Peter Thiel non è solo un miliardario della Silicon Valley o il fondatore di Palantir. È uno dei pensatori più influenti dell’ecosistema trumpiano, capace di mescolare cristianesimo, apocalisse, tecnologia e geopolitica, grazie ai suoi studi filosofici. Ma che succede se categorie teologiche come Anticristo, katechon e fine dei tempi entrano nella politica? E quanto questa visione aiuta a capire la nuova destra da Trump a J.D. Vance? Ne parliamo con Marco Dotti. Saggista, giornalista e docente all’Università di Pavia, Dotti in un suo articolo dal titolo “I pericolosi azzardi della teologia politica di Peter Thiel”, comparso sul sito del Centro culturale di Milano, ha ricostruito l’architettura teorica del fondatore di Palantir: da Solov’ëv a Newman, da Girard a Schmitt.