586 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 18 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Italia: Manovra 2027, bollo auto e pensioni
Testate: Il Sole 24 Ore / la Repubblica / Avvenire
La Manovra 2027 torna al centro del dibattito economico, con particolare attenzione all’ipotesi di abolizione del bollo auto.
Secondo Il Sole 24 Ore, il provvedimento cancellerebbe il 30,4% degli incassi complessivi legati al bollo, generando quindi un impatto significativo sulle entrate.
la Repubblica quantifica invece in circa 24 milioni i possibili beneficiari, con un risparmio medio indicato in 163 euro per veicolo.
La misura avrebbe quindi un impatto molto ampio sulle famiglie, ma apre contemporaneamente il problema della compensazione delle minori entrate per le Regioni e, più in generale, delle coperture finanziarie necessarie.
Sul fronte previdenziale viene discussa l’ipotesi di un’uscita dal lavoro a 64 anni, con una platea potenziale di circa 180.000 lavoratori.
L’ipotesi riguarderebbe un sistema interamente contributivo e si affiancherebbe alla pensione di vecchiaia ordinaria prevista a 67 anni.
Il tema rimane però strettamente legato alla sostenibilità dei conti pubblici: le stime riportate indicano infatti un costo superiore ai 6 miliardi di euro all’anno.
Inflazione, tassi e debito: cambia l’equilibrio dei mercati
Testate: Financial Times / Corriere della Sera / Milano Finanza / Il Sole 24 Ore
L’inflazione europea sale al 3,2%, riportando il costo del denaro tra le variabili decisive per mercati, imprese e investitori.
Negli Stati Uniti l’attenzione rimane concentrata sulle decisioni della Federal Reserve e sul livello dei tassi, con effetti che si trasmettono direttamente a obbligazioni, azioni e costo dei finanziamenti.
I mercati reagiscono comunque positivamente: Piazza Affari guadagna lo 0,8%, mentre il rimbalzo dei Treasury statunitensi e il calo del petrolio contribuiscono a sostenere le Borse.
Il quadro deve però essere inserito in un contesto di indebitamento globale molto elevato. Secondo il Corriere della Sera, il debito mondiale ha superato i 106.000 miliardi di dollari.
Parallelamente cambia la composizione delle riserve internazionali. Le disponibilità cinesi di Treasury statunitensi sono scese ai livelli più bassi dal 2008.
Il movimento viene letto soprattutto come una diversificazione delle riserve, ma evidenzia quanto la sostenibilità del debito e la gestione del rischio sovrano siano tornate centrali nello scenario finanziario internazionale.
Energia: competitività e sicurezza delle forniture diventano inseparabili
Testate: Milano Finanza / Il Sole 24 Ore / la Repubblica
Il settore energetico rimane il punto in cui finanza, industria e geopolitica si incontrano maggiormente.
Milano Finanza segnala come il gas appaia oggi più esposto ai rischi rispetto al petrolio, mentre Il Sole 24 Ore segue la missione italiana a Oslo, dove petrolio, gas e sicurezza delle forniture sono al centro dei colloqui.
Il presidente di Confindustria parla apertamente di una vera emergenza energetica, evidenziando la rilevanza del problema soprattutto per il sistema produttivo italiano.
Dalla domanda interna arriva però un segnale differente: la Repubblica osserva che i rincari della benzina non stanno, almeno per il momento, frenando i consumi.
Anche il diesel assume una valenza sempre più geopolitica e non viene più letto soltanto come una questione legata al prezzo dei carburanti.
Per l’industria italiana il messaggio è quindi particolarmente concreto: competitività e sicurezza energetica sono ormai inseparabili.
Il costo dell’energia non incide soltanto sulle bollette, ma sulla capacità delle imprese di produrre, investire e competere sui mercati internazionali.
Industria italiana: manifattura, M&A e crescita dimensionale
Testate: La Stampa / Il Riformista
La manifattura torinese continua a mostrare segnali di rallentamento, confermando le difficoltà di uno dei principali poli industriali italiani.
Nell’analisi di Marco Gay emerge però anche una possibile risposta strutturale: aumentare il ricorso a fusioni e acquisizioni.
Le operazioni di M&A possono infatti accompagnare il ricambio generazionale e contribuire ad aumentare la dimensione media delle imprese italiane.
La crescita dimensionale diventa particolarmente importante in uno scenario caratterizzato da investimenti tecnologici più costosi, competizione internazionale e necessità di accedere a nuovi mercati.
Il tema del capitale emerge anche con il nuovo corso del Fondo Italiano d’Investimento, con particolare attenzione alla crescita delle filiere e delle imprese nazionali.
Il capitale diventa quindi uno degli strumenti necessari per accompagnare la trasformazione industriale: non soltanto finanziamento, ma anche consolidamento, innovazione e maggiore capacità competitiva.
Intelligenza artificiale: infrastrutture, energia, data center e regole
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / La Stampa / Milano Finanza
L’intelligenza artificiale entra in una nuova fase. Il tema non riguarda più soltanto modelli e software, ma sempre più infrastrutture, energia, data center e regolamentazione.
Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore riportano gli appelli per la definizione di regole globali, mentre La Stampa segnala l’allarme di Sam Altman sulle violazioni legate all’AI e il crescente dibattito sulla regolazione dei data center.
La crescita dell’intelligenza artificiale richiede infatti quantità crescenti di capacità di calcolo, energia e infrastrutture fisiche, ampliando notevolmente la dimensione economica dell’intera filiera.
Il mercato continua contemporaneamente a muoversi a grande velocità. Milano Finanza segnala il caso di Emulate, startup AI valutata 4 miliardi di dollari appena un mese dopo la nascita.
Il dato fotografa contemporaneamente il potenziale e il rischio del settore: crescita estremamente rapida e grandi quantità di capitale, ma anche necessità di distinguere tra innovazione reale, infrastrutture strategiche e investimenti economicamente sostenibili.
Scenario internazionale: Revolut, Borse europee e nuovi rapporti commerciali
Testate: Financial Times / Les Echos / New York Times
Il Financial Times analizza la pressione esercitata dai tassi sui mercati e la possibile doppia quotazione di Revolut a New York e Londra.
Les Echos evidenzia invece la maggiore difficoltà delle Borse europee rispetto ai mercati statunitensi.
Dalla Spagna arriva un ulteriore indicatore sul fronte dei conti pubblici: AIReF porta al 2,7% la previsione del deficit annuale.
Sul fronte commerciale e geopolitico, Financial Times e New York Times sottolineano invece il rafforzamento dei rapporti tra Unione europea e Canada.
Il quadro internazionale mostra quindi economie impegnate contemporaneamente a gestire tassi più elevati, sostenibilità del debito e ridefinizione delle relazioni commerciali e finanziarie. Biotech Made in Italy: la sfida di Biogenera parte dal DNA. Intervista al CEO, Massimiliano Cesarini
17/09/2026 | 1 hCome nasce un farmaco biotech?
Come si finanzia un’azienda prima ancora di generare ricavi?
E quanto può cambiare il suo valore nel momento in cui una nuova tecnologia passa dal laboratorio alla sperimentazione sull’uomo?
In questo episodio di Inside Finance, Vincenzo Marzetti incontra Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera, per entrare nel mondo del Biotech Made in Italy.
Al centro della conversazione il percorso di BGA002, il candidato farmaco più avanzato di Biogenera, nato dalla piattaforma proprietaria MyGenera e sviluppato con l’obiettivo di intervenire su tumori gravi, in particolare in ambito pediatrico.
Parliamo di ricerca e sviluppo, intelligenza artificiale applicata al biotech, crowdfunding, valutazione delle aziende pre-revenue, rischio scientifico, licensing, quotazione in Borsa e del ruolo che le grandi aziende farmaceutiche possono avere nello sviluppo di una biotech indipendente.
Ma anche di leadership, trasparenza verso gli investitori e del prezzo da pagare per trasformare una ricerca scientifica in un progetto capace di arrivare fino alla clinica.
Buon ascolto.- Rassegna stampa economico-finanziaria del 17 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Stati Uniti: Fed, inflazione e ritorno dei rendimenti obbligazionari
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera
La Federal Reserve ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli nell’intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%.
Si tratta del primo rialzo dal 2023 e la decisione è legata soprattutto alla persistenza dell’inflazione statunitense, che rimane al 3,7%, ancora significativamente superiore all’obiettivo del 2% della banca centrale.
Le conseguenze non riguardano soltanto l’economia americana. Tassi statunitensi più elevati possono influenzare i rendimenti obbligazionari globali, i rapporti tra euro e dollaro e il costo dei finanziamenti anche in Europa.
Il Treasury americano a dieci anni ha raggiunto il 5%, riportando i titoli governativi su livelli di rendimento particolarmente significativi.
Per chi investe nuova liquidità questo significa poter accedere a rendimenti più elevati. Per chi possiede già obbligazioni in portafoglio, invece, un aumento dei tassi può determinare perdite di valore sui titoli esistenti.
Tornano quindi centrali la gestione della duration e la capacità di distinguere tra rendimento nominale offerto da un’obbligazione e rischio assunto per ottenerlo.
Italia: inflazione, famiglie e potere d’acquisto
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
Anche in Italia torna a crescere la pressione sui prezzi. L’inflazione raggiunge il 3,3%, il livello più elevato degli ultimi tre anni.
Ancora più significativa è la dinamica del cosiddetto carrello della spesa, che registra un aumento del 4,3%.
Per le famiglie questo significa destinare una quota maggiore del proprio reddito alle spese quotidiane, riducendo le risorse disponibili per consumi discrezionali e risparmio.
La dinamica dei prezzi torna quindi a rappresentare un elemento importante anche per la domanda interna: se le spese essenziali crescono più rapidamente dei redditi, aumenta il rischio di una compressione degli altri consumi.
Energia, petrolio e carburanti: lo shock si trasferisce all’economia reale
Testate: Il Sole 24 Ore
L’energia rimane uno dei principali fattori alla base della nuova pressione inflazionistica.
Considerando trasporto, assicurazioni e maggiorazioni determinate dai rischi internazionali, il costo effettivo del petrolio può superare i 150 dollari al barile.
Il costo del noleggio di una petroliera arriva inoltre fino a 1 milione di dollari al giorno.
Questi numeri mostrano come lo shock energetico non si limiti al prezzo della materia prima: trasporto, logistica e assicurazioni contribuiscono a trasferire l’aumento dei costi lungo l’intera catena produttiva, fino ai prodotti venduti ai consumatori.
Sul fronte dei carburanti, il gasolio raggiunge 2,25 euro al litro.
Il Governo ha annunciato una rimodulazione dello sconto sulle accise: dal 18 settembre la riduzione prevista sarà di circa 12 centesimi al litro, destinati poi a dimezzarsi dal 26 settembre.
Per trasporti e distribuzione questo significa continuare a operare con costi elevati, con possibili conseguenze sui margini aziendali e sui prezzi finali.
Famiglie e consumi: l’ipotesi dello stop al bollo auto
Testate: Il Sole 24 Ore
Sul fronte delle famiglie arriva una possibile misura di sostegno al reddito disponibile.
Il Governo ha annunciato la sospensione del bollo auto per il 2027 sulle vetture fino a 80 kilowatt e sui motocicli.
Secondo i dati riportati, la misura interesserebbe circa 14,5 milioni di veicoli, con un risparmio individuale che potrebbe raggiungere i 240 euro all’anno.
Il beneficio economico complessivo viene stimato in circa 2,3 miliardi di euro.
Se attuata secondo le modalità annunciate, la misura potrebbe contribuire a sostenere il reddito disponibile delle famiglie e compensare almeno parzialmente la pressione determinata dall’aumento di carburanti e inflazione.
Export e Mercosur: cambiano le rotte del commercio mondiale
Testate: Il Sole 24 Ore / la Repubblica
Il commercio internazionale continua a modificare la propria geografia. L’Asia mantiene un ruolo trainante negli scambi globali, mentre l’Europa mostra una dinamica di crescita più debole.
In questo scenario l’Italia registra comunque un segnale positivo: nel primo semestre le esportazioni sono aumentate del 3,1%.
Il dato conferma la capacità delle imprese italiane di mantenere una presenza competitiva sui mercati internazionali anche in una fase caratterizzata da domanda europea debole e crescente competizione globale.
Nuove opportunità potrebbero arrivare anche dall’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur.
L’apertura dei mercati sudamericani può rappresentare un’opportunità soprattutto per il Made in Italy, le produzioni industriali e i beni ad alto valore aggiunto.
La diversificazione geografica dell’export rimane quindi uno degli strumenti più importanti a disposizione delle imprese italiane per compensare la debolezza di alcuni mercati tradizionali.
Intelligenza artificiale: da tecnologia a nuova filiera industriale
Testate: Corriere della Sera
La competizione tra i principali protagonisti dell’intelligenza artificiale continua ad accelerare e gli investimenti raggiungono dimensioni sempre più significative.
Il fenomeno non riguarda più soltanto software e modelli AI.
La crescita dell’intelligenza artificiale coinvolge direttamente semiconduttori, energia, infrastrutture e data center, trasformando l’AI in una vera e propria filiera industriale.
Per le imprese italiane questa trasformazione può tradursi in maggiore produttività, nuovi servizi e opportunità di business.
Per cogliere pienamente queste opportunità diventano però essenziali due elementi: capitale e competenze.
Biotech, venture capital e innovazione europea
Testate: Milano Finanza
Sul fronte degli investimenti nell’innovazione arriva un segnale dal settore biotecnologico.
Angelini Ventures e la Banca europea per gli investimenti investono 75 milioni di euro nelle startup biotecnologiche europee.
Il biotech rappresenta uno dei settori in cui ricerca scientifica, innovazione e capitale finanziario possono combinarsi per generare nuove attività industriali.
Il tema evidenzia anche la necessità europea di creare un ecosistema finanziario capace di accompagnare le imprese innovative dalla ricerca iniziale fino alla crescita e alla commercializzazione.
Mercato dei capitali: trasformare il risparmio in crescita
Testate: Il Sole 24 Ore
La Consob propone di guardare al modello svedese per favorire lo sviluppo del mercato dei capitali italiano.
L’obiettivo è aumentare la partecipazione del risparmio privato agli investimenti produttivi e creare maggiori possibilità di finanziamento per le imprese.
Una maggiore profondità del mercato dei capitali permetterebbe inoltre alle aziende italiane di ridurre la tradizionale dipendenza dal credito bancario.
Il tema diventa strategico perché la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità di trasformare risparmio in investimenti, innovazione in imprese e competenze in crescita economica. - La febbre non è la malattia.
Quando il rendimento del Treasury americano a 10 anni torna a sfiorare il 5%, i mercati iniziano a guardare il termometro.
Ma il vero problema non è solo la temperatura.
È capire perché è salita.In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana in cui i mercati vengono letti come una clinica affollata:
il mercato americano sotto osservazione, l’Europa alle prese con il conto dell’energia e diversi Stati costretti a fare i conti con vecchi debiti tornati più pesanti.
Parleremo del ritorno del costo del denaro, del ruolo dei rendimenti obbligazionari e del rischio che tassi più alti rendano più fragile il boom dell’intelligenza artificiale.
Analizzeremo anche la posizione della Federal Reserve, con Kevin Warsh chiamato a scegliere tra indipendenza, inflazione e pressioni politiche, e il confronto con il Tesoro americano, che vorrebbe una cura più morbida sui tassi.
Spazio poi all’Europa, dove la BCE ha alzato i tassi al 2,50% mentre il prezzo del gas è tornato a salire, riportando il rischio geopolitico al centro della scena.
Un episodio dedicato a chi vuole capire perché il mercato può convivere con la febbre più a lungo del previsto, ma non può ignorarla per sempre.Perché quando curarsi costa di più, il prezzo della visita torna a contare.
E in questo momento, il paziente migliore non è chi guarisce prima.
È chi ha più pazienza.
Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.
Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it
Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.
Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.
Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.
Buon ascolto. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 13 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Italia: consumi, famiglie, turismo e crescita reale
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
Il turismo italiano chiude un’estate particolarmente positiva. Tra giugno e agosto vengono registrati 72,4 milioni di arrivi e 276 milioni di presenze, con una crescita complessiva del 2% rispetto al 2025.
La permanenza media sale a 3,8 notti. Gli arrivi degli italiani aumentano del 2,1% e quelli degli stranieri dell’1,9%, mentre sul fronte delle presenze si registra un +1,6% per gli italiani e un +2,3% per gli stranieri.
Il solo mese di agosto mostra un’ulteriore accelerazione: arrivi +3% e presenze +4,2%, con la clientela internazionale particolarmente dinamica e un aumento delle presenze del 4,4%.
Anche il confronto internazionale è favorevole. Le piattaforme online indicano per l’Italia un tasso medio di saturazione del 61,8%, contro il 54,7% della Spagna e il 45,6% della Francia.
Crescono inoltre i piccoli borghi sotto i 5.000 abitanti, che registrano un +5,6% degli arrivi. Tra i territori con i tassi di saturazione più elevati figurano Trentino al 67,3%, Sardegna al 67,2%, Friuli-Venezia Giulia al 66,3%, Veneto e Sicilia al 65,6%.
Il quadro delle famiglie rimane invece più fragile. Tra il 2015 e il 2024 la spesa familiare è aumentata del 26%, mentre i prezzi sono cresciuti di circa il 21%.
Dal 2021 i salari italiani registrerebbero inoltre un divario reale del -6,1% rispetto alle economie avanzate.
Le spese meno comprimibili assorbono una quota molto significativa del bilancio familiare: abitazione, acqua, luce e gas rappresentano il 22,7% della spesa complessiva, gli alimentari in casa il 15,5%, i trasporti il 13,1%, la ristorazione il 7,5% e abbigliamento e calzature il 5,3%.
La pressione maggiore arriva dall’energia. Ad agosto, con base media 2025 pari a 100, l’indice raggiunge 118,8 per i carburanti e 114,2 per i beni energetici, contro 103,9 dell’indice generale.
Il turismo internazionale e l’aumento della permanenza media rappresentano quindi un importante ammortizzatore per l’economia italiana, soprattutto per hospitality, ristorazione, trasporti, servizi e territori minori.
Energia, petrolio e carburanti: il principale rischio inflazionistico
Testate: la Repubblica / Il Giornale / Il Fatto Quotidiano / La Verità / La Stampa
Il caro carburanti rimane uno dei temi economici centrali. La benzina si attesta intorno a 2,10 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge circa 2,208 euro al litro, con punte autostradali rispettivamente di circa 2,192 e 2,285 euro.
Per il diesel è inoltre in scadenza lo sconto di 17,1 centesimi al litro.
Il Governo valuta un possibile bonus una tantum da 100 euro destinato ai lavoratori dipendenti e autonomi. La misura non è ancora definita e dipenderà dall’andamento del rapporto deficit/PIL e dalle coperture disponibili, con l’aggiornamento Istat indicato per il 22 settembre.
Tra le possibili coperture viene citato circa 1 miliardo di euro ottenibile dalla vendita delle riserve di gas acquistate nel 2022, oltre a possibili interventi finanziati dal comparto energetico e sostegni selettivi alle categorie maggiormente esposte.
La principale fonte di rischio rimane però internazionale. La chiusura dell’oleodotto saudita Est-Ovest, lungo circa 1.200 chilometri e capace di movimentare circa 7 milioni di barili al giorno, riduce una delle principali alternative allo Stretto di Hormuz.
I flussi verso Yanbu erano stati aumentati fino a circa 5-6 milioni di barili al giorno, rispetto ai 2,5 milioni precedenti, mentre il blocco di Hormuz avrebbe già determinato perdite cumulate vicine a 2,8 miliardi di barili.
Lo scenario più severo riportato ipotizza un “doppio strozzamento” capace di coinvolgere il 22-25% dell’offerta mondiale di petrolio e circa 10 miliardi di dollari al giorno di commerci internazionali.
Lo scenario base indicato dagli analisti porta il greggio verso 120 dollari al barile, mentre nello scenario estremo vengono ipotizzati picchi fino a 200 dollari.
L’energia rimane quindi la principale variabile in grado di interrompere il processo di disinflazione, mantenere elevati i rendimenti obbligazionari e comprimere i margini delle aziende energivore.
Casa, affitti e bonus: due facce del mercato immobiliare
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore
Il caro-affitti assume una dimensione sempre più macroeconomica. Per un appartamento di circa 60 metri quadrati, il canone può assorbire fino al 76% della retribuzione media a Milano, 65% a Roma e 48% a Bologna.
Il problema supera quindi la semplice questione abitativa. Bruxelles evidenzia il rischio che prezzi troppo elevati riducano la mobilità geografica dei lavoratori, rendendo più difficile per aziende e Pubbliche amministrazioni attrarre personale nelle città dove è maggiormente necessario.
Parallelamente, l’Italia valuta un rafforzamento degli incentivi per la riqualificazione energetica degli immobili.
L’ipotesi prevede di portare al 65% la detrazione sulla prima casa per interventi su infissi, condizionatori, pompe di calore, solare termico, schermature e cappotti. L’attuale assetto prevede invece il 50% per l’abitazione principale e il 36% per le seconde case.
La dimensione economica del settore è significativa. Nel 2025 gli interventi Ecobonus monitorati valgono complessivamente circa 3,617 miliardi di euro, di cui 2,077 miliardi destinati agli infissi, 606,6 milioni a isolamento termico e cappotti e 371,5 milioni alle pompe di calore.
Per mantenere livelli di agevolazione al 65%/36%, secondo le stime riportate, sarebbe necessario aumentare le risorse di circa il 15%, per un costo nell’ordine di 500 milioni di euro distribuito sulla rateizzazione decennale.
Sul bonus mobili rimane invece una detrazione del 50% con un tetto massimo di spesa di 5.000 euro. Un eventuale rinnovo potrebbe coinvolgere poco meno di 300.000 interventi.
Un sistema di incentivi selettivi sull’efficienza energetica può quindi sostenere edilizia, serramenti, impiantistica e tecnologie energetiche, mantenendo contemporaneamente il costo fiscale più controllabile rispetto alla stagione del Superbonus.
BTP, tassi e conti pubblici: il rischio arriva più dall’estero che dallo spread
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Il Fatto Quotidiano
Per i titoli di Stato italiani il principale rischio non sembra più essere lo spread, ma l’aumento strutturale dei tassi globali.
Il costo medio delle nuove emissioni del Tesoro è salito al 2,94% nel 2026, rispetto al 2,75% del 2025.
L’aumento del costo di rifinanziamento si trasferirà progressivamente sull’intero stock di debito, con un impatto particolarmente rilevante sulle scadenze più lunghe.
Il giudizio relativo sull’Italia rimane però favorevole: lo spread con il Bund si mantiene sui livelli più contenuti dell’ultimo anno e mezzo e i recenti giudizi delle agenzie di rating confermano una percezione di maggiore stabilità del rischio sovrano italiano.
Nel 2026 sono previste oltre 330 miliardi di euro di emissioni a medio-lungo termine. Anche in assenza di una nuova crisi dello spread, rendimenti internazionali persistentemente elevati finiranno quindi per aumentare gradualmente la spesa per interessi.
Per l’investitore cambia quindi la lettura rispetto agli anni della crisi dell’euro: diminuisce il cosiddetto “premio Italia”, mentre aumenta il premio per la duration.
Questo rende potenzialmente più interessante il tratto intermedio della curva, dove è possibile ottenere rendimenti significativi senza assumere integralmente il rischio tassi associato alle scadenze trentennali.
Export, Cina, Mercosur e nuovi equilibri commerciali
Testate: Il Sole 24 Ore / la Repubblica / Corriere della Sera
La crescita cinese degli ultimi vent’anni rimane impressionante. Il PIL reale pro capite passa da circa 6.298 dollari nel 2005 a 25.067 dollari nel 2025.
Nello stesso anno gli Stati Uniti raggiungono 76.931 dollari e l’area euro 56.677 dollari. La convergenza produttiva cinese risulta quindi molto più avanzata rispetto a quella dei redditi individuali.
Il divario rimane ancora più evidente sul fronte dei consumi reali pro capite: 9.721 dollari in Cina, 27.429 nell’area euro e 52.632 negli Stati Uniti.
Parallelamente prosegue la strategia italiana di diversificazione commerciale. La missione in Argentina e Brasile ha prodotto circa 1.300 incontri B2B nella sola Buenos Aires e due accordi con il Governo argentino, uno sulle materie prime e uno sulla politica industriale.
L’obiettivo dichiarato è consolidare e superare il record dell’export italiano, attualmente nell’ordine dei 650 miliardi di euro, puntando verso circa 700 miliardi entro la fine del prossimo anno.
La strategia non riguarda soltanto il Mercosur. Argentina, Brasile, Turchia, Repubblica Dominicana e Canada vengono indicati tra i mercati di diversificazione, ai quali si aggiungono India, Giappone, Corea del Sud, Balcani e Africa.
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