Rassegna stampa economico-finanziaria del 28 Giugno 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Risiko bancario, MPS e consolidamento del settore
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale
Il consolidamento del sistema bancario italiano entra nella fase operativa. Intesa Sanpaolo ha depositato alla Consob il prospetto dell'OPAS su MPS, un'operazione dal valore complessivo di 30,6 miliardi di euro che punta a creare uno dei maggiori gruppi bancari europei, con un utile netto superiore ai 16 miliardi di euro entro il 2029. L'operazione coinvolge anche Mediobanca, Generali e la rete di Monte dei Paschi.
Il percorso autorizzativo sarà particolarmente articolato: serviranno i via libera di BCE, Banca d'Italia, IVASS, Antitrust, AGCOM e delle autorità di circa 40 Paesi. Parallelamente il MEF valuta la cessione della quota residua del 4,86% in MPS, mentre Unipol prepara un aumento di capitale da 2,5 miliardi per sostenere l'integrazione con Bper.
KPI principali: OPAS Intesa 30,6 mld €, utile target 16 mld € al 2029, assemblea ISP 10 settembre, offerta prevista tra ottobre e novembre, quota MEF 4,86%, aumento capitale Unipol 2,5 mld €.
PNRR, investimenti pubblici e finanza dello Stato
Testate:La Stampa / Corriere della Sera
Il 30 giugno segna la conclusione formale del PNRR. L'Italia ha dichiarato una spesa di 113,5 miliardi sui 194,4 miliardi complessivamente assegnati dall'Unione Europea. La Corte dei Conti evidenzia un avanzamento finanziario del 58%, mentre i pagamenti effettivi si fermano al 48,5%.
Rimane forte il divario territoriale: Veneto e regioni del Nord mostrano livelli di avanzamento nettamente superiori rispetto al Sud. Carlo Cottarelli sottolinea come il Piano abbia prodotto risultati nelle infrastrutture e nella giustizia civile, ma non abbia ancora generato un incremento significativo della capacità produttiva del Paese.
Il messaggio positivo riguarda il futuro: tra fondi europei per energia e difesa potrebbero arrivare circa 23 miliardi di euro aggiuntivi nella prossima legge di bilancio.
Fiscalità digitale, Big Tech e tensioni commerciali
Testate: Repubblica / Corriere della Sera
L'Unione Europea torna a valutare una Digital Services Tax coordinata. Secondo uno studio del Parlamento europeo, un'imposta del 3% potrebbe generare 25,7 miliardi di euro l'anno, mentre un'aliquota del 5% arriverebbe a quasi 43 miliardi.
Il dibattito nasce soprattutto dalla concentrazione fiscale delle Big Tech in Irlanda, che consente ai grandi gruppi digitali di minimizzare il carico tributario europeo. Sullo sfondo resta il rischio geopolitico: Washington continua a minacciare nuovi dazi verso i Paesi che adotteranno una tassazione digitale.
Per imprese e investitori il tema è strategico: una fiscalità europea più uniforme potrebbe modificare il quadro competitivo del settore tecnologico nei prossimi anni.
Mercati finanziari, IPO e pagamenti digitali
Testate: Il Sole 24 Ore
Dopo il successo delle grandi quotazioni tecnologiche, il mercato guarda alle future IPO di Anthropic, OpenAI, Stripe e Databricks. Gli investitori restano però molto selettivi: le valutazioni elevate impongono modelli di business solidi e redditività crescente.
Parallelamente si intensifica la competizione globale sui sistemi di pagamento digitali. Stati Uniti e Cina accelerano rispettivamente su stablecoin e yuan digitale, mentre l'euro digitale non dovrebbe arrivare prima del 2029, lasciando l'Europa in posizione di ritardo competitivo.
Il tema centrale non riguarda soltanto i pagamenti, ma il controllo delle infrastrutture finanziarie e dei dati, sempre più determinanti negli equilibri economici internazionali.
Industria italiana, export e Piano Mattei
Testate: Il Sole 24 Ore / La Verità
I distretti industriali continuano a rappresentare uno dei principali punti di forza del sistema produttivo italiano. Dal 2020 sono stati erogati 138 miliardi di euro di finanziamenti alle PMI attraverso il Programma Sviluppo Filiere.
Nonostante le tensioni commerciali internazionali, l'export italiano verso gli Stati Uniti cresce del 7,2% nel 2025, facendo dell'Italia il quarto esportatore mondiale verso il mercato americano. Crescono anche gli investimenti esteri nel Paese.
Prosegue inoltre il Piano Mattei, che amplia i partenariati con l'Africa e mobilita nuove risorse pubbliche e private per infrastrutture, energia e cooperazione economica.
Telecomunicazioni, infrastrutture digitali e governance europea
Testate: Il Sole 24 Ore
Camera e Senato chiedono modifiche al Digital Networks Act europeo, con particolare attenzione alla gestione dello spettro radio e alla tutela della concorrenza nel settore delle telecomunicazioni.
Il confronto coinvolge gli operatori italiani, divisi sulle modalità di rinnovo delle frequenze in vista della scadenza del 2029, quando terminerà circa il 73% delle concessioni attualmente in vigore.
Per il settore delle telecomunicazioni la partita riguarda investimenti infrastrutturali, sviluppo delle reti e competitività europea nel lungo periodo.