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    Rassegna Stampa Economica del 28 Marzo. A cura di Giuliano Casale

    28/03/2026 | 5 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 28 Marzo 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Investimenti e Mercati

    Testate coinvolte: Il Foglio / Milano Finanza / La Verità

    • Silicon Box investe in Italia (Novara)
    • Investimento complessivo: €3,2 miliardi
    • Supporto pubblico: €1,3 miliardi
    • Occupazione: ~1.600 addetti
    • Valutazione società: $15 miliardi

    Rafforzamento concreto della filiera europea dei semiconduttori, con potenziale effetto leva su supply chain e indotto tecnologico.

    • Ritorno di tensione sui mercati obbligazionari
    • Rendimenti BTP verso il 4%
    • Spread in risalita a 90–100 pb (da ~60 pb)

    Segnale di maggiore cautela degli investitori: il tema credibilità fiscale torna centrale.

    • Quadro macro in peggioramento
    • PIL 2026: da +0,7% a +0,5% (scenario base), fino a 0% / -0,7% in caso avverso
    • Inflazione: ~2,5%

    Crescita fragile e fortemente dipendente da energia e contesto geopolitico.

    • Nomine pubbliche: leva indiretta sui mercati
    • Coinvolti 211 incarichi in grandi partecipate

    Tema chiave per stabilità manageriale e percezione internazionale del sistema Italia.



    Industria e Innovazione

    Testate coinvolte: Milano Finanza / Italia Oggi / Il Foglio

    • AI: il vantaggio competitivo si sposta sulla governance
    Non basta sviluppare tecnologia: contano regole, controllo dei modelli e affidabilità.

    Impatto diretto su attrazione investimenti e scalabilità.
    • Media: ulteriore consolidamento del settore radio
    Operazione su asset Gedi (Antenna Group).

    Logica industriale: economie di scala e razionalizzazione dei costi.
    • AI e lavoro: rischio disallineamento competenze
    Cresce il tema occupazionale legato all’automazione.
    Priorità per le imprese: reskilling e gestione della transizione.


     Fisco e Normativa

    Testate coinvolte: Il Giornale / Moneta

    • Pacchetto pro-imprese post-referendum
    • Tassa sui pacchi (€2) rinviata al 1 luglio
    • Credito d’imposta investimenti: 35%
    • Regime favorevole su dividendi/plusvalenze fino al 31 dicembre 2025

    Segnale di continuità pro-business, con focus su liquidità e attrattività degli investimenti.

    • Direttiva Case Green: impatto economico rilevante
    • Costo stimato: fino a €180 miliardi
    • Intervento medio: €35.000 – €60.000 per abitazione

    Forte pressione su famiglie e settore immobiliare; rischio rallentamento del mercato.

    • Ritardi verso l’UE e complessità attuativa
    • Scadenza mancata: 31/12/2025
    • Coinvolti 19 Paesi

    Tema sistemico europeo, ma con impatti operativi nazionali.

    • Obiettivi UE difficilmente sostenibili senza nuovi incentivi
    • Target: 16% edifici meno efficienti entro 2030

    Necessaria revisione strumenti fiscali per evitare blocchi nel settore edilizio.



    Energia e Geopolitica

    Testate coinvolte: Libero Quotidiano / Il Foglio / Moneta

    • Energia: pragmatismo sulla transizione
    • Stop al carbone rinviato (target 2038)

     Priorità alla riduzione dei costi energetici per imprese e famiglie.

    • Rischio Hormuz: variabile critica globale
    • Transita circa 20% del petrolio mondiale

    Eventuali blocchi impattano immediatamente inflazione, logistica e margini industriali.

    • Instabilità nei traffici commerciali
    Deviazioni delle rotte e aumento incertezza operativa
    Possibili effetti su tempi di consegna e costi supply chain.



    Agrifood

    Testate coinvolte: La Verità

    • Prezzo del latte in crescita
    Livelli superiori alla Germania
    Segnale positivo per la filiera primaria, ma con potenziale impatto sui prezzi al consumo.



    Executive Takeaway (C-level)

    • Italia torna attrattiva su investimenti industriali strategici
    → Il caso Silicon Box dimostra capacità di competere su progetti ad alto valore tecnologico.
    • Mercati più sensibili alla disciplina fiscale
    → Spread e rendimenti indicano minore tolleranza per deviazioni di bilancio.
    • Crescita economica vulnerabile
    → Scenario legato a energia e tensioni geopolitiche più che a dinamiche interne.
    • Politica fiscale orientata al supporto delle imprese
    → Incentivi e misure su capitali finanziari migliorano il contesto operativo.
    • Energia e regolazione UE sono i principali fattori di rischio
    → Case green (fino a €180 mld) e tensioni su petrolio rappresentano le variabili più impattanti.
  • INSIDE FINANCE

    Rassegna Stampa Economica del 27 Marzo. A cura di Giuliano Casale

    27/03/2026 | 5 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 27 Marzo 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

     Investimenti, mercati e scenario macro

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / Italia Oggi / L’Espresso / MF
    • Ocse: inflazione globale più alta, crescita italiana ancora debole. L’Ocse stima nel 2026 un’inflazione al 4,0% nel G20 (+1,2 punti rispetto alle stime precedenti), con gli Usa al 4,2% nel 2026 e poi 1,6% nel 2027. Per l’Eurozona la stima sale al 2,6% nel 2026 e scende al 2,0% nel 2027. Per l’Italia, crescita attesa al +0,4%, mentre il Governo continua a puntare a +0,5%. Segnale positivo: l’economia italiana resta in area crescita, ma con margini di sicurezza molto ridotti.  

    • Finanza pubblica italiana sotto pressione, ma il rientro del deficit sotto il 3% non è escluso. Il deficit 2025 Istat è indicato al 3,1% del Pil; alla Ragioneria viene giudicato “possibile” un ritorno al 3,0% dopo la notifica Eurostat attesa tra 20 e 21 aprile, con possibile slittamento del Documento di finanza pubblica rispetto alla scadenza ordinaria del 10 aprile. Il Governo aveva fissato in autunno una crescita 2026 al +0,7%, ora limata a +0,5%.  

    • Scenario energetico come principale variabile di rischio. Secondo Il Sole 24 Ore, se petrolio e gas tornassero ai livelli di fine 2025 entro l’autunno, il +0,4% di Pil resterebbe raggiungibile; con petrolio stabile attorno a 100 euro/barile la crescita italiana scenderebbe di 0,1 punti; con Brent a 110 euro la recessione diventerebbe più netta, fino a -0,4%. Indicazione utile: la protezione del margine industriale passa sempre più da hedging energetico e pricing dinamico.  

    • Mercati: guerra e tassi hanno già colpito gli asset risk-on. Dall’inizio del conflitto, i listini Ue risultano in calo di circa -8%; secondo L’Espresso il petrolio è salito del 50%, il gas del +80%, con il greggio attorno a 110 dollari/barile. A Milano il ribasso azionario è indicato al -9%, mentre i rendimenti a lungo salgono di quasi 30 pb sui Btp decennali e 40 pb sui Bund decennali tedeschi. Quadro severo, ma non ancora assimilabile a uno shock sistemico 2008/2022.  

    • Usa: rischio recessione in aumento, ma non scenario base. Il Messaggero riporta 48% di probabilità di recessione Usa a 12 mesi secondo Moody’s Analytics e 30% secondo Goldman Sachs; lo S&P 500 è indicato a -6% in un mese. Per i business export-oriented resta una finestra positiva: la debolezza Usa non equivale ancora a crollo della domanda globale, ma impone selettività su mercati e settori.  

    • Banca di Francia: uscita dall’oro detenuto negli Usa con forte impatto contabile. MF segnala una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro che consente a Banque de France di chiudere il 2025 con utile di 8,1 miliardi, dopo una perdita di 7,7 miliardi nel 2024. L’operazione riguarda 129 tonnellate, pari al 5% delle 2.437 tonnellate complessive francesi. In parallelo la Fed chiude il 2025 con perdita operativa di 18,7 miliardi di dollari, dopo 77,6 miliardi nel 2024 e 114,3 miliardi nel 2023: segnale di pressione strutturale sui bilanci delle banche centrali in regime di tassi elevati.  

    Industria, territori e competitività

    Testate coinvolte: MF / Domani / Riformista l’Economista
    • Veneto: ripresa moderata ma base occupazionale forte. MF stima per il 2026 una crescita dell’economia veneta dello 0,8%; il 2025 si sarebbe chiuso con Pil a +0,5%. Il tasso di occupazione regionale è al 69%, contro il 62,5% nazionale; la disoccupazione è al 3,1% contro il 5,8% italiano. Il bilancio regionale vale 19 miliardi. Indicazione positiva: resta uno dei pochi ecosistemi territoriali con mix favorevole di export, lavoro e investimenti pubblici.  

    • Pacchetto infrastrutture e sociale in Veneto con numeri già allocati. Stanziati 69 milioni per assistenza agli anziani, 38 milioni per scuole dell’infanzia, 17,5 milioni per medicina territoriale, 50 milioni per piano casa e social housing, 6 milioni di fondo di garanzia per accesso al mercato dei capitali e 3 milioni per startup. Criticità strutturale: entro il 2030 il Veneto potrebbe trovarsi con 280.000 lavoratori in meno.  

    • Bollette e rilancio: focus su energia e competitività. Domani riporta che il Governo valuta il “disaccoppiamento” per abbassare i costi energetici e segnala una richiesta all’Europa di riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro da destinare a competitività delle imprese, alloggi a prezzi calmierati e interventi sul fronte idrico. Lettura business: la leva energia torna centrale nelle policy industriali nazionali.  

    • Medio Oriente sempre più hub logistico-energetico. Riformista l’Economista evidenzia che l’interscambio tra GCC e Unione europea vale circa 197 miliardi di dollari; il commercio intra-Golfo ha raggiunto 146 miliardi di dollari nel 2024. Per l’Italia, export verso gli Emirati Arabi Uniti oltre 9 miliardi di dollari nel 2024 e interscambio bilaterale vicino ai 10 miliardi; export verso l’Arabia Saudita oltre 6,5 miliardi di dollari. Segnale positivo: per manifattura, logistica, tecnologia e lusso il Golfo resta una piattaforma di crescita, non solo un mercato finale.  

    • Accordo Italia-UAE e posizionamento strategico. Sempre dal Riformista l’Economista emerge un accordo Italia-Emirati su cooperazione e investimenti per circa 40 miliardi di dollari, con extra-export italiano verso paesi extra-Ue in crescita del 4,6% nel 2025. In un contesto in cui oltre il 60% delle importazioni strategiche italiane arriva da aree geopoliticamente sensibili, la costruzione di partnership resilienti è un driver competitivo, non solo diplomatico.  

     Fisco e normativa

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / MF / Riformista l’Economista
    • Microcontrolli fiscali: leva ad alta resa per l’Erario. Il Sole 24 Ore segnala che nel 2025 i microcontrolli sulle dichiarazioni hanno generato 8,7 miliardi di euro di incassi, su un totale di 36,2 miliardi dalla lotta all’evasione. Sono stati inviati 8,7 milioni di avvisi di irregolarità, con un recupero medio di circa 1.000 euro per segnalazione. KPI molto rilevante: il Fisco sta migliorando efficienza e granularità dell’azione, più che alzare il livello di conflittualità.  

    • Base dati fiscale sempre più estesa. Sotto osservazione 53,1 milioni di dichiarazioni relative agli anni d’imposta 2022-2024; nel 2025 l’attenzione si è concentrata sul 2023 con oltre 30 milioni di posizioni verificate. La messa a disposizione dei dati per la precompilata è indicata entro il 30 aprile.  

    • Data-driven tax administration. L’Agenzia fa leva su oltre 90 milioni di gigabyte di dati, 2,4 miliardi di fatture elettroniche gestite via SdI e 189 milioni di corrispettivi telematici; dai flussi F24 emergono quasi 600 miliardi di versamenti spontanei e diretti. Implicazione positiva per le imprese compliant: aumenta il valore competitivo di governance amministrativa, qualità dei dati e presidio preventivo degli errori.  

    • Supervisione finanziaria: torna il tema IVASS-Bankitalia. MF riporta che dal 1° aprile Paolo Angelini assumerà la carica di direttore generale di Bankitalia e, per effetto delle recenti nomine, si riapre il dossier sull’eventuale incorporazione di IVASS in Banca d’Italia. Nessun impatto immediato, ma tema da monitorare per assicurazioni, bancassurance e architettura dei controlli.  

    Banche, credito, tecnologia e regolazione

    Testate coinvolte: MF / Riformista l’Economista
    • Big Tech: la condanna di Meta e Google apre un nuovo fronte di compliance. MF sottolinea che il rischio legale non riguarda più solo i contenuti, ma il design dell’esperienza utente e i sistemi di raccomandazione. L’effetto business atteso è un aumento strutturale dei costi di compliance, accountability di prodotto e contenzioso. Opportunità: per operatori europei e B2B regolati, la convergenza con DSA e AI Act può rafforzare barriere d’ingresso e vantaggi reputazionali.  

    • Telco: sicurezza e 5G aumentano il fabbisogno di investimento. Riformista l’Economista evidenzia che NIS2 e Cybersecurity Act spingono nuovi obblighi su supply chain, audit, reporting e resilienza delle reti. Non vengono indicati importi di settore, ma il punto chiave è netto: la modernizzazione del 5G standalone richiede capitali aggiuntivi in un mercato già segnato da margini compressi. Lettura positiva: chi riuscirà a sostenere capex e compliance potrà consolidare quote.  

    • Sovranità tecnologica europea: da tema industriale a tema di sicurezza economica. Il Riformista l’Economista lega direttamente cyber, difesa, dati e infrastrutture. Il messaggio manageriale è chiaro: tecnologia, cloud, reti e AI non sono più funzioni accessorie ma asset core per continuità operativa e presidio del rischio sistemico.  

    Energia, difesa e geopolitica economica

    Testate coinvolte: Avvenire / Italia Oggi / Domani / L’Espresso / Riformista / Il Sole 24 Ore
    • Difesa in forte aumento
    Italia al 2% del PIL (45 mld), ma possibile salita al 5% entro il 2035 (≈145 mld) → la difesa diventa strategica e strutturale.
    • Geopolitica frena l’economia
    Crisi Iran-Hormuz rallenta crescita (Italia +0,4%) e alza inflazione → impatto diretto su PIL e prezzi.
    • Industria in difficoltà, Israele resiste

    Lavoro, formazione e capitale umano

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / MF
    • Oggi più studenti, ma futuro critico
    Iscritti in aumento (2,05 mln), ma nei prossimi 20 anni -35% matricole e tanti abbandoni → meno laureati.
    • Problema competenze e lavoro
    Forte mismatch: calo studenti (soprattutto al Sud) + carenza lavoratori (es. Veneto -280k) → le aziende dovranno formare internamente.
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    Rassegna Stampa Economica del 26 Marzo. A cura di Giuliano Casale

    26/03/2026 | 3 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 26 Marzo 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.

    Investimenti e Mercati

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / MF / Italia Oggi / La Stampa
    • Scenario macro: crescita italiana rivista al ribasso e rischio recessione in caso di shock prolungato.

    Il Centro Studi Confindustria rivede la crescita del PIL 2026 allo 0,5%, con un taglio di 0,2 punti rispetto alle stime di ottobre. Nello scenario base il PIL 2027 risalirebbe a +0,6%; in caso di guerra più lunga, lo scenario peggiora fino a +0,1% nel 2026 e -0,7%/-0,1% nel 2027 a seconda della durata del conflitto. Nello scenario peggiore, la guerra lunga e il caro energia possono costare alle imprese fino a 21 miliardi di maggiori bollette. Il quadro inflattivo indicato dal Csc segnala +3,0% nel 2026 e circa +2,2% nel 2027; i consumi delle famiglie rallenterebbero a +0,7% nel 2026, con export base a +0,6% e risalita a +1,8% nel 2027.  

    • Recupero fiscale record, ma cala il contributo delle sanatorie.
    La Stampa segnala 36,2 miliardi recuperati dall’evasione nel 2025, pari a +2,8% sul 2024 e, secondo il governo, +43% rispetto all’anno d’insediamento. Di questi, 29 miliardi derivano da incassi dell’Agenzia e 7,2 miliardi dalla riscossione; 15,9 miliardi sono versati direttamente dai contribuenti, 6,9 miliardi da cartelle esattoriali e 3,3 miliardi da “compliance”. Il gettito “spontaneo” sale a 595 miliardi (+2,8% a/a). In parallelo, le misure di sanatoria frenano: rottamazione e definizione liti scendono a 2,9 miliardi (-17,1%), mentre la “rottamazione quater” cala da 5,4 miliardi a 4,5 miliardi. Sul lavoro dipendente, il drenaggio fiscale avrebbe assorbito 21 miliardi in due anni; la Cgil stima 25 miliardi di imposte non dovute pagate dai dipendenti tra 2022 e 2024, con salari reali ancora -8,1% rispetto al 2021.  

    • Unicredit-Commerzbank: operazione letta come test politico sul mercato bancario europeo.
    MF evidenzia che l’offerta prevede uno scambio di 0,485 azioni proprie per ogni azione Commerzbank, con un premio iniziale di circa 4%, poi ridimensionato. Il messaggio di fondo è che il consolidamento transfrontaliero resta frenato da barriere politiche, regolatorie e di mercato dei capitali: tema da monitorare perché può riaprire il dossier aggregazioni bancarie europee. 

    • Mercato dei capitali e governance: il TUF elimina il divieto di incarichi incrociati nei Cda.
    MF segnala il superamento del divieto introdotto dopo la crisi del 2011. Contestualmente rientra l’obbligo di pubblicità finanziaria sui quotidiani per le quotate; viene ampliato il voto plurimo e si abbassano le soglie per l’intervento delle minoranze assembleari. Impatto atteso: maggiore flessibilità societaria, ma anche riapertura del dibattito su conflitti d’interesse e tutela delle minoranze.  

    Industria, Infrastrutture e Digitale

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / MF / Repubblica / Italia Oggi
    • AI e sovranità digitale: approccio industriale, non solo regolatorio.
    Il Sole 24 Ore insiste su una linea europea più pragmatica sull’AI, legata a filiere, data center, manifattura e servizi avanzati. Il punto manageriale è chiaro: il vantaggio competitivo non si gioca solo sul capitale, ma sulla capacità di integrare dati, infrastrutture e competenze in ecosistemi industriali europei.  

    • Misurazione degli ascolti digitali: parte l’Auditel per Netflix e Google.
    Repubblica segnala l’avvio di un sistema di certificazione degli ascolti anche per piattaforme digitali. La notizia è rilevante per media, advertising e telco: introduce un terreno più comparabile per pricing pubblicitario, misurazione delle audience e negoziazione commerciale con le piattaforme. 

    • Ponte sullo Stretto: nuova gara sempre più probabile, con rilevante impatto economico-potenziale.
    MF sostiene che l’appalto storico non regga più al mutato quadro regolatorio e di costo. Il valore originario dell’opera era €3,88 miliardi; secondo la delibera Cipess, il costo sarebbe salito a €10,5 miliardi, pari a circa +90% rispetto al valore originario aggiornato all’inflazione (€5,54 miliardi). In caso di mancato avvio lavori, viene richiamata una possibile penale fino a €1,5 miliardi. Per imprese, costruzioni e finanza infrastrutturale è un dossier da seguire perché può riaprire la competizione su un asset di scala nazionale.  

    • Social housing: ritorno dell’intervento pubblico “abilitante”.
    MF segnala dati Consap/Fondo Prima Casa: oltre 20% dei mutui italiani sarebbe riconducibile allo strumento; quasi 700 mila domande e oltre 652 mila garanzie ammesse; 76% delle operazioni a tasso fisso; importo medio dei finanziamenti €118 mila; famiglie under 36 pari al 79% delle erogazioni. Secondo la Commissione europea, servirebbero €650 miliardi l’anno per colmare il fabbisogno abitativo. Lettura positiva: l’housing sociale torna a essere leva di stabilizzazione e politica industriale urbana.  

    • Tutela del Made in Italy agroalimentare sulle piattaforme asiatiche.
    Italia Oggi riporta il rinnovo dell’accordo Masaf-Alibaba a tutela di 982 IG italiane online. L’intesa, nata nel 2016, arriva al quarto rinnovo; l’estensione porta da 44 a quasi 900 indicazioni geografiche protette presidiate sulle piattaforme, a fronte di una produzione che vale €20,8 miliardi. Segnale costruttivo per export digitale, IP protection e premium pricing internazionale.  

    Fisco e Normativa

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / La Stampa / MF
    • Dietrofront su partecipazioni e dividendi: salta la doppia soglia del 5% o €500 mila.
    Il Sole 24 Ore riporta che il Mef punta a cancellare il nuovo limite introdotto in manovra, ripristinando il regime agevolato fino al 31 dicembre 2025. La doppia soglia contestata era pari a 5% o €500.000 di valore da verificare per beneficiare della participation exemption; il correttivo avrebbe effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Nel colloquio con il quotidiano, il viceministro segnala anche oneri emersi per €1,3 miliardi dopo la sentenza UE del 1° agosto sulla direttiva madre-figlia. Messaggio per il mercato: prevale una linea di semplificazione pro-impresa. 

    • Bonus 65% e start-up: nodo decorrenza per gli apporti con SAFE.
    Il Sole 24 Ore richiama un tema tecnico ma rilevante per venture capital, founder e advisor: l’interazione tra il bonus del 65% e gli apporti con strumenti SAFE può creare criticità sulla decorrenza e sul perimetro dell’agevolazione. Tema da presidiare in sede di strutturazione delle operazioni.  

    • Germania: ritorna nel dibattito la tassa sul capitale.
    Italia Oggi ricostruisce la proposta Linke. L’imposta patrimoniale era stata abolita nel 1997; viene richiamata un’esenzione di €1 milione a testa e fino a €5 milioni per le aziende. Nel pezzo si citano stime molto aggressive: fino a €147 miliardi di gettito teorico annuo, una quota del 11%-12% su patrimoni di grande scala, casi esemplificativi come un appartamento da €8.000/mq, una casa da €1 milione, un reddito pensionistico di €1.000/mese, e perfino l’ipotesi di tassare €4.200 miliardi di proprietà private oltre la soglia. Al netto del taglio polemico, il punto business è che in Europa riemerge il tema della tassazione patrimoniale come risposta alla fragilità dei conti pubblici.  

    Banche, Credito e Previdenza

    Testate coinvolte: MF / Italia Oggi / Il Sole 24 Ore
    • Inps: criticità strutturale sulla riscossione dei crediti contributivi.
    Italia Oggi riferisce che nel 2024 i crediti contributivi Inps ammontano a €119,127 miliardi, pari al 70% del totale crediti (€170,733 miliardi). La Corte dei conti segnala un risultato d’esercizio positivo di €1,29 miliardi (in calo da €2,063 miliardi nel 2023), patrimonio netto in salita di €35 miliardi, avanzo a circa €122 miliardi, entrate contributive accertate a €284,047 miliardi (+€14,894 miliardi), spesa per prestazioni istituzionali a €417,408 miliardi (+€19,345 miliardi). Restano però criticità su residui attivi/passivi, crediti affidati agli agenti per €98,196 miliardi, differenza di €20,931 miliardi e cancellazione di €18,259 miliardi di residui. Dossier importante per fiscalità del lavoro, sostenibilità previdenziale e qualità della riscossione.  

    • Rientro dei cervelli: incentivo generoso ma risultati strutturalmente deboli.
    Il Sole 24 Ore rileva che il regime, in vigore dal 2010, esteso con il D.Lgs. 147/2015 e ritoccato nel 2019 e 2024, continua a offrire forti agevolazioni: redditi imponibili al 50%, o al 40% in presenza di figli, per almeno 5 anni e fino a €600.000 annui, con permanenza minima richiesta di 4 anni. Tuttavia il saldo migratorio dei qualificati resta negativo e oltre il 75% dell’espatrio si dirige verso altri paesi europei. Lettura: il capitale umano resta un tema strutturale, non risolvibile solo con leve fiscali.  

    Energia e Geopolitica
    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / La Stampa
    • Cuneo e salari: beneficio percepito assorbito dall’inflazione e dal drenaggio fiscale.
    L’incrocio tra La Stampa e Il Sole 24 Ore disegna un quadro netto: il sostegno in busta paga è stato in parte neutralizzato dall’aumento dei prezzi e dal fiscal drag. Il dato più rilevante resta la perdita di potere d’acquisto, con salari reali ancora -8,1% rispetto al 2021 secondo la ricostruzione citata da La Stampa. Messaggio positivo: il tema è ormai pienamente emerso nel dibattito policy e rende più probabili ulteriori correttivi sul lavoro.  
    • Giovani qualificati: il problema non è l’incentivo, ma l’ecosistema.
    Il Sole 24 Ore lega il dossier “rientro dei cervelli” a salari, qualità delle opportunità, collaborazione università-imprese e costo della vita. Il takeaway manageriale è chiaro: trattenere compete
  • INSIDE FINANCE

    Stefano Donnarumma, CEO del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ospite al Canova Club Milano

    25/03/2026 | 1 h 33 min
    In questo nuovo episodio di Inside Finance, Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ospite del Cenacolo organizzato dal Canova Club Milano, offre una riflessione ampia e concreta sul ruolo delle infrastrutture nel futuro del Paese.

    A partire dall’esperienza di FS, l’intervento si estende ben oltre il perimetro aziendale e tocca temi centrali per l’Italia: investimenti, alta velocità, sviluppo dei territori, capitale umano e tenuta della filiera industriale. 

    Ne emerge una visione che intreccia dimensione operativa e prospettiva strategica, con numeri, esempi e passaggi molto netti sulle sfide reali del sistema.

    Particolarmente rilevante è il tema della complessità, che spesso rallenta l’esecuzione dei progetti, e la riflessione su nuovi modelli di finanziamento delle infrastrutture, come possibile leva per sostenere una crescita più efficace e duratura.

    Un episodio denso, autorevole e ricco di contenuti, che restituisce una lettura concreta di cosa significhi oggi guidare una grande trasformazione industriale in Italia.

    Buon ascolto.
  • INSIDE FINANCE

    TRAILER: Stefano Donnarumma, CEO del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ospite al Canova Club Milano

    25/03/2026 | 4 min
    Trailer del prossimo episodio dal titolo:
    Stefano Donnarumma, CEO del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ospite al Canova Club Milano

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Su INSIDE FINANCE

Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.
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