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LARMANDILLO

RSI - Radiotelevisione svizzera
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Ultimo episodio

36 episodi

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    Mauro Lustrinelli e Gianluca Zambrotta: il Mondiale 2006 tra rimpianti e gloria

    04/05/2026 | 43 min
    Il fischio d’inizio di una partita ai Mondiali, l’adrenalina che scorre nelle vene, il peso di un’intera nazione sulle spalle. Cosa si prova in quei momenti? Mauro Lustrinelli, attaccante della Svizzera in quel torneo, e Gianluca Zambrotta, campione del mondo con l’Italia proprio quell’anno, ripercorrono le emozioni, le gioie e le delusioni di un’esperienza indimenticabile.
    Il Mondiale 2006, per Mauro Lustrinelli, rappresenta un ricordo agrodolce. La Svizzera esce da quel Mondiale senza aver subito nemmeno un gol nei tempi regolamentari, eliminata ai rigori dall’Ucraina. Un rimpianto ancora vivo per l’attaccante: “Peccato perché c’era un bel quarto di finale contro l’Italia. Avrei voluto giocarlo”. Un’eliminazione che ha lasciato l’amaro in bocca, anche per la gestione dei rigori. Lustrinelli confessa: “Col senno di poi l’avrei dovuto battere io come primo”, sottolineando quanto sia importante che il primo rigorista sia “quello più sicuro”. “Da allenatore, quando capita una situazione simile e ti accorgi che diversi nel gruppo non se la sentono, diventa dura”.
    Per Zambrotta, invece, il Mondiale 2006 non è stato solo una vittoria, ma la dimostrazione che “non è vero che la squadra più forte vince. È quella che dà l’anima”. C’era un Brasile che aveva davanti Adriano, Kakà, Ronaldinho, Ronaldo... di cosa stiamo parlando?” L’Italia ha dato tutto e dava l’anima”. Un “fuoco dentro” che, come sottolinea Lustrinelli, “è cresciuto” durante il torneo, soprattutto dopo la vittoria contro la Germania.
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    Youri Djorkaeff: quando tratti male il calcio…il calcio alla fine ti tratta male

    27/04/2026 | 39 min
    Youri Djorkaeff, l’ex fantasista francese campione del Mondo e d’Europa con la sua Nazionale, ripercorre le tappe di una carriera straordinaria, culminata nella conquista del titolo mondiale. Un successo che, come racconta lo stesso Djorkaeff, andò ben oltre il rettangolo verde: “Abbiamo cambiato il paese”, afferma con orgoglio, sottolineando il ruolo unificante di quella vittoria per una Francia multietnica. L’intervista non è solo un tuffo nel passato, ma anche un’occasione per scoprire il lato più intimo dell’uomo Djorkaeff. Il calcio, per lui, non è mai stato un semplice lavoro, ma una passione viscerale, un divertimento costante. “Non posso immaginare che il calcio è un lavoro” confessa, rivelando un approccio quasi fanciullesco che lo ha accompagnato fino alla fine della carriera, a New York, a 38 anni.
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    Daniele Massaro: i trionfi con il Milan e il Mondiale ‘94, tra Sacchi e la “Provvidenza”

    20/04/2026 | 35 min
    La sesta puntata de LARMANDILLO ci riporta nel mondo del calcio che fu, con un ospite d’eccezione: Daniele Massaro. L’ex attaccante del Milan, soprannominato “Provvidenza” per la sua capacità di risolvere le partite, si racconta ripercorrendo le tappe della sua carriera, dai primi calci al pallone fino ai trionfi internazionali, con un occhio di riguardo ai Mondiali del ‘94.
    Della finale contro il Brasile, Massaro ricorda l’occasione mancata: “Sono arrivato col passo lungo. Potevo ancora aspettare, fargli un pallonetto. Ogni tanto mi guardo allo specchio e mi dico: ‘Sei stato un pollo’”. E a proposito del suo soprannome “Provvidenza”, Massaro svela che fu Carlo Pellegatti a coniarlo: “Ogni volta che entravo mi chiamava Beep Beep per una certa velocità che avevo, e Provvidenza perché avevo la fortuna di cambiare il risultato in partita in corso”.
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    Roberto Donadoni: le notti magiche di Italia ‘90

    13/04/2026 | 40 min
    La quinta puntata de LARMANDILLO ospita Roberto Donadoni, protagonista di un viaggio tra ricordi e riflessioni che parte dalle “Notti Magiche” dei Mondiali di calcio di Italia 1990: “la ascoltavamo volentieri. Era una canzone che piaceva a tutti. Credo che fosse veramente una melodia azzeccata”. L’ex del Milan racconta anche di un ruolo, quello dell’ala, che non esiste più: “sono cambiate un po’ le dinamiche del gioco”. Poi riflette con sincerità su un suo limite, quello di avere dei limiti in fase di realizzazione: “fin dall’età di otto-dieci anni, c’era un po’ una regola che mi imponevano, che era quella di non superare la metà campo o, in alternativa, di non potere fare gol. E poi questa cosa qui di non fare gol mi è rimasta un po’ addosso”.
  • LARMANDILLO

    Jorge Valdano. La Mano de Dios e le maglie pirata

    06/04/2026 | 33 min
    La quarta puntata de LARMANDILLO dedicata ai Mondiali ci porta a Messico 1986, ovvero alla kermesse iridata che ha catapultato Diego Armando Maradona nel mito del calcio, soprattutto per i suoi due gol nel quarto di finale con l’Inghilterra. Ma Maradona non fece soltanto quei due gol, l’Argentina non fu solo Maradona e alla vigilia di quel Mondiale non aveva certo i favori del pronostico, come ha spiegato Jorge Valdano, protagonista in quell’Albiceleste con una doppietta all’esordio con la Corea del Sud e altre due reti, di cui una nella finale con la Germania.

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Su LARMANDILLO

Armando Ceroni si lancia nelle produzioni digitali e ripercorre le fasi salienti della propria carriera giornalistica in compagnia di Nicolò Casolini e di ospiti di spessore. Mezz’ora da passare con il sorriso e in leggerezza, rivivendo con i protagonisti le emozioni, le gioie e i dolori sportivi degli anni andati con aneddoti inediti, mai divulgati. Un’esclusiva che vi accompagnerà per otto puntate, pubblicate ogni lunedì.
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