13 agosto 2007. Garlasco. Un oggetto di ottone giace sul pavimento della villetta della famiglia Poggi, teatro di uno degli omicidi italiani più crudi degli ultimi anni. I carabinieri lo fotografano ma nessuno ci bada molto. I consulenti lo esaminano e attira l'attenzione, ma tutto cade in un nulla di fatto. Per diciotto anni, nessuno fa la domanda giusta. Finché Enrico Manieri, esperto in balistica e criminalistica forense, ne parla ipotizzando questo oggetto come arma per uccidere Chiara Poggi. Poi Gerardo Troncone, ingegnere e docente universitario, lo individuata definitivamente con i metodi e gli strumenti della scienza. In questo video vi racconto uno studio scientifico inedito — firmato dall'ing. Gerardo Troncone, già docente alla Federico II di Napoli — che per la prima volta applica simulazioni fisiche e calcolo probabilistico a un reperto che era sulla scena del crimine il giorno dell'omicidio di Chiara Poggi. I risultati cambiano tutto quello che pensavamo di sapere su quell'oggetto. E forse su molto altro.
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