Dal Royal Ascot alla townhouse nell’Upper East Side, dai campus di Harvard e del MIT alle stanze di Buckingham Palace, il caso Epstein disegna un ecosistema in cui finanza, politica, accademia e monarchia si sfiorano e proteggono. Un sistema trasversale, dove democratici e repubblicani (da Clinton a Trump), intellettuali (da Lawrence Summers a Noam Chomsky), filantropi, imprenditori e reali inglesi condividono voli e silenzi. Così, quando Jeffrey Epstein cade, si incrina un equilibrio di relazioni costruito tra Manhattan, Londra, Palm Beach e Silicon Valley. Fino a Mar-a-Lago.