557 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 22 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, MPS e nuovo risiko italianoTestate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Foglio
Monte dei Paschi alza ulteriormente la posta nel consolidamento bancario italiano, lanciando due offerte parallele su Banco BPM e Banca Generali per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro: 25,35 miliardi per Banco BPM e circa 8,72 miliardi per Banca Generali. L’obiettivo dichiarato è costruire un gruppo con una capitalizzazione prossima agli 80 miliardi di euro.
Per Banco BPM l’offerta prevede 1,567 azioni MPS per ogni azione BPM e non incorpora un premio particolarmente significativo. Per Banca Generali, invece, MPS propone 6,958 nuove azioni per ogni titolo, con un premio del 10%.
In caso di piena adesione, gli attuali azionisti MPS conserverebbero circa il 50,1% del nuovo polo, quelli di Banco BPM circa il 37,2% e quelli di Banca Generali circa il 12,7%.
Il nuovo gruppo avrebbe circa 466 miliardi di euro di attivo, 315 miliardi di raccolta diretta e 810 miliardi di total financial assets, trasformando definitivamente MPS da banca risanata a soggetto aggregatore.
Il piano industriale stima circa 2,6 miliardi di euro di sinergie pre-tax annue, includendo anche gli effetti dell’integrazione di Mediobanca. È inoltre prevista una distribuzione straordinaria da 4 miliardi agli azionisti MPS e distribuzioni complessive superiori a 15 miliardi nel periodo 2026-2030.
La reazione della Borsa resta però prudente: MPS perde l’1,63%, Banca Generali lo 0,82%, mentre Banco BPM sale appena dello 0,27%. Il mercato riconosce il valore strategico dell’operazione ma continua a prezzare un elevato rischio di esecuzione e governance.
Il nodo più delicato resta infatti il controllo degli asset. Banca Generali ha definito l’offerta non sollecitata e non concordata, mentre Intesa Sanpaolo valuta iniziative legali e segnalazioni alle autorità.
Stati Uniti, debito, Fed e costo del capitale
Testate: La Stampa / Domani / Il Foglio / Il Sole 24 Ore
Il debito federale americano supera i 40.000 miliardi di dollari e resta uno dei principali elementi di fragilità finanziaria globale. Circa l’80%, quasi 32.000 miliardi, è detenuto da investitori pubblici e privati, mentre oltre 8.000 miliardi sono debito intra-governativo.
Tra i maggiori detentori figurano la Federal Reserve con circa 4.528 miliardi, i fondi comuni con 5.195 miliardi, le banche commerciali con 2.083 miliardi e i fondi pensione con circa 1.135 miliardi.
Sul fronte estero il Giappone resta il primo creditore con circa 1.203 miliardi di dollari, seguito dal Regno Unito con 889 miliardi e dalla Cina con 683 miliardi.
Il rendimento del Treasury trentennale si mantiene intorno al 5,28%, aumentando il costo del rifinanziamento federale e rendendo i titoli governativi nuovamente competitivi rispetto a equity e credito corporate.
Il Tesoro prova a migliorare la liquidità del mercato attraverso buyback fino a circa 4 miliardi di dollari per operazione, ma la misura non modifica il problema strutturale del debito.
Sullo sfondo resta il passaggio di leadership alla Federal Reserve. La combinazione tra debito elevato, valutazioni azionarie alte e forte concentrazione degli investimenti nell’AI rende i mercati più sensibili a qualunque cambiamento delle aspettative sui tassi.
Energia, carburanti e fragilità della raffinazione europea
Testate: Repubblica
La pressione sui carburanti continua. La benzina self-service raggiunge circa 2,005 euro al litro, il livello più elevato degli ultimi tre anni, mentre in autostrada sale a circa 2,080 euro.
Il gasolio raggiunge circa 2,122 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,194 euro in autostrada.
Le associazioni dei consumatori stimano un aggravio di circa 1,20 euro per un pieno di benzina e 1,45 euro per il diesel.
Eurostat segnala un incremento medio dei prezzi di carburanti e lubrificanti del 16,9% nell’Unione Europea. L’Italia registra un aumento più contenuto, pari al 12,5%, mentre la Germania arriva a circa il 22,9%.
Il problema più strutturale riguarda la capacità di raffinazione europea. Dal 2009 a oggi si è ridotta di circa il 20% e potrebbe diminuire di un ulteriore 20% entro il 2035.
Questo rende l’Europa più dipendente dall’importazione di prodotti raffinati e quindi più vulnerabile a shock geopolitici, logistici e di prezzo, anche in presenza di una graduale riduzione della domanda di combustibili tradizionali.
Europa, manifattura e ripresa ciclica
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
Arriva un segnale finalmente più positivo dall’industria europea. Il PMI manifatturiero flash dell’Eurozona sale da 51,9 a 52,8, massimo da 51 mesi.
L’output manifatturiero passa da 52,9 a 53,4, massimo da 54 mesi, mentre il PMI composito raggiunge 52,1. I servizi si mantengono invece a 51,7.
Il miglioramento è trainato soprattutto dalla Germania e porta gli economisti citati nella rassegna a ipotizzare una crescita del PIL dell’area intorno allo 0,3% nel terzo trimestre.
Il quadro resta però condizionato dalle pressioni sui prezzi, che potrebbero spingere la BCE a mantenere una linea meno accomodante di quanto atteso dai mercati.
Il dato incoraggiante è il ritorno degli ordini e delle assunzioni, soprattutto nella manifattura tedesca, dopo diversi trimestri di stagnazione.
Investimenti, cloud, cybersecurity e industria 4.0
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
In Italia il Mimit mette in campo circa 1,1 miliardi di euro per innovazione industriale, cloud, cybersecurity e transizione tecnologica.
Il pacchetto si articola in tre filoni principali: 447,6 milioni per Investimenti sostenibili 4.0, 505,8 milioni per Scoperta imprenditoriale II e 150 milioni per voucher cloud e cybersecurity.
Il calendario è già operativo: dal 10 settembre parte la compilazione delle domande per Investimenti sostenibili 4.0, con invio dal 10 al 16 ottobre.
Per Scoperta imprenditoriale la compilazione partirà il 24 settembre e le domande dal 7 ottobre.
Per cloud e cybersecurity la compilazione inizierà il 20 ottobre, mentre le richieste potranno essere presentate dal 12 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.
Per le PMI si apre quindi una finestra concreta per investire in automazione, sicurezza informatica, software e innovazione produttiva.
PNRR, Pubblica Amministrazione e digitalizzazione
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
Sul fronte della PA digitale vengono dichiarati raggiunti tutti i 69 obiettivi PNRR di competenza, con oltre 11 miliardi di euro investiti tra digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e connettività.
La Piattaforma Digitale Nazionale Dati collega ormai più di 9.000 enti e ha gestito oltre 1,5 miliardi di scambi di dati.
IT-Wallet è stato attivato da oltre 11 milioni di cittadini tramite App IO e ospita circa 20 milioni di documenti.
Il programma coinvolge quasi 8.000 Comuni, circa il 70% dei quali con meno di 5.000 abitanti, e punta a creare una rete di circa 200 presìdi territoriali.
Il segnale è positivo perché la digitalizzazione non resta concentrata nelle grandi amministrazioni, ma raggiunge anche gli enti locali più piccoli.
La sfida successiva sarà trasformare digitalizzazione e connettività in minori tempi amministrativi, migliore qualità dei servizi e maggiore produttività per cittadini e imprese.
Consumi, cultura e turismo esperienziale
Testate: Il Sole 24 Ore
La spesa culturale delle famiglie italiane continua a recuperare. Nel 2026 raggiunge circa 108 euro pro capite, +15% rispetto ai 94 euro del 2025.
Il livello resta leggermente sotto i circa 113 euro del 2019, ma il gap rispetto alla fase pre-Covid è ormai quasi completamente colmato.
La fruizione culturale resta molto ampia: programmi televisivi, film e serie coinvolgono circa il 92% degli italiani, musica l’87% e radio l’82%.
Circa due italiani su tre hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno, mentre quotidiani cartacei e digitali raggiungono circa il 43% della popolazione.
Cinema, mostre e musei interessano circa il 51% degli italiani, il teatro il 40% e i concerti dal vivo il 35%.
Cresce inoltre il fenomeno dei “weekend culturali”: il 42% degli intervistati sarebbe disposto a regalarne uno o riceverlo in regalo. La spesa media associata raggiunge circa 286 euro, collegando cultura, turismo e territori in un segmento ad alto valore aggiunto.
Intelligenza Artificiale, data center e infrastrutture
Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Negli Stati Uniti cresce la resistenza politica alla costruzione di nuovi data center. Nel solo primo trimestre 2026 risultano bloccati o rallentati progetti per circa 130 miliardi di dollari.
Le contestazioni riguardano soprattutto consumo di energia e acqua, incentivi fiscali e benefici effettivamente percepiti dalle comunità locali. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 21 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, MPS e consolidamento finanziario
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Messaggero / Il Giornale / Il Foglio
- Monte dei Paschi passa al contrattacco nel risiko bancario italiano con due Ops parallele su Banco BPM e Banca Generali. Il consiglio di amministrazione ha approvato il piano con 9 voti favorevoli e 4 astensioni. L’obiettivo è creare un gruppo con una capitalizzazione vicina a 70 miliardi di euro, potenzialmente il terzo grande polo italiano dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit.
- Le dimensioni dell’operazione sono rilevanti: MPS vale circa 35,6 miliardi, Banco BPM 25,2 miliardi e Banca Generali 7,8 miliardi. Nell’azionariato MPS figurano Delfin con il 17,53%, Caltagirone con il 10,26%, MEF con il 4,86%, BlackRock con il 4,66% e Banco BPM con il 3,74%.
- Il passaggio decisivo sarà l’assemblea MPS del 29 ottobre. Per superare la passivity rule e procedere con le controfferte sarà necessario il consenso del 66,67% del capitale rappresentato. Per rafforzare il sostegno degli azionisti, Luigi Lovaglio propone inoltre una cedola straordinaria da 4 miliardi di euro.
- Resta sul tavolo l’offerta concorrente di Intesa. La proposta, inizialmente valutata 30,6 miliardi, avrebbe superato i 35 miliardi di euro con l’andamento delle quotazioni. Intesa offre 3 miliardi in contanti più 1,6 nuove azioni per ogni azione MPS.
- Il consolidamento continua quindi a rivalutare gli asset bancari italiani. La fase successiva sarà però molto più selettiva: premi da acquisizione, rapporti di concambio, diluizione e capacità di generare sinergie conteranno più della semplice narrativa del “risiko”.
Stati Uniti, debito pubblico e costo del capitale
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Repubblica / Il Giornale
- Il debito federale americano supera la soglia dei 40.000 miliardi di dollari, trasformando la sostenibilità fiscale degli Stati Uniti in uno dei principali temi macro-finanziari globali.
- Il problema non riguarda soltanto la dimensione nominale del debito, ma la necessità di rifinanziarlo in una fase nella quale i rendimenti rimangono elevati. Il Treasury trentennale viene indicato intorno al 5,27%, mentre il decennale risale verso il 4,71%.
- I tentativi del Tesoro americano di sostenere il mercato attraverso riacquisti di titoli, nell’ordine di 2-4 miliardi di dollari per operazione, hanno finora avuto effetti limitati.
- Il quadro dei consumi resta invece relativamente resiliente. Walmart registra un utile operativo trimestrale di 9,38 miliardi di dollari, +28,8%, mentre l’utile netto scende del 9,4% a 6,36 miliardi.
- Il gruppo mantiene una guidance positiva, prevedendo per l’intero esercizio ricavi in crescita del 4-5% e utile operativo rettificato in aumento del 7-8,5%. Il consumatore americano appare quindi sotto pressione, ma non ancora in una vera fase recessiva.
- Per gli investitori obbligazionari, rendimenti governativi vicini o superiori al 4-5% ricostruiscono un carry interessante, anche se aumenta contemporaneamente la sensibilità dei portafogli al rischio fiscale americano.
Energia, benzina, petrolio e rischio Iran
Testate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio
- La benzina torna sopra i 2 euro al litro, sui livelli più elevati dal 2023. Il prezzo viene indicato intorno a 2,002 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge circa 2,116 euro.
- Il rincaro non ha però ancora frenato significativamente i consumi. A luglio sono state superate le 900.000 tonnellate di benzina, il livello più alto degli ultimi 16 anni. Dopo il +6,9% di giugno, i consumi sono cresciuti ancora del 3,1% a luglio.
- La variabile geopolitica torna centrale. Dopo l’annuncio americano di una nuova offensiva economica contro Teheran, il Brent è salito per cinque sedute consecutive fino a circa 94 dollari al barile.
- La situazione economica iraniana appare molto deteriorata: secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale riportate nella rassegna, l’inflazione potrebbe arrivare intorno all’80% e il PIL contrarsi del 5% nel 2026.
- Sul gas, gli stoccaggi europei sono intorno al 57%, circa 12 punti percentuali meno dell’anno precedente e 16 punti sotto la media degli ultimi cinque anni. L’Italia si trova in una posizione relativamente migliore, con riserve vicine all’80%.
- Per imprese e mercati il rischio è che una nuova fiammata energetica rallenti la disinflazione europea e riduca lo spazio per nuovi tagli dei tassi. L’Europa arriva però a questa fase con infrastrutture di approvvigionamento più diversificate rispetto al 2022.
Mercati finanziari e Piazza Affari
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / La Stampa / Il Giornale
- Piazza Affari mostra una buona capacità di tenuta nonostante la pressione geopolitica e l’aumento dei rendimenti. Il FTSE Mib chiude intorno a 52.666 punti, sostanzialmente invariato, mentre lo spread BTP-Bund torna nell’area 81-82 punti base.
- Il rialzo del petrolio favorisce il comparto energetico: Eni guadagna il 2,59%, Italgas l’1,92% e Snam l’1,25%. Positivi anche DiaSorin e Lottomatica.
- In controtendenza Stellantis perde il 3,71% e Amplifon il 2,99%.
- Il rendimento del BTP decennale viene indicato al 4,068%, tornando interessante per gli investitori orientati al reddito, purché la duration sia coerente con il profilo di rischio.
- Il quadro italiano resta quindi relativamente robusto grazie a banche redditizie, società energetiche favorite dal contesto delle commodity e rendimenti obbligazionari nuovamente remunerativi.
Industria italiana, fondi pubblici e capacità di esecuzione
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio / Il Messaggero
- Restano fermi circa 1,2 miliardi di euro di progetti già finanziati nei settori energia e acqua. Oltre 280 milioni riguardano rinnovabili ed efficienza energetica, mentre quasi 900 milioni sono destinati ad acquedotti, reti, serbatoi e depurazione.
- Nel solo settore idrico le risorse della coesione ammontano a 12,2 miliardi, mentre il finanziamento pubblico complessivo raggiunge 17,5 miliardi di euro.
- I progetti censiti sono più di 6.200: 2.881 risultano ancora in corso e 218 non sono stati avviati, per un valore complessivo di 887 milioni.
- Il limite italiano appare quindi ancora una volta legato più alla velocità di esecuzione che alla scarsità di risorse. Viene inoltre segnalato un arretrato amministrativo di 574 provvedimenti attuativi, di cui 495 riferiti alle leggi dell’attuale Governo.
- Questo execution gap rappresenta uno dei principali ostacoli alla capacità di trasformare PNRR, fondi di coesione e nuova flessibilità europea in crescita reale e produttività.
Ex Ilva, chimica e filiere industriali
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio / Il Messaggero
- L’ex Ilva torna al centro dell’agenda industriale. Taranto occupa circa 8.000 lavoratori diretti e coinvolge altri 5.000 addetti nell’indotto.
- La cordata italiana coordinata da Federacciai coinvolge 14 società e punta soprattutto sugli impianti a freddo. Un nuovo passaggio decisionale è atteso a settembre.
- Nell’ipotesi più negativa, un eventuale processo di riconversione potrebbe interessare circa 7.000 lavoratori. La priorità resta quindi individuare una soluzione che preservi capacità produttiva e occupazione.
- Più fragile il quadro della chimica. Federchimica prevede per il 2026 un ulteriore calo della produzione del 3%, dopo una contrazione cumulata del 13% tra 2021 e 2025, confermando le difficoltà dei comparti europei ad alta intensità energetica.
- Fincantieri offre invece un segnale positivo: Viking ordina due nuove navi da crociera, con un valore contrattuale superiore a 500 milioni di euro e vicino al miliardo includendo le opzioni. Le navi commissionate da Viking al gruppo italiano salgono così a 28.
- Anche il distretto meccano-calzaturiero di Vigevano e l’aerospazio campano mostrano come specializzazione, automazione e alta tecnologia restino fondamentali per la competitività italiana. Il distretto aerospaziale DAC conta circa 15.000 addetti e 4 miliardi di euro di fatturato.
Intelligenza Artificiale, robotica e vantaggio industriale cinese
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / ItaliaOggi / Il Messaggero
- La Cina domina la prima fase commerciale della robotica umanoide. Nel primo semestre 2026 avrebbe rappresentato circa il 97% delle esportazioni mondiali di robot umanoidi.
- Nel 2024 il Paese ha installato 295.000 robot industriali, più della metà delle nuove installazioni mondiali, e nelle fabbriche cinesi operano ormai oltre 2 milioni di robot.
- Il produttore Unitree, al debutto sullo STAR Market di Shanghai, è salito di circa il 460% nella prima seduta, raggiungendo una capitalizzazione nell’ordine di 50 miliardi di dollari.
- Il vantaggio cinese non dipende necessariamente da una superiorità assoluta nei modelli AI, ma dalla capacità di produrre in scala motori, batterie, magneti, riduttori, sensori e componentistica. Nella physical AI, la filiera industriale può quindi essere im - Rassegna stampa economico-finanziaria del 19 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Mercati, tassi, inflazione e petrolio
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Foglio
- Il mercato obbligazionario manda un segnale molto chiaro: il costo del capitale resta elevato in tutte le principali economie. Il Treasury americano a 30 anni si porta nell’area del 5,30-5,34%, massimo dal 2007, mentre il decennale USA raggiunge il 4,739%. In Europa il Bund trentennale sale al 3,77%, il titolo francese di pari durata si colloca intorno al 4,89-4,90%, quello britannico al 5,83% e il BTP trentennale italiano al 4,88%.
- Il movimento viene collegato alla combinazione di inflazione ancora resistente, maggiore offerta di debito pubblico e fabbisogni finanziari molto elevati per infrastrutture tecnologiche e Intelligenza Artificiale. Negli Stati Uniti il debito pubblico si avvicina ai 40.000 miliardi di dollari.
- Anche l’energia torna a complicare il percorso di disinflazione. Il Brent è indicato a 91,36 dollari al barile, mentre il WTI si mantiene intorno a 85 dollari. Il gas europeo di Amsterdam raggiunge 64,1 euro per MWh, con lo Stretto di Hormuz ancora al centro del rischio geopolitico.
- Negli Stati Uniti l’inflazione di luglio viene indicata al 3,4% annuo, contro un obiettivo Fed del 2%. Anche la BCE appare più prudente: l’inflazione dell’area euro potrebbe restare sopra il target per il resto dell’anno, con il dato di luglio indicato al 2,9%.
- Le Borse reagiscono negativamente all’aumento dei rendimenti: Nasdaq -1,33%, S&P 500 -0,69%, Piazza Affari -1,06%. Il lato positivo è che rendimenti governativi più elevati tornano a rendere interessante la componente obbligazionaria dei portafogli, soprattutto per investitori con un orizzonte medio-lungo.
Energia, fondi europei e Manovra
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Giornale / La Notizia / Il Foglio
- L’Italia può utilizzare un nuovo spazio fiscale europeo per investimenti energetici. Il margine viene quantificato in circa 14-14,4 miliardi di euro, ma le risorse non potranno finanziare sconti generalizzati su bollette o carburanti.
- La Commissione europea individua 22 tipologie di interventi compatibili con la clausola di salvaguardia energetica. Tra queste figurano nuove centrali nucleari, rinnovabili, sistemi di accumulo, batterie, idrogeno, reti, efficienza energetica degli edifici, pompe di calore, colonnine di ricarica, infrastrutture ferroviarie e trasporto pubblico.
- Per le colonnine elettriche il PNRR dispone già di circa 741 milioni di euro, mentre per il trasporto pubblico locale vengono richiamati circa 5,7 miliardi e oltre 24 miliardi riguardano l’ammodernamento ferroviario.
- Il nucleare entra formalmente tra le spese compatibili con la nuova flessibilità europea. La legge delega italiana è stata approvata alla Camera il 4 agosto, mentre il passaggio al Senato è atteso a settembre.
- Per famiglie e immobili il filone principale resta l’efficienza energetica. Gli incentivi alle pompe di calore possono arrivare fino al 65% attraverso il Conto Termico, mentre le detrazioni fiscali vengono indicate al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde abitazioni.
Carburanti, accise e debito pubblico
Testate: Repubblica / Il Giornale / La Notizia
- Torna centrale il costo dei carburanti. Il diesel self-service viene indicato il 18 agosto a 2,173 euro al litro, contro 2,073 euro della benzina.
- Lo sconto sul gasolio da 17,1 centesimi al litro è in esaurimento. Il costo dell’intervento per l’Erario è stato di circa 370 milioni di euro, a fronte di uno stanziamento iniziale fino a 1 miliardo.
- Le associazioni dei consumatori chiedono una proroga, ma il Parlamento non dovrebbe riprendere i lavori prima dell’8 settembre. Tra le ipotesi figurano crediti d’imposta più selettivi per autotrasporto e agricoltura.
- Il principale vincolo resta il debito pubblico. Il rapporto debito/PIL viene indicato al 138,4%, con circa 86 miliardi di euro di interessi annui.
- Il dato positivo è il miglioramento dello spread, sceso nel corso della legislatura da circa 250 a 80 punti base. Questo rende più sostenibile l’utilizzo del nuovo spazio fiscale europeo, purché venga indirizzato verso investimenti produttivi e non verso spesa corrente.
Banche, M&A e Golden Power
Testate: Il Sole 24 Ore / MF / La Stampa
- Monte dei Paschi torna al centro del risiko bancario. Secondo le ricostruzioni riportate, Luigi Lovaglio starebbe valutando una possibile doppia operazione su Banco BPM e Banca Generali, anche se si tratta ancora di scenari allo studio e non di operazioni deliberate.
- Crédit Agricole controlla poco meno di un terzo di Banco BPM, rendendo complessa qualsiasi iniziativa. Sul fronte Generali, MPS dispone di una partecipazione nell’ordine del 13%, che potrebbe rappresentare una leva negoziale.
- Il Golden Power è ormai diventato una componente ordinaria della politica industriale italiana. Nel 2025 sono arrivate al Governo 1.081 comunicazioni, di cui 903 notifiche e 178 pre-notifiche, con una crescita del 37% rispetto all’anno precedente.
- Il 28,3% dei casi riguarda difesa e ordine pubblico, il 9% la salute, il 7,9% il settore finanziario, il 7,7% il trattamento dei dati e il 7,5% l’agroalimentare.
- In 46 occasioni sono stati esercitati poteri speciali, con 29 operazioni sottoposte a prescrizioni o condizioni, 15 piani 5G autorizzati con prescrizioni e 2 casi di opposizione.
Grandi opere, commissari e capacità di esecuzione
Testate: Il Sole 24 Ore / MF / La Stampa
- Sul fronte delle infrastrutture emerge un problema strutturale di governance. Su circa 182 miliardi di euro di opere strategiche, meno di 3 miliardi sarebbero transitati attraverso il sistema di vigilanza collaborativa dell’Anac.
- Circa un terzo dei grandi cantieri viene ormai gestito attraverso commissari straordinari. Il problema non riguarda soltanto anticorruzione e trasparenza, ma anche efficienza, tempi e qualità della spesa.
- La ricostruzione post-sisma del Centro Italia mostra quanto il tema dell’esecuzione resti concreto. Ad Amatrice, a dieci anni dal terremoto, circa due interventi su tre non risultano ancora avviati.
- Nell’area complessivamente colpita sono programmati 3.667 interventi per circa 4,85 miliardi di euro, ma il 66,3% è ancora nella fase precedente all’apertura dei lavori.
- La lettura economica è chiara: l’Italia non soffre soltanto di scarsità di risorse. Il vero collo di bottiglia continua spesso a essere la capacità di trasformare stanziamenti e fondi europei in cantieri, impianti e capitale produttivo.
Intelligenza Artificiale, Big Tech e nuove infrastrutture
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / MF
- Anthropic cresce a una velocità che mostra la dimensione economica ormai raggiunta dall’Intelligenza Artificiale. Il run-rate annualizzato della società che sviluppa Claude viene indicato oltre 65 miliardi di dollari nel luglio 2026, contro circa 9 miliardi alla fine del 2025.
- Le indicazioni preliminari citano circa 15,5 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, contro 787 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. L’ultima valutazione richiamata è vicina a 965 miliardi di dollari.
- Anche le capitalizzazioni delle Big Tech mostrano la concentrazione del mercato: Nvidia viene indicata a circa 5.325 miliardi di dollari, Apple a 4.510 miliardi e Alphabet a 4.186 miliardi.
- Il mercato inizia però a chiedere maggiore visibilità sul ritorno degli investimenti. Il Nasdaq ha registrato una correzione del 6,6% in una fase di timori sulla spesa AI, mentre l’indice dei semiconduttori di Philadelphia è arrivato a perdere circa il 21%.
- Il vero collo di bottiglia non è soltanto finanziario. Nel 2025 le imprese italiane hanno richiesto 621.180 lavoratori con competenze digitali avanzate, ma 315.560, pari al 50,8%, sono risultati difficili da reperire.
- L’AI sta quindi trasformando soprattutto le mansioni cognitive, amministrative, linguistiche, manageriali e analitiche. Formazione e aggiornamento professionale diventano parte integrante della produttività.
AI Act, data center e regolazione digitale
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / MF
- Anche l’infrastruttura fisica dell’AI diventa un tema industriale. I data center più avanzati stanno convergendo verso alimentazioni in corrente continua a 800 volt, necessarie per sostenere chip sempre più energivori.
- L’espansione di TSMC mostra la corsa mondiale alla capacità produttiva. La joint venture giapponese, dopo una perdita di circa 9,77 miliardi di dollari taiwanesi nel 2025, avrebbe generato un utile di circa 1,68 miliardi nel primo semestre 2026.
- L’AI Act europeo entra nella fase più delicata. Una parte degli obblighi per i sistemi ad alto rischio viene rinviata di circa 16 mesi rispetto alla scadenza originaria del 2 agosto 2026, spostandone l’applicazione verso la fine del 2027.
- Il rinvio riflette il tentativo europeo di bilanciare sicurezza e competitività, evitando che i costi regolatori aumentino ulteriormente il divario con Stati Uniti e Cina.
- Cresce intanto il rischio regolatorio per i social network. Meta è sotto processo negli Stati Uniti in una causa promossa da 29 Stati, oltre alla California - Rassegna stampa economico-finanziaria del 18 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Intelligenza Artificiale, Big Tech e rischio di concentrazione finanziaria
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Domani
La BCE mette in guardia dall’eccessiva concentrazione dei risparmi europei sui grandi titoli tecnologici americani. Le famiglie dell’area euro risultano esposte per circa 440 miliardi di euro alle Magnifiche Sette — Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla — soprattutto attraverso fondi comuni ed ETF. Allargando il perimetro a fondi pensione e assicurazioni, l’esposizione supera 800 miliardi di euro.
Il punto della BCE non è che l’Intelligenza Artificiale sia destinata a fallire, ma che le valutazioni dei grandi gruppi incorporano aspettative molto elevate. Una correzione di Wall Street potrebbe quindi propagarsi ai mercati europei attraverso portafogli sempre più correlati.
Il confronto con la bolla dot-com viene utilizzato soprattutto come stress test finanziario. I maggiori gruppi tecnologici avrebbero circa 500 miliardi di dollari di investimenti AI in corso e una capitalizzazione complessiva dell’ordine di 23.000 miliardi di dollari. Nvidia, in particolare, avrebbe moltiplicato di circa 20 volte il proprio valore dal 2022.
Il rischio riguarda anche l’infrastruttura finanziaria dell’AI. Gli impegni complessivi collegati a chip, data center, fibra, terreni ed energia vengono stimati intorno a 3.000 miliardi di dollari, mentre per nove grandi società tecnologiche gli impegni di acquisto già deliberati arriverebbero a circa 1.900 miliardi.
L’AI diventa quindi sempre più simile a una vera infrastruttura industriale, con esigenze finanziarie paragonabili a quelle di energia e trasporti. Per gli investitori il messaggio è soprattutto uno: diversificare l’esposizione, evitando di replicare inconsapevolmente gli stessi titoli attraverso azioni, ETF, fondi pensione e fondi comuni.
Intelligenza Artificiale, università e mercato del lavoro
Testate: Domani / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore
L’adozione dell’AI sta modificando anche formazione e mercato del lavoro. Circa il 90% degli studenti utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale nella vita accademica e l’89% anche per attività universitarie.
L’86% manifesta dubbi etici sull’utilizzo di questi strumenti, mentre il 61% dichiara di non aver ricevuto una formazione adeguata da parte dell’università.
Ancora più rilevante il dato sul lavoro: in un sondaggio GMAC condotto su 621 recruiter in 39 Paesi, circa un responsabile su tre dichiara di aver già sostituito almeno un ruolo entry-level con strumenti di AI.
La lettura positiva è che aumenta rapidamente il valore delle competenze avanzate. Programmazione, utilizzo dell’AI, capacità di integrare tecnologia e processi aziendali e competenze verticali diventano elementi sempre più differenzianti.
Transizione 5.0, investimenti e produttività
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / QN Quotidiano Nazionale
Transizione 5.0 accelera in modo significativo. In meno di due mesi i progetti presentati arrivano a sfiorare 5 miliardi di euro, passando da 2,88 miliardi il 7 luglio a 4,93 miliardi il 6 agosto.
Al 13 agosto risultano circa 15.000 domande e investimenti pianificati per circa 4,75 miliardi. Il 98% riguarda beni strumentali materiali, mentre soltanto il 2% è attribuito a software, impianti rinnovabili e altre componenti immateriali.
Circa 2,27 miliardi riguardano progetti per i quali è già arrivata la comunicazione che consente di prenotare il beneficio, mentre ulteriori 2,96 miliardi risultano ancora nelle fasi precedenti della procedura.
La misura disponeva originariamente di circa 9,8 miliardi di euro di risorse e puntava a generare circa 30 miliardi di investimenti. Se il ritmo attuale dovesse proseguire, un rifinanziamento potrebbe entrare nella prossima Legge di Bilancio.
Il segnale per l’industria italiana è positivo, ma resta uno squilibrio qualitativo: la quasi totalità degli investimenti si concentra sui macchinari, mentre software, dati, cybersecurity e organizzazione aziendale restano ancora marginali.
Piano Casa, housing sociale e patrimonio pubblico
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa
Riparte il Piano Casa pubblico. A settembre è previsto un primo bando Invitalia da 700 milioni di euro, destinato soprattutto alla riqualificazione del patrimonio di edilizia popolare inutilizzabile.
Seguirà un secondo bando da 270 milioni di euro dedicato all’edilizia residenziale sociale.
Il censimento individua circa 61.300 alloggi popolari vuoti perché inagibili. Una parte significativa potrebbe essere recuperata con interventi relativamente contenuti e consentire l’assegnazione di abitazioni a circa 30.000 famiglie.
Si affianca inoltre il nuovo Fondo Housing Coesione, inizialmente dotato di 100 milioni di euro e pensato come leva per mobilitare ulteriori capitali pubblici e privati.
Tra 1 e 3 miliardi di euro di risorse regionali potrebbero essere orientati all’housing entro il 31 dicembre 2030. L’approccio punta quindi più sul recupero del patrimonio esistente che sulla sola costruzione di nuovi immobili, riducendo tempi e consumo di suolo.
Infrastrutture, commissari straordinari e capacità di esecuzione
Testate: La Stampa / QN Quotidiano Nazionale
Il principale nodo infrastrutturale resta la capacità di esecuzione. Secondo le ricostruzioni riportate, 52 commissari straordinari gestirebbero cantieri per circa 182,2 miliardi di euro, quasi un terzo del valore complessivo degli interventi strategici.
Federcontribuenti stima costi complessivi tra 70 e 100 milioni di euro all’anno, anche se manca ancora un censimento ufficiale completo.
I compensi possono comprendere una parte base intorno a 50.000 euro, cui si aggiungono premi legati agli obiettivi fino ad altri 50.000 euro.
Il tema non è però soltanto il costo dei commissari. La vera sfida è riportare una quota crescente degli investimenti verso una programmazione ordinaria più efficiente, fondata su tempi certi, responsabilità chiare e KPI misurabili.
L’enorme stock di opere già finanziate rimane una leva potenziale di crescita molto significativa, purché migliori la capacità amministrativa di trasformare fondi e progetti in infrastrutture operative.
Manovra, fondi europei, energia e sistema bancario
Testate: La Stampa / Repubblica / L’Altravoce – Quotidiano Nazionale
La prossima Legge di Bilancio viene descritta come una manovra dell’ordine di 30 miliardi di euro, con circa 14 miliardi potenzialmente collegati a risorse europee e alla maggiore flessibilità concessa per interventi strutturali.
Restano inoltre rilevanti circa 24 miliardi di euro di risorse PNRR confluite in strumenti finanziari e circa 5 miliardi riconducibili a RePower.
Bruxelles chiarisce però che la flessibilità energetica non potrà essere utilizzata semplicemente per finanziare sconti generalizzati su bollette o carburanti. Le risorse dovranno andare soprattutto a reti transfrontaliere, sicurezza energetica, rinnovabili e riduzione permanente della dipendenza dall’estero.
Nei documenti italiani vengono richiamati circa 14 miliardi per l’energia e 21-22 miliardi per la difesa nel triennio 2026-2028. Il passaggio europeo decisivo è indicato all’Ecofin del 9 ottobre.
Torna inoltre il tema della tassazione degli extraprofitti bancari. La legislazione vigente genererebbe, secondo le stime citate, un contributo complessivo vicino a 9,5 miliardi di euro nel triennio 2026-2028, tra aumento IRAP, limitazioni alla deducibilità e interventi sui crediti fiscali.
L’indicazione positiva è che la nuova impostazione europea privilegia investimenti strutturali rispetto ai trasferimenti una tantum, aumentando potenzialmente la qualità della spesa pubblica italiana.
UniCredit, Commerzbank e consolidamento bancario europeo
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
Si riduce il muro politico tedesco sull’operazione UniCredit-Commerzbank. Berlino sarebbe ora disponibile a discutere la vendita della propria quota del 12,7%, a condizione che emerga una strategia condivisa tra le due banche e vengano fornite garanzie sul futuro dell’istituto tedesco.
Il pacchetto detenuto dallo Stato tedesco viene valutato intorno a 5,6 miliardi di euro.
UniCredit controlla ormai circa il 49,75% dei diritti di voto. La fotografia dell’azionariato riportata indica 47,6% UniCredit, 12,7% Governo tedesco, 4% azioni proprie e 35,7% mercato.
Il dossier resta subordinato alla valutazione della BCE e alle autorizzazioni regolamentari, con una decisione finale attesa nella seconda metà di ottobre.
Una soluzione concordata rappresenterebbe uno dei passaggi più importanti verso un vero consolidamento bancario europeo, rafforzando la presenza di UniCredit in Germania e nell’Europa centrale. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 13 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Fisco, Manovra e finanza pubblica
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / MF
- La Manovra 2027 entra nella fase decisiva con un fabbisogno indicato in oltre 30 miliardi di euro e, nelle ricostruzioni più ampie, con un perimetro di spesa vicino a 36 miliardi nel triennio. Il dossier più sensibile resta il nuovo taglio dell’IRPEF al ceto medio, con l’ipotesi di ridurre l’aliquota dal 43% al 33% per i redditi tra 50.000 e 60.000 euro, per un costo stimato intorno a 2,7 miliardi.
- Sul tavolo figurano anche contratti pubblici, social card, energia, pensioni, sanità e difesa. Il Governo punta a utilizzare circa 14 miliardi di nuova capacità di spesa per energia e difesa, mentre il resto delle coperture dovrà essere ricomposto nel quadro europeo.
- La componente sociale resta rilevante: vengono indicati almeno 5 miliardi per la sanità e circa 2 miliardi per il rinnovo dei contratti pubblici, insieme alla conferma della tassazione al 5% sui rinnovi e alla possibilità di introdurre misure una tantum per giovani e donne.
- Sul fronte delle entrate torna l’ipotesi di un contributo straordinario del 5% sugli utili delle principali banche. Intesa Sanpaolo e UniCredit avrebbero generato insieme una base di circa 12 miliardi di utili semestrali, mentre per l’intero sistema degli intermediari la stima citata si colloca tra 30 e 40 miliardi.
- Il vero punto di attenzione per mercati e investitori non è quindi la dimensione nominale della Manovra, ma la qualità delle coperture e la capacità di finanziare gli interventi senza compromettere credito, deficit e credibilità fiscale.
Inflazione, energia e potere d’acquisto
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / MF
- L’inflazione italiana di luglio viene rivista al rialzo al 2,9% su base annua e allo 0,3% mensile. L’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge il 2,7%, con una dinamica dei prezzi meno uniforme rispetto ai mesi precedenti.
- Il carrello della spesa mostra segnali di rallentamento, mentre servizi, trasporti ed energia continuano a esercitare una pressione più significativa sui bilanci familiari.
- L’energia regolamentata aumenta del 14,8% su base annua e del 6,5% nel solo mese di luglio, mentre sul mercato libero l’elettricità registra un incremento del 9,7%.
- Benzina e gasolio salgono rispettivamente di circa 8% e 18,8% su base annua, mentre i trasporti aumentano del 4,3%. Per una famiglia di quattro persone viene stimato un aggravio complessivo di circa 1.020 euro.
- La pressione è particolarmente concentrata nei servizi turistici. Alberghi e ristorazione registrano aumenti superiori al 3%, mentre gli affitti brevi salgono del 9% in Liguria e del 7,6% in Sardegna.
- Sul territorio, la Calabria registra l’inflazione regionale più elevata con +3,5%, seguita da Campania +3,3%, Puglia e Sicilia +3,2%. Tra le grandi città spiccano Reggio Calabria +4%, Napoli e Catania +3,4%.
Energia, petrolio e rischio Hormuz
Testate: Repubblica / Corriere della Sera
- Il mercato petrolifero resta strutturalmente teso. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima un deficit di circa 1,8 milioni di barili al giorno, mentre la produzione russa viene indicata in forte contrazione.
- Le scorte globali hanno recuperato soltanto parzialmente. Il quadro combina quindi consumi in ripresa e un’offerta relativamente poco elastica, aumentando la sensibilità delle quotazioni a ogni nuovo shock geopolitico.
- Il gas europeo resta intorno ai 60 euro per MWh sul TTF di Amsterdam, livello che continua a incidere direttamente sulla competitività delle imprese energivore e sui costi di trasporto.
- Resta inoltre il rischio di un prolungamento della chiusura dello Stretto di Hormuz. In uno scenario persistente, l’impatto si trasferirebbe rapidamente su greggio, benzina, gasolio, prodotti raffinati e margini industriali.
- Per le imprese, il tema energetico non è quindi soltanto macroeconomico: coperture, diversificazione geografica degli approvvigionamenti e gestione dei contratti diventano vere decisioni di tesoreria.
Banche, M&A e corporate Italia-Germania
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
- L’Italia continua a rafforzare la propria presenza industriale e finanziaria in Germania. Da inizio 2023 a luglio 2026 vengono contabilizzate 100 operazioni tra M&A e accordi commerciali, per un valore complessivo di 17,8 miliardi di euro.
- Oltre l’80% del valore è riconducibile alla scalata UniCredit-Commerzbank, pari a circa 14,9 miliardi di euro per il 47,6% dell’istituto tedesco.
- Il confronto storico è significativo: tra 2015 e 2022 le operazioni italiane in Germania valevano 9,5 miliardi, contro 7,7 miliardi di operazioni tedesche in Italia. Il rapporto si sta quindi progressivamente ribaltando.
- La pipeline comprende anche l’accordo da 3,6 miliardi di euro tra Italo e Siemens per 26 nuovi treni ad Alta Velocità, l’espansione di MFE in ProSiebenSat.1, l’acquisizione di Centrotec Climate Systems da parte di Ariston e quella di Heidelberg Engineering da parte di EssilorLuxottica.
- La BCE non porrebbe un veto all’operazione UniCredit-Commerzbank, ma sottolinea la complessità dell’integrazione e la necessità di preservare un coefficiente patrimoniale vicino al 12,5%.
- Il quadro complessivo è positivo: la maggiore solidità patrimoniale di alcune imprese e banche italiane consente oggi di trasformare la relativa debolezza tedesca in un’opportunità di consolidamento continentale.
Intelligenza Artificiale, mercati e portafogli obbligazionari
Testate: Il Sole 24 Ore / MF / Corriere della Sera
- La corsa all’Intelligenza Artificiale comincia a produrre effetti rilevanti anche sul mercato obbligazionario. Per il 2026 vengono stimate emissioni di debito legate all’AI per circa 360 miliardi di dollari, di cui circa 300 miliardi riconducibili alle Big Tech.
- L’aumento dell’offerta di obbligazioni può esercitare pressione sulla curva dei Treasury. Il rendimento del decennale potrebbe aumentare di circa 10 punti base, mentre le scadenze più lunghe risultano ancora più sensibili.
- Il Treasury a 20 anni viene indicato intorno al 5,23%, contro circa il 4,5% di fine giugno. La crescita del capex AI viene quindi finanziata sempre più attraverso debito di lunga durata.
- Per gli investitori emerge un rischio specifico: la vita economica degli asset AI può essere molto più breve della durata dei finanziamenti utilizzati per costruirli. La selezione della duration diventa quindi centrale.
- Sul mercato azionario la tecnologia continua però a guidare la crescita: Nvidia sale del 2,5%, Micron del 6,5%, mentre il Nasdaq risulta il migliore tra i principali indici americani. In Italia, il FTSE MIB supera per la prima volta quota 53.000 punti.
- Il quadro resta quindi favorevole all’AI, ma cresce il rischio di concentrazione sia nel mercato azionario sia nel credito corporate.
Fondo sovrano norvegese e gestione del capitale
Testate: Il Sole 24 Ore / MF / Corriere della Sera
- Il Fondo sovrano norvegese registra nel primo semestre 2026 circa 160 miliardi di euro di utili, con un rendimento del 9,4%.
- Il patrimonio complessivo supera 2.380 miliardi di dollari, con il 72,1% investito in azioni globali, circa il 26% in obbligazioni governative e il restante 2% in immobili commerciali e infrastrutture.
- Tra le esposizioni tecnologiche figurano Nvidia, Alphabet e TSMC, confermando come anche un investitore estremamente diversificato mantenga una presenza significativa nei principali vincitori del ciclo AI.
- La regola fiscale norvegese consente prelievi annuali intorno al 3% del patrimonio. Circa il 20-25% del bilancio dello Stato viene così finanziato dai trasferimenti del fondo.
- Il modello norvegese resta uno dei principali esempi di disciplina intergenerazionale: trasformare una rendita temporanea in capitale permanente attraverso diversificazione, regole di prelievo e orizzonte di lungo periodo.
Immobiliare, wealth e protezione del patrimonio
Testate: Repubblica
- Nel mercato residenziale italiano emerge un problema crescente di sostenibilità economica delle operazioni di demolizione e ricostruzione. In molti Comuni, i costi degli interventi superano i ricavi potenzialmente ottenibili dalla vendita.
- Milano rappresenta un’eccezione grazie a valori immobiliari molto elevati. Il prezzo medio di vendita viene indicato intorno a 6.663 euro al metro quadrato, mentre il costo di ristrutturazione è vicino a 1.300 euro e quello di demolizione e ricostruzione può raggiungere 2.200 euro.
- Nelle città medie e piccole, invece, agevolazioni fiscali e Piano casa non sono sempre sufficienti a rendere economicamente sostenibili le operazioni.
- Il rischio è una progressiva obsolescenza immobiliare nelle aree con domanda più debole, mentre le città con infrastrutture, servizi e domanda stabile continueranno ad attrarre capitali e interventi.
- Sul segmento ultra-high-net-worth emerge inoltre una crescente domanda di asset legati a sicurezza e protezione patrimoniale. In Svizzera alcune grotte e bunker della Guerra Fredda vengono offerte in leasing per 99 anni a circa 1 milione di franchi.
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