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    Rassegna Stampa Economica del 30 Luglio. A cura di Giuliano Casale

    30/07/2026 | 6 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 30 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Finanza pubblica, PNRR e investimenti strategici

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Avvenire / Il Giornale / Il Foglio
    Il ricorso italiano al programma europeo SAFE viene presentato come uno strumento per finanziare spese già programmate in difesa, sicurezza, infrastrutture dual use e tecnologie strategiche. La richiesta italiana si collocherebbe in una forchetta compresa tra 8 e 9 miliardi di euro.

    Il vantaggio principale consiste nella possibilità di ottenere finanziamenti a condizioni più favorevoli rispetto al ricorso ordinario al mercato. SAFE impone però precisi obblighi industriali: le risorse dovranno sostenere soprattutto progetti comuni e acquisti realizzati all’interno delle filiere europee o dei Paesi associati.

    Resta aperto anche il dossier dell’ultima rata del PNRR. Il contenzioso sulle gare ferroviarie Intercity mette potenzialmente a rischio risorse comprese tra 1 e 3 miliardi di euro, con circa 2 miliardi direttamente collegati alla norma contestata da Bruxelles.

    L’Italia rispetta per ora il percorso di aggiustamento previsto dal nuovo Patto di stabilità, a differenza di numerosi altri Paesi europei. Il deficit si colloca intorno al 3,5% del PIL, mentre il debito pubblico resta vicino al 134,3%, lasciando margini molto limitati per nuove spese permanenti prive di copertura.
    Federalismo fiscale e responsabilità degli enti territoriali

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
    Il federalismo fiscale entra in una nuova fase attuativa, formalmente senza costi aggiuntivi per lo Stato. La riforma prevede l’attribuzione alle Regioni di circa 5,82 miliardi di euro di compartecipazioni all’IRPEF, in sostituzione di trasferimenti statali.

    Per le Province viene invece ipotizzato il passaggio a tributi propri entro il 2030. L’obiettivo è collegare maggiormente entrate, servizi e responsabilità politica degli amministratori locali.

    Il principale rischio è però l’aumento delle differenze territoriali. Le Regioni con una base fiscale più solida potrebbero disporre di maggiori risorse, mentre i territori economicamente più fragili avrebbero bisogno di strumenti perequativi adeguati per garantire livelli uniformi dei servizi.
    Lavoro, salari e produttività

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / Avvenire
    Nel secondo trimestre del 2026 le retribuzioni contrattuali sono cresciute meno dell’inflazione, interrompendo il recupero del potere d’acquisto. I salari aumentano del 2,7% annuo, mentre l’inflazione si colloca intorno al 3,2%.

    Nel settore privato la crescita retributiva raggiunge circa il 2,9%, mentre nella Pubblica Amministrazione risulta più contenuta. Il differenziale negativo rischia di frenare i consumi interni e di comprimere ulteriormente il reddito disponibile delle famiglie.

    La debolezza salariale viene ricondotta soprattutto alla bassa produttività, alla ridotta dimensione media delle imprese, agli investimenti tecnologici insufficienti e alla limitata diffusione della contrattazione aziendale.

    Digitalizzazione, formazione e crescita dimensionale delle imprese rappresentano quindi le leve principali per aumentare i salari reali senza generare nuove pressioni inflazionistiche.
    Pubblica Amministrazione, competenze e contrasto al caporalato

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / Italia Oggi
    La riforma della Pubblica Amministrazione punta a superare il blocco del turnover e ad aumentare l’ingresso di profili tecnici e digitali. Sono previste nuove assunzioni, maggiore mobilità, formazione e sistemi di valutazione più selettivi.

    L’obiettivo è spostare il modello dalla progressione basata principalmente sull’anzianità verso una maggiore responsabilità sui risultati. Resta tuttavia il problema di stipendi spesso poco competitivi rispetto al settore privato.

    Contro il caporalato agricolo viene istituita una banca dati nazionale degli appalti e dei subappalti. La piattaforma raccoglierà informazioni su imprese, contratti, lavoratori e intermediari, consentendo controlli incrociati tra ministeri, INPS, INAIL, forze dell’ordine e ispettorato.

    I procedimenti citati, con sequestri complessivi nell’ordine di 1,75 miliardi di euro, mostrano la dimensione economica dello sfruttamento del lavoro e la necessità di ricostruire l’intera catena degli appalti.
    Demografia, capitale umano e immigrazione

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica
    La crisi demografica italiana assume ormai una rilevanza macroeconomica. Nel 2025 si registrano circa 351.000 nascite, a fronte di circa 652.000 decessi, con un saldo naturale fortemente negativo.

    Il numero medio di figli per donna è sceso intorno a 1,18-1,20, dopo essere stato superiore a due negli anni Sessanta. La riduzione della popolazione in età lavorativa minaccia crescita, sostenibilità del welfare e base contributiva.

    Le risposte proposte combinano servizi per l’infanzia, maggiore occupazione femminile, stabilità lavorativa dei giovani, politiche abitative e immigrazione qualificata orientata alle necessità produttive.

    Oltre 800.000 studenti di origine straniera frequentano il sistema scolastico italiano. La capacità di integrarli pienamente nel percorso educativo e nel mercato del lavoro sarà decisiva per attenuare la futura riduzione della forza lavoro.
    Politica monetaria, mercati e vigilanza finanziaria

    Testate: Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Avvenire / Milano Finanza / Il Foglio
    La Federal Reserve mantiene invariati i tassi, ma il voto interno non è unanime. Tre membri avrebbero espresso una posizione favorevole a una riduzione del costo del denaro.

    L’inflazione statunitense viene indicata al 4,1%, mentre la crescita trimestrale del PIL si attesta intorno allo 0,3%. I dati spiegano la prudenza della banca centrale, pur segnalando che il ciclo dei tagli potrebbe essere vicino.

    Per gli investitori, il mantenimento di tassi elevati favorisce liquidità e obbligazioni a breve termine, ma continua a pesare sul credito e sulle valutazioni delle aziende più indebitate.

    Il candidato alla presidenza della Consob Federico Stazi indica banche ed energia tra i comparti da sorvegliare con maggiore attenzione, proponendo un’autorità più moderna e dotata di competenze per controllare algoritmi e nuove forme di intermediazione.
    Banche, assicurazioni e consolidamento finanziario

    Testate: Milano Finanza / Il Foglio / Il Sole 24 Ore
    Il risiko bancario italiano resta aperto. Prosegue l’operazione su MPS, mentre Intesa Sanpaolo continua a essere indicata come possibile protagonista di futuri riassetti del settore.

    Il consolidamento può creare economie di scala, maggiore capacità di investimento tecnologico e distribuzioni più elevate agli azionisti, ma rende i titoli più sensibili alle decisioni regolamentari e politiche.

    Il Fondo Monetario Internazionale propone inoltre di valutare l’integrazione dell’IVASS nella Banca d’Italia, con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra vigilanza bancaria, assicurativa e sui conglomerati finanziari.

    L’operazione potrebbe produrre maggiore efficienza, ma dovrebbe preservare le competenze specialistiche e l’autonomia necessaria per la tutela degli assicurati.
    Energia, carburanti e infrastrutture

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / Domani / Italia Oggi
    Circa 3.000 distributori non avrebbero applicato integralmente lo sconto previsto sul gasolio. La riduzione attesa era di 17 centesimi al litro, ma in molti impianti si sarebbe fermata intorno ai 10 centesimi.

    Il costo complessivo degli interventi sulle accise viene stimato in circa 2,1 miliardi di euro. A fine luglio i prezzi medi si collocano intorno a 2,074 euro al litro per il diesel e 1,986 euro per la benzina.

    Il mancato trasferimento completo dello sconto riduce il beneficio per famiglie e imprese e indebolisce l’efficacia anticiclica della misura. La Guardia di Finanza ha quindi intensificato i controlli sui prezzi e sulle comunicazioni obbligatorie.

    Il Governo prepara inoltre un piano per accelerare gli investimenti produttivi nel Nord, con procedure autorizzative dedicate e maggiore coordinamento tra le amministrazioni.
    Industria, ENI ed ex Ilva

    Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / Italia Oggi
    Il riciclo viene ammesso al sistema dei certificati bianchi, ampliando gli interventi riconosciuti ai fini dell’efficienza energetica. La misura può sostenere gli investimenti nell’economia circolare e nei processi industriali capaci di ridurre consumi di energia e materie prime.

    ENI registra una reazione positiva in Borsa, con un rialzo indicato intorno al 7%, sostenuto dai risultati e dalla remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e buyback.

    Il settore energetico resta tuttavia esposto alla volatilità del petrolio, alle tensioni geopolitiche e al rischio di interventi fiscali straordinari.
  • INSIDE FINANCE

    Aurelio Regina, Vice Presidente per l’Energia di Confindustria: la sfida energetica che decide il futuro dell’Italia

    29/07/2026 | 50 min
    L’episodio di oggi propone una conversazione con Aurelio Regina, Vice Presidente di Confindustria con delega all’Energia.

    Al centro del confronto, uno dei temi più strategici per il futuro economico del Paese:

    il rapporto tra energia, industria, competitività e crescita.

    Nucleare, ETS, transizione energetica, burocrazia, investimenti, costo dell’energia, aggregazione delle imprese, capitale, giovani e formazione non sono dossier separati.

    Sono parti dello stesso equilibrio.

    La domanda di fondo è concreta:

    può l’Italia restare una grande economia industriale senza energia competitiva, regole più semplici e una visione di lungo periodo?

    Nel corso dell’episodio, Aurelio Regina racconta le principali sfide che oggi condizionano la vita delle imprese italiane:

    dalla necessità di riaprire il dibattito sul nucleare alla revisione del sistema europeo dei diritti carbonici, fino al ruolo delle riforme a costo zero, a partire dalla semplificazione burocratica.

    Un passaggio centrale riguarda anche il tema della produttività e dei nuovi modelli di lavoro, con l’esperienza delle acciaierie italiane che hanno lavorato durante Pasqua e Pasquetta sfruttando energia rinnovabile in eccesso, generando benefici sia per le imprese sia per i lavoratori.

    L’episodio affronta poi il tema della crescita dimensionale delle imprese, del ruolo del capitale, del private equity, dei passaggi generazionali e della necessità di rafforzare il sistema industriale italiano in un contesto globale sempre più rapido e competitivo.

    Spazio anche ai giovani, alla formazione, alla fuga dei talenti, al piano casa e alla necessità di costruire condizioni concrete per trattenere e attrarre nuove competenze nel Paese.

    Un episodio per leggere l’energia non come semplice costo, ma come infrastruttura decisiva per il futuro industriale, sociale e competitivo dell’Italia.

    Buon ascolto.
  • INSIDE FINANCE

    Rassegna Stampa Economica del 29 Luglio. A cura di Giuliano Casale

    29/07/2026 | 7 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 29 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Economia italiana, competitività e Pubblica Amministrazione

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / Il Giornale
    La burocrazia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli strutturali alla crescita italiana. Il problema non riguarda soltanto il numero dei dipendenti pubblici, ma soprattutto la frammentazione delle competenze, la stratificazione normativa e la scarsa valutazione dei risultati.

    Una riforma efficace della Pubblica Amministrazione dovrebbe puntare su digitalizzazione dei processi, mobilità del personale, responsabilizzazione della dirigenza e semplificazione delle procedure. La riduzione dei tempi amministrativi produrrebbe benefici immediati per imprese, investimenti e cittadini.

    Confindustria individua nel costo dell’energia, nella produttività stagnante e nella burocrazia le tre principali emergenze della competitività nazionale. L’Italia conserva tuttavia una base industriale diversificata, competenze tecniche elevate e una forte propensione all’export.

    Il miglioramento dei conti pubblici rafforza inoltre la credibilità finanziaria del Paese. La maggiore fiducia degli investitori può ridurre il premio per il rischio sui titoli italiani e migliorare il costo del capitale per banche e imprese, purché il risanamento non venga compromesso da nuove spese prive di copertura.
    Federalismo fiscale, appalti e Superbonus

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
    Il progetto di federalismo fiscale incontra le resistenze di Regioni ed enti locali. La riforma punta a redistribuire risorse già esistenti, prevedendo una compartecipazione regionale all’IRPEF per circa 5,828 miliardi di euro e una quota di circa 2,11 miliardi destinata a Province e Comuni.

    Il rischio è trasferire maggiori responsabilità agli enti territoriali senza garantire risorse aggiuntive, accentuando le differenze tra le aree con maggiore capacità fiscale e i territori più fragili.

    Sul fronte degli appalti viene fermato il recupero generalizzato delle anticipazioni sui prezzi. La decisione tutela la liquidità delle imprese impegnate nelle opere del PNRR e riduce il rischio di blocchi dei cantieri, contenziosi e crisi finanziarie nella filiera delle costruzioni.

    Il Superbonus conferma invece una forte concentrazione territoriale: circa un euro su due è stato speso nel Nord Italia. L’incentivo ha sostenuto edilizia e occupazione, ma ha generato una distribuzione disomogenea dei benefici e un costo pubblico molto elevato.
    Difesa europea, fondi SAFE e industria strategica

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Foglio / Il Fatto Quotidiano / Il Riformista / La Notizia
    L’Italia ha prenotato fino a 14,9 miliardi di euro attraverso SAFE, il nuovo strumento europeo destinato a finanziare investimenti comuni in difesa, sicurezza e infrastrutture strategiche.

    Il fondo complessivo dell’Unione europea ammonta a 150 miliardi di euro e prevede finanziamenti agevolati agli Stati membri. Per l’Italia può rappresentare una leva per sostenere aerospazio, elettronica, cybersecurity, droni, software, telecomunicazioni e tecnologie dual use.

    Il target internazionale di spesa per la difesa si avvicina al 5% del PIL entro il 2035, includendo sia investimenti militari diretti sia infrastrutture e sicurezza. La sfida sarà evitare che l’aumento della spesa comprima sanità, istruzione e investimenti produttivi.

    Leonardo rafforza intanto la propria presenza negli Stati Uniti attraverso acquisizioni nel software per difesa e intelligence, puntando sull’integrazione tra piattaforme fisiche, dati, AI e sistemi di comando.
    Energia, petrolio, carburanti e rischio geopolitico

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
    La crisi nello Stretto di Hormuz continua a produrre conseguenze economiche rilevanti. I danni potenziali per le economie del Golfo vengono stimati fino a 90 miliardi di dollari, considerando minori esportazioni, rallentamento della navigazione e aumento dei costi assicurativi e logistici.

    Il Qatar avrebbe registrato una contrazione annualizzata del PIL del 14,7%, mostrando quanto rapidamente una crisi delle rotte commerciali possa trasformarsi in una recessione per le economie maggiormente dipendenti dall’export energetico.

    L’Italia resta particolarmente esposta per la dipendenza dalle importazioni e per il peso del gas nella formazione del prezzo dell’elettricità. Le principali conseguenze riguardano inflazione, bollette, trasporti, potere d’acquisto e margini industriali.

    I prezzi alla pompa rimangono vicini o superiori ai 2 euro al litro, con valori indicativi di circa 2,14 euro per il diesel e 1,96 euro per la benzina. Gli interventi temporanei sulle accise possono attenuare il problema, ma non sostituiscono una strategia fondata su diversificazione, reti e maggiore efficienza energetica.
    Industria, imprese e investimenti

    Testate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / La Stampa / Avvenire / Il Foglio / Italia Oggi
    La situazione dell’ex Ilva continua a rappresentare uno dei dossier industriali più complessi. Dopo il blocco della precedente gara, il Governo valuta una nuova procedura e la possibile separazione dell’area a freddo, mentre cresce la preoccupazione per circa 8.000 lavoratori e per l’intero indotto.

    La produzione è scesa da oltre 8 milioni di tonnellate annue a poco più di 2 milioni nel 2024, rendendo più difficile sostenere costi fissi, manutenzione, investimenti e decarbonizzazione.

    Una vendita frammentata potrebbe preservare alcune attività, ma aumenterebbe il rischio di perdere una capacità produttiva strategica per automotive, meccanica, costruzioni e difesa.

    EssilorLuxottica mostra invece una traiettoria industriale positiva. Il gruppo è passato da circa 9 miliardi di euro di ricavi a una dimensione vicina ai 30 miliardi, trasformandosi da produttore di occhiali a piattaforma tecnologica e sanitaria integrata.
    Aerospazio, satelliti e politiche territoriali

    Testate: Il Sole 24 Ore / Avvenire / Italia Oggi
    Il progetto IRIDE utilizza una costellazione satellitare per monitorare dissesto idrogeologico, coste, agricoltura, incendi, inquinamento e infrastrutture.

    Il programma può generare nuove opportunità per aerospazio, software, analisi dei dati e servizi pubblici, trasformando l’osservazione della Terra in uno strumento di prevenzione e pianificazione economica.

    La proposta di una ZES del Nord punta invece a sostenere gli investimenti industriali dopo la conclusione del PNRR. Gli imprenditori chiedono semplificazioni, incentivi e politiche energetiche dedicate alle principali aree produttive settentrionali.

    L’obiettivo dovrebbe essere evitare una contrapposizione tra Nord e Mezzogiorno, costruendo politiche territoriali capaci di valorizzare le diverse specializzazioni produttive nazionali.
    Intelligenza Artificiale, università e capitale umano

    Testate: Avvenire / Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / Milano Finanza
    La geopolitica dell’Intelligenza Artificiale si articola sempre più intorno a tre poli: Stati Uniti, Cina ed Europa. Gli Stati Uniti dispongono delle principali piattaforme e dei chip avanzati, la Cina di una vasta base industriale e di una forte capacità di applicazione, mentre l’Europa punta su regolamentazione e affidabilità.

    Il rischio europeo è rimanere dipendente da modelli e infrastrutture straniere. L’opportunità consiste invece nello sviluppare applicazioni verticali per manifattura, sanità, finanza, Pubblica Amministrazione e industria.

    Confindustria propone di inserire stabilmente l’AI nei programmi universitari, non soltanto nelle discipline informatiche ma anche in economia, medicina, ingegneria, diritto e scienze sociali.

    Nel 2026 il Fondo di finanziamento ordinario delle università raggiunge 9,41 miliardi di euro, dei quali 2,54 miliardi assegnati attraverso criteri premiali. La fine delle risorse straordinarie del PNRR rende però necessario trasformare una parte degli investimenti temporanei in capacità permanente di ricerca e formazione.
    Lavoro, contratti e relazioni industriali

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / Il Tempo
    Si apre una nuova stagione della contrattazione collettiva, con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto perso durante la fase inflazionistica.

    Il confronto non può però limitarsi agli aumenti nominali. Salari, produttività, formazione, welfare aziendale e partecipazione dei lavoratori dovranno essere integrati all’interno degli accordi.

    Le differenze tra settori restano molto rilevanti. Le imprese esportatrici e ad alta produttività dispongono di maggiori margini per sostenere aumenti salariali, mentre commercio, servizi e piccole aziende operano in condizioni più fragili.

    Il rinnovo del contratto degli infermieri prevede un incremento medio di circa 240 euro, con l’obiettivo di rendere più attrattiva una professione caratterizzata da carenza di personale, turni gravosi e crescente domanda assistenziale.
  • INSIDE FINANCE

    Innovation or Elimination. What Italy Can Learn from Israel’s Culture of Innovation.

    27/07/2026 | 34 min
    Innovation is no longer optional.

    Welcome to the first episode of Market Access Italy, the new international series by Inside Finance dedicated to world-class leaders, entrepreneurs and innovators contributing to the growth of the Italian economic ecosystem.

    Produced in collaboration with foreign embassies in Italy, the series aims to build bridges between Italy and some of the most influential minds shaping business, technology and innovation around the world.

    For this first episode, produced in partnership with the Embassy of Israel in Italy, Michael Persechini speaks with Itai Green, Founder and CEO of Innovate Israel, corporate open innovation expert and author of Innovation or Elimination.

    At the heart of the conversation is a powerful idea:

    the greatest obstacle to innovation is not technology, but people.

    Boards, CEOs and senior executives must learn to treat innovation as a core managerial capability, create a culture in which experimentation is encouraged and actively involve employees in the transformation process.

    During the episode, Itai Green explains:

    • Why companies that continue repeating what worked yesterday risk becoming irrelevant.

    • Why approximately 80% of the innovation challenge is connected to the human factor.

    • How corporations can identify concrete business challenges and collaborate effectively with startups.

    • Why open innovation must always support the company’s broader strategy.

    • How Innovate Israel’s methodology can transform corporate culture and produce startup integration rates exceeding 60%.

    • What startups must do to become relevant partners for large organisations.

    • What Italian companies can learn from Israel’s culture of urgency, adaptability and innovation.

    • Why young professionals should embrace risk, remain flexible and consider building their own ventures.In a world shaped by artificial intelligence, autonomous agents and rapidly evolving competition, standing still is no longer a neutral decision.

    As the title of Itai Green’s book makes clear, the choice facing companies today is increasingly simple: Innovation or Elimination.

    The episode is conducted by Michael Persechini, Equity Partner of Zero IN Sharing Knowledge Benefit Corporation, producer of the Inside Finance podcast.
  • INSIDE FINANCE

    Inside value #20 Ponte vuoto, stiva piena.

    27/07/2026 | 9 min
    Mercati leggeri, bilanci pesanti.

    Ad agosto i mercati sembrano più tranquilli: meno scambi, meno liquidità, meno rumore.

    Ma sotto la superficie, il carico resta pesante.

    In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana in cui il mercato ha smesso di chiedersi soltanto quanto si può guadagnare, e ha ricominciato a chiedersi una cosa molto più importante:

    chi paga davvero il conto della crescita?

    Parleremo del ritorno del costo del denaro, con i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine di nuovo su livelli elevati, del petrolio in risalita per le tensioni in Medio Oriente e dei possibili effetti sulle decisioni della Federal Reserve.

    Analizzeremo anche il ruolo dello yen e del carry trade giapponese, un meccanismo apparentemente lontano ma capace di muovere i mercati globali quando la liquidità si ritira.

    Al centro della puntata ci sarà poi Alphabet:

    utili record, ricavi straordinari e Google Cloud in forte crescita, ma anche free cash flow negativo e investimenti enormi in server, data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    La domanda resta una sola:

    l’AI sarà in grado di generare ritorni sufficienti a ripagare questi investimenti giganteschi?

    Un episodio dedicato a chi vuole guardare oltre i prezzi di mercato e capire quanto pesano davvero debito, tassi, cassa e aspettative nei bilanci delle aziende.

    Perché quando il denaro torna ad avere un prezzo elevato, non conta solo quanto un’azienda promette di crescere.

    Conta chi finanzia quella crescita, quanto costa farlo e quando quella promessa diventerà cassa.

    Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.

    Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it

    Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.

    Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.

    Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.

    Buon ascolto.
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Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.
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