603 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 29 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Mercati, petrolio e tassi: torna centrale la selettività
Testate: Il Sole 24 Ore
Petrolio e tassi tornano contemporaneamente al centro dell’attenzione dei mercati. Il greggio recupera terreno, mentre aumentano sensibilmente i rendimenti dei titoli di Stato.
I Treasury americani a dieci anni superano il 5%, mentre i rendimenti del Regno Unito si collocano ancora più in alto. Italia e Francia si muovono invece nell’area del 4,5%.
Il nuovo scenario non rappresenta necessariamente una cattiva notizia per gli investitori. Dopo anni caratterizzati da rendimenti estremamente bassi, l’obbligazionario torna infatti a offrire cedole interessanti.
Diventa però fondamentale costruire le scadenze con gradualità, evitando di concentrare l’intero portafoglio su una sola durata.
La parola chiave diventa quindi selettività: distinguere tra aziende solide e indebitate, Paesi credibili e più fragili, investimenti capaci di generare crescita e semplice spesa.
Energia e competitività europea
Testate: Il Sole 24 Ore
Sul mercato energetico emerge un forte differenziale tra il Brent europeo e il WTI americano, superiore ai 13 dollari al barile.
Il dato mette nuovamente in evidenza una debolezza strutturale dell’Europa: un costo dell’energia superiore rispetto ai principali concorrenti internazionali finisce inevitabilmente per incidere sulla competitività delle imprese.
Italia e Repubblica Ceca hanno avanzato sei proposte per modificare il sistema europeo delle emissioni, con l’obiettivo di ridurre almeno parzialmente i costi sostenuti dalle aziende.
Per la manifattura italiana, una riduzione strutturale della bolletta energetica potrebbe rappresentare una leva di competitività più efficace rispetto a molti incentivi temporanei.
Crescita italiana e conti pubblici
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / MF
Sul fronte macroeconomico arrivano alcuni segnali incoraggianti. Fitch ha alzato all’1% la previsione di crescita del PIL italiano.
Non si tratta di una crescita particolarmente elevata, ma il dato assume maggiore rilevanza in uno scenario caratterizzato da tassi ancora alti e debolezza della domanda internazionale.
Il quadro dei conti pubblici appare inoltre compatibile con l’obiettivo di mantenere il deficit 2026 sotto il 3% del PIL.
Con rendimenti dei titoli di Stato elevati, la credibilità fiscale diventa ancora più importante: un deterioramento dei conti pubblici può infatti tradursi rapidamente in un aumento del costo di finanziamento del debito.
Rimane però una debolezza strutturale. L’industria italiana continua a investire, ma fatica ancora a trasformare pienamente gli investimenti in maggiore produttività e competitività.
Export e manifattura: la difesa delle imprese italiane
Testate: MF
L’export continua a rappresentare una delle principali difese della manifattura italiana.
Le imprese maggiormente presenti sui mercati internazionali mostrano generalmente una capacità superiore di reagire alla debolezza della domanda interna.
L’internazionalizzazione si conferma quindi una leva strategica non soltanto per aumentare il fatturato, ma anche per diversificare il rischio e aumentare la resilienza delle imprese italiane.
Data center e infrastrutture: una nuova filiera industriale per l’Italia
Testate: la Repubblica
Una delle opportunità più interessanti riguarda lo sviluppo dei data center.
In Italia si parla di investimenti potenziali per circa 25 miliardi di euro, una cifra capace di generare effetti che vanno ben oltre il settore tecnologico.
Reti digitali, disponibilità energetica, infrastrutture e intelligenza artificiale potrebbero infatti convergere nella creazione di una nuova filiera industriale nazionale.
La crescita dell’AI diventa quindi anche una questione infrastrutturale: la capacità di attrarre investimenti dipenderà sempre di più dalla disponibilità di energia, connettività e infrastrutture digitali adeguate.
Intelligenza artificiale: dalla narrazione alla produttività
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
L’intelligenza artificiale entra sempre più direttamente nelle valutazioni economiche sulla produttività.
Secondo il Corriere della Sera, l’effetto della tecnologia potrebbe valere circa quattro decimi di punto di produttività. Un impatto apparentemente contenuto, ma significativo se applicato all’intera economia.
Nel frattempo Nvidia continua a mostrare una straordinaria capacità finanziaria: Il Sole 24 Ore segnala un nuovo programma di riacquisto di azioni per 150 miliardi di dollari.
Meta prepara invece la vendita di strumenti di intelligenza artificiale direttamente alle imprese.
L’AI sta quindi progressivamente uscendo dalla fase della semplice narrazione tecnologica per entrare nei bilanci, nei processi aziendali e nella produttività.
La vera discriminante sarà capire quali società riusciranno a trasformare gli enormi investimenti attuali in utili sostenibili nel lungo periodo.
USA-Cina: diminuisce la pressione sui dazi
Testate: principali testate economiche
Sul fronte internazionale arriva un segnale distensivo nei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Washington e Pechino hanno concordato una riduzione dei dazi su beni per circa 60 miliardi di dollari.
L’accordo non mette fine alla competizione strategica tra le due potenze, che rimane particolarmente intensa sui semiconduttori e sulle tecnologie avanzate.
La riduzione delle barriere commerciali diminuisce però almeno una parte dell’incertezza che grava sul commercio mondiale, rappresentando un segnale positivo soprattutto per le imprese esportatrici.
Finanza ed economia reale: CDP, housing e minibond
Testate: principali testate economico-finanziarie
Il sistema finanziario italiano continua a mobilitare capitali destinati direttamente all’economia reale.
CDP ha mobilitato circa 20 miliardi di euro nel primo semestre, mentre Intesa Sanpaolo e BEI mettono in campo 300 milioni di euro destinati all’housing sociale e alle abitazioni accessibili.
Interessante anche l’operazione realizzata dal Cotonificio Albini: un minibond da 5 milioni di euro con durata di sei anni, inserito nel programma promosso da CDP, Mediocredito Centrale e Sella.
Le risorse saranno utilizzate per ammodernare gli stabilimenti, aumentare l’efficienza e sviluppare prodotti a maggiore valore aggiunto.
È un esempio concreto di finanza che non rimane confinata ai mercati, ma viene indirizzata verso investimenti produttivi e crescita dell’economia reale.
Executive Takeaways
• I rendimenti elevati riportano l’obbligazionario al centro
Con i Treasury decennali sopra il 5% e Italia e Francia nell’area del 4,5%, l’aumento dei tassi non rappresenta soltanto un rischio. Dopo anni di rendimenti compressi, le obbligazioni tornano a offrire opportunità di reddito, ma richiedono maggiore attenzione nella gestione delle scadenze.
• Energia e competitività restano strettamente collegate
Il differenziale di oltre 13 dollari tra Brent e WTI evidenzia ancora una volta lo svantaggio energetico europeo. Per la manifattura italiana, ridurre strutturalmente il costo dell’energia può diventare una delle principali leve di competitività.
• L’Italia cresce più delle attese, ma deve aumentare la produttività
Fitch porta all’1% la previsione di crescita del PIL italiano e il deficit appare compatibile con l’obiettivo di restare sotto il 3%. Il problema strutturale rimane trasformare gli investimenti delle imprese in maggiore produttività e crescita.
• L’intelligenza artificiale entra nell’economia reale
Data center per 25 miliardi di investimenti potenziali, effetti sulla produttività, strumenti AI venduti direttamente alle imprese e grandi investimenti delle Big Tech mostrano il passaggio dell’intelligenza artificiale dalla narrazione alla concreta trasformazione dei processi economici.
• La selettività diventa la vera strategia
Tassi elevati, AI, crescita italiana e minori tensioni commerciali creano contemporaneamente rischi e opportunità. In questa fase diventa fondamentale distinguere tra investimenti capaci di produrre reddito, innovazione e crescita e quelli sostenuti prevalentemente dalle aspettative. L’AI non è più soltanto una tecnologia da osservare. | Intelligenze Emergenti #21 | Rassegna internazionale 18 - 25 Settembre 2026
29/09/2026 | 14 minL’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia da osservare.
È una trasformazione da governare.
Mentre capacità e applicazioni continuano a evolvere rapidamente, il vero confronto si sposta sempre più sulle conseguenze concrete dell’adozione: organizzazione, sicurezza, infrastrutture, lavoro, investimenti e capacità delle imprese di mantenere il controllo sui processi.
Nella 21ª puntata di Intelligenze Emergenti torniamo ad analizzare i principali segnali che stanno definendo la nuova fase dell’AI.
La domanda centrale non è più semplicemente:“Cosa può fare l’intelligenza artificiale?”
Ma:come possiamo trasformarne le capacità in valore reale senza perdere controllo, competenze e capacità decisionale?
Per imprese e professionisti, infatti, adottare l’AI non significa soltanto scegliere strumenti più potenti. Significa ripensare processi, responsabilità, competenze e modalità con cui persone e sistemi automatizzati lavorano insieme.
Una panoramica strategica dedicata a imprenditori, manager e professionisti che vogliono andare oltre l’hype e comprendere le trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta producendo nel mercato e nelle organizzazioni.
La selezione e il collegamento delle notizie sono a cura di Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all’innovazione sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.
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👉 https://shorturl.at/S9S8d- La lepre che non si ritira.
Nei mercati finanziari c’è una lepre che detta il ritmo a tutti: il rendimento del Treasury americano a dieci anni.
E questa settimana quella lepre non ha rallentato.
Ha accelerato.In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana in cui il rendimento del titolo di Stato americano a dieci anni ha superato il 5,2%, cambiando il passo dell’intera gara.
Quando uno degli investimenti considerati più sicuri al mondo offre rendimenti così elevati, ogni altro investimento deve dimostrare di poter correre più veloce.
Parleremo della forza dell’economia americana, della Federal Reserve chiamata a mantenere alta la guardia sull’inflazione, del ritorno del petrolio sopra i 100 dollari al barile e del peso del diesel sui costi dell’economia reale.
Analizzeremo anche il nuovo equilibrio tra Stati Uniti e Cina, la crescita globale guidata dall’Asia e il modo in cui il costo del denaro americano continua a dettare il ritmo anche per l’Europa.
Al centro della puntata anche le banche americane: teoricamente favorite dai tassi alti, ma sempre più sotto pressione tra obbligazioni in perdita, depositi più costosi e credito più difficile.Un episodio dedicato a chi vuole capire perché, con una lepre sopra il 5%, la gara dei mercati è tornata seria.
Perché oggi non vince chi parte più veloce.
Vince chi sa dosare le forze, proteggere i margini e capire quanto sta pagando ogni chilometro.Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.
Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it
Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.
Buon ascolto. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 25 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Fisco e Manovra: il nodo della concentrazione dell’IRPEF
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / La Stampa / la Repubblica / Domani / Il Messaggero
Il dato fiscale più significativo riguarda la forte concentrazione del gettito IRPEF.
Secondo Il Sole 24 Ore, circa il 30% dei contribuenti versa quasi il 79% dell’IRPEF.
Il Corriere della Sera, utilizzando una diversa aggregazione statistica, evidenzia invece che circa 25 milioni di italiani non versano IRPEF e che il 19% dei contribuenti sostiene circa il 65% dell’imposta.
La Stampa completa il quadro indicando che circa la metà dei contribuenti paga appena il 5% dell’IRPEF.
Le percentuali fanno riferimento a platee e fasce differenti, ma convergono nell’indicare una base imponibile effettiva fortemente concentrata.
Sul tavolo della manovra prende forma l’ipotesi di ridurre al 33% l’aliquota per i redditi fino a 60.000 euro, insieme a una possibile flat tax sugli incrementi retributivi dei giovani.
Tra le altre misure allo studio figura una cedolare secca per le locazioni dei negozi e ulteriori interventi rivolti al ceto medio.
Si tratta ancora di ipotesi e non di norme definitive.
La Ragioneria dello Stato avrebbe inoltre frenato sulle nuove ipotesi di pensionamento anticipato a causa del problema delle coperture.
Lo spazio disponibile per la manovra rimane quindi limitato: qualsiasi riduzione strutturale delle entrate deve confrontarsi con la rigidità della spesa pubblica.
Redditi ed evasione: il problema dell’equilibrio fiscale
Testate: la Repubblica / principali testate economiche
Nel dibattito fiscale entra anche il tema dell’impatto dell’evasione sulle generazioni più giovani.
Repubblica richiama l’attenzione sulle differenze di trattamento tra lavoro dipendente e alcune categorie di lavoro autonomo.
La questione assume una dimensione economica più ampia: un sistema fiscale percepito come squilibrato può incidere negativamente sugli incentivi al lavoro, sulla crescita delle retribuzioni e sulla mobilità professionale.
Un eventuale pacchetto fiscale concentrato sulla riduzione del cuneo e sull’aumento dei redditi disponibili potrebbe invece sostenere consumi, risparmio e domanda interna.
La variabile decisiva rimane però la sostenibilità delle coperture finanziarie.
Diesel e logistica: un nuovo rischio inflazionistico
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / Financial Times / la Repubblica
Una possibile restrizione delle esportazioni statunitensi di diesel rappresenta uno dei principali rischi energetici della giornata.
Il diesel proveniente dagli Stati Uniti può coprire circa il 10% del fabbisogno europeo.
Un’interruzione o una riduzione significativa delle forniture avrebbe quindi conseguenze immediate sui prezzi, sulla raffinazione e sulla logistica europea.
Anche il Financial Times segnala le pressioni dell’industria petrolifera americana contro eventuali limitazioni alle esportazioni.
Gli effetti cominciano già a emergere a valle: in alcune filiere il costo necessario per portare i prodotti alimentari sugli scaffali sarebbe aumentato fino al 15%.
È un passaggio particolarmente importante perché mostra il meccanismo attraverso cui uno shock energetico può trasformarsi in inflazione dei beni tramite l’aumento dei costi di trasporto.
Rimane inoltre la vulnerabilità italiana rispetto allo Stretto di Hormuz e, più in generale, alla concentrazione geografica delle fonti di approvvigionamento.
Diversificazione delle forniture, infrastrutture energetiche, efficienza e nuova capacità produttiva assumono quindi un valore contemporaneamente strategico e industriale.
Banche: il risiko europeo entra in una fase più concreta
Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / Corriere della Sera / la Repubblica / La Stampa / Italia Oggi / QN
Sul fronte UniCredit-Commerzbank, Bettina Orlopp apre alla possibilità di un confronto, pur ribadendo l’obiettivo dell’indipendenza di Commerzbank.
Tra le ipotesi discusse compare una fusione inversa tra HVB e Commerzbank, che consentirebbe di utilizzare la controllata tedesca di UniCredit come veicolo dell’operazione.
La stampa italiana descrive però la trattativa ancora in una “fase zero”, quindi lontana da un accordo definito.
Parallelamente continua il riassetto del sistema bancario italiano.
Gli azionisti di MPS sono chiamati a esprimersi sulle operazioni che coinvolgono Mediobanca.
Viene inoltre segnalata l’ipotesi di una possibile iniziativa congiunta UniCredit-Crédit Agricole su Banco BPM.
Mediobanca procede intanto con una cartolarizzazione da 650 milioni di euro, segnale di una gestione attiva del capitale e degli attivi bancari.
Frodi digitali e tokenizzazione: cambia il rischio bancario
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Italia Oggi
Accanto al consolidamento bancario cresce il peso della sicurezza digitale.
Le frodi digitali considerate nell’analisi del settore vengono quantificate in 269 milioni di euro.
Il Corriere racconta inoltre una sofisticata frode attraverso un falso WhatsApp che avrebbe provocato un ammanco di 36 milioni di euro, collegato all’ex vertice di Fideuram.
Nel Regno Unito alcune banche stanno contemporaneamente sperimentando lo scambio di depositi tokenizzati.
In Europa aumenta anche l’attenzione sul quadro normativo delle cripto-attività e sull’applicazione del regolamento MiCA.
Cybersecurity, identità digitale, tokenizzazione e fiducia del cliente diventano quindi elementi sempre più rilevanti anche dal punto di vista economico, e non soltanto tecnologico.
Bond e tassi: il 5% torna al centro dei mercati
Testate: Milano Finanza / Corriere della Sera / La Stampa / Financial Times / Il Sole 24 Ore
La pressione sui titoli di Stato rimane elevata.
Il rendimento del Treasury USA decennale raggiunge il 5,12%.
Piazza Affari chiude contemporaneamente in calo di circa 0,8%, in una seduta condizionata da petrolio, geopolitica e aumento dei rendimenti.
Anche i BTP registrano nuove pressioni sui rendimenti.
Per gli investitori obbligazionari lo scenario presenta due effetti opposti: l’aumento dei tassi penalizza le quotazioni dei titoli a lunga duration già presenti in portafoglio, ma rende progressivamente più interessante l’impiego di nuova liquidità a rendimenti nominali superiori.
La BCE vede inoltre l’inflazione significativamente sopra il 2% fino alla metà del 2027, riducendo le aspettative di un rapido ritorno a tassi molto bassi.
Negli Stati Uniti i mutui trentennali superano il 7%, con conseguenze potenziali sull’immobiliare residenziale, sui consumi e sulla capacità di rifinanziamento delle famiglie.
A Francoforte si apre anche un tema di governance: Isabel Schnabel lascia la BCE per il Fondo Monetario Internazionale, mentre comincia il dibattito sulla futura successione di Christine Lagarde.
Imprese italiane: fintech, welfare e nuovi capitali
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere Torino / Milano Finanza / MediaKey / FocusMO / Il Biellese
Dal welfare aziendale arriva uno dei segnali più interessanti della giornata.
La fintech italiana Tundr ha chiuso un Series A da 11,6 milioni di euro, con investitori tra cui CDP Venture Capital, 360 Capital e Azimut.
La società dichiara una crescita di circa +200% annuo per tre anni.
Tundr gestisce attualmente i benefit di circa 2.000 aziende e oltre 100.000 dipendenti.
Nel capitale figurano anche Crédit Agricole Italia, Kairos Partners e Sella Direct Ventures.
L’operazione mostra una crescente integrazione tra welfare aziendale, payroll, banche, assicurazioni e piattaforme digitali.
Sul fronte del social housing, il FEI investe inoltre 50 milioni di euro nel fondo Pitagora. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 23 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Conti pubblici: deficit al 3,1%, ma migliorano crescita e debito
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / la Repubblica / Il MessaggeroIl deficit italiano del 2025 rimane al 3,1% del PIL, un livello che non consente all’Italia di uscire quest’anno dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.
Il ministro Giorgetti indica il 2027 come possibile traguardo per l’uscita dalla procedura.
Il dato rappresenta un vincolo per la prossima legge di bilancio, anche se il singolo decimale di deficit non determina automaticamente l’ammontare delle risorse che il Governo potrà utilizzare.
Dalla revisione dei dati Istat arrivano però anche segnali favorevoli.
La crescita reale del 2025 viene rivista dallo 0,5% allo 0,6%.
Migliora inoltre l’avanzo primario, cioè il saldo dei conti pubblici prima del pagamento degli interessi sul debito.
Il rapporto debito/PIL scende al 136,7%.
Il quadro dei conti pubblici rimane quindi complesso, ma concentrarsi esclusivamente sul deficit rischia di non cogliere i miglioramenti registrati su crescita, avanzo primario e rapporto debito/PIL.
Crescita italiana: Confindustria alza le stime per il 2026
Testate: principali testate economicheConfindustria rivede al rialzo le proprie previsioni sulla crescita italiana per il 2026.
La stima passa dal precedente +0,5% a +0,8%.
I primi mesi dell’anno hanno registrato un andamento migliore rispetto alle attese.
La questione centrale diventa però la capacità di mantenere questo ritmo nella parte finale dell’anno.
A fine 2026 è infatti prevista una riduzione della spinta proveniente dagli investimenti collegati al PNRR.
Parallelamente, energia più costosa e tassi elevati potrebbero continuare a frenare consumi e investimenti delle imprese.
La crescita rimane quindi positiva, ma la sua sostenibilità dipenderà sempre più dalla capacità dell’economia di trovare nuovi motori oltre agli investimenti straordinari legati al PNRR.
Energia: gas a 77 €/MWh e domanda italiana in forte crescita
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 OreL’energia continua a rappresentare uno dei principali elementi di pressione sull’economia italiana.
Ad agosto la domanda italiana di gas è aumentata del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il fabbisogno elettrico registra un incremento ancora maggiore, pari al 16,5%.
Nello stesso periodo, i prezzi al dettaglio di gas ed elettricità hanno già registrato rincari.
Sul mercato europeo, il gas raggiunge 77 €/MWh, contro appena 33 €/MWh registrati a febbraio.
Per le aziende energivore variazioni di questa portata possono incidere significativamente sulla redditività anche nell’arco di un singolo trimestre.
Federacciai avverte che, senza un alleggerimento dei costi, alcuni impianti potrebbero arrivare a fermarsi.
La sospensione del costo delle emissioni richiesta dal settore rimane, al momento, una proposta.
Anche le famiglie attendono i prossimi aggiornamenti delle tariffe energetiche.
Petrolio e mercati: Brent vicino ai 100 dollari
Testate: Milano FinanzaL’incertezza energetica continua a riflettersi direttamente sui mercati finanziari.
Il Brent torna intorno ai 100 dollari al barile, mentre Piazza Affari chiude la seduta con una flessione dello 0,5%.
A generare volatilità sono soprattutto le notizie contrastanti provenienti dall’Iran e dallo Stretto di Hormuz.
La pressione su una delle rotte fondamentali per il commercio energetico mondiale si trasmette rapidamente alle quotazioni del petrolio, ai mercati azionari e alle aspettative sui tassi.
Energia, geopolitica e mercati finanziari rimangono quindi strettamente collegati, aumentando l’incertezza per imprese e investitori.
BTP Green: 112 miliardi di domanda per l’emissione italiana
Testate: Il Sole 24 OreDal mercato obbligazionario arriva un segnale significativo sulla domanda internazionale per il debito italiano.
Il nuovo BTP Green con scadenza nel 2038 ha raccolto 8 miliardi di euro.
Le richieste degli investitori hanno però raggiunto circa 112 miliardi di euro, molte volte superiori all’ammontare effettivamente collocato.
Il rendimento lordo all’emissione è pari al 4,492%.
Il dato evidenzia una forte domanda per i titoli italiani, ma mostra contemporaneamente le due facce dell’attuale scenario dei tassi.
Rendimenti più elevati possono rappresentare un’opportunità per chi investe nuova liquidità, ma significano anche un costo di finanziamento maggiore per lo Stato.
La credibilità dei conti pubblici rimane quindi fondamentale anche in presenza di una domanda elevata per le emissioni italiane.
Industria: Mirafiori rallenta, ma arrivano nuove risorse per le imprese
Testate: la Repubblica / La StampaNel sistema produttivo italiano convivono situazioni molto differenti.
A Mirafiori è prevista una nuova fermata dal 19 al 30 ottobre.
Lo stop coinvolgerà oltre 1.000 lavoratori della linea della Fiat 500, in un contesto nel quale la domanda di automobili rimane fragile.
Parallelamente, dal Piemonte arrivano iniziative orientate al sostegno degli investimenti.
Un nuovo programma punta a mobilitare almeno 300 milioni di euro di prestiti destinati agli investimenti aziendali.
La disponibilità di credito e capitale diventa particolarmente importante per sostenere gli investimenti in una fase caratterizzata da costi energetici e finanziari elevati.
Startup e welfare digitale: Tundr raccoglie 11,6 milioni
Testate: principali testate economicheSul fronte dell’innovazione emerge il finanziamento raccolto da Tundr, società italiana attiva nel welfare digitale.
L’operazione ha raggiunto 11,6 milioni di euro.
La società dichiara di servire circa 2.000 aziende.
Il finanziamento rappresenta uno dei segnali della capacità di alcune imprese innovative italiane di attrarre capitale anche in una fase finanziaria caratterizzata da tassi più elevati.
Cina, export e nuovi mercati: aumenta la competizione globale
Testate: Financial Times / La StampaSullo scenario internazionale continua a crescere il peso industriale della Cina.
Secondo il Financial Times, il Paese rappresenta ormai il 40% delle esportazioni mondiali di container.
La pressione competitiva aumenta soprattutto nei prodotti tecnologici.
L’Italia continua però a mostrare una buona capacità di presenza sui mercati internazionali: nel 2025 l’export italiano è cresciuto del 3,3%, con un contributo importante della farmaceutica.
Anche l’intesa commerciale preliminare tra Unione europea e Filippine indica la ricerca di nuovi mercati e nuove opportunità commerciali.
Il vertice tra Stati Uniti e Cina del 24 settembre sarà seguito con particolare attenzione dalle imprese, perché tra i temi sul tavolo figura anche il futuro della tregua sui dazi.
In un contesto caratterizzato da una concorrenza internazionale crescente, la diversificazione geografica dell’export assume quindi un’importanza sempre maggiore.
Executive Takeaways
• I conti pubblici migliorano, ma la prudenza rimane necessariaIl deficit 2025 resta al 3,1%, ma contemporaneamente la crescita viene rivista allo 0,6%, migliora l’avanzo primario e il rapporto debito/PIL scende al 136,7%. Il quadro non può quindi essere valutato attraverso un singolo indicatore.
• La crescita 2026 migliora, ma deve trovare nuovi motori
Confindustria porta la previsione del PIL dallo 0,5% allo 0,8%. La riduzione della spinta degli investimenti PNRR rende però sempre più importante sostenere investimenti privati, produttività e competitività.
• L’energia rimane il principale elemento di pressione
Gas europeo passato da 33 a 77 €/MWh, domanda italiana di gas +15% e fabbisogno elettrico +16,5% mostrano un sistema nuovamente esposto alla volatilità energetica. Per i settori energivori il tema diventa direttamente industriale.
• La domanda per il debito italiano rimane forteIl nuovo BTP Green raccoglie 112 miliardi di richieste a fronte di 8 miliardi collocati. È un segnale importante di domanda, anche se il rendimento del 4,492% ricorda che tassi elevati significano contemporaneamente maggiore remunerazione per gli investitori e maggior costo per lo Stato.
• Energia, conti pubblici e accesso ai mercati saranno decisivi
L’Italia continua a mostrare imprese capaci di esportare, raccogliere capitali e investire, ma trasformare questa capacità di tenuta in crescita duratura richiede costi energetici sostenibili, conti credibili e accesso a mercati internazionali diversificati. Sono questi i tre fronti principali indicati dalla rassegna per i prossimi mesi.
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