548 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 7 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Italia, crescita, investimenti, ZES e prossima Manovra
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / Italia Oggi
La Manovra 2027 comincia a prendere forma, ma il Governo punta prima di tutto a definire il perimetro finanziario disponibile. Tra le ipotesi figurano la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 33% al 30%, accompagnata dall’innalzamento del limite dello scaglione da 50.000 a 60.000 euro, con un costo stimato di circa 2 miliardi di euro.
Sul tavolo anche la detassazione della tredicesima, con un costo indicativo di almeno 3 miliardi, e l’estensione della flat tax del 15% per le partite IVA fino a 100.000 euro di reddito. La linea resta però prudente: prima viene definita la disponibilità delle risorse, poi le misure da finanziare.
Il Mezzogiorno continua intanto a crescere più rapidamente del resto del Paese. Secondo le stime Svimez, nel 2026 il PIL del Sud dovrebbe aumentare dello 0,8%, contro circa lo 0,7% nazionale. Gli investimenti PNRR nel Mezzogiorno raggiungerebbero quest’anno un picco di circa 9,3 miliardi di euro, quasi 3 miliardi in più rispetto al 2025.
Dal 2027 il vantaggio del Sud dovrebbe però ridursi, rendendo decisivo il passaggio dagli investimenti pubblici al capitale privato.
La ZES Unica viene indicata come il principale ponte tra PNRR e nuova crescita, con la richiesta di ulteriori 4 miliardi di euro nel triennio e un impatto economico potenziale stimato in circa 60 miliardi di euro e quasi 70.000 posti di lavoro.
Energia, Hormuz, inflazione e conti pubblici
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / Milano Finanza / La Verità
Lo Stretto di Hormuz resta il principale rischio macroeconomico del momento. La proposta iraniana prevede pedaggi compresi tra il 5% e il 7% del valore delle merci, mentre una soluzione mediata dall’Oman si collocherebbe intorno al 3%. Con una tariffa del 7%, l’Iran potrebbe teoricamente incassare fino a 100 miliardi di dollari l’anno.
Il traffico attraverso lo Stretto è sceso a circa 15 navi al giorno, contro circa 150 prima della guerra. Da Hormuz dipendono inoltre circa il 20% del petrolio mondiale e il 20% del gas naturale liquefatto. Per l’Italia il problema resta strutturale, con una dipendenza energetica dall’estero intorno al 55%.
Anche l’elettricità italiana torna sotto pressione. Il prezzo all’ingrosso ha superato i 200 euro per MWh per la prima volta in circa tre anni e mezzo, con una media settimanale vicina a 197,7 euro. Gas caro, caldo e limitazioni alla produzione europea rappresentano il principale canale attraverso cui la crisi geopolitica può tornare a trasmettersi all’inflazione.
Il Governo continua quindi a utilizzare le accise come ammortizzatore, con una riduzione di 17 centesimi al litro sul gasolio e ulteriori 42,1 milioni di euro di tax credit per l’autotrasporto. I diversi interventi adottati dall’inizio della crisi avrebbero però già generato un costo complessivo vicino ai 2,3 miliardi di euro.
Il dato positivo è la resilienza dell’economia europea: nonostante Hormuz e le tensioni geopolitiche, il PIL dell’Unione europea è cresciuto dello 0,5% nel secondo trimestre, mentre l’Italia potrebbe chiudere il 2026 con una crescita vicina all’1%.
Industria, infrastrutture e competitività italiana
Testate: Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / La Verità / Il Foglio / Milano Finanza
L’ex Ilva resta uno degli asset industriali più strategici del Paese. La produzione di Taranto è oggi nell’ordine di 2 milioni di tonnellate. Secondo Federmeccanica, non sarebbe realistico puntare nuovamente a 10 milioni, mentre un recupero verso 4 milioni potrebbe essere sufficiente per preservare una capacità siderurgica nazionale significativa.
Il tema diventa ancora più importante con le nuove regole europee sul carbonio, che potrebbero rendere meno competitive le importazioni di coils. Mantenere una capacità produttiva domestica significa quindi ridurre la dipendenza estera di automotive, meccanica e componentistica.
L’Italia rafforza inoltre la propria posizione sul nuovo Industrial Accelerator Act europeo, chiedendo di mantenere il principio della neutralità tecnologica nell’automotive, includendo anche le motorizzazioni ibride, e di attribuire alle Regioni un ruolo nella definizione delle aree di accelerazione industriale.
Il Ponte sullo Stretto supera un nuovo passaggio tecnico, ma non entra ancora nella fase dei cantieri. Il progetto esecutivo dovrà essere adeguato, tornare al Cipess e successivamente passare dalla Corte dei Conti.
La farmaceutica continua invece a rappresentare una delle eccellenze italiane: nel 2025 è risultata il primo settore nazionale per quota sull’export mondiale e nella prima metà del 2026 la produzione cresce del 3,3%, contro appena lo 0,5% dell’industria nel suo complesso.
Anche la difesa viene sempre più considerata una vera politica industriale. Logistica, reti, trasporti, cybersecurity e infrastrutture dual use possono generare ritorni anche civili, ampliando il numero delle imprese potenzialmente beneficiarie dell’aumento della spesa europea.
Banche, assicurazioni e politica monetaria
Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / Repubblica
Generali chiude un semestre record. L’utile netto adjusted cresce del 13,7% e supera i 2,5 miliardi di euro, mentre i premi lordi aumentano del 5,8% raggiungendo 53,42 miliardi.
Il risultato operativo raggiunge circa 4,5 miliardi di euro, gli asset gestiti superano 944 miliardi e la solvibilità sale al 219%. Il gruppo avvierà inoltre un buyback fino a 500 milioni di euro, confermando la solidità del comparto assicurativo italiano.
Risultati molto positivi anche per Commerzbank, che registra un utile netto semestrale di circa 1,81 miliardi di euro, in crescita di circa il 40%. La banca punta per l’intero anno ad almeno 3,4 miliardi di utile e ha ottenuto dalla BCE l’autorizzazione per un buyback fino a 1,2 miliardi.
I dati mostrano che il sistema bancario europeo entra nella possibile fase di consolidamento con redditività e solidità significativamente superiori rispetto al passato.
Inizia inoltre a emergere il tema della successione a Christine Lagarde alla guida della BCE. Tra i nomi citati figura il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, candidatura che potrebbe essere percepita dai mercati come maggiormente orientata alla stabilità dei prezzi.
Agricoltura, clima e sicurezza alimentare
Testate: Il Sole 24 Ore / La Verità / Gazzetta del Mezzogiorno / La Stampa / Milano Finanza
Il programma Coltiva Italia mobilita complessivamente circa 1,14 miliardi di euro per il settore agricolo. Oltre 970 milioni vengono concentrati su zootecnia, olio d’oliva, cereali e sovranità alimentare, mentre 150 milioni sono destinati al ricambio generazionale.
L’export agroalimentare italiano ha raggiunto 74,5 miliardi di euro, confermando il peso strategico della filiera. Ismea mette inoltre a disposizione circa 8.417 ettari in comodato per 19 anni a giovani tra i 18 e i 41 anni, con possibilità di acquisto finale al 50% del valore iniziale.
Sul fronte opposto, il caldo estremo sta provocando danni economici molto rilevanti. In Piemonte le perdite agricole potrebbero superare 2 miliardi di euro, mentre in alcune aree del Vercellese e del Novarese la disponibilità idrica risulta inferiore di oltre l’80% rispetto all’anno precedente.
Coldiretti stima che il 60% del territorio nazionale sia interessato dalla siccità e che l’Italia riesca a trattenere soltanto l’11% dell’acqua piovana annuale.
Il cambiamento climatico assume quindi una dimensione macroeconomica. Confesercenti valuta tra 6,5 e 12 miliardi di euro all’anno l’impatto delle temperature estreme sulle imprese italiane, tra aumento dei costi energetici, riduzione della produttività e minori ricavi.
Anche la Germania è esposta attraverso il basso livello del Reno, con un possibile impatto negativo di circa 0,3 punti percentuali sul PIL tedesco nel 2026.
Intelligenza Artificiale, investimenti e produttività
Testate: Il Foglio / Avvenire / Il Sole 24 Ore / Libero
L’Intelligenza Artificiale continua ad attirare quantità enormi di capitale, ma cresce anche il rischio di sovrainvestimento. Gli investimenti legati all’AI stanno aumentando a una velocità molto superiore rispetto alla capacità attuale di generare flussi di cassa.
SpaceX avrebbe registrato nel semestre ricavi vicini a 7,8 miliardi di dollari, in crescita di circa il 92% rispetto all’anno precedente, con un utile nell’ordine di 541 milioni.
Per gli investitori il messaggio è duplice: il ciclo infrastrutturale dell’AI resta uno dei principali temi di crescita globale, ma prezzi, valutazioni e leva finanziaria richiedono una selezione sempre più rigorosa.
L’AI mostra però anche applicazioni industriali concrete nella sicurezza sul lavoro. Sensoristica, robot collaborativi, esoscheletri e sistemi intelligenti possono prevenire collisioni e incidenti, aumentando contemporaneamente sicurezza e produttività. - Quando un fondo pubblica un rapporto capace di far crollare un titolo, sta speculando contro il mercato o lo sta proteggendo?
In questa puntata di Inside Finance, Vincenzo Marzetti dialoga con Gabriele Grego, founder di Quintessential, investitore investigativo e activist short seller, protagonista del caso Bio-on.
Un confronto che parte dall’attuale fase dei mercati, attraversata dall’intelligenza artificiale, dalla volatilità dei titoli tecnologici e da nuove opportunità di investimento, per entrare nel lato meno conosciuto dello short selling.
Come si riconosce una possibile frode finanziaria?
Qual è il confine tra attivismo, vendita allo scoperto e manipolazione del mercato?
E quale ruolo possono avere gli short seller nel rendere il sistema finanziario più trasparente?
Grego racconta il metodo utilizzato nelle sue indagini:
osservazione dei dati, formulazione di una tesi, due diligence, verifiche sul campo e condivisione pubblica delle fonti.
Un processo vicino al metodo scientifico, nel quale ogni ipotesi deve poter essere messa in discussione e verificata.
Al centro della conversazione:
• Il caso Bio-on e le anomalie che portarono all’indagine.
• La funzione degli activist short seller nei mercati finanziari.
• La differenza tra esprimere una tesi critica e manipolare un titolo.
• Il ruolo della trasparenza e della dichiarazione dei conflitti d’interesse.
• L’intelligenza artificiale come strumento per analizzare enormi quantità di dati.
• I limiti delle autorità di vigilanza e l’importanza del controllo privato.
• Le responsabilità di management, revisori e investitori.
• I parallelismi con Parmalat, Wirecard e altri grandi casi finanziari.
Una puntata che supera i pregiudizi sullo short selling e mostra come il profitto, quando è accompagnato da rigore, trasparenza e responsabilità, possa diventare anche un incentivo a individuare le patologie del mercato.
Perché, come afferma Gabriele Grego:
“La verità, alla fine, ti protegge.”
E nei mercati, come nella vita, le scorciatoie prima o poi presentano il conto.
Buon ascolto. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 6 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Finanza pubblica, Manovra e clausola europea di salvaguardia
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Milano Finanza / La Verità / Gazzetta del Mezzogiorno
L’Italia prepara una richiesta alla Commissione europea per ottenere circa 36 miliardi di euro di maggiore flessibilità fiscale destinata a energia, sicurezza energetica e difesa. Lo spazio complessivo corrisponde all’1,5% del PIL: circa lo 0,6% per l’energia e lo 0,9% per la difesa.
In termini nominali, la ripartizione prevede oltre 14 miliardi di euro per energia e sicurezza energetica e quasi 22 miliardi per la difesa, distribuiti nel triennio 2026-2028. La componente energetica dovrà essere suddivisa su almeno due esercizi, con un limite dello 0,3% del PIL annuo.
La procedura europea prevede la presentazione della richiesta entro la metà di agosto, una prima valutazione della Commissione entro settembre e il passaggio nell’Ecofin il 9 ottobre 2026. Dopo l’eventuale autorizzazione europea sarà necessario un voto parlamentare a maggioranza assoluta sullo scostamento di bilancio.
La clausola non elimina però il vincolo dei conti pubblici. Il deficit è indicato al 3,1% nel 2025 e al 2,9% nel 2026 e 2027, mentre il debito pubblico dovrebbe salire dal 137,1% al 138,6% del PIL nel 2026, prima di iniziare una graduale discesa.
IRPEF, pensioni e risorse per la Manovra 2027
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / Milano Finanza
La Manovra 2027 potrebbe disporre di margini superiori alle previsioni iniziali, grazie allo scostamento e alla possibile riclassificazione di investimenti già programmati. Le ipotesi politiche indicano una manovra da circa 30 miliardi di euro, potenzialmente estendibile verso una fascia compresa tra 30 e 40 miliardi.
Una parte delle risorse non deriverebbe però da nuove entrate, ma dallo spostamento fuori dal bilancio ordinario di spese già previste. Il margine realmente disponibile per nuovi interventi sarà quindi inferiore rispetto al valore complessivo annunciato.
Tra le ipotesi fiscali figura la riduzione dell’aliquota IRPEF dal 43% al 33% per la fascia di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, con un costo stimato in circa 3 miliardi di euro.
Vengono inoltre considerate misure su pensioni, bollo auto e sostegno al reddito. Il riordino delle oltre 573 agevolazioni fiscali, che comportano una perdita di gettito stimata in 129,7 miliardi, potrebbe offrire coperture, ma rappresenta un dossier politicamente molto complesso.
Energia, elettricità e sicurezza degli approvvigionamenti
Testate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Domani / Il Riformista
Il rischio energetico italiano riguarda ormai non soltanto il prezzo, ma anche la disponibilità fisica dell’energia. L’Italia importa circa il 16% del proprio fabbisogno elettrico, pari a 52 TWh su un consumo complessivo di circa 312 TWh.
Le difficoltà del sistema elettrico francese hanno quasi dimezzato, in alcune giornate, le esportazioni verso l’Italia. Il dato evidenzia la vulnerabilità derivante dall’elevata interdipendenza europea e dalla limitata capacità nazionale di riserva.
La domanda elettrica è destinata ad aumentare con Intelligenza Artificiale, data center, pompe di calore, mobilità elettrica ed elettrificazione industriale. L’Italia dispone di circa 150 GW di progetti rinnovabili in attesa di autorizzazione, ma oltre 4.000 pratiche risultano bloccate o rallentate.
Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto circa il 49% della produzione elettrica nazionale. Il risultato è positivo, ma deve essere accompagnato da reti, accumuli, interconnessioni e capacità programmabile.
Carburanti, accise e climaflation
Testate: La Stampa / Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore
I prezzi dei carburanti restano elevati nonostante gli interventi fiscali. Al 4 agosto, il prezzo medio self in autostrada è indicato in circa 2,084 euro al litro per la benzina e 2,173 euro per il gasolio.
Per la benzina è stato previsto uno sconto complessivo di 17 centesimi al litro, in scadenza il 6 agosto. Una riduzione analoga sul gasolio è prevista dal 7 al 25 agosto.
La Guardia di Finanza intensifica intanto i controlli sui carburanti adulterati. Nei primi sei mesi dell’anno sono state sequestrate 74 tonnellate di prodotto nella provincia di Roma, mentre a livello nazionale risultano circa 1.700 interventi e oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti sequestrati.
Diventa inoltre strutturale il fenomeno della climaflation. Siccità, alluvioni e temperature estreme riducono la produttività agricola e aumentano i costi di trasporto, assicurazione e stoccaggio. Uno shock climatico significativo può aggiungere circa 0,1-0,2 punti percentuali all’inflazione alimentare nell’arco di un anno.
Geopolitica, Hormuz e industria della difesa
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / Domani / Il Riformista / Libero
Iran e Oman lavorano a un’intesa per la riapertura controllata dello Stretto di Hormuz. La proposta prevede un percorso marittimo concordato, con transito iniziale nelle acque omanite e successivo controllo iraniano.
L’accordo avrebbe una durata iniziale di 60 giorni e potrebbe includere un pedaggio a favore dell’Iran. Sarebbero inoltre necessari circa 30 giorni per la bonifica delle mine e l’organizzazione dei nuovi meccanismi di transito.
Le anticipazioni hanno ridotto temporaneamente il premio geopolitico incorporato nei prezzi di petrolio e oro. Il quadro resta però fragile: un fallimento dei negoziati riporterebbe immediatamente al centro il rischio di blocchi navali, aumento del greggio e rincari nei trasporti e nelle assicurazioni.
Le operazioni militari hanno inoltre ridotto sensibilmente le scorte statunitensi di intercettori. Secondo le ricostruzioni riportate, sarebbero stati utilizzati circa l’80% dei THAAD immediatamente disponibili e oltre il 35% dei Patriot PAC-3, confermando la difficoltà dell’industria occidentale nel ricostituire rapidamente le scorte.
SAFE, esportazioni militari e filiere strategiche
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Il Fatto Quotidiano
L’Italia punta a semplificare le procedure per le esportazioni militari e le commesse internazionali, attraverso regole più rapide per materiali d’armamento, infrastrutture e attività svolte per conto di Stati esteri.
Il prestito europeo SAFE resta politicamente controverso. L’Italia avrebbe prenotato una quota potenziale di circa 14,9 miliardi di euro, ma l’utilizzo effettivo potrebbe fermarsi intorno ai 6 miliardi, concentrandosi soprattutto sui programmi comuni europei.
Il vantaggio finanziario deriva dal minore costo dei bond europei, indicato intorno al 3%, rispetto a un rendimento dei BTP vicino al 3,87%.
L’aumento della spesa europea può sostenere aerospazio, elettronica, cybersecurity, sensoristica e cantieristica. Il beneficio sarà però maggiore se le commesse verranno coordinate a livello europeo, evitando la duplicazione di programmi nazionali.
Banche, Banco BPM e consolidamento finanziario
Testate: Repubblica / Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / Il Foglio
Banco BPM chiude un semestre record e riapre il dossier Crédit Agricole. L’utile netto corrente raggiunge 1,1 miliardi di euro, in crescita del 3,9%, mentre quello contabile scende a circa 1,06 miliardi per effetto di componenti non ricorrenti.
I proventi operativi salgono a 3,2 miliardi, le commissioni nette aumentano del 13,8% e il coefficiente CET1 raggiunge il 14,4%. Il rapporto costi-ricavi scende al 43%, confermando una buona efficienza operativa.
Banco BPM alza la stima dell’utile 2026 a 1,95 miliardi di euro e punta a distribuire circa 1 miliardo tra dividendi e acconto. La remunerazione cumulata prevista per il periodo 2024-2027 sale da 6 a 7 miliardi.
Crédit Agricole possiede il 29,9% di Banco BPM. L’amministratore delegato Giuseppe Castagna considera una possibile fusione industrialmente solida, pur precisando che non esiste ancora un’offerta formale.
PagoPA, pagamenti digitali e inclusione finanziaria
Testate: Corriere della Sera / Milano Finanza / Il Foglio
Poste Italiane e Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato rilevano il 100% di PagoPA dal Ministero dell’Economia, attraverso un’operazione dal valore massimo di circa 500 milioni di euro.
Il Poligrafico acquisisce il 51% della società, mentre Poste Italiane detiene il restante 49%. L’obiettivo è integrare pagamenti digitali, identità digitale, servizi pubblici e infrastrutture postali.
Banca d’Italia segnala intanto la scarsa diffusione dei conti di base destinati alle fasce vulnerabili. A fine 2025 risultavano circa 180.000 conti, un numero molto inferiore rispetto ad altri Paesi europei.
Il conto gratuito è destinato ai cittadini con ISEE fino a 11.600 euro e ai pensionati con assegno lordo annuo fino a 18.000 euro. Il potenziale bacino supera i 7 milioni di persone, ma l’utilizzo resta marginale. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 5 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Crescita italiana, PNRR e investimenti
Testate: Repubblica / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Avvenire
Il PNRR continua a sostenere la crescita italiana, anche se con effetti inferiori rispetto alle aspettative iniziali. L’Ufficio parlamentare di bilancio stima per il 2026 un aumento del PIL dello 0,9%, sostenuto soprattutto dall’accelerazione degli investimenti pubblici e dall’utilizzo delle risorse europee.
Senza il contributo del Piano, la crescita italiana risulterebbe sensibilmente più debole. La fase più intensa della spesa PNRR arriva infatti in un momento in cui la domanda privata appare ancora fragile, contribuendo a mantenere positivo il ciclo economico.
Il principale limite resta la capacità amministrativa di trasformare le risorse disponibili in cantieri, infrastrutture e maggiore produttività. La vera sfida non consiste soltanto nello spendere i fondi, ma nel generare effetti permanenti sull’efficienza del sistema produttivo.
L’inflazione contenuta può sostenere il potere d’acquisto e i consumi. Le stime richiamate nella rassegna indicano una dinamica dei prezzi intorno allo 0,7%, anche se salari, servizi e abitazioni possono seguire andamenti differenti rispetto all’indice generale.
Investimenti esteri e crescita post-PNRR
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore
Gli investimenti esteri vengono indicati come il possibile “nuovo PNRR” dell’Italia. Con la progressiva conclusione del Piano europeo, l’attrazione di capitale internazionale può diventare il secondo pilastro della crescita nazionale.
L’Italia dispone di manifattura avanzata, filiere esportatrici, risparmio privato e costi relativamente competitivi. Restano però ostacoli rilevanti come tempi autorizzativi, instabilità normativa, incertezza fiscale e carenze infrastrutturali.
La capacità di attrarre investitori dipenderà quindi dalla qualità delle istituzioni e dalla possibilità di garantire procedure rapide, regole prevedibili e accesso a energia, logistica e competenze.
Gli investimenti internazionali possono sostenere crescita dimensionale, innovazione, occupazione qualificata e internazionalizzazione, ma dovranno integrarsi con le filiere produttive esistenti per generare ricadute durature.
Mezzogiorno, Blue Economy e ZES Unica
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa
Il Mezzogiorno può costruire una nuova specializzazione nella Blue Economy. Economia del mare, portualità, logistica, turismo e cantieristica generano già circa 24 miliardi di euro di valore aggiunto.
La filiera marittima presenta importanti margini di crescita. Nel comparto portuale e logistico viene indicata un’accelerazione della ricchezza prodotta fino al 16%, sostenuta dalla posizione strategica italiana nel Mediterraneo.
Persistono però ritardi nella digitalizzazione, nei collegamenti ferroviari, nelle infrastrutture portuali e nella semplificazione delle procedure.
La ZES Unica può diventare una piattaforma industriale per il Sud soltanto se supera la logica delle semplici agevolazioni fiscali e viene accompagnata da autorizzazioni rapide, logistica efficiente e coordinamento tra Stato, Regioni e autorità portuali.
Finanza pubblica, SAFE e spesa per la difesa
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Repubblica / Il Fatto Quotidiano / Corriere della Sera
La clausola europea dedicata a difesa ed energia apre nuovi margini di deficit, ma divide la maggioranza. Il nodo riguarda il percorso parlamentare necessario per utilizzare la flessibilità e la capacità di evitare che le nuove spese producano effetti permanenti sul debito.
Il programma europeo SAFE viene giudicato conveniente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, poiché consente di finanziare investimenti nella difesa a condizioni più favorevoli rispetto al ricorso diretto al mercato.
Il vero tema non è soltanto militare. La spesa europea può trasformarsi in domanda industriale per elettronica, aerospazio, cybersecurity, cantieristica, meccanica di precisione e Intelligenza Artificiale.
L’opportunità per l’Italia dipenderà dalla capacità di orientare gli acquisti verso filiere europee e nazionali, evitando che la maggiore spesa si traduca prevalentemente in importazioni.
Corte dei conti e controllo della spesa pubblica
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Avvenire / Il Sole 24 Ore / Il Fatto Quotidiano / Il Foglio
La riforma della Corte dei conti solleva forti preoccupazioni tra i magistrati contabili, che denunciano una possibile riduzione dell’autonomia dell’istituzione e valutano anche il ricorso allo sciopero.
L’intervento riguarda il ruolo del procuratore generale, le sezioni di controllo e la responsabilità per danno erariale.
Per amministratori e imprese la riforma può ridurre la cosiddetta “paura della firma”, facilitando decisioni, appalti e investimenti.
Il rischio opposto è però un indebolimento dei controlli sulla qualità della spesa, particolarmente delicato nella fase conclusiva del PNRR. Il punto di equilibrio sarà decisivo per la credibilità istituzionale e finanziaria del Paese.
Olimpiadi e sostenibilità dei grandi eventi
Testate: Il Fatto Quotidiano
Il costo finale delle Olimpiadi presenta uno squilibrio stimato in circa 1 miliardo di euro, destinato a essere ripartito tra Stato, Regioni e Province.
I grandi eventi possono produrre benefici su infrastrutture, turismo e visibilità internazionale, ma richiedono un controllo rigoroso dei costi e dei tempi di realizzazione.
L’assenza di una governance efficace rischia di trasferire gli extra-costi sui bilanci pubblici, riducendo il rendimento economico complessivo dell’investimento.
Energia, accise e costo della vita
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
Il taglio dell’accisa sul gasolio viene prorogato fino al 25 agosto, mantenendo una riduzione di 17 centesimi al litro.
La misura punta a contenere il prezzo dei carburanti e le ricadute sui trasporti, sulla logistica e sui prezzi finali dei beni.
Il beneficio è immediato, ma proporzionale ai consumi. Per questo motivo tende a favorire maggiormente i nuclei con più veicoli e percorrenze più elevate.
Il Governo valuta diverse coperture, comprese misure straordinarie sul sistema bancario e interventi su altre voci di spesa. Il Tesoro insiste però sulla necessità di non compromettere il percorso di riduzione del deficit.
Caldo estremo, elettricità e bollette
Testate: La Stampa / Milano Finanza / La Notizia
Il caldo estremo produce un effetto boomerang sul sistema elettrico. L’aumento della domanda per il condizionamento coincide con una minore efficienza di alcuni impianti, limitazioni delle reti e minore produzione idroelettrica.
Il risultato è un aumento dei prezzi all’ingrosso proprio nei periodi di maggiore consumo.
Le bollette continuano inoltre a incidere in modo proporzionalmente più pesante sulle famiglie a basso reddito.
Il superamento dei sussidi generalizzati e la revisione degli oneri caricati sulle fatture vengono indicati come possibili strumenti per rendere gli interventi più selettivi ed efficaci.
Banche, UniCredit e Commerzbank
Testate: Corriere della Sera / Milano Finanza
La Germania autorizza UniCredit a superare il 30% di Commerzbank, nonostante la contrarietà politica espressa dal Governo tedesco.
L’operazione rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del consolidamento bancario europeo e potrebbe rafforzare la presenza di UniCredit in Germania e nell’Europa centrale.
Berlino teme però la perdita di controllo su una banca considerata strategica per il finanziamento delle imprese tedesche.
L’integrazione potrebbe produrre economie di scala, riduzione dei costi, maggiore capacità digitale e migliore utilizzo del capitale. I principali rischi riguardano prezzo, resistenza politica, esecuzione e tutela della solidità patrimoniale.
Poste Italiane, TIM e telecomunicazioni
Testate: Panorama
Poste Italiane e TIM restano al centro di una possibile riorganizzazione del settore delle telecomunicazioni.
Poste può assumere un ruolo industriale e istituzionale in un comparto che necessita di consolidamento, razionalizzazione delle reti e maggiore capacità di investimento.
Il dossier conferma come telecomunicazioni, infrastrutture digitali e servizi finanziari siano sempre più integrati all’interno delle strategie industriali nazionali.
Leonardo, difesa e cybersecurity
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Leonardo punta su innovazione, cybersecurity e integrazione tra spazio, elettronica, sensori, piattaforme e sicurezza digitale.
Il gruppo dispone di un portafoglio ordini pluriennale superiore a 44 miliardi di euro, mentre i nuovi ordini annuali superano i 20 miliardi e i ricavi si collocano nell’ordine dei 17-18 miliardi.
Il free cash flow viene indicato intorno a 1,37 miliardi di euro, offrendo margini per investimenti, riduzione del debito e acquisizioni mirate. Intelligenze emergenti | Puntata speciale | La fatica necessaria - a cura di Claudio Ricci
04/08/2026 | 27 minL’intelligenza artificiale rende tutto più facile. Ma ciò che diventa più facile da produrre diventa anche più facile da imparare?
In questa puntata speciale di Intelligenze Emergenti, Claudio Ricci parte da una storia personale:
una penna biro portata a scuola negli anni Cinquanta e vietata perché considerata una scorciatoia rispetto agli strumenti tradizionali.
Da quella vicenda prende forma una riflessione più ampia sul rapporto tra tecnologia, istruzione e apprendimento.
Dalla calcolatrice al computer, da Internet a Wikipedia, ogni nuova tecnologia è stata inizialmente percepita come una minaccia alle competenze umane.
L’intelligenza artificiale presenta però una differenza sostanziale:
non si limita a facilitare un’attività, ma può produrre direttamente testi, argomentazioni, codice, immagini e risposte prima ancora che chi la utilizza abbia sviluppato le capacità necessarie per valutarli.
La domanda non è quindi soltanto se l’AI debba entrare nelle scuole e nelle università.
La domanda è:quando deve essere utilizzata, per fare che cosa e dopo aver costruito quali competenze?
Nella puntata analizziamo:
• Perché non tutta la fatica è inutile e non tutta la facilità rappresenta un progresso.
• Cosa ci insegnano i precedenti della penna biro, della calcolatrice, del computer e di Wikipedia.
• Perché alcune difficoltà sono necessarie alla costruzione della conoscenza.
• Come distinguere l’attrito che consuma tempo dalla fatica che sviluppa capacità.
• Il modello dei tre ambienti formativi: imparare senza l’AI, con l’AI e sull’AI.
• Come ripensare verifiche, esami e percorsi educativi nell’epoca dei sistemi generativi.
La scuola migliore non sarà quella che riuscirà a tenere l’intelligenza artificiale fuori dalle aule.
E non sarà nemmeno quella che la inserirà ovunque soltanto per apparire moderna.
Sarà quella capace di insegnare agli studenti a utilizzare strumenti potentissimi senza diventare incapaci di pensare in loro assenza.
Una puntata speciale dedicata a insegnanti, studenti, genitori, professionisti e decisori che vogliono comprendere come l’intelligenza artificiale stia cambiando non soltanto il modo in cui produciamo, ma anche il modo in cui impariamo.
La puntata è a cura di Claudio Ricci, Amministratore Unico di Recomb, realtà specializzata nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all’innovazione sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.
Per maggiori informazioni: info@recomb.ai
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