156 episodi
Edoardo Gabbriellini: «I vent'anni sono la stagione della vita in cui inciampare è un attimo»
08/10/2026 | 1 h 10 minEp. 155
Da anni organizza un cineforum casalingo settimanale con gli amici ventenni del figlio, per ascoltare la «musica delle loro conversazioni», affascinato dai ragazzi, che, con mezzi, vocabolari e dinamiche nuove, hanno le stesse spinte, gli stessi guizzi, le stesse paure, le stesse incertezze di sempre.
In questa intervista con Malcom Pagani, Edoardo Gabbriellini ripercorre le «sliding doors» che hanno segnato la sua carriera e la sua vita, a partire dall'infanzia nei cortili di Livorno fino a quel memorabile «colpo di fortuna» sugli scogli in cui, per puro caso, Paolo Virzì lo scelse per il film "Ovosodo". Gabbriellini ricorda l'inconsapevolezza di quegli anni d'esordio e l'avventuroso e «psicopatico» sbarco al Festival di Venezia nel 1997. Tra le riflessioni sull'animo malinconico della sua città natale e i retroscena del documentario su Lindsay Kemp, il regista affronta i temi caldi del suo ultimo lavoro, "La città dei vivi". Arrivato alla soglia dei cinquant'anni con la ferma convinzione di avere «il corpo che mi camuffa, ma mi sento ancora un ragazzino», confessa il profondo sollievo di non dover più rincorrere l'obbligo di essere un enfant prodige, liberandosi finalmente dalla spietata competitività e dal ritmo estenuante che la giovinezza impone a tutti i costi.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoicesEmanuela Fanelli: «Volevo raccontare una storia che fosse un puro fallimento, senza scuse e senza appelli»
01/10/2026 | 1 h 23 minEp. 154:
Interrogata all'ultimo anno di liceo da una severissima professoressa di geografia astronomica, si inventò di sana pianta una teoria inesistente sui pianeti pur di far ridere i compagni di classe, scoprendo fin da giovanissima che «se devi fare il numero, devi essere convinto».
In questa intervista con Malcom Pagani, Emanuela Fanelli racconta i retroscena di "Peccato", la nuova serie comedy che la vede protagonista. Rigettando l'idea di un umorismo calato "dall'alto" e l'ansia dei tempi moderni per la «condanna dei virgolettati», l'attrice riflette sulla genesi della sua comicità: dalle risate che accompagnavano i momenti difficili nella sua famiglia all'influenza fondamentale di Anna Marchesini, un vero genio capace di insegnarle le sfumature dell'assurdo. Tra un omaggio alla commovente battuta finale del "Dramma della gelosia" di Ettore Scola e una surreale parentesi sui suoi traumi infantili guardando Fantozzi e Dumbo, Emanuela Fanelli rivela la propria consapevolezza da artista che ha conosciuto la gavetta (dal call center alle scuole materne) e che oggi sa guardare con leggerezza alle storture di un ambiente dove l'ego è sempre pronto a divorare la gratitudine.
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoicesGianni Amelio: «A me non importa se un film è tratto da una storia vera. Mi importa che trasmetta verità»
24/09/2026 | 1 h 45 minEp. 153:
Cresce a San Pietro Magisano, in una casa senza acqua corrente né elettricità, e da bambino scambia il cinema Politeama di Catanzaro per «la casa della signora Gilda».
In questa intervista con Malcom Pagani, Gianni Amelio attraversa le assenze e gli incontri che hanno costruito la sua vita: il padre emigrato in Argentina, la madre Audina, «una specie di spirito guida», l’arrivo a Roma e i set con Anouk Aimée, Anna Magnani e Jean-Louis Trintignant. Racconta l’origine autobiografica di "Nessun dolore", nato da una casa che si riempì dei parenti del figlio adottivo, e torna sui temi che attraversano il suo cinema: la famiglia, la migrazione, la paura e l’accoglienza, perché «respingere esseri umani è un delitto». Tra l’Oscar che «porta sfiga», il desiderio di tornare subito sul set e l’orgoglio di essere «un padre eccezionale» e «un nonno ancora più perfetto», conferma il solo patto che non ha mai voluto infrangere: «Non tradirei mai lo spettatore».
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoicesMarco Bechis: «Io elaboro tutto quello che mi è successo, elaboro come fanno gli artisti»
17/09/2026 | 1 h 17 minEp. 152
Nonostante i momenti di gioia, nella sua vita c'è «sempre una venatura di colpa» e che ciò che resta addosso col tempo non è il dolore della tortura che ha subito, ma l'inadeguatezza «per essere vivo, mentre gli altri non sono mai più tornati».
In questa intervista con Malcom Pagani, lo sceneggiatore e regista Marco Bechis ripercorre il trauma fondativo della sua esistenza: il sequestro del 19 aprile 1977 e i dieci giorni di prigionia vissuti nel Club Atlético, uno dei 430 centri di detenzione illegale in Argentina. Sopravvissuto alla dittatura, Bechis analizza le derive psicologiche di una impunità inconscia per cui il reduce si sente legittimato dal dolore a prevaricare sugli altri. Nel ripercorrere il suo esilio in Italia, dall'accoglienza in una casa occupata a Milano in "quota rifugiato" in un collettivo omosessuale, fino all'innalzamento di muri interiori ed esteriori, Bechis svela la matrice artistica che anima i suoi lavori, da "Garage Olimpo" all'ultimo "Ritorno a Buenos Aires". Rigettando ogni forma di psicanalisi e le derive "pornografiche" del dolore sbattuto in prima pagina, il regista spiega perché la potenza del cinema, secondo lui, risieda nel "caos organizzato" del set e nel suggerire la violenza anziché mostrarla, per lasciare nello spettatore un'eco insopportabile e persistente e ricordare che le atrocità del passato sono un modello autocratico «tragicamente attuale».
Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoicesPietro Castellitto: «La strada verso la personalità non deve essere costruita, se no diventa posticcia»
10/09/2026 | 1 h 5 minEp:151.
Dice che «l'ironia è il metro migliore per valutare le persone».
In questa intervista con Malcom Pagani, Pietro Castellitto ripercorre l'eredità artistica di una famiglia che ha sempre «desacralizzato ogni cosa». Dal set dove a sei anni scopre l'alba per la prima volta alle prime insofferenze giovanili piene di tic, fughe e teatrini surreali, Castellitto esplora la propria malinconia per l'infanzia, l'eterna illusione del passato come luogo dove, per lui, «le speranze svolazzano libere». L'attore e regista racconta poi il senso di asfissia nel dover sempre combattere i pregiudizi di chi «presume di conoscerti» e la pausa dal cinema a 24 anni per rifugiarsi in un esilio filosofico, e svela infine i dettagli della sua attualità e dei suoi ultimi progetti, e la recente e surreale parentesi tennistica alla Nadal Academy.
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Su Dicono di te
“Ti andrebbe di concedermi un’intervista?” Le persone alle quali abbiamo posto questa domanda sapevano quanto sia difficile e ingannevole raccontarsi. Qualcuno ha detto di sì, istintivamente. Altri hanno preso tempo. Alla fine hanno deciso di farlo comunque e in “Dicono di te” hanno riportato alla luce eventi inediti delle proprie biografie spesso già note ed esplorate. E mentre raccontavano si sorprendevano di poter scavare così a fondo nella memoria tirando fuori ricordi dimenticati della loro esistenza. Cantanti, attori, scrittori, registi, sceneggiatori si sono seduti su un divano e hanno iniziato ad ascoltare e ad ascoltarsi. Le conversazioni che ascolterete in Dicono di te sono tenere, sincere, ruvide, inattese, spiazzanti e sentite. Dalle finestre entrano in rumori, dalla voce degli intervistati esce la vita. Ogni venerdì una nuova vita, una nuova storia in questo podcast di Chora Media e Tenderstories, con la voce di Malcom Pagani. “Dicono di te” è disponibile su tutte le piattaforme audio e sul sito e app del Corriere della Sera.
“Dicono di te” è un podcast di Chora News prodotto da Chora Media e Tenderstories.
Scritto da Malcom Pagani.
In redazione: Flavia Bevilacqua.
Il producer è Alex Peverengo.
La post-produzione e il montaggio sono di Maurizio Stanzione e Lucrezia Marcelli.
Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
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