598 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 22 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Conti pubblici: deficit, Manovra 2027 e nuovi margini di bilancio
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / principali quotidiani economici
L’attenzione è concentrata sulla revisione Istat del rapporto deficit-PIL italiano del 2025, attualmente stimato al 3,07%.
Una correzione anche contenuta potrebbe riportare formalmente il deficit sotto la soglia europea del 3%.
Il passaggio potrebbe alleggerire i vincoli collegati alla procedura per deficit eccessivo e concedere al Governo maggiore flessibilità nella preparazione della prossima legge di bilancio.
La Manovra viene indicata nell’ordine dei 25 miliardi di euro, con possibili spazi aggiuntivi destinati soprattutto a energia e difesa.
Rimane però centrale il problema del debito pubblico, che ha superato i 3.000 miliardi di euro.
Nel solo 2025 l’Italia ha sostenuto quasi 90 miliardi di euro di interessi sul debito.
Anche in presenza di nuovi margini fiscali, quindi, la disciplina di bilancio rimane una condizione essenziale per preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
Mercato dei capitali: da 400 a 1.000 società quotate
Testate: Il Sole 24 Ore / stampa economica
Uno dei temi centrali diventa la capacità dell’Italia di trasformare risparmio e capitale disponibili in investimenti produttivi.
Uno studio SDA Bocconi-Borsa Italiana ipotizza un significativo ampliamento del mercato azionario italiano.
Il numero delle società quotate potrebbe passare dalle attuali circa 400 a 1.000.
Il tema non riguarda soltanto la dimensione dei mercati finanziari. Secondo lo studio, negli ultimi anni le società quotate hanno registrato una crescita di ricavi, investimenti e occupazione superiore rispetto alle imprese non quotate.
Un mercato dei capitali più profondo potrebbe quindi aumentare le possibilità di finanziamento delle aziende, favorirne l’espansione e rafforzarne la patrimonializzazione.
La capacità di indirizzare il risparmio verso l’economia reale diventa così uno degli strumenti potenziali per sostenere la crescita strutturale italiana.
Energia: petrolio e gas scendono, ma i rischi restano
Testate: principali testate economiche
Dal mercato energetico arriva un segnale favorevole: petrolio e gas registrano un calo dei prezzi.
Il Brent torna sotto i 100 dollari al barile, mentre il gas europeo si porta intorno ai 73 €/MWh.
La discesa rappresenta una notizia positiva per inflazione, consumi e margini delle imprese.
Le tensioni strutturali, tuttavia, non sono scomparse.
Le scorte petrolifere rimangono basse, mentre le raffinerie europee devono confrontarsi con carenze di prodotto.
Anche il costo del trasporto marittimo continua a essere molto elevato.
Per l’Italia, quindi, la diminuzione dei prezzi energetici rappresenta un beneficio nel breve periodo, ma la sicurezza energetica continua a dipendere da infrastrutture, diversificazione delle fonti e capacità di accumulo.
Famiglie: 500 euro con la carta “Dedicata a te”
Testate: principali quotidiani economici
Sul fronte del sostegno alle famiglie torna la carta “Dedicata a te”.
La misura raggiungerà circa 1,2 milioni di nuclei familiari con ISEE inferiore a 15.000 euro e almeno tre componenti.
La prima erogazione, pari a 500 euro, è prevista a partire dal 4 novembre.
Si tratta di un intervento concreto a sostegno dei nuclei interessati, anche se la copertura rimane limitata rispetto alla platea potenziale.
Lavoro e capitale umano: salari, formazione e trasformazione tecnologica
Testate: principali testate economiche
Sul fronte del lavoro, la CISL propone un’agenda articolata che comprende rinnovo dei contratti, recupero del potere d’acquisto, formazione permanente e politiche dedicate a giovani e donne.
La formazione assume particolare importanza in una fase caratterizzata da una rapida trasformazione tecnologica.
La diffusione dell’intelligenza artificiale e dei nuovi processi digitali rende infatti il capitale umano una componente sempre più importante della competitività.
La capacità di aggiornare le competenze diventa quindi parte integrante della strategia necessaria per trasformare l’innovazione tecnologica in maggiore produttività e occupazione.
Intelligenza artificiale: tra produttività e rischio valutazioni
Testate: Financial Times / Milano Finanza / altre testate economiche
L’intelligenza artificiale rimane uno dei principali temi seguiti dai mercati.
Le valutazioni di molte società tecnologiche incorporano aspettative particolarmente elevate sulla futura crescita dell’AI.
Se i risultati economici dovessero rivelarsi inferiori alle attese, potrebbero verificarsi correzioni sui mercati finanziari.
Parallelamente, l’intelligenza artificiale presenta un importante potenziale economico attraverso l’aumento della produttività e la riduzione dei costi.
La questione centrale diventa quindi la capacità di trasformare innovazione e investimenti tecnologici in nuovi redditi, investimenti e occupazione.
Il passaggio dalla crescita delle aspettative alla verifica dei risultati economici effettivi diventa sempre più importante nella valutazione del settore.
Mercati internazionali: dialogo USA-Iran e fattori di rischio
Testate: Financial Times / Milano Finanza / principali testate finanziarie
I mercati reagiscono positivamente alle aspettative di un possibile dialogo tra Stati Uniti e Iran.
Piazza Affari registra un rialzo dell’1,6%, mentre anche Wall Street chiude una seduta positiva.
Il miglioramento del sentiment non elimina però i principali fattori di rischio presenti nello scenario finanziario internazionale.
Tra gli elementi da monitorare vengono indicati il debito americano, le operazioni finanziate in yen e le valutazioni elevate raggiunte da alcuni comparti tecnologici.
Il quadro rimane quindi favorevole nel breve periodo, ma caratterizzato da vulnerabilità finanziarie e geopolitiche ancora significative.
Investimenti esteri: cresce l’attrattività dell’Italia
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
Dallo scenario italiano arriva anche un segnale positivo sul fronte dell’attrattività internazionale.
L’Italia viene indicata come quarta destinazione europea per gli investimenti dalle imprese intervistate.
Il dato si inserisce in uno scenario nel quale diversi fattori possono rafforzarsi reciprocamente: maggiore solidità dei conti pubblici, riduzione dei costi energetici, sviluppo del mercato dei capitali e investimenti infrastrutturali.
La capacità di consolidare questi elementi potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente l’attrattività del Paese per capitali e imprese internazionali.
Executive Takeaways
• Il possibile miglioramento dei conti pubblici crea spazio, ma non elimina i vincoli
Un deficit 2025 vicino alla soglia del 3% potrebbe offrire maggiore flessibilità nella prossima legge di bilancio. Ma con oltre 3.000 miliardi di debito e quasi 90 miliardi di interessi annui, l’utilizzo delle nuove risorse rimane determinante.
• Il mercato dei capitali può diventare uno strumento di crescita
Portare il numero delle società quotate italiane da circa 400 a 1.000 significherebbe ampliare le possibilità di accesso al capitale per le imprese. Lo studio citato associa inoltre le società quotate a una maggiore crescita di ricavi, investimenti e occupazione.
• Il calo dell’energia offre sollievo, ma non risolve il problema strutturale
Brent sotto i 100 dollari e gas intorno ai 73 €/MWh possono alleggerire la pressione su inflazione e margini aziendali. Scorte basse, problemi delle raffinerie e costi logistici mostrano però che infrastrutture, accumulo e diversificazione restano centrali.
• Per l’AI inizia la verifica dei risultati economici
Le valutazioni tecnologiche incorporano aspettative elevate. La capacità dell’intelligenza artificiale di generare produttività, riduzione dei costi, redditi e occupazione diventa quindi il parametro decisivo per valutare la sostenibilità della crescita del settore.
• Stabilità e crescita non sono la stessa cosa
Conti pubblici più solidi, energia meno costosa e maggiore attrattività possono creare condizioni favorevoli, ma la stabilizzazione da sola non genera crescita. Il passaggio decisivo sarà trasformare questo spazio in produttività, capitale umano, investimenti e competitività, costruendo una crescita più duratura. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 21 Settembre 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali.
Export e competitività: l’Italia continua a crescere sui mercati internazionali
Testate: Corriere della Sera – L’Economia / la Repubblica Affari&Finanza / La Stampa
Nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del 4,6%, superando i 660 miliardi di euro.
Il risultato assume particolare rilevanza perché arriva in una fase nella quale l’economia mondiale cresce a ritmi inferiori rispetto al passato.
A trainare l’export italiano sono soprattutto le vendite verso Svizzera, Stati Uniti e Cina, con un contributo importante dei settori dei metalli e della farmaceutica.
Dal Piemonte arriva un ulteriore segnale positivo: nei primi sei mesi dell’anno l’export regionale è aumentato del 6%, raggiungendo 32,8 miliardi di euro.
Tra i comparti piemontesi maggiormente dinamici figurano mezzi di trasporto, meccanica, alimentare e tessile.
Rimane però aperto il problema della competitività strutturale. La classifica IMD 2026 colloca l’Italia al 45° posto su 70 economie.
Tra i principali elementi di debolezza vengono indicati infrastrutture, mercato del lavoro, fisco, gestione d’impresa e capitale umano.
L’export continua quindi a rappresentare un punto di forza, ma consolidarne la crescita richiede nuovi investimenti capaci di aumentare produttività e competitività.
Energia: petrolio, elettricità e competitività industriale
Testate: La Stampa / Il Giornale / la Repubblica Affari&Finanza
Il petrolio torna sopra i 100 dollari al barile e, negli scenari più critici legati alla situazione mediorientale, potrebbe raggiungere quota 140 dollari. Perché i capitali da soli non bastano per portare un farmaco sul mercato? Risponde Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera.
20/09/2026 | 3 minPerché i capitali da soli non bastano per portare un farmaco sul mercato? Risponde Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera.
Quando una biotech entra nella fase clinica, le risorse finanziarie sono fondamentali, ma non sufficienti. Servono anche strutture organizzative, centri di sperimentazione e competenze già operative per accelerare il reclutamento dei pazienti e l’accesso ai diversi mercati.
Un’infrastruttura che le grandi aziende farmaceutiche possiedono già e che una biotech, anche disponendo di capitali importanti, non può costruire in poco tempo.
Scopri la conversazione completa nell’episodio di Inside Finance “Biotech Made in Italy: la sfida di Biogenera parte dal DNA. Intervista al CEO Massimiliano Cesarini”.Che cosa significa essere un giovane CEO nel settore biotech? Risponde Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera.
20/09/2026 | 4 minChe cosa significa essere un giovane CEO nel settore biotech? Risponde Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera.
Passione, sacrificio e capacità di trasformare l’insoddisfazione in uno stimolo per costruire qualcosa di nuovo: Cesarini racconta le sfide affrontate nel suo percorso e l’importanza di non abbandonare il desiderio che guida le proprie scelte.
Un confronto che attraversa anche le opportunità professionali nel biotech, il valore delle esperienze internazionali e la complessità di guidare un’azienda composta prevalentemente da ricercatori e scienziati.
Scopri la conversazione completa nell’episodio di Inside Finance “Biotech Made in Italy: la sfida di Biogenera parte dal DNA. Intervista al CEO Massimiliano Cesarini”.Come si gestisce una biotech con 1.400 soci? Risponde Massimiliano Cesarini CEO di Biogenera
20/09/2026 | 3 minCome si gestisce una biotech con 1.400 soci?
Risponde Massimiliano Cesarini, CEO di Biogenera, spiegando come viene organizzata la governance di un’azienda con una compagine societaria così ampia.
Le decisioni strategiche restano affidate ai fondatori e al fondo di venture capital, mentre un ruolo fondamentale è svolto dalla comunicazione con gli investitori: aggiornamenti chiari e trasparenti sugli sviluppi scientifici, regolatori e societari.
Scopri la conversazione completa nell’episodio di Inside Finance “Biotech Made in Italy: la sfida di Biogenera parte dal DNA. Intervista al CEO Massimiliano Cesarini”.
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