Salta al contenuto
PodcastEconomiaINSIDE FINANCE

INSIDE FINANCE

Zero IN - Sharing Knowledge
INSIDE FINANCE
Ultimo episodio

530 episodi

  • INSIDE FINANCE

    Rassegna Stampa Economica del 29 Luglio. A cura di Giuliano Casale

    29/07/2026 | 7 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 29 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Economia italiana, competitività e Pubblica Amministrazione

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / Il Giornale
    La burocrazia continua a rappresentare uno dei principali ostacoli strutturali alla crescita italiana. Il problema non riguarda soltanto il numero dei dipendenti pubblici, ma soprattutto la frammentazione delle competenze, la stratificazione normativa e la scarsa valutazione dei risultati.

    Una riforma efficace della Pubblica Amministrazione dovrebbe puntare su digitalizzazione dei processi, mobilità del personale, responsabilizzazione della dirigenza e semplificazione delle procedure. La riduzione dei tempi amministrativi produrrebbe benefici immediati per imprese, investimenti e cittadini.

    Confindustria individua nel costo dell’energia, nella produttività stagnante e nella burocrazia le tre principali emergenze della competitività nazionale. L’Italia conserva tuttavia una base industriale diversificata, competenze tecniche elevate e una forte propensione all’export.

    Il miglioramento dei conti pubblici rafforza inoltre la credibilità finanziaria del Paese. La maggiore fiducia degli investitori può ridurre il premio per il rischio sui titoli italiani e migliorare il costo del capitale per banche e imprese, purché il risanamento non venga compromesso da nuove spese prive di copertura.
    Federalismo fiscale, appalti e Superbonus

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
    Il progetto di federalismo fiscale incontra le resistenze di Regioni ed enti locali. La riforma punta a redistribuire risorse già esistenti, prevedendo una compartecipazione regionale all’IRPEF per circa 5,828 miliardi di euro e una quota di circa 2,11 miliardi destinata a Province e Comuni.

    Il rischio è trasferire maggiori responsabilità agli enti territoriali senza garantire risorse aggiuntive, accentuando le differenze tra le aree con maggiore capacità fiscale e i territori più fragili.

    Sul fronte degli appalti viene fermato il recupero generalizzato delle anticipazioni sui prezzi. La decisione tutela la liquidità delle imprese impegnate nelle opere del PNRR e riduce il rischio di blocchi dei cantieri, contenziosi e crisi finanziarie nella filiera delle costruzioni.

    Il Superbonus conferma invece una forte concentrazione territoriale: circa un euro su due è stato speso nel Nord Italia. L’incentivo ha sostenuto edilizia e occupazione, ma ha generato una distribuzione disomogenea dei benefici e un costo pubblico molto elevato.
    Difesa europea, fondi SAFE e industria strategica

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Foglio / Il Fatto Quotidiano / Il Riformista / La Notizia
    L’Italia ha prenotato fino a 14,9 miliardi di euro attraverso SAFE, il nuovo strumento europeo destinato a finanziare investimenti comuni in difesa, sicurezza e infrastrutture strategiche.

    Il fondo complessivo dell’Unione europea ammonta a 150 miliardi di euro e prevede finanziamenti agevolati agli Stati membri. Per l’Italia può rappresentare una leva per sostenere aerospazio, elettronica, cybersecurity, droni, software, telecomunicazioni e tecnologie dual use.

    Il target internazionale di spesa per la difesa si avvicina al 5% del PIL entro il 2035, includendo sia investimenti militari diretti sia infrastrutture e sicurezza. La sfida sarà evitare che l’aumento della spesa comprima sanità, istruzione e investimenti produttivi.

    Leonardo rafforza intanto la propria presenza negli Stati Uniti attraverso acquisizioni nel software per difesa e intelligence, puntando sull’integrazione tra piattaforme fisiche, dati, AI e sistemi di comando.
    Energia, petrolio, carburanti e rischio geopolitico

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
    La crisi nello Stretto di Hormuz continua a produrre conseguenze economiche rilevanti. I danni potenziali per le economie del Golfo vengono stimati fino a 90 miliardi di dollari, considerando minori esportazioni, rallentamento della navigazione e aumento dei costi assicurativi e logistici.

    Il Qatar avrebbe registrato una contrazione annualizzata del PIL del 14,7%, mostrando quanto rapidamente una crisi delle rotte commerciali possa trasformarsi in una recessione per le economie maggiormente dipendenti dall’export energetico.

    L’Italia resta particolarmente esposta per la dipendenza dalle importazioni e per il peso del gas nella formazione del prezzo dell’elettricità. Le principali conseguenze riguardano inflazione, bollette, trasporti, potere d’acquisto e margini industriali.

    I prezzi alla pompa rimangono vicini o superiori ai 2 euro al litro, con valori indicativi di circa 2,14 euro per il diesel e 1,96 euro per la benzina. Gli interventi temporanei sulle accise possono attenuare il problema, ma non sostituiscono una strategia fondata su diversificazione, reti e maggiore efficienza energetica.
    Industria, imprese e investimenti

    Testate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / La Stampa / Avvenire / Il Foglio / Italia Oggi
    La situazione dell’ex Ilva continua a rappresentare uno dei dossier industriali più complessi. Dopo il blocco della precedente gara, il Governo valuta una nuova procedura e la possibile separazione dell’area a freddo, mentre cresce la preoccupazione per circa 8.000 lavoratori e per l’intero indotto.

    La produzione è scesa da oltre 8 milioni di tonnellate annue a poco più di 2 milioni nel 2024, rendendo più difficile sostenere costi fissi, manutenzione, investimenti e decarbonizzazione.

    Una vendita frammentata potrebbe preservare alcune attività, ma aumenterebbe il rischio di perdere una capacità produttiva strategica per automotive, meccanica, costruzioni e difesa.

    EssilorLuxottica mostra invece una traiettoria industriale positiva. Il gruppo è passato da circa 9 miliardi di euro di ricavi a una dimensione vicina ai 30 miliardi, trasformandosi da produttore di occhiali a piattaforma tecnologica e sanitaria integrata.
    Aerospazio, satelliti e politiche territoriali

    Testate: Il Sole 24 Ore / Avvenire / Italia Oggi
    Il progetto IRIDE utilizza una costellazione satellitare per monitorare dissesto idrogeologico, coste, agricoltura, incendi, inquinamento e infrastrutture.

    Il programma può generare nuove opportunità per aerospazio, software, analisi dei dati e servizi pubblici, trasformando l’osservazione della Terra in uno strumento di prevenzione e pianificazione economica.

    La proposta di una ZES del Nord punta invece a sostenere gli investimenti industriali dopo la conclusione del PNRR. Gli imprenditori chiedono semplificazioni, incentivi e politiche energetiche dedicate alle principali aree produttive settentrionali.

    L’obiettivo dovrebbe essere evitare una contrapposizione tra Nord e Mezzogiorno, costruendo politiche territoriali capaci di valorizzare le diverse specializzazioni produttive nazionali.
    Intelligenza Artificiale, università e capitale umano

    Testate: Avvenire / Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / Milano Finanza
    La geopolitica dell’Intelligenza Artificiale si articola sempre più intorno a tre poli: Stati Uniti, Cina ed Europa. Gli Stati Uniti dispongono delle principali piattaforme e dei chip avanzati, la Cina di una vasta base industriale e di una forte capacità di applicazione, mentre l’Europa punta su regolamentazione e affidabilità.

    Il rischio europeo è rimanere dipendente da modelli e infrastrutture straniere. L’opportunità consiste invece nello sviluppare applicazioni verticali per manifattura, sanità, finanza, Pubblica Amministrazione e industria.

    Confindustria propone di inserire stabilmente l’AI nei programmi universitari, non soltanto nelle discipline informatiche ma anche in economia, medicina, ingegneria, diritto e scienze sociali.

    Nel 2026 il Fondo di finanziamento ordinario delle università raggiunge 9,41 miliardi di euro, dei quali 2,54 miliardi assegnati attraverso criteri premiali. La fine delle risorse straordinarie del PNRR rende però necessario trasformare una parte degli investimenti temporanei in capacità permanente di ricerca e formazione.
    Lavoro, contratti e relazioni industriali

    Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / Il Tempo
    Si apre una nuova stagione della contrattazione collettiva, con l’obiettivo di recuperare il potere d’acquisto perso durante la fase inflazionistica.

    Il confronto non può però limitarsi agli aumenti nominali. Salari, produttività, formazione, welfare aziendale e partecipazione dei lavoratori dovranno essere integrati all’interno degli accordi.

    Le differenze tra settori restano molto rilevanti. Le imprese esportatrici e ad alta produttività dispongono di maggiori margini per sostenere aumenti salariali, mentre commercio, servizi e piccole aziende operano in condizioni più fragili.

    Il rinnovo del contratto degli infermieri prevede un incremento medio di circa 240 euro, con l’obiettivo di rendere più attrattiva una professione caratterizzata da carenza di personale, turni gravosi e crescente domanda assistenziale.
  • INSIDE FINANCE

    Innovation or Elimination. What Italy Can Learn from Israel’s Culture of Innovation.

    27/07/2026 | 34 min
    Innovation is no longer optional.

    Welcome to the first episode of Market Access Italy, the new international series by Inside Finance dedicated to world-class leaders, entrepreneurs and innovators contributing to the growth of the Italian economic ecosystem.

    Produced in collaboration with foreign embassies in Italy, the series aims to build bridges between Italy and some of the most influential minds shaping business, technology and innovation around the world.

    For this first episode, produced in partnership with the Embassy of Israel in Italy, Michael Persechini speaks with Itai Green, Founder and CEO of Innovate Israel, corporate open innovation expert and author of Innovation or Elimination.

    At the heart of the conversation is a powerful idea:

    the greatest obstacle to innovation is not technology, but people.

    Boards, CEOs and senior executives must learn to treat innovation as a core managerial capability, create a culture in which experimentation is encouraged and actively involve employees in the transformation process.

    During the episode, Itai Green explains:

    • Why companies that continue repeating what worked yesterday risk becoming irrelevant.

    • Why approximately 80% of the innovation challenge is connected to the human factor.

    • How corporations can identify concrete business challenges and collaborate effectively with startups.

    • Why open innovation must always support the company’s broader strategy.

    • How Innovate Israel’s methodology can transform corporate culture and produce startup integration rates exceeding 60%.

    • What startups must do to become relevant partners for large organisations.

    • What Italian companies can learn from Israel’s culture of urgency, adaptability and innovation.

    • Why young professionals should embrace risk, remain flexible and consider building their own ventures.In a world shaped by artificial intelligence, autonomous agents and rapidly evolving competition, standing still is no longer a neutral decision.

    As the title of Itai Green’s book makes clear, the choice facing companies today is increasingly simple: Innovation or Elimination.

    The episode is conducted by Michael Persechini, Equity Partner of Zero IN Sharing Knowledge Benefit Corporation, producer of the Inside Finance podcast.
  • INSIDE FINANCE

    Inside value #20 Ponte vuoto, stiva piena.

    27/07/2026 | 9 min
    Mercati leggeri, bilanci pesanti.

    Ad agosto i mercati sembrano più tranquilli: meno scambi, meno liquidità, meno rumore.

    Ma sotto la superficie, il carico resta pesante.

    In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana in cui il mercato ha smesso di chiedersi soltanto quanto si può guadagnare, e ha ricominciato a chiedersi una cosa molto più importante:

    chi paga davvero il conto della crescita?

    Parleremo del ritorno del costo del denaro, con i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine di nuovo su livelli elevati, del petrolio in risalita per le tensioni in Medio Oriente e dei possibili effetti sulle decisioni della Federal Reserve.

    Analizzeremo anche il ruolo dello yen e del carry trade giapponese, un meccanismo apparentemente lontano ma capace di muovere i mercati globali quando la liquidità si ritira.

    Al centro della puntata ci sarà poi Alphabet:

    utili record, ricavi straordinari e Google Cloud in forte crescita, ma anche free cash flow negativo e investimenti enormi in server, data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    La domanda resta una sola:

    l’AI sarà in grado di generare ritorni sufficienti a ripagare questi investimenti giganteschi?

    Un episodio dedicato a chi vuole guardare oltre i prezzi di mercato e capire quanto pesano davvero debito, tassi, cassa e aspettative nei bilanci delle aziende.

    Perché quando il denaro torna ad avere un prezzo elevato, non conta solo quanto un’azienda promette di crescere.

    Conta chi finanzia quella crescita, quanto costa farlo e quando quella promessa diventerà cassa.

    Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.

    Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it

    Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.

    Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.

    Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.

    Buon ascolto.
  • INSIDE FINANCE

    Agenti AI, lavoro e data center. Chi controlla il cambiamento? | Intelligenze Emergenti #19 | Rassegna internazionale 17-24 Luglio 2026

    26/07/2026 | 16 min
    L'intelligenza artificiale sta entrando nella sua fase più delicata.Non basta più sviluppare modelli sempre più potenti.

    La vera sfida oggi è integrare l'AI nelle organizzazioni senza trasferire nuovi costi, nuovi rischi e nuove responsabilità a imprese, lavoratori e territori.

    Nella 19ª puntata di Intelligenze Emergenti analizziamo una settimana che mostra come l'intelligenza artificiale stia uscendo dalla fase sperimentale per entrare definitivamente nei processi operativi.

    Tra i temi principali:

    • Perché produttività e risparmio economico non sono la stessa cosa e come misurare il vero ritorno degli investimenti in AI.

    • L'impatto dell'intelligenza artificiale sull'organizzazione del lavoro, sulla formazione delle competenze e sul ruolo delle persone.

    • L'arrivo degli agenti AI nelle aziende e le nuove sfide legate a sicurezza, governance e controllo operativo.

    • Gli investimenti miliardari nei data center, le crescenti tensioni con i territori e il concetto di "licenza sociale" per le infrastrutture dell'AI.

    • Il futuro dell'informazione tra copyright, trasparenza, contenuti generativi e nuove regole europee per l'intelligenza artificiale.

    La domanda non è più:
    "Quanto è potente un modello?"

    La domanda è: Come possiamo integrare l'intelligenza artificiale nei processi reali senza perdere controllo, competenze e responsabilità?

    Una panoramica strategica dedicata a imprenditori, manager e professionisti che vogliono comprendere le dinamiche che stanno ridefinendo il mercato globale dell'intelligenza artificiale.

    In collaborazione con Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all'innovazione sugli sviluppi dell'intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.

    Per maggiori informazioni: info@recomb.ai

    Vuoi approfondire ogni settimana questi temi?

    Iscriviti anche alla newsletter di Claudio Ricci per ricevere analisi, scenari e approfondimenti strategici dedicati all'evoluzione dell'intelligenza artificiale.

    👉 Iscriviti qui: https://shorturl.at/S9S8d

    Buon ascolto
  • INSIDE FINANCE

    Rassegna Stampa Economica del 25 Luglio. A cura di Giuliano Casale

    25/07/2026 | 7 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 25 Luglio 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Energia, petrolio, gas e impatto sull’economia italiana

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Libero / Domani / Il Foglio
    Il rincaro dell’energia torna a rappresentare il principale rischio congiunturale per l’economia italiana. L’aumento del petrolio e del gas, alimentato dall’escalation in Medio Oriente e dalle tensioni sulle rotte marittime, si trasferisce rapidamente sui carburanti, sulle bollette, sui trasporti e sui margini delle imprese.

    L’inflazione italiana risale al 3,4%, rispetto al 2,3% del mese precedente, mentre l’indice armonizzato si colloca intorno al 3,7%. La componente energetica torna quindi a comprimere il potere d’acquisto delle famiglie e a rallentare consumi, investimenti e crescita.

    Il Brent raggiunge circa 96,38 dollari al barile, mentre il gas europeo si attesta intorno a 62,90 euro per MWh. Il contemporaneo rafforzamento del dollaro amplifica l’impatto sull’Eurozona, poiché una parte rilevante delle forniture energetiche viene regolata in valuta statunitense.

    Sulla rete ordinaria la benzina raggiunge circa 1,968 euro al litro, mentre il gasolio sale a 2,161 euro. In autostrada i prezzi arrivano rispettivamente a circa 2,059 e 2,228 euro, con un aggravio stimato fino a 13,95 euro per un pieno di diesel.
    Accise, sostegni e tutela del potere d’acquisto

    Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / La Stampa
    La cosiddetta “stangata estiva” viene quantificata in circa 700 milioni di euro, considerando i maggiori costi sostenuti dalle famiglie per carburanti e spostamenti. A questo impatto diretto si aggiungono gli effetti indiretti sui beni trasportati su gomma.

    Il Governo valuta il ritorno delle accise mobili, un meccanismo che consentirebbe di utilizzare parte dell’extragettito IVA prodotto dal rincaro petrolifero per ridurre temporaneamente il prezzo alla pompa.

    L’intervento ipotizzato potrebbe comportare un taglio di circa 6-7 centesimi al litro, ma richiede coperture compatibili con i conti pubblici. Una riduzione generalizzata e permanente avrebbe infatti un costo molto elevato per lo Stato.

    La soluzione più efficace potrebbe essere una combinazione di accise mobili, sostegni mirati alle famiglie vulnerabili e crediti d’imposta temporanei per i settori energivori, evitando un sussidio indistinto anche ai consumatori con maggiore capacità di spesa.
    Piano energetico, rinnovabili e ritorno del nucleare

    Testate: Corriere della Sera / Italia Oggi / Il Foglio
    Il Tesoro prepara un piano da circa 14 miliardi di euro per sostenere energia pulita, reti, capacità rinnovabile, sistemi di accumulo, efficienza energetica e infrastrutture industriali.

    Una parte delle risorse potrebbe essere mobilitata attraverso garanzie pubbliche e strumenti finanziari capaci di coinvolgere investitori istituzionali, limitando l’impatto diretto sul deficit.

    La crisi del Golfo riapre contemporaneamente il dibattito sul nucleare. Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Turchia valutano nuovi programmi atomici per ridurre il consumo interno di idrocarburi e liberare maggiori quantità di petrolio e gas destinate all’esportazione.

    Anche senza la costruzione immediata di nuove centrali in Italia, il rilancio internazionale del nucleare può creare opportunità per imprese italiane attive nell’ingegneria, nella componentistica, nella cybersecurity e nei sistemi di controllo.
    Iran, Stretto di Hormuz e sicurezza delle filiere globali

    Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Repubblica / Domani / Il Foglio
    Lo Stretto di Hormuz torna al centro dello scenario economico mondiale. Nell’area non transitano soltanto petrolio e gas naturale liquefatto, ma anche merci e materie prime indispensabili per l’agricoltura e l’industria.

    Un blocco anche parziale determinerebbe un aumento dei noli, dei premi assicurativi e dei tempi di consegna. Le rotte alternative e gli oleodotti terrestri potrebbero compensare soltanto una parte dei volumi normalmente trasportati attraverso lo Stretto.

    Il rischio riguarda anche fertilizzanti come ammoniaca e urea. Un’interruzione prolungata delle forniture potrebbe tradursi, con alcuni mesi di ritardo, in un aumento dei costi agricoli e dei prezzi alimentari.

    Cina e India sono particolarmente esposte per la forte dipendenza dalle forniture del Golfo, ma anche l’Europa subirebbe l’aumento delle quotazioni internazionali e la competizione per i carichi disponibili.
    Dazi, commercio internazionale ed export italiano

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica / Domani / Il Foglio
    La politica commerciale statunitense torna a essere una delle principali fonti di volatilità. Washington valuta nuove misure contro l’Unione europea in risposta alle sanzioni e alle regole comunitarie applicate alle grandi piattaforme digitali.

    I settori italiani potenzialmente più esposti sono automotive, farmaceutica, vino, agroalimentare, moda, arredamento, macchinari e beni di lusso.

    Il farmaceutico potrebbe dimostrare una maggiore capacità di tenuta grazie al peso dei prodotti brevettati e alla difficoltà di sostituire rapidamente alcune forniture. Moda, vino e arredamento sono invece più vulnerabili alla riduzione della domanda determinata dall’aumento dei prezzi.

    Le imprese esportatrici dovranno gestire il rischio attraverso anticipazione delle spedizioni, revisione dei contratti, coperture valutarie, diversificazione geografica e maggiore presenza produttiva negli Stati Uniti.
    Intelligenza Artificiale, produttività e concentrazione finanziaria
    Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
    L’Intelligenza Artificiale viene indicata come una tecnologia capace di produrre effetti moltiplicativi sulla produttività, non limitandosi all’automazione delle attività esistenti ma trasformando processi, prodotti e modelli organizzativi.

    Il principale limite italiano non è la disponibilità degli strumenti, ma la loro diffusione. Le grandi imprese possono investire in competenze e modelli avanzati, mentre le PMI rischiano di rimanere indietro per carenza di dati, capitale e capacità organizzativa.

    La corsa all’AI ha inoltre aumentato la concentrazione degli indici azionari statunitensi. Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, Nvidia e Tesla rappresentano circa il 32,5% della capitalizzazione dell’S&P 500.

    Gli investimenti miliardari in chip, data center e infrastrutture possono sostenere la crescita futura, ma ridurre temporaneamente il flusso di cassa disponibile. Per gli investitori diventa quindi essenziale distinguere tra narrativa tecnologica e reale capacità di generare ricavi, margini e cassa.
    Investimenti, crescita europea e competitività bancariaTestate: Il Sole 24 Ore / Il Foglio / Milano Finanza
    Gli investimenti sono la variabile centrale dell’autonomia strategica europea. L’Unione dispone di un’elevata quantità di risparmio privato, ma investe meno degli Stati Uniti in innovazione, energia, difesa, infrastrutture e tecnologie avanzate.

    Il modello europeo resta troppo dipendente dal credito bancario. Le imprese innovative e ad alta crescita necessitano invece di mercati azionari più profondi, capitale di rischio, private equity e venture capital.

    La Commissione europea riconosce inoltre la scarsa competitività del sistema bancario continentale, ancora frammentato lungo i confini nazionali e caratterizzato da barriere alle aggregazioni transfrontaliere.

    Una maggiore integrazione bancaria e finanziaria potrebbe ridurre i costi, aumentare gli investimenti tecnologici e trasformare una quota maggiore del risparmio europeo in capitale produttivo.
    Difesa, aerospazio e Leonardo

    Testate: Repubblica / Milano Finanza / Italia Oggi
    L’aumento della spesa militare europea sostiene le prospettive della filiera industriale italiana. Leonardo accelera su elicotteri, droni, satelliti, elettronica, sistemi di difesa integrata e sul programma del nuovo caccia GCAP con Regno Unito e Giappone.

    Il gruppo ha acquisito nuovi contratti per circa 1 miliardo di euro, tra cui accordi con Arabia Saudita e Indonesia per elicotteri e aerei da combattimento.

    Il titolo Leonardo si colloca intorno a 52 euro, con una performance cumulata molto rilevante dall’inizio della guerra in Ucraina. La crescita della domanda apre opportunità, ma evidenzia anche limiti di capacità produttiva.

    La filiera deve affrontare carenza di personale qualificato, tempi di approvvigionamento e disponibilità di componenti. L’aumento degli ordini dovrà quindi tradursi in investimenti produttivi, formazione e occupazione specializzata.
    PNRR, partenariato pubblico-privato e infrastrutture

    Testate: Milano Finanza / Il Sole 24 Ore
    La conclusione del PNRR apre il problema della continuità degli investimenti. Imprese, strutture operative e progetti avviati grazie alle risorse europee rischiano di rimanere senza finanziamenti dopo la fine del Piano.

    Il partenariato pubblico-privato assume quindi un ruolo crescente. I contratti censiti raggiungono circa 28 miliardi di euro, coinvolgendo amministrazioni, banche, fondi infrastrutturali e operatori industriali.
Altri podcast di Economia
Su INSIDE FINANCE
Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.
Sito web del podcast

Ascolta INSIDE FINANCE, Black Box - La scatola nera della finanza e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it

  • Salva le radio e i podcast favoriti
  • Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
  • Supporta Carplay & Android Auto
  • Molte altre funzioni dell'app
INSIDE FINANCE: Podcast correlati