Ciao! Sono Michele Cito e questo che ascolti è Hangar41, il podcast che vi racconta storie di velocità e passione.
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Qualche settimana fa, proprio su Insta, avevo fatto un sondaggio dove vi chiedevo se vi sarebbe interessato qualche episodio dedicato alle automobili — in effetti è un po' che non ne facciamo uno. Allora, visto che l'idea vi era piaciuta: pronti, eccola qui!
Prima di iniziare, come sempre, se questo progetto vi piace, vi chiedo di cliccare il tasto segui e di attivare la campanella per rimanere aggiornati sui nuovi episodi. Per voi è un piccolo gesto, gratis, ma per me conta moltissimo.
Hangar va avanti da quattro anni ormai. Durante questo lungo racconto sulla velocità ve ne ho raccontate tante: auto, moto, aerei, spazio. E se guardate tra le righe, se ci fate caso, emergono ripetutamente delle sovrapposizioni, elementi trasversali che ritornano continuamente.
Meditando sull'argomento da trattare oggi, desideravo raccontarvi la storia di come, a un certo punto, la Formula 1 si è fusa con l'aeronautica.
Di come un'intuizione di per sé semplice si rivelò geniale e vincente, cambiando il motorsport per sempre. Sia chiaro, fin dagli albori le tecnologie aeronautiche e aerospaziali sono servite — e servono — i costruttori di auto da corsa per essere sempre più veloci. Ma quello che accadde nella seconda metà degli anni Settanta ha dello straordinario.