascolta, mette una mela sulla testa a qualcuno e poi gli spara, è un birimbino!
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Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie - Recensione di Sugar Stagione 2, la serie Apple TV con Colin Farrell: il detective privato di Los Angeles che non beve, non spara e ama i film più delle persone torna con un caso nuovo e uno showrunner che arriva da Breaking Bad.
📌 Da questa stagione Sono Cose Serie ha una community su Telegram: si entra dal link in fondo al Manifesto del serialista https://sonocoseserie.it/manifesto/
Danny Moon, pugile in ascesa, chiede a Sugar di ritrovare il fratello Ji, sparito a Los Angeles, e sulla sua strada c'è Ray Vega, tenente dello sceriffo con la faccia di Tony Dalton, il Lalo di Better Call Saul. Dietro la macchina da presa c'è mezza Albuquerque: lo showrunner Sam Catlin ha scritto Breaking Bad, i registi Michael Morris e Adam Bernstein e il direttore della fotografia Marshall Adams vengono da Better Call Saul. Nel cast nuovo ci sono Jin Ha, Raymond Lee, Laura Donnelly, Sasha Calle e Shea Whigham.
Con la seconda stagione di Sugar si apre la Stagione 17 di Sono Cose Serie, e con lei un format nuovo: una serie sola, tre diari di visione compilati a parte, e ogni voto deve portare le prove. Miki porta il cavalcavia del primo episodio, ripreso dall'alto con l'ombra lunghissima di Sugar; Paolo nella sequenza d'apertura ritrova il cinema anni Settanta di Fuga di mezzanotte e difende Sixteen Tons, canzone allegrissima sopra una scena drammatica. Sui cliffhanger le letture divergono: Miki li conta, Paolo dice che la serie li lascia decantare. Quanto vale la seconda stagione di Sugar nella nostra Scala Tecnica, tra All's Fair e The Pitt? E quando nella Scala della Scimmia Miki si presenta con un orango che i suoi voti sugli episodi non giustificano, dalla regia Fabrizio suggerisce la domanda giusta: ma che te sei fumato?
Poi la Densità Narrativa, il Consiglio per la Fruizione, la Rosa con le domande che la serie lascia sul tavolo (passando per Farscape e Heinlein) e il Consiglio di sopravvivenza, che vi manderà a ripescare un genere intero. E citiamo Manuel Soro, che fa analisi di cinema su YouTube e che seguiamo volentieri, per un'idea che ci piace: la prima visione si subisce.
La prima stagione di Sugar l'abbiamo recensita nella puntata 14x33, quando registravamo ancora negli studi di RadioOhm. Le nostre scale di valutazione le spiega L'Angolo Maledetto in tre parti, sul nostro canale YouTube.
Da questa stagione c'è anche il Manifesto del serialista: siamo creature seriali, e la serialità va presa sul serio senza prendersi sul serio. Serialisti, uniti!
Il format è nuovo e lo sistemiamo con voi: diteci nel gruppo se ha funzionato, se è troppo lungo o troppo corto. Avete visto Sugar un episodio a settimana? Raccontateci com'è andata. E se ricordate la serie Apple sul resort anni Sessanta che in puntata non ci tornava, scrivetecelo voi.
E chi legge il Manifesto e non entra nel gruppo, è un birimbino!
📌 IL VERBALE (attenzione: voti e rivelazione della prima stagione)
Scala Tecnica: 4 (Miki un po' sopra, Paolo un po' sotto)
Scala della Scimmia: Scimpanzé (3)
Densità Narrativa: sul confine fra Disteso e Intenso
Consiglio per la Fruizione: un episodio al giorno, al massimo due
Rosa: umanità, un alieno solo in un mondo alieno, la paura di contaminarsi
Consiglio di sopravvivenza: i classici del noir in bianco e nero, a partire da quelli citati in Sugar
Tra un mese l'Eco: quali parole della Rosa ci sono rimaste addosso?
Citati in puntata:
Il Manifesto del serialista, con l'accesso alla community Telegram: https://sonocoseserie.it/manifesto/
Manuel Soro, analisi di cinema su YouTube: https://www.youtube.com/@manuelsoro
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L'Ultima Fila, cinema e visioni, per chi segue il Consiglio di sopravvivenza: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila
Serialtelling, il racconto seriale visto da dentro, fratello naturale del Manifesto: https://serialtelling.it
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Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie - Due cose su Lanterns (HBO Max), Sugar stagione 2 e Silo stagione 3 (Apple TV) e sui fumetti dell'estate, tra cui Bestiarius di Masasumi Kakizaki. Niente recensioni, solo impressioni a caldo e watch in progress, mentre si monta il set nuovo e si annuncia tutto quello che cambia nella Stagione 17 di Sono Cose Serie.
Lanterns ha già messo la fregola a Miki: la serie DC prende la lore della Lanterna Verde e la cala dentro un poliziesco crudo e realistico, e su questo saremo chiamati a dire la nostra. Miki intanto ha finito Silo stagione 3 e Sugar stagione 2, e Paolo su Sugar ha un'idea precisa: la serie con Colin Farrell ha superato lo scoglio del colpo di scena della prima stagione, e la fotografia di questa seconda stagione merita da sola un discorso a parte.
Poi c'è Storie di Segni, il podcast nato quasi per caso a Lucca con Audaci e Lo Spazio Bianco. Sei artisti del fumetto (Manuele Fior, Elena Casagrande, Andrea Bruno, Bianca Bagnarelli, Alberto Lavoradori e Massimo Dall'Oglio) raccontano come disegnano e che rapporto hanno con l'errore, dal mainstream all'underground, da chi lavora per gli Stati Uniti a chi lavora per il Giappone. Esce ogni venerdì.
Sul fronte fumetti: Miki ha ripreso Topolino con la figlia, numeri vecchi recuperati in cantina compresi, e ha letto i volumi deluxe di The Boys di Garth Ennis e Darick Robertson, con la scoperta delle tavole di Russ Braun e una nuova lettura della serie su Prime Video. Paolo invece si è preso Bestiarius di Masasumi Kakizaki, raccolto da Planet Manga in un omnibus: una Roma antica ricostruita con cura, gladiatori contro creature mitologiche, uno Spartacus incrociato con God of War.
Ma parliamo anche di noi. Da questa stagione cambia il format: ogni puntata sarà dedicata a una sola serie, analizzata a fondo. Le nostre scale di valutazione restano, se ne aggiungono di nuove e le costruiremo insieme durante la puntata. I fumetti avranno lo stesso trattamento delle serie TV, tutto sotto l'egida del nostro nuovo Manifesto del serialista. A ottobre apriamo la community Telegram di Sono Cose Serie, per discutere di serie con noi e con chi ci ascolta. A dicembre arriva il Vault: l'archivio di tutto Sono Cose Serie dalle origini a oggi, con recensioni, voti, ospiti e un'intelligenza artificiale che vi aiuta a scegliere cosa guardare.
La Stagione 17 parte la prossima settimana. E chi non legge gli appunti mandati via PEC, allegato B compreso, è un birimbino!
Citati in puntata:
Storie di Segni, il podcast di Sono Cose Serie, Audaci e Lo Spazio Bianco: https://storiedisegni.it
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Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie - HBO Max contro Apple TV+: la finale del Campionato delle Piattaforme 2026, seconda e ultima parte della telecronaca immaginaria con cui chiudiamo la stagione parlando molto sul serio di serie TV e piattaforme di streaming. Vi anticipiamo il risultato: vince la squadra che se lo merita. Tanto non conta niente, perché dopo la premiazione è arrivata una telefonata.
Stavolta nel box ci siamo scambiati: Miki alla telecronaca, il De Simone retrocesso alla seconda voce ("è un avvicendamento"), e in cabina sempre lui, Giuseppone, l'esperto che non consulta il regolamento perché è il regolamento a consultare lui.
Prima della finale va chiusa la semifinale rimasta in sospeso nella puntata 16x50: due armadi identici fermi in mezzo al campo, la sala VAR in attesa e Giuseppone con la zampa sull'articolo giusto. Il verdetto arriva, e con lui un contropiede in chiave True Detective firmato dalle lanterne verdi di Lanterns, con Hal Jordan e John Stewart. Poi, mentre lo stadio aspetta il fischio d'inizio, parte una fanfara che non è nostra: Disney Minus è tornata, reclama la finale in nome della giurisdizione multiversale e cala Avengers: Doomsday. Un film, in un torneo di serie. La parola, di nuovo, a Giuseppone, che l'aveva già sconfitta negli speciali estivi 13x35 e 14x42.
La finale è la partita delle piccole. HBO Max si gioca il maghetto di Harry Potter la serie, la giocata più annunciata dell'anno; Apple TV+ risponde con i cavalli lenti di Slow Horses e il lavoro sporco di Gary Oldman, poi con la conferenza stampa più da Apple di sempre, quella di Neuromante: la giocata del secolo, presentata in diretta e non ancora schierabile. In campo rivedrete anche due vecchie conoscenze del podcast: Margo ha problemi di soldi (recensita nella 16x39) e The Pitt, il 5 della nostra Scala Tecnica (puntata 16x11). Il resto non ve lo raccontiamo: sappiate solo che la sorpresa che decide il torneo era in panchina sotto gli occhi di tutti, e che a un certo punto il trofeo smette di arrivare.
Con questa puntata si chiude la Stagione 16: la Stagione 17 arriva tra un paio di settimane, attivate le campanelline.
E chi pensa che il 17 porti sfiga e non ci ascolta, è un birimbino!
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L'Ultima Fila, dove il cinema (Avengers compresi) si guarda dal fondo della sala: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila
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