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Dicono di te

Malcom Pagani - Chora e Tenderstories
Dicono di te
Ultimo episodio

150 episodi

  • Dicono di te

    Guido Brera: «Chi controlla le parole controlla le cose»

    30/07/2026 | 1 h 32 min
    Ep. 148:

    Dice che «dolore» nella vita l'ha sempre incontrato e che, anzi, non trovarlo e non capire così dove sta e come si sta muovendo, lo «terrorizza».

    Ragazzo riflessivo nella Roma degli anni '80, cresciuto con il mito dell'Argentario e con le tensioni tra la semplicità materna e l'animo aristocratico, seppur libero da etichette, del padre, in questa intervista con Malcom Pagani, Guido Brera ripercorre le tappe di una vita vissuta tra la voglia di riscatto e il desiderio di appartenenza. Brera racconta di aver trovato presto la propria strada allontanandosi da una capitale in cui, confessa, era «tagliato completamente fuori»: da un back office in Fineco fino a fondare una società a soli 29 anni, l'imprenditore racconta poi l'ascesa fulminea e totalizzante nel mondo spietato degli hedge fund. Tra l'ammissione dei propri errori sui divieti imposti ai figli e le riflessioni sulla finanza moderna, trasformatasi in strumento biopolitico entrando prepotentemente «nella carne delle persone», Brera si sofferma sui bivi fondamentali della sua esistenza: dall'esperienza dura ma formativa come volontario alla Stazione Centrale di Milano accanto a Frate Ettore, fino al ritiro esistenziale, in un momento di estrema fragilità, in un maso di montagna a 2000 metri.
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  • Dicono di te

    Michele Masneri: «Quelli che sono stati felici adolescenti secondo me sono dei mostri»

    23/07/2026 | 1 h 39 min
    Ep. 148:

    Dice che le vecchie zie all'Olgiata non avrebbero mai «l'ascella pezzata» e che Roma ha una capacità «abbandonica» di farti «stare tra le rovine».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Michele Masneri ripercorre le sue radici, diviso fin dall'infanzia tra i nonni paterni "fattivi" e una nonna materna araldica dedita a genealogie e film di Visconti. Fuggito dalla "Pretoria" di Brescia e dalle mitomanie di Gorizia per approdare alla Capitale, il giornalista riflette sulla fauna letteraria e sociale del nostro tempo, partendo dai fari intramontabili del Novecento: dall'Ennio Flaiano capace di non farsi mai inglobare nel "canone" dei giusti, all'Alberto Arbasino "lord inglese" ed esemplare per il suo 100% di presenze in Parlamento. Tra aneddoti leggendari, come i sadici colloqui telefonici di un'estate fantasma con l'ingegnere Carlo De Benedetti, Masneri osserva le nevrosi dell'epoca contemporanea: dall'abitudine di schierarsi in "batteria" per paura di una shitstorm sui social all'esasperazione della purezza morale a tutti i costi.
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  • Dicono di te

    Valerio Aprea: «Nasco disfattista e pessimista. Spero di morire dall'altra parte»

    16/07/2026 | 1 h 57 min
    Ep. 147:

    Per lui «tutte le cose terribili della vita che ci possono capitare, dalla più infima alla più clamorosa, non sono morti, ma sono porte oltre le quali scopri che: "Ah, aspetta un po', ma non è la fine, non sono le colonne d'Ercole. C'è il mare».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Valerio Aprea racconta un’infanzia, che ricorda come il periodo «dell'impossibilità decisionale», scandita dal concetto appreso in famiglia per cui «la vita è pericolo», e dalle interminabili notti passate respirando il fumo passivo mentre i genitori giocavano a poker. Dal senso di smarrimento a scuola per paura di perdersi le dinamiche umane al primo corso di recitazione scoperto per caso fuori dalla discoteca Alien, l'attore attraversa i momenti fondamentali del suo percorso: confessa le prime delusioni lavorative, la tesi su Luciano De Feo che gli valse il 110 senza lode in Storia del Cinema, l'elogio alla precisione millimetrica e "sensoriale" di Gabriele Muccino e il legame simbiotico e indissolubile con Mattia Torre, che, dice Aprea, si è solo «andato a levare il dente» prima di lui. «Poi lo dovrò fa' io», conclude.
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  • Dicono di te

    Francesco Bruni: «Comprendere la regia è un percorso molto lungo e io sono un po' in ritardo»

    09/07/2026 | 1 h 21 min
    Ep. 146:

    Dice che, se continuerà a fare il regista, bisognerà che cominci a guardarsi «anche un po' fuori da me».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Francesco Bruni ripercorre il trasloco a Livorno, l'amicizia storica con Paolo Virzì e gli anni della formazione al Centro Sperimentale, tra partite a palletta in corridoio e l'affiancamento a giganti come Suso Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli. La conversazione è punteggiata di aneddoti, dal rifiuto di incassare le provocazioni di Claudio Caligari al loro primo incontro, fino all'esperienza con Spike Lee, definita «una delle più grandi delusioni umane e professionali». Passato tardivamente dietro la macchina da presa con "Scialla!", grazie all'intuizione di Beppe Caschetto, Bruni affronta anche il capitolo più crudo della sua vita: un tumore vissuto nell'attesa come un «dead man walking», malattia che ha fatto evaporare vecchi amici, e che gli ha insegnato a misurare il tempo residuo, come Nanni Moretti nella scena del metro in "Aprile".
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  • Dicono di te

    Marco Risi: «Di ogni cosa si poteva modificare il senso se si riusciva a riderne»

    02/07/2026 | 1 h 27 min
    Ep. 145:

    La sua stagione preferita è l'inverno, preferita all'estate, di cui ha sempre patito il declino della luce e il fatto che, per quanto bellissima, ad un certo punto finisca, esattamente come con gli amori da cui ha sempre preferito sfuggire perché temeva «il finale, il momento tragico».

    In questa intervista con Malcom Pagani, Marco Risi ripercorre decenni di storia italiana e di spettacolo, dal primo traumatico approccio con il grande schermo davanti alla locandina di "Marcellino pane e vino" alle passeggiate in via Veneto incrociando Federico Fellini. Risi racconta la sua personale visione della regia, ricordando la severità con cui costrinse un giovane Claudio Amendola a «sbagliare» sul set di "Mery per sempre" pur di farlo mimetizzare con la naturalezza dei ragazzi siciliani, e il passato di Silvio Berlusconi come produttore del suo film "Soldati - 365 all'alba". Oggi, forte di una spocchia giovanile ormai superata, Risi si descrive come un uomo malinconico che non si fida «fino in fondo» degli altri, confessando il rovescio della medaglia di una vita dietro la macchina da presa: la spietatezza di un’educazione paterna che però formava i caratteri, il dolore silenzioso per la perdita di amici adorati che oggi non può più «chiamare al telefono» e il privilegio faticoso di stare da soli.
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Su Dicono di te
“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera. “Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories. Scritto da Malcom Pagani. In redazione: Flavia Bevilacqua. Il producer è Alex Peverengo. La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli. Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
Sito web del podcast

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