54 episodi
- Boss di Pramac, imprenditore, uomo di paddock: Paolo Campinoti entra nel salotto di Mig Babol con il trofeo del Mondiale 2024 e un carico di storie senza filtri. Dagli inizi quasi inconsapevoli in MotoGP, quando non riconosceva Mick Doohan, alla costruzione di una squadra capace di fare la storia con Jorge Martín, Campinoti racconta 25 anni di corse tra intuizioni, momenti difficili, piloti complicati e scelte decisive. Parla del talento di Martín, della precisione maniacale di Pecco Bagnaia, dell’occhio da campione di Toprak Razgatlıoğlu, dell’affetto per Andrea Iannone, della gestione non sempre semplicissima di Max Biaggi e della grande svolta tecnica portata da Gigi Dall’Igna in Ducati. Nel mezzo, la fine del matrimonio con Ducati e il passaggio in Yamaha, il futuro della MotoGP con Liberty Media, l’idea di uno sport che deve aumentare ricavi, ridurre costi e diventare “più sexy”, e un cimelio molto personale: il casco da vigile del fuoco del servizio militare, simbolo di un orgoglio rimasto intatto. Una chiacchierata di box e di vita, tra motori veri e motori interiori.
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Il team di Mig Babol di questa puntata: Andrea Migno - Host; Filippo Carloni - Co-Host; Samuele Andruccioli - Produzione e Social Media; Nina Dubois - Produzione, Regia e Social Media.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Nel Long Lap con Guido Meda si resta nel paddock, ma si entra ancora più dentro: tra urla da telecronaca, pit lane al tramonto e quella magia silenziosa che arriva quando il sole va giù e tutti, almeno per un attimo, depongono le armi. Guido racconta il lato più intimo e artigianale del suo mestiere: le piste del cuore, il Mugello, Misano, Barcellona, le uscite in moto con Valentino Rossi, Biaggi e Simoncelli, la dolcezza quasi irreale dei piloti professionisti quando entrano nel loro flow e quella volta in cui Vale lo mise davanti “per guardarlo da dietro”, costringendolo ad andare forte come non mai.
Ma c’è anche il dietro le quinte sporco, vivo, vero della telecronaca: i problemi tecnici, le voci in cuffia, la linea privata con il Sankio e quella velocità del giornalismo sportivo che oggi corre al ritmo dello scroll. Poi Meda si ferma, ed è lì che accelera davvero: parla della velocità come qualcosa da trattare con cura, competenza e perfino lentezza; del limite come grande lezione della MotoGP; dell’emozione che prova ancora come fosse la prima volta e del giorno, non lontanissimo, in cui bisognerà capire quando scendere dalla moto della telecronaca. Da non perdere.
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - La sua è la voce più famosa del Motomondiale (e non solo perché è l’unica), ma c’è tutta la sua vita rock&roll da scoprire: nel salotto di Mig Babol, Guido Meda offre tutto se stesso al microfono. Racconta il suo percorso, finito nel giornalismo dopo divagazioni di Medicina e Legge, racconta del senso di libertà trasmesso dal mitico papà Pippo, narra del suo arrivo a Fininvest, dell’investitura come narratore del Motomondiale e del pauroso attacco di panico che lo prese quella volta a Suzuka. Menomale che c’era il dottor Costa, che poi ritroverà in ospedale dopo un pauroso incidente in moto a Milano, subito dopo un’operazione eseguita dal dottor… Berlusconi. E poi le mille passioni, tra cielo, lago, neve, il rapporto con Alberto Tomba e con Valentino Rossi, gli anni mitologici della MotoGP, cos’è la Bezzecchitudine, la stima per Pecco Bagnaia, l’incanto degli anni d’oro di Biaggi, Stoner, Lorenzo e Pedrosa… ma anche di suo nonno che fu compagno di carcere di Mike Bongiorno ai tempi del nazifascismo. Insomma, vi può tenere incollati ma anche “tutti in piedi sul divano”!
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Il LONG LAP con Gigi Soldano è lungo ma non abbastanza. Perché ci riporta agli anni delle gag di Valentino, che lui fotografa in esclusiva mettendosi d’accordo coi ragazzi del Fan Club, ci spiega quanta fatica e fortuna servano per fare uno scatto pazzesco al Cavatappi di Laguna Seca proprio quel giorno del sorpasso di Valentino su Stoner, o quella volta che riaccompagnò ai box Valentino dopo la caduta con la Ducati in Giappone facendogli ritrovare il sorriso per quanto guidava male… C’è tanto dentro la voce e gli occhi di Gigi: c’è la sfida di un mestiere unico -quello del fotografo sportivo- che prova a immortalare delle storie, andando sempre alla ricerca del bello e sapendosi anche fermare per pudore in momenti drammatici anche di fronte ad un possibile scoop su Marc Marquez. C’è tanto dentro questo long lap. Da vedere ed ascoltare. Pronti a scattare una foto mentale.
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Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices - Qui si entra nella mitologia: perché a chiacchierare di moto e di motori, ma soprattutto di anime e di vita, c’è Gigi Soldano, quello che i boomer definirebbero il “decano” dei fotografi del Motomondiale. Gigi si apre e racconta della fotografia diventata lavoro quasi per caso, delle avventure in Africa, delle sanguisughe in Malesia, di quando infilava i rullini nelle tasche di motociclisti infortunati perché arrivassero prima in Italia ma poi capitava che cascasse l’aereo, ma nessuno per fortuna si fece troppo male, proprio come quella volta che il suo elicottero precipitò… Una miniera di aneddoti, volti, fatiche ed ispirazioni: dai rullini alle foto da Instagram, da Agostini e Pasolini a Franco Uncini fino a Valentino Rossi e Marc Marquez… un occhio unico per raccontare il “succo” del Motomondiale. Imperdibile. Segui Mig Babol sui nostri profili social per altri contenuti a tutto gas! @migbabol Il team di Mig Babol di questa puntata: Andrea Migno - Host; Filippo Carloni - Co-Host; Samuele Andruccioli - Produzione e Social Media; Nina Dubois - Produzione, Regia e Social Media.
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