546 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 6 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Finanza pubblica, Manovra e clausola europea di salvaguardia
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Milano Finanza / La Verità / Gazzetta del Mezzogiorno
L’Italia prepara una richiesta alla Commissione europea per ottenere circa 36 miliardi di euro di maggiore flessibilità fiscale destinata a energia, sicurezza energetica e difesa. Lo spazio complessivo corrisponde all’1,5% del PIL: circa lo 0,6% per l’energia e lo 0,9% per la difesa.
In termini nominali, la ripartizione prevede oltre 14 miliardi di euro per energia e sicurezza energetica e quasi 22 miliardi per la difesa, distribuiti nel triennio 2026-2028. La componente energetica dovrà essere suddivisa su almeno due esercizi, con un limite dello 0,3% del PIL annuo.
La procedura europea prevede la presentazione della richiesta entro la metà di agosto, una prima valutazione della Commissione entro settembre e il passaggio nell’Ecofin il 9 ottobre 2026. Dopo l’eventuale autorizzazione europea sarà necessario un voto parlamentare a maggioranza assoluta sullo scostamento di bilancio.
La clausola non elimina però il vincolo dei conti pubblici. Il deficit è indicato al 3,1% nel 2025 e al 2,9% nel 2026 e 2027, mentre il debito pubblico dovrebbe salire dal 137,1% al 138,6% del PIL nel 2026, prima di iniziare una graduale discesa.
IRPEF, pensioni e risorse per la Manovra 2027
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / Milano Finanza
La Manovra 2027 potrebbe disporre di margini superiori alle previsioni iniziali, grazie allo scostamento e alla possibile riclassificazione di investimenti già programmati. Le ipotesi politiche indicano una manovra da circa 30 miliardi di euro, potenzialmente estendibile verso una fascia compresa tra 30 e 40 miliardi.
Una parte delle risorse non deriverebbe però da nuove entrate, ma dallo spostamento fuori dal bilancio ordinario di spese già previste. Il margine realmente disponibile per nuovi interventi sarà quindi inferiore rispetto al valore complessivo annunciato.
Tra le ipotesi fiscali figura la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 43% al 33% per la fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, con un costo stimato in circa 3 miliardi di euro.
Vengono inoltre considerate misure su pensioni, bollo auto e sostegno al reddito. Il riordino delle oltre 573 agevolazioni fiscali, che comportano una perdita di gettito stimata in 129,7 miliardi, potrebbe offrire coperture, ma rappresenta un dossier politicamente molto complesso.
Energia, elettricità e sicurezza degli approvvigionamenti
Testate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Domani / Il Riformista
Il rischio energetico italiano riguarda ormai non soltanto il prezzo, ma anche la disponibilità fisica dell’energia. L’Italia importa circa il 16% del proprio fabbisogno elettrico, pari a 52 TWh su un consumo complessivo di circa 312 TWh.
Le difficoltà del sistema elettrico francese hanno quasi dimezzato, in alcune giornate, le esportazioni verso l’Italia. Il dato evidenzia la vulnerabilità derivante dall’elevata interdipendenza europea e dalla limitata capacità nazionale di riserva.
La domanda elettrica è destinata ad aumentare con Intelligenza Artificiale, data center, pompe di calore, mobilità elettrica ed elettrificazione industriale. L’Italia dispone di circa 150 GW di progetti rinnovabili in attesa di autorizzazione, ma oltre 4.000 pratiche risultano bloccate o rallentate.
Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 49% della produzione elettrica nazionale. Il risultato è positivo, ma deve essere accompagnato da reti, accumuli, interconnessioni e capacità programmabile.
Carburanti, accise e climaflation
Testate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore
I prezzi dei carburanti restano elevati nonostante gli interventi fiscali. Al 4 agosto, il prezzo medio self in autostrada è indicato in circa 2,084 euro al litro per la benzina e 2,173 euro per il gasolio.
Per la benzina è stato previsto uno sconto complessivo di 17 centesimi al litro, in scadenza il 6 agosto. Una riduzione analoga sul gasolio è prevista dal 7 al 25 agosto.
La Guardia di Finanza intensifica intanto i controlli sui carburanti adulterati. Nei primi sei mesi dell’anno sono state sequestrate 74 tonnellate di prodotto nella provincia di Roma, mentre a livello nazionale risultano circa 1.700 interventi e oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti sequestrati.
Diventa inoltre strutturale il fenomeno della climaflation. Siccità, alluvioni e temperature estreme riducono la produttività agricola e aumentano i costi di trasporto, assicurazione e stoccaggio. Uno shock climatico significativo può aggiungere circa 0,1-0,2 punti percentuali all’inflazione alimentare nell’arco di un anno.
Geopolitica, Hormuz e industria della difesa
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / Domani / Il Riformista / Libero
Iran e Oman lavorano a un’intesa per la riapertura controllata dello Stretto di Hormuz. La proposta prevede un percorso marittimo concordato, con transito iniziale nelle acque omanite e successivo controllo iraniano.
L’accordo avrebbe una durata iniziale di 60 giorni e potrebbe includere un pedaggio a favore dell’Iran. Sarebbero inoltre necessari circa 30 giorni per la bonifica delle mine e l’organizzazione dei nuovi meccanismi di transito.
Le anticipazioni hanno ridotto temporaneamente il premio geopolitico incorporato nei prezzi di petrolio e oro. Il quadro resta però fragile: un fallimento dei negoziati riporterebbe immediatamente al centro il rischio di blocchi navali, aumento del greggio e rincari nei trasporti e nelle assicurazioni.
Le operazioni militari hanno inoltre ridotto sensibilmente le scorte statunitensi di intercettori. Secondo le ricostruzioni riportate, sarebbero stati utilizzati circa l’80% dei THAAD immediatamente disponibili e oltre il 35% dei Patriot PAC-3, confermando la difficoltà dell’industria occidentale nel ricostituire rapidamente le scorte.
SAFE, esportazioni militari e filiere strategiche
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Il Fatto Quotidiano
L’Italia punta a semplificare le procedure per le esportazioni militari e le commesse internazionali, attraverso regole più rapide per materiali d’armamento, infrastrutture e attività svolte per conto di Stati esteri.
Il prestito europeo SAFE resta politicamente controverso. L’Italia avrebbe prenotato una quota potenziale di circa 14,9 miliardi di euro, ma l’utilizzo effettivo potrebbe fermarsi intorno ai 6 miliardi, concentrandosi soprattutto sui programmi comuni europei.
Il vantaggio finanziario deriva dal minore costo dei bond europei, indicato intorno al 3%, rispetto a un rendimento dei BTP vicino al 3,87%.
L’aumento della spesa europea può sostenere aerospazio, elettronica, cybersecurity, sensoristica e cantieristica. Il beneficio sarà però maggiore se le commesse verranno coordinate a livello europeo, evitando la duplicazione di programmi nazionali.
Banche, Banco BPM e consolidamento finanziario
Testate: Repubblica / Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / Il Foglio
Banco BPM chiude un semestre record e riapre il dossier Crédit Agricole. L’utile netto corrente raggiunge 1,1 miliardi di euro, in crescita del 3,9%, mentre quello contabile scende a circa 1,06 miliardi per effetto di componenti non ricorrenti.
I proventi operativi salgono a 3,2 miliardi, le commissioni nette aumentano del 13,8% e il coefficiente CET1 raggiunge il 14,4%. Il rapporto costi-ricavi scende al 43%, confermando una buona efficienza operativa.
Banco BPM alza la stima dell’utile 2026 a 1,95 miliardi di euro e punta a distribuire circa 1 miliardo tra dividendi e acconto. La remunerazione cumulata prevista per il periodo 2024-2027 sale da 6 a 7 miliardi.
Crédit Agricole possiede il 29,9% di Banco BPM. L’amministratore delegato Giuseppe Castagna considera una possibile fusione industrialmente solida, pur precisando che non esiste ancora un’offerta formale.
PagoPA, pagamenti digitali e inclusione finanziaria
Testate: Corriere della Sera / Milano Finanza / Il Foglio
Poste Italiane e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato rilevano il 100% di PagoPA dal Ministero dell’Economia, attraverso un’operazione dal valore massimo di circa 500 milioni di euro.
Il Poligrafico acquisisce il 51% della società, mentre Poste Italiane detiene il restante 49%. L’obiettivo è integrare pagamenti digitali, identità digitale, servizi pubblici e infrastrutture postali.
Banca d’Italia segnala intanto la scarsa diffusione dei conti di base destinati alle fasce vulnerabili. A fine 2025 risultavano circa 180.000 conti, un numero molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.
Il conto gratuito è destinato ai cittadini con ISEE fino a 11.600 euro e ai pensionati con assegno lordo annuo fino a 18.000 euro. Il potenziale bacino supera i 7 milioni di persone, ma l’utilizzo resta marginale. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 5 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Crescita italiana, PNRR e investimenti
Testate: Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Avvenire
Il PNRR continua a sostenere la crescita italiana, anche se con effetti inferiori rispetto alle aspettative iniziali. L’Ufficio parlamentare di bilancio stima per il 2026 un aumento del PIL dello 0,9%, sostenuto soprattutto dall’accelerazione degli investimenti pubblici e dall’utilizzo delle risorse europee.
Senza il contributo del Piano, la crescita italiana risulterebbe sensibilmente più debole. La fase più intensa della spesa PNRR arriva infatti in un momento in cui la domanda privata appare ancora fragile, contribuendo a mantenere positivo il ciclo economico.
Il principale limite resta la capacità amministrativa di trasformare le risorse disponibili in cantieri, infrastrutture e maggiore produttività. La vera sfida non consiste soltanto nello spendere i fondi, ma nel generare effetti permanenti sull’efficienza del sistema produttivo.
L’inflazione contenuta può sostenere il potere d’acquisto e i consumi. Le stime richiamate nella rassegna indicano una dinamica dei prezzi intorno allo 0,7%, anche se salari, servizi e abitazioni possono seguire andamenti differenti rispetto all’indice generale.
Investimenti esteri e crescita post-PNRR
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore
Gli investimenti esteri vengono indicati come il possibile “nuovo PNRR” dell’Italia. Con la progressiva conclusione del Piano europeo, l’attrazione di capitale internazionale può diventare il secondo pilastro della crescita nazionale.
L’Italia dispone di manifattura avanzata, filiere esportatrici, risparmio privato e costi relativamente competitivi. Restano però ostacoli rilevanti come tempi autorizzativi, instabilità normativa, incertezza fiscale e carenze infrastrutturali.
La capacità di attrarre investitori dipenderà quindi dalla qualità delle istituzioni e dalla possibilità di garantire procedure rapide, regole prevedibili e accesso a energia, logistica e competenze.
Gli investimenti internazionali possono sostenere crescita dimensionale, innovazione, occupazione qualificata e internazionalizzazione, ma dovranno integrarsi con le filiere produttive esistenti per generare ricadute durature.
Mezzogiorno, Blue Economy e ZES Unica
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa
Il Mezzogiorno può costruire una nuova specializzazione nella Blue Economy. Economia del mare, portualità, logistica, turismo e cantieristica generano già circa 24 miliardi di euro di valore aggiunto.
La filiera marittima presenta importanti margini di crescita. Nel comparto portuale e logistico viene indicata un’accelerazione della ricchezza prodotta fino al 16%, sostenuta dalla posizione strategica italiana nel Mediterraneo.
Persistono però ritardi nella digitalizzazione, nei collegamenti ferroviari, nelle infrastrutture portuali e nella semplificazione delle procedure.
La ZES Unica può diventare una piattaforma industriale per il Sud soltanto se supera la logica delle semplici agevolazioni fiscali e viene accompagnata da autorizzazioni rapide, logistica efficiente e coordinamento tra Stato, Regioni e autorità portuali.
Finanza pubblica, SAFE e spesa per la difesa
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Repubblica / Il Fatto Quotidiano / Corriere della Sera
La clausola europea dedicata a difesa ed energia apre nuovi margini di deficit, ma divide la maggioranza. Il nodo riguarda il percorso parlamentare necessario per utilizzare la flessibilità e la capacità di evitare che le nuove spese producano effetti permanenti sul debito.
Il programma europeo SAFE viene giudicato conveniente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, poiché consente di finanziare investimenti nella difesa a condizioni più favorevoli rispetto al ricorso diretto al mercato.
Il vero tema non è soltanto militare. La spesa europea può trasformarsi in domanda industriale per elettronica, aerospazio, cybersecurity, cantieristica, meccanica di precisione e Intelligenza Artificiale.
L’opportunità per l’Italia dipenderà dalla capacità di orientare gli acquisti verso filiere europee e nazionali, evitando che la maggiore spesa si traduca prevalentemente in importazioni.
Corte dei conti e controllo della spesa pubblica
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Avvenire / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / Il Foglio
La riforma della Corte dei conti solleva forti preoccupazioni tra i magistrati contabili, che denunciano una possibile riduzione dell’autonomia dell’istituzione e valutano anche il ricorso allo sciopero.
L’intervento riguarda il ruolo del procuratore generale, le sezioni di controllo e la responsabilità per danno erariale.
Per amministratori e imprese la riforma può ridurre la cosiddetta “paura della firma”, facilitando decisioni, appalti e investimenti.
Il rischio opposto è però un indebolimento dei controlli sulla qualità della spesa, particolarmente delicato nella fase conclusiva del PNRR. Il punto di equilibrio sarà decisivo per la credibilità istituzionale e finanziaria del Paese.
Olimpiadi e sostenibilità dei grandi eventi
Testate: Il Fatto Quotidiano
Il costo finale delle Olimpiadi presenta uno squilibrio stimato in circa 1 miliardo di euro, destinato a essere ripartito tra Stato, Regioni e Province.
I grandi eventi possono produrre benefici su infrastrutture, turismo e visibilità internazionale, ma richiedono un controllo rigoroso dei costi e dei tempi di realizzazione.
L’assenza di una governance efficace rischia di trasferire gli extra-costi sui bilanci pubblici, riducendo il rendimento economico complessivo dell’investimento.
Energia, accise e costo della vita
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
Il taglio dell’accisa sul gasolio viene prorogato fino al 25 agosto, mantenendo una riduzione di 17 centesimi al litro.
La misura punta a contenere il prezzo dei carburanti e le ricadute sui trasporti, sulla logistica e sui prezzi finali dei beni.
Il beneficio è immediato, ma proporzionale ai consumi. Per questo motivo tende a favorire maggiormente i nuclei con più veicoli e percorrenze più elevate.
Il Governo valuta diverse coperture, comprese misure straordinarie sul sistema bancario e interventi su altre voci di spesa. Il Tesoro insiste però sulla necessità di non compromettere il percorso di riduzione del deficit.
Caldo estremo, elettricità e bollette
Testate: La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
Il caldo estremo produce un effetto boomerang sul sistema elettrico. L’aumento della domanda per il condizionamento coincide con una minore efficienza di alcuni impianti, limitazioni delle reti e minore produzione idroelettrica.
Il risultato è un aumento dei prezzi all’ingrosso proprio nei periodi di maggiore consumo.
Le bollette continuano inoltre a incidere in modo proporzionalmente più pesante sulle famiglie a basso reddito.
Il superamento dei sussidi generalizzati e la revisione degli oneri caricati sulle fatture vengono indicati come possibili strumenti per rendere gli interventi più selettivi ed efficaci.
Banche, UniCredit e Commerzbank
Testate: Corriere della Sera / Milano Finanza
La Germania autorizza UniCredit a superare il 30% di Commerzbank, nonostante la contrarietà politica espressa dal Governo tedesco.
L’operazione rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del consolidamento bancario europeo e potrebbe rafforzare la presenza di UniCredit in Germania e nell’Europa centrale.
Berlino teme però la perdita di controllo su una banca considerata strategica per il finanziamento delle imprese tedesche.
L’integrazione potrebbe produrre economie di scala, riduzione dei costi, maggiore capacità digitale e migliore utilizzo del capitale. I principali rischi riguardano prezzo, resistenza politica, esecuzione e tutela della solidità patrimoniale.
Poste Italiane, TIM e telecomunicazioni
Testate: Panorama
Poste Italiane e TIM restano al centro di una possibile riorganizzazione del settore delle telecomunicazioni.
Poste può assumere un ruolo industriale e istituzionale in un comparto che necessita di consolidamento, razionalizzazione delle reti e maggiore capacità di investimento.
Il dossier conferma come telecomunicazioni, infrastrutture digitali e servizi finanziari siano sempre più integrati all’interno delle strategie industriali nazionali.
Leonardo, difesa e cybersecurity
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Leonardo punta su innovazione, cybersecurity e integrazione tra spazio, elettronica, sensori, piattaforme e sicurezza digitale.
Il gruppo dispone di un portafoglio ordini pluriennale superiore a 44 miliardi di euro, mentre i nuovi ordini annuali superano i 20 miliardi e i ricavi si collocano nell’ordine dei 17-18 miliardi.
Il free cash flow viene indicato intorno a 1,37 miliardi di euro, offrendo margini per investimenti, riduzione del debito e acquisizioni mirate. Intelligenze emergenti | Puntata speciale | La fatica necessaria - a cura di Claudio Ricci
04/08/2026 | 27 minL’intelligenza artificiale rende tutto più facile. Ma ciò che diventa più facile da produrre diventa anche più facile da imparare?
In questa puntata speciale di Intelligenze Emergenti, Claudio Ricci parte da una storia personale:
una penna biro portata a scuola negli anni Cinquanta e vietata perché considerata una scorciatoia rispetto agli strumenti tradizionali.
Da quella vicenda prende forma una riflessione più ampia sul rapporto tra tecnologia, istruzione e apprendimento.
Dalla calcolatrice al computer, da Internet a Wikipedia, ogni nuova tecnologia è stata inizialmente percepita come una minaccia alle competenze umane.
L’intelligenza artificiale presenta però una differenza sostanziale:
non si limita a facilitare un’attività, ma può produrre direttamente testi, argomentazioni, codice, immagini e risposte prima ancora che chi la utilizza abbia sviluppato le capacità necessarie per valutarli.
La domanda non è quindi soltanto se l’AI debba entrare nelle scuole e nelle università.
La domanda è:quando deve essere utilizzata, per fare che cosa e dopo aver costruito quali competenze?
Nella puntata analizziamo:
• Perché non tutta la fatica è inutile e non tutta la facilità rappresenta un progresso.
• Cosa ci insegnano i precedenti della penna biro, della calcolatrice, del computer e di Wikipedia.
• Perché alcune difficoltà sono necessarie alla costruzione della conoscenza.
• Come distinguere l’attrito che consuma tempo dalla fatica che sviluppa capacità.
• Il modello dei tre ambienti formativi: imparare senza l’AI, con l’AI e sull’AI.
• Come ripensare verifiche, esami e percorsi educativi nell’epoca dei sistemi generativi.
La scuola migliore non sarà quella che riuscirà a tenere l’intelligenza artificiale fuori dalle aule.
E non sarà nemmeno quella che la inserirà ovunque soltanto per apparire moderna.
Sarà quella capace di insegnare agli studenti a utilizzare strumenti potentissimi senza diventare incapaci di pensare in loro assenza.
Una puntata speciale dedicata a insegnanti, studenti, genitori, professionisti e decisori che vogliono comprendere come l’intelligenza artificiale stia cambiando non soltanto il modo in cui produciamo, ma anche il modo in cui impariamo.
La puntata è a cura di Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all’innovazione sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.
Per maggiori informazioni: info@recomb.ai
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Buon ascolto- .Rassegna stampa economico-finanziaria del 4 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, M&A e consolidamento finanziario
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
Il consolidamento bancario italiano entra in una fase decisiva. Monte dei Paschi cerca una contromossa mentre l’OPS di Intesa Sanpaolo su Banco BPM torna economicamente più attraente, grazie alla risalita del titolo MPS a circa 11,71 euro, che riporta l’offerta a premio.
L’operazione lanciata da Intesa viene valutata complessivamente circa 30,6 miliardi di euro. Per MPS il rischio è che l’aggregazione tra Intesa e Banco BPM modifichi stabilmente gli equilibri del sistema bancario italiano, riducendo gli spazi per costruire un nuovo polo alternativo.
Tra le ipotesi considerate figurano una combinazione MPS-Banco BPM, un’operazione con UniCredit oppure uno scambio di attività tra UniCredit e Intesa. La passivity rule limita però la possibilità di MPS di adottare operazioni difensive durante lo svolgimento dell’offerta pubblica.
Banco BPM diventa così il vero fulcro del risiko italiano, al centro degli interessi di MPS, Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole e UniCredit. Il consolidamento può aumentare la capacità delle banche di investire in digitale e sostenere i costi regolamentari, ma la creazione di valore dipenderà dal prezzo delle operazioni, dalle sinergie e dalla qualità dell’integrazione.
Partecipazioni, governance e concorrenza bancaria
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
La struttura azionaria rende ogni ipotesi industriale strettamente collegata agli interessi dei grandi soci. Delfin detiene circa il 10,2% di MPS, il gruppo Caltagirone una quota analoga, mentre Crédit Agricole possiede circa il 29,3% di Banco BPM.
Generali detiene inoltre l’11,32% di Mediobanca, confermando l’intreccio tra banche, assicurazioni e grandi partecipazioni finanziarie.
Una fusione tra Intesa e Banco BPM potrebbe portare Intesa a diventare la seconda banca dell’Eurozona per capitalizzazione, dopo Santander.
L’operazione aumenterebbe però l’attenzione dell’Antitrust, soprattutto sui circa 625 sportelli potenzialmente interessati da sovrapposizioni territoriali. La razionalizzazione della rete dovrà quindi essere compatibile con il mantenimento di un adeguato livello di concorrenza.
Energia, carburanti e inflazione
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale / La Verità
Il Governo cerca circa 250 milioni di euro per finanziare una nuova riduzione temporanea del prezzo dei carburanti. L’obiettivo è alleggerire la spesa di famiglie e imprese attraverso uno sconto sulle accise.
Tra le possibili coperture vengono valutati un prelievo aggiuntivo sugli alcolici, maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione e l’utilizzo di risorse già disponibili nel bilancio pubblico.
La benzina si colloca intorno a 1,999 euro al litro, mentre il gasolio ha superato i 2,10 euro. L’intervento produrrebbe una riduzione di alcuni centesimi al litro, con effetti limitati nel tempo.
Un taglio temporaneo può attenuare l’impatto sui consumi e sulla logistica, ma non risolve la vulnerabilità strutturale dell’Italia rispetto alle oscillazioni del petrolio, dei prodotti raffinati e delle rotte energetiche internazionali.
Elettricità, siccità e sicurezza degli approvvigionamenti
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale / La Verità
Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità raggiunge il massimo degli ultimi tre anni, salendo a circa 194,94 euro per MWh, rispetto ai 165,91 euro registrati a metà luglio e a un minimo estivo vicino a 98,71 euro.
La causa principale è la siccità europea, che riduce contemporaneamente la produzione idroelettrica e quella nucleare. In Romania, la portata del Danubio è scesa fino a circa 1.600 metri cubi al secondo, costringendo a limitare l’attività della centrale nucleare di Cernavoda.
Problemi analoghi interessano Francia, Bulgaria e altri Paesi che utilizzano acqua fluviale per raffreddare gli impianti nucleari. La minore disponibilità di nucleare e idroelettrico aumenta la domanda di gas, facendo salire prezzi ed emissioni.
Gli effetti si trasmettono alle imprese energivore, ai contratti indicizzati e, con un certo ritardo, alle bollette domestiche. Il fenomeno rafforza la necessità di investire in reti, accumuli, interconnessioni europee e diversificazione del mix energetico.
Nucleare, clima e politica industriale
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
La crisi energetica riporta il nucleare al centro del confronto sulla politica industriale europea.
Il caso della siccità dimostra però che anche la produzione nucleare convenzionale è esposta ai rischi climatici, soprattutto quando le centrali utilizzano grandi quantità d’acqua per il raffreddamento.
La sicurezza energetica non può quindi dipendere da una singola fonte. La soluzione richiede un portafoglio equilibrato di generazione programmabile, rinnovabili, accumuli, reti e capacità di risposta della domanda.
Per le imprese, la disponibilità di energia stabile e competitiva resta una condizione essenziale per programmare investimenti, produzione e sviluppo industriale nel lungo periodo.
Lavoro, occupazione e divario europeo
Testate: La Stampa / Milano Finanza
L’occupazione italiana continua a crescere, ma il miglioramento è fortemente concentrato nelle fasce di età più elevate. A giugno si registrano circa 131.000 occupati in più, ma l’incremento riguarda quasi esclusivamente gli ultracinquantenni, aumentati di circa 318.000 unità.
Nello stesso periodo diminuiscono di circa 55.000 unità gli occupati tra i 15 e i 24 anni e di circa 205.000 quelli tra i 35 e i 49 anni. Gli inattivi crescono inoltre dell’1,5%.
Il tasso di occupazione italiano ha raggiunto il 62,5% nel 2025, con un incremento di 6,5 punti percentuali rispetto al 2015. Il risultato resta però inferiore rispetto ai miglioramenti registrati da Grecia, Spagna e Portogallo.
La partecipazione al lavoro è aumentata, ma l’Italia continua a disporre di ampi margini inespressi nell’occupazione giovanile e femminile, nella formazione tecnica e nell’aumento della produttività.
Giovani, produttività e qualità della crescita
Testate: La Stampa / Milano Finanza
Tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni, il tasso di occupazione italiano è salito dal 28,5% del 2015 al 33,1% del 2025, registrando un incremento di soli 4,6 punti percentuali.
Nello stesso periodo la Spagna cresce di 7,5 punti, la Grecia di 8,2 e il Portogallo di 8,6 punti. Il confronto conferma la difficoltà italiana nell’integrare stabilmente i giovani nel mercato del lavoro.
Anche la produttività rimane debole. Nel secondo trimestre il PIL cresce dello 0,2%, meno della metà della media europea, mentre nel periodo 2015-2025 la crescita italiana si attesta intorno all’1% annuo, contro l’1,8% dell’Unione europea.
La maggiore occupazione rappresenta un segnale positivo, ma senza un aumento del valore prodotto per ora lavorata non sarà sufficiente a sostenere salari, investimenti e conti pubblici.
Inflazione percepita e comportamento delle famiglie
Testate: La Stampa
La percezione dell’inflazione può risultare molto diversa rispetto all’indice ufficiale, perché le famiglie attribuiscono maggiore importanza ai beni acquistati frequentemente, come alimentari, carburanti, trasporti e servizi.
Una percezione dei rincari superiore al dato statistico può produrre conseguenze economiche concrete, spingendo le famiglie a ridurre consumi e investimenti oppure a richiedere aumenti salariali più elevati.
Per imprese e consulenti finanziari diventa quindi importante valutare non soltanto l’inflazione generale, ma anche il paniere effettivamente acquistato dai diversi segmenti della popolazione.
PNRR, treni Intercity e concorrenza
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Il Governo rivede la gara unica dedicata all’acquisto e alla manutenzione dei nuovi treni Intercity, sostenuta anche attraverso risorse del PNRR.
L’intervento delle autorità europee e i ricorsi presentati dagli operatori hanno spinto l’esecutivo a riconsiderare il modello originario, per evitare l’apertura di una nuova procedura europea.
La possibile suddivisione della gara potrebbe favorire una maggiore partecipazione delle imprese e aumentare la concorrenza, riducendo il rischio di concentrare l’intero affidamento nelle mani di pochi grandi operatori.
La revisione dovrà però essere completata senza generare ritardi incompatibili con le scadenze del PNRR, proteggendo sia le risorse europee sia il programma di rinnovo del materiale ferroviario. Le PMI non comprano tecnologia: comprano qualcuno che si prenda la responsabilità — Gianluca Massini Rosati, CEO di AllCore
04/08/2026 | 52 minOggi molte PMI italiane continuano a fatturare.
Ma guadagnano sempre meno.
L’aumento dei costi, la pressione fiscale, la burocrazia, gli obblighi normativi e una concorrenza sempre più intensa stanno comprimendo i margini e riducendo le risorse disponibili per investire, innovare e crescere.
In questo scenario, l’intelligenza artificiale può rappresentare una soluzione concreta.
Ma fino a che punto possiamo affidarle la gestione di attività delicate come contabilità, pianificazione fiscale e consulenza d’impresa?
Nel nuovo episodio di Inside Finance, Vincenzo Marzetti ne parla con Gianluca Massini Rosati, Presidente e Amministratore Delegato di Allcore, gruppo specializzato nella consulenza fiscale, patrimoniale e gestionale per le piccole e medie imprese.
Un confronto diretto sul futuro delle PMI italiane e sulla trasformazione di un settore storicamente legato al singolo professionista attraverso tecnologia, processi condivisi e competenze specialistiche.
Parleremo di:
• Perché la contrazione della marginalità è uno dei principali problemi delle PMI italiane.
• Come l’intelligenza artificiale sta trasformando la consulenza e il lavoro dei commercialisti.
• Quali attività possono essere automatizzate e quali richiederanno ancora l’intervento umano.
• Perché molte imprese pagano più tasse del necessario o adottano soluzioni fiscalmente rischiose.
• Come pianificazione fiscale e protezione patrimoniale possono sostenere la crescita dell’impresa.
• In che modo una consulenza tradizionalmente artigianale può diventare un servizio scalabile.
• Il ruolo di metodo, tecnologia e specializzazione nella costruzione di un modello industriale della consulenza.
• Perché il problema più frequente dell’imprenditore italiano, prima ancora che fiscale o finanziario, è culturale.
• Cosa manca all’Europa per competere con gli ecosistemi dell’innovazione internazionali.
• Perché, nell’era dell’intelligenza artificiale, la relazione umana potrebbe diventare la competenza più preziosa.
Le PMI non cercano semplicemente una nuova tecnologia.
Cercano qualcuno capace di usarla, interpretarla e assumersi la responsabilità del risultato.
Buon ascolto.
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