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La mia vita spaziale

Andrea Brugnoli
La mia vita spaziale
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  • La mia vita spaziale

    La profezia di Zhao e dove ci porterà l’AI: Asimov

    09/01/2026 | 34 min

    Acciaio, vapore, menti infinite: cosa ci nasconde l'entusiasmo della Silicon Valley?Ivan Zhao, CEO di Notion, ha pubblicato un saggio visionario che paragona l'intelligenza artificiale ai materiali che hanno trasformato la storia. In questa puntata analizzo le sue metafore brillanti, dalla bicicletta all'automobile, dall'acciaio ai grattacieli, da Firenze a Tokyo, ma mi fermo dove il suo entusiasmo accelera troppo.In questo episodio esploro:La tesi di Zhao: l'IA come nuovo materiale miracoloso che trasformerà individui, organizzazioni ed economieIl paradosso della supervisione a distanza: come manteniamo competenza se deleghiamo sempre di più?La deriva algoritmica: il processo graduale per cui le decisioni umane vengono sostituite per convenienza incrementaleLa lezione dimenticata di Asimov: quando spegnere non è più un'opzioneLa vera domanda non è se costruiremo qualcosa di nuovo, ma se stiamo costruendo una casa o una prigione.00:00:00 Introduzione e ringraziamenti00:01:14 Ogni epoca ha il suo materiale miracoloso00:02:29 I due ostacoli: frammentazione e verificabilità00:08:48 La differenza fondamentale: menti pensanti00:17:55 Il paradosso della supervisione00:29:30 La lezione di Asimov🎧 Ascolta La mia vita spaziale: Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/cbtlVYR3hbc💬 Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram⭐ Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline❤️ Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi su: X | YouTube | Telegramintelligenza artificiale, futuro del lavoro, NotionDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

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    Usa la memoria quantica dell’AI e non quella temporale!

    02/01/2026 | 22 min

    Può l'intelligenza artificiale pensare come noi? Memoria quantica vs memoria sequenziale nell'era dell'AIOgni volta che apri una nuova chat con ChatGPT o Claude, ricomincia tutto da zero. È come se ogni conversazione fosse una vita separata, senza traccia delle precedenti. Ti sei mai chiesto perché? E ti sei mai domandato se questa amnesia progettuale sia davvero inevitabile?Il vero problema non è tecnico. È concettuale. Stiamo modellando l'intelligenza artificiale sulla metafora sbagliata: quella della catena di montaggio cognitiva, dove le informazioni entrano, vengono elaborate in sequenza e producono un output. Ma la mente umana non funziona così.Quando senti il profumo di tua madre, non devi scorrere cronologicamente tutti i ricordi fino a quel momento dell'infanzia. Il profumo attiva immediatamente quella traccia mnemonica, indipendentemente dal tempo trascorso. Proust lo aveva capito: la memoria è associativa, non sequenziale. È una rete di connessioni semantiche ed emotive che si attivano per risonanza, non per ordine di arrivo.La fisica quantistica ci ha insegnato che le particelle possono essere entangled, connesse istantaneamente indipendentemente dalla distanza. Allo stesso modo, i concetti nella nostra mente esistono in uno stato di entanglement semantico: ne attivi uno e immediatamente si attivano tutti quelli correlati, ovunque si trovino nella tua storia cognitiva.E se potessimo progettare un'intelligenza artificiale che funzioni così? Non una biblioteca dove i libri sono catalogati per data di acquisizione, ma organizzati per affinità concettuali. Ogni idea collegata semanticamente a tutte quelle vicine, formando una mappa multidimensionale di significati.Questo è esattamente ciò che fa il RAG (Retrieval Augmented Generation). Non è solo un acronimo tecnico: è un cambio di paradigma nel modo in cui l'AI accede alla conoscenza. Invece di ricordare tutto in ordine cronologico, l'AI cerca nella sua memoria usando la similarità semantica.Come funziona nella pratica? Quando fai una domanda, il sistema:1. Trasforma la tua domanda in un vettore matematico che ne cattura il significato2. Cerca nei suoi archivi i concetti più vicini semanticamente3. Recupera solo le informazioni rilevanti4. Le integra nella rispostaÈ come avere una biblioteca infinita dove, invece di dover ricordare dove hai messo ogni libro, ti basta pensare all'argomento e tutti i libri pertinenti ti vengono automaticamente consegnati.L'implementazione pratica è più accessibile di quanto pensi. Con strumenti come Notion e Claude, puoi creare un sistema di memoria quantica personale. Non serve essere un programmatore: serve capire il principio e applicarlo.Immagina di poter dialogare con l'AI come se avesse accesso a tutta la tua storia cognitiva, non in ordine cronologico, ma per affinità di significato. Ogni nuova conversazione può attingere istantaneamente a tutto quello che hai discusso in passato, ma solo ciò che è realmente pertinente.Non stai creando semplicemente un assistente digitale più efficiente. Stai costruendo un pensiero ibrido, una conoscenza distribuita tra te e la macchina. E questo potenzia enormemente il tuo pensiero, perché la macchina ricorda meglio di te, ma in modo completamente diverso da come tu ricordi.La domanda finale è: sei pronto a condividere i tuoi processi mentali con un'intelligenza che li ricorderà meglio di te, ma in modo radicalmente diverso? Perché questo è il futuro che stiamo costruendo. Non un'intelligenza più potente, ma menti collettive molto più articolate.E no, non devi aver paura. Come dice Federico Faggin, sono solo macchine. Nessuna coscienza, nessuna personalità. Solo strumenti che potenziano moltissimo quello che noi possiamo fare come esseri umani.Timestamp:00:00:00 Introduzione alla memoria dell'AI00:00:34 Il problema della memoria sequenziale00:01:25 La limitazione della memoria lineare00:02:03 Come dovrebbe pensare l'AI00:03:26 La metafora sbagliata della catena di montaggio00:05:02 Come funziona la memoria umana00:06:13 La memoria associativa di Proust00:07:00 L'entanglement quantistico e la mente00:07:48 La biblioteca catalogata per affinità00:09:13 Il concetto di memoria quantica per l'AI00:12:48 RAG: Retrieval Augmented Generation00:15:33 Come funziona il RAG con vettori00:18:06 Implementazione pratica con Notion00:21:00 Creazione del database in NotionDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

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    Luciano Floridi: il suo paper sulle allucinazioni è sconvolgente! Un confronto con Faggin

    26/12/2025 | 38 min

    Le allucinazioni dell'AI sono davvero errori da correggere? Quando ChatGPT inventa un libro che non esiste o racconta un evento mai accaduto, la nostra reazione immediata è pensare che abbia sbagliato. Ma cosa succederebbe se scoprissimo che quelle allucinazioni non sono bug da sistemare, ma caratteristiche strutturali inevitabili di come funzionano i modelli linguistici? In questa puntata analizziamo un paper straordinario uscito dall'Università di Yale, firmato da Luciano Floridi, uno dei filosofi più influenti nel dibattito sull'intelligenza artificiale. Usando la matematica della teoria delle categorie, Floridi dimostra perché le allucinazioni sono inevitabili e cosa ci rivelano sulla vera natura dell'AI. Il cuore del problema sta nel radicamento simbolico: i modelli linguistici operano esclusivamente con contenuti, con ombre della realtà create da esseri umani, mai con il mondo diretto. Anche quando analizzano immagini, processano solo pixel e correlazioni, non l'esperienza di accarezzare un cane o sentirlo abbaiare. Come dice il paper: ereditare non è possedere. L'AI manipola i frutti del radicamento umano senza possedere l'albero. Ma c'è una seconda parte ancora più affascinante: questo paper, senza saperlo, conferma matematicamente qualcosa che Federico Faggin sostiene da anni sulla coscienza. Mentre Floridi lascia uno spiraglio teorico alla possibilità che l'AI possa un giorno sviluppare coscienza attraverso la complessità, Faggin lo chiude definitivamente. Nel suo modello CIF (Coscienza, Informazione, Fisico), la coscienza è una proprietà quantistica fondamentale, irriducibile, che non può emergere da computazione classica. Il più non può venire dal meno. La distinzione è ontologica: i computer operano su fisica classica e deterministica, la coscienza richiede stati quantistici puri, non clonabili e intrinsecamente privati. Una cellula è fatta di materia quantistica dinamica, un computer di materia classica permanente. Questa puntata ti offre una prospettiva completamente nuova su cosa significa davvero intelligenza artificiale e perché la strada verso una coscienza sintetica potrebbe essere matematicamente impossibile, non solo tecnologicamente lontana. Ascolta questa puntata se vuoi capire: Perché le allucinazioni dell'AI sono inevitabili secondo la matematica Cosa significa davvero che l'AI non ha radicamento nel mondo Come il paper di Floridi conferma (senza volerlo) le tesi di Faggin Perché la coscienza potrebbe essere irriducibile alla computazione Buon ascolto e buona riflessione. Se questa puntata ti ha fatto pensare, condividila con chi sta cercando di capire davvero cosa sono le intelligenze artificiali al di là dell'hype. 00:00:00 Introduzione: le allucinazioni di ChatGPT 00:00:30 Sigla del podcast 00:00:42 Perché le allucinazioni nascondono qualcosa di più profondo 00:01:00 Il paper di Luciano Floridi da Yale 00:01:42 Ascoltiamo cosa dice Notebook LM 00:02:35 Il concetto di allucinazione nell'AI 00:04:10 La teoria delle categorie applicata all'AI 00:08:15 Il problema del radicamento simbolico 00:12:30 Contenuto vs mondo: la distinzione fondamentale 00:17:29 I modelli multimodali e il limite dell'esperienza 00:19:00 Ereditare non è possedere 00:27:05 Il confronto con Federico Faggin 00:28:00 La coscienza come proprietà quantistica 00:31:00 Riflessioni finali sul paperDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

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    Faggin e la religione: siccome non ne parla, ecco che ne parla!

    19/12/2025 | 10 min

    Perché Faggin non nomina mai Dio?Federico Faggin - inventore del microprocessore - ha dedicato oltre mille pagine a dimostrare che la coscienza è irriducibile alla materia e che l'universo è fatto d'amore. Eppure evita accuratamente la parola Dio.Questo silenzio strategico rivela il problema culturale del nostro tempo: la separazione artificiale tra ragione e fede.Tre insight dal nuovo episodio:La coscienza come comprensione semantica è incompatibile con sistemi puramente algoritmici. Un computer processa simboli ma non comprende significati.Il libero arbitrio non può esistere in un universo solo materiale. La nostra esperienza di libertà suggerisce qualcosa oltre il determinismo fisico.La convergenza di probabilità: fisica quantistica, neuroscienza ed esperienza personale convergono verso l'idea che la realtà trascende la materia.Faggin scrive: "Se tutto venisse dal caso, la casualità sarebbe un altro nome per Dio."Il materialismo è una fede quanto qualsiasi religione - adora un Dio cieco chiamato caso.La fede non è un salto nel buio ma un assenso ragionevole basato sulla convergenza di indizi.Guarda l'episodio completo: https://youtu.be/TlPhTb72MYcDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

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    Federico Faggin è il nuovo Galileo?

    12/12/2025 | 18 min

    È davvero possibile che Federico Faggin stia compiendo una rivoluzione scientifica paragonabile a quella di Galileo? In questo episodio affronto una questione provocatoria che sta dividendo il mondo della fisica e della filosofia.Il lavoro di Faggin non è semplice fisica tradizionale: è un intreccio complesso di fisica quantistica, filosofia della mente, metafisica e spiritualità. Proprio come Galileo con il cannocchiale, Faggin propone una visione del mondo totalmente diversa, mettendo in luce le crepe del paradigma scientista contemporaneo.La fisica quantistica ha scoperto fenomeni straordinari - entanglement, non-località, il ruolo dell'osservatore - ma non riesce a collegarli a una visione coerente della realtà e della coscienza. È qui che Faggin costruisce il suo ponte: tra ciò che la fisica dice sulla realtà quantistica e ciò che l'esperienza umana ci dice sulla nostra coscienza.Non sappiamo ancora se Faggin sarà riconosciuto come il nuovo Galileo - la storia della scienza si scrive sempre col senno di poi. Ma abbiamo bisogno di persone come lui: persone che hanno il coraggio di guardare le anomalie, di mettere in discussione i dogmi pseudoscientifici e di proporre nuovi paradigmi. Perché è così che la scienza avanza: non attraverso l'accumulo paziente di conferme, ma attraverso il coraggio di immaginare qualcosa di completamente diverso.Il contributo di Faggin, anche se dovesse "sbagliare", rimane prezioso: ci sta costringendo a confrontarci con le domande più profonde - cos'è la coscienza, come si collega alla realtà fisica, se c'è spazio nella scienza per l'esperienza in prima persona.🔗 Link video: https://youtu.be/HXDLsCFnaIk#FedericoFaggin #Coscienza #FisicaQuantistica #FilosofiaDellaScienza #Galileo #CambioDiParadigma #Scientismo #MetafisicaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.

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Su La mia vita spaziale

“La mia vita spaziale” è il podcast di Andrea Brugnoli che intreccia tecnologia, intelligenza artificiale, filosofia e vita quotidiana. Un viaggio tra innovazione, cultura digitale e visioni critiche del presente, per scoprire come il futuro stia già trasformando il nostro modo di vivere e pensare.Contenuti extra su Telegram :-)Diventa anche tu produttore e finanziatore di questo progetto sostenendolo con 1 caffè al mese! Entra nella community di coloro che vogliono vivere una vita spaziale!Entra nel supporter club!
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