560 episodi
- Rassegna stampa economico-finanziaria del 24 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, risiko e mercati
Testate: L'Economia del Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza
Il risiko bancario italiano torna ad accelerare intorno a Monte dei Paschi di Siena. Il mercato guarda non più soltanto alla singola operazione, ma alla possibilità che il riassetto di Siena possa modificare l’intera architettura bancaria italiana, coinvolgendo MPS, Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Banca Generali e indirettamente Generali.
Una delle ipotesi sul tavolo è la costruzione di un asse che comprenda Banco BPM e Banca Generali, interpretato come una possibile mossa difensiva di MPS rispetto a Intesa.
L’esecuzione resta però complessa sia dal punto di vista finanziario sia regolamentare.
La struttura dell’azionariato conferma la centralità della banca: Delfin detiene il 17,53% di MPS, il gruppo Caltagirone il 13,49%, BlackRock il 4,88%, il Ministero dell’Economia il 4,63% e Banco BPM il 3,74%. Crédit Agricole detiene invece circa il 30% di Banco BPM.
Il dato positivo è il cambiamento strutturale del settore: dopo anni in cui le banche italiane erano considerate fragili, oggi redditività, capitale e capacità di aggregazione consentono ai principali operatori di giocare una partita industriale offensiva. Per gli investitori rimane però elevato il rischio legato all’esecuzione e alla regolamentazione delle operazioni straordinarie.
Intelligenza artificiale, data center e semiconduttori
Testate: Repubblica Affari&Finanza / L'Economia del Corriere della Sera / Il Fatto Quotidiano / Il Foglio
La crescita dell’intelligenza artificiale mostra sempre più chiaramente il proprio costo infrastrutturale. Negli Stati Uniti risultano 5.427 data center attivi, contro 529 in Germania, 523 nel Regno Unito, 449 in Cina e appena 168 in Italia. Negli USA risultano inoltre 3.969 nuovi permessi di costruzione e circa 800 infrastrutture in sviluppo.
La dimensione finanziaria è enorme: viene indicata una capacità di investimento nell’ordine di 670 miliardi di dollari per la costruzione di nuovi data center. Parallelamente cresce però l’opposizione delle comunità locali per l’impatto su elettricità, acqua e territorio.
L’AI entra quindi in una fase in cui il principale limite alla crescita potrebbe non essere soltanto tecnologico, ma anche energetico, infrastrutturale e sociale.
Sul fronte italiano emerge il caso Technoprobe: la società attiva nella filiera dei semiconduttori ha superato i 20 miliardi di euro di capitalizzazione e punta all’ingresso nel FTSE MIB. Per il 2026 il piano industriale indica ricavi consolidati compresi tra 1,025 e 1,1 miliardi di euro.
Cresce anche il mercato dell’intelligenza artificiale applicata alla difesa, stimato in circa 11,7 miliardi di dollari nel 2026 e potenzialmente vicino ai 19 miliardi entro il 2030. Droni, cyberdifesa, analisi dei dati e sistemi autonomi diventano così nuovi campi di applicazione strategica.
Per gli investitori, AI non significa quindi soltanto software: semiconduttori, reti elettriche, data center, cybersecurity, componentistica e difesa presentano opportunità e profili di rischio molto differenti.
Energia, carburanti e materie prime
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale / Repubblica / Libero / La Verità
Il Governo ha prorogato lo sconto di 17 centesimi al litro sul diesel, mentre prosegue la ricerca delle coperture finanziarie necessarie. Il gasolio resta nell’area dei 2,2 euro al litro, mantenendo alta la pressione sui costi di famiglie, logistica e imprese.
Il costo potenziale del prolungamento della misura viene quantificato nell’ordine di quasi 800 milioni di euro, evidenziando quanto sia difficile sostenere a lungo interventi fiscali emergenziali sui carburanti.
Il problema europeo appare però sempre più strutturale. La riduzione degli investimenti nella raffinazione ha trasformato la crisi energetica da semplice problema di prezzo del greggio a problema di disponibilità di prodotti raffinati.
Il dibattito sugli extraprofitti divide le testate: da una parte viene sostenuta la necessità di tassare maggiormente i produttori energetici, dall’altra emerge il rischio che una tassazione sistematica possa ridurre gli investimenti proprio quando l’Europa deve rafforzare la propria sicurezza energetica.
Anche le materie prime critiche diventano centrali. Le difficoltà nella tracciabilità di risorse strategiche come l’uranio mostrano quanto le catene di approvvigionamento restino vulnerabili.
La crisi può però aprire una nuova fase di investimenti europei in raffinazione, reti, stoccaggi, efficienza energetica, nucleare e diversificazione delle forniture.
Macroeconomia, Cina e debito pubblico
Testate: L'Economia del Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza / Domani
Il modello economico cinese continua a produrre grandi volumi industriali ed esportazioni, ma una quota crescente della crescita manifatturiera è sostenuta da sussidi, credito pubblico e capacità produttiva eccedente. Una stima citata attribuisce circa il 60% del boom manifatturiero cinese al sostegno pubblico e al credito agevolato.
L’eccesso di capacità produttiva cinese viene trasferito sui mercati internazionali attraverso prezzi particolarmente competitivi, aumentando la pressione sulle imprese e sull’industria europea.
Parallelamente cresce il ruolo dello Stato e del Partito nell’economia cinese, con una progressiva riduzione degli spazi per l’economia privata. La politica industriale di Pechino diventa così contemporaneamente una questione economica, commerciale e geopolitica.
Torna inoltre centrale il problema del debito pubblico globale. Negli Stati Uniti il debito federale ha superato i 40.000 miliardi di dollari, mentre l’aumento dei rendimenti obbligazionari sta facendo crescere il peso degli interessi sui bilanci pubblici.
Per gli investitori il nuovo scenario dei tassi offre nuovamente rendimento nell’obbligazionario di qualità, ma richiede maggiore attenzione alla duration e al rischio sovrano rispetto all’era dei tassi vicini allo zero.
Industria, Stato e futuro dell’Ilva
Testate: L'Economia del Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza
La competizione internazionale sta riportando al centro il tema dello Stato imprenditore. Difesa, semiconduttori e filiere strategiche spingono anche le economie tradizionalmente più liberali verso partecipazioni pubbliche, incentivi, sussidi e protezione industriale.
Il caso più complesso in Italia resta quello dell’Ilva di Taranto. Una cordata composta da circa 15 imprenditori italiani sarebbe disponibile a partecipare al rilancio, chiedendo però un coinvolgimento dello Stato e garanzie pubbliche.
Il piano dovrebbe confrontarsi con una struttura occupazionale molto rilevante: vengono indicati 9.702 dipendenti diretti e oltre 4.500 lavoratori dell’indotto, mentre tra le ipotesi finanziarie compare un finanziamento ponte di circa 600 milioni di euro.
La sostenibilità dell’operazione dipenderà però non soltanto dal capitale, ma anche da decarbonizzazione, forni elettrici, costo dell’energia e domanda europea di acciaio.
L’acciaio resta una filiera strategica per difesa, automotive, infrastrutture e manifattura. Un rilancio tecnologicamente sostenibile di Taranto potrebbe quindi ridurre la dipendenza europea dalle importazioni e preservare competenze industriali difficili da ricostruire.
Famiglie, ricchezza, casa e consumi
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa
La ricchezza netta delle famiglie italiane ha raggiunto nel 2025 circa 11.116 miliardi di euro, rispetto agli 8.980 miliardi del 2011. Il patrimonio complessivo resta quindi molto elevato, ma la distribuzione appare sempre più squilibrata.
La metà meno ricca delle famiglie possiede infatti soltanto circa il 7% del patrimonio complessivo, evidenziando una concentrazione destinata ad avere effetti su consumi, risparmio e mobilità sociale.
Il patrimonio italiano continua a essere fortemente sostenuto dalla proprietà immobiliare. Nel frattempo il mercato delle ristrutturazioni sta trovando un nuovo equilibrio dopo il ridimensionamento del Superbonus: nei primi cinque mesi del 2026 i bonifici per lavori edilizi hanno raggiunto circa 10,25 miliardi di euro, in crescita del 4,6% su base annua.
Cresce inoltre l’attenzione verso il Buy Now Pay Later. La frammentazione dei pagamenti in piccoli debiti può aumentare il rischio di sovraindebitamento, soprattutto tra i consumatori più giovani.
Entro novembre 2026 una parte significativa del BNPL entrerà nel perimetro della nuova disciplina europea sul credito al consumo, con maggiori controlli sulla capacità di rimborso.
Nel complesso, l’elevata ricchezza delle famiglie italiane continua a rappresentare un importante ammortizzatore macroeconomico. Le principali criticità restano la concentrazione patrimoniale e la forte esposizione all’immobiliare.
Demografia, mobilità e capitale umano
Testate: Il Sole 24 Ore
La geografia economica italiana sta cambiando. Nel triennio 2023-2025 i capoluoghi hanno perso circa 97.000 residenti soprattutto a favore dell’hinterland, mentre l’arrivo dall’estero di circa 328.000 persone ha compensato il saldo. - Il capitale va all’asta.
In un mondo in cui Stati, Big Tech e investitori competono per lo stesso capitale, il prezzo del denaro torna a salire.
In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana di mercati letta come una grande sala d’aste:
da una parte gli Stati, chiamati a finanziare deficit, welfare e difesa; dall’altra le grandi società tecnologiche, pronte a investire miliardi in data center e intelligenza artificiale.
Il risultato è chiaro: il capitale è tornato a essere un lotto conteso.
E quindi più costoso.
Parleremo del ritorno dei rendimenti a lungo termine, del peso crescente degli interessi sul debito pubblico americano e del modo in cui tassi più alti stanno cambiando il rapporto tra azioni e obbligazioni.
Analizzeremo anche l’ottimismo degli investitori sul mercato azionario, la concentrazione su crescita e tecnologia e il ritorno del costo opportunità:
oggi i titoli di Stato offrono rendimenti che rendono meno scontato pagare valutazioni elevate in Borsa.
Al centro della puntata anche le Big Tech, chiamate a dimostrare che gli enormi investimenti in intelligenza artificiale potranno trasformarsi in crescita reale, cassa e ritorni sostenibili.
Un episodio dedicato a chi vuole capire perché, quando il denaro torna ad avere un prezzo, diventa più facile distinguere ciò che vale davvero da ciò che semplicemente vola alto.
Perché il mercato può cambiare idea in un giorno.Il valore, no.
Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.
Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it
Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.
Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.
Buon ascolto. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 23 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, MPS, Banco BPM e Generali
Testate: Corriere della Sera / Repubblica / Il Sole 24 Ore / Avvenire / La Verità
Monte dei Paschi entra nella fase decisiva del risiko bancario italiano con le due Ops parallele su Banco BPM e Banca Generali. Luigi Lovaglio avvia un road show negli Stati Uniti con investitori istituzionali e fondi, mentre il passaggio societario centrale resta l’assemblea del 29 ottobre, chiamata anche a superare la passivity rule.
Il piano prevede un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro, in parte cash e in parte attraverso la distribuzione del 4,5% di Generali. Nel capitale MPS figurano Delfin al 17,5%, gruppo Caltagirone al 13,5%, Tesoro al 4,8%, Banco BPM al 3,7% e altri azionisti rilevanti.
La struttura azionaria rende l’operazione complessa. Crédit Agricole possiede il 29,3% di Banco BPM, mentre Generali controlla il 50,1% di Banca Generali. In caso di successo, Generali diventerebbe inoltre socio della nuova MPS per circa il 6,4%, mentre MPS resterebbe azionista di Generali per circa l’8,8%.
Gli incroci azionari rappresentano quindi uno dei principali rischi di esecuzione. La disciplina potrebbe imporre a Generali di scendere sotto il 3% di MPS entro 12 mesi, pena la sterilizzazione dei diritti di voto.
Anche la passivity rule assume un peso decisivo. Per superarla MPS necessita della maggioranza semplice, ma per procedere con le successive offerte su Banco BPM e Banca Generali Lovaglio avrebbe bisogno del consenso di almeno due terzi dei soci.
Il segnale positivo è che il sistema bancario italiano non è più nella fase dei salvataggi, ma in quella delle aggregazioni offensive. Per gli investitori, però, governance, prezzo, diluizione e capacità di realizzare le sinergie conteranno più della sola dimensione del nuovo gruppo.
Mercati, Fed, debito pubblico e costo del capitale
Testate: Il Sole 24 Ore / Domani
Il costo del debito torna al centro del rischio macro globale. Nel 2026 i Paesi del G7 spenderanno circa 2.000 miliardi di dollari di interessi, equivalenti a circa 5,5 miliardi al giorno.
Gli Stati Uniti da soli sono proiettati verso circa 1.400 miliardi di dollari di oneri finanziari, mentre il debito federale ha superato i 40.000 miliardi di dollari.
Il deficit americano resta vicino al 6% del PIL, più del doppio della media storica dal dopoguerra richiamata nell’analisi. Il Tesoro ha intanto raddoppiato la capacità dei buyback sui titoli più lunghi, da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione.
Anche gli altri grandi Paesi affrontano costi significativi: circa 87 miliardi di dollari per la Francia, 63 miliardi per la Germania, 111 miliardi per l’Italia, 144 miliardi per il Regno Unito, 83 miliardi per il Canada e 73 miliardi per il Giappone.
La ricerca di protezione contro inflazione e rischio fiscale si riflette anche sugli asset alternativi: oro intorno a 4.600 dollari l’oncia, argento verso 70 dollari e Bitcoin sopra 80.000 dollari.
Jackson Hole diventa inoltre il primo vero test della Fed guidata da Kevin Warsh. Il nodo sarà conciliare una linea rigorosa sull’inflazione con la pressione politica per un costo del denaro più basso.
Per gli investitori, rendimenti elevati ricreano opportunità interessanti nell’obbligazionario di qualità. Il rischio resta soprattutto sulla duration lunga, più sensibile a eventuali revisioni del premio richiesto per finanziare i governi.
Borse europee e buyback
Testate: Il Sole 24 Ore
Le società europee hanno annunciato nel 2026 oltre 240 miliardi di euro di riacquisti di azioni proprie, ma circa il 60% dei programmi deve ancora essere eseguito.
Questo crea una riserva potenziale di domanda sul mercato azionario proprio nei mesi autunnali, tradizionalmente più volatili.
A luglio i buyback sullo Stoxx 600 rappresentavano circa il 2,5% degli scambi complessivi, già sopra le medie stagionali.
Tra i gruppi citati, Novartis ha ancora circa 7,5 miliardi di euro da riacquistare, British American Tobacco 10,7 miliardi e ASML circa 8,5 miliardi entro il 2028.
In Italia spiccano Intesa Sanpaolo, con ancora circa il 71% del programma da 1,6 miliardi da completare, Generali con un buyback da 500 milioni ed Eni con circa 2,3 miliardi di acquisti residui entro aprile 2027.
Barclays stima per l’azionario europeo un rendimento totale medio nell’ordine del 5-7%, includendo dividendi e buyback. Il dato è positivo perché una parte importante del rendimento arriva da cassa effettivamente restituita agli azionisti.
Energia, carburanti e ipotesi di tassa sugli extraprofitti
Testate: La Stampa / La Verità
Sei Paesi europei, con il sostegno dell’Italia, riportano a Bruxelles il tema di una tassazione straordinaria degli extraprofitti del settore petrolifero.
L’obiettivo è costruire una risposta europea invece di una serie di interventi nazionali separati, riprendendo in parte il modello del contributo introdotto nel 2022.
Il principale problema resta però operativo: definire in modo uniforme che cosa costituisca un extraprofìtto è complesso soprattutto per i grandi gruppi energetici integrati.
Sul fronte dei prezzi, il gasolio self viene indicato a circa 2,128 euro al litro e la benzina a 2,008 euro. In autostrada il diesel arriva a circa 2,200 euro e la benzina a 2,085 euro.
Il Brent si mantiene intorno a 93,8 dollari al barile, mentre il WTI è vicino a 86,64 dollari. Con lo sconto fiscale sul diesel da 17 centesimi in scadenza, viene prospettato il rischio di un aumento del gasolio fino verso 2,40 euro al litro in caso di nuove tensioni sull’offerta.
Per imprese e famiglie, un Brent stabilmente sopra i 90 dollari riapre un canale inflazionistico attraverso trasporti, logistica e produzione. Al tempo stesso rende più convenienti efficienza energetica, elettrificazione e rinnovabili.
Manovra, tredicesime e potere d’acquisto
Testate: Repubblica / Il Tempo
Nella preparazione della prossima Legge di Bilancio emerge l’ipotesi di tassare al 15% la tredicesima per i redditi fino a 15.000 euro.
L’obiettivo è concentrare il beneficio sulle fasce con maggiore propensione al consumo, trasformando una parte della mensilità aggiuntiva in maggiore reddito disponibile nel periodo natalizio.
Il vantaggio macroeconomico sarebbe immediato perché sui redditi più bassi una parte elevata dello sgravio tende a essere spesa.
Il limite resta il costo strutturale qualora l’intervento diventasse permanente. In un quadro di debito elevato, ogni riduzione fiscale deve quindi essere valutata insieme alle coperture e all’impatto sul deficit.
Il Tempo richiama inoltre alcuni fondamentali italiani positivi, tra cui occupazione, posizione patrimoniale netta sull’estero e maggiore solidità finanziaria del settore privato rispetto alle crisi del passato.
PNRR, infrastrutture e riallocazione delle risorse
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore
Una nuova rimodulazione del PNRR sposta 1,054 miliardi di euro verso altri capitoli di investimento, soprattutto infrastrutture e fonti rinnovabili.
La logica è concentrare le risorse sui progetti realmente in grado di rispettare le scadenze europee, evitando che fondi già assegnati restino immobilizzati su interventi difficili da completare nei tempi previsti.
La fase finale del PNRR conferma quindi che il problema non è più soltanto la disponibilità di capitale pubblico, ma la capacità amministrativa di trasformarlo in opere entro le milestone concordate.
Diventa più probabile il trasferimento di risorse verso progetti maturi, cantierabili e con procedure autorizzative meno complesse.
Il Sole 24 Ore evidenzia inoltre l’interesse degli operatori verso nuovi strumenti finanziari e l’inserimento delle infrastrutture strategiche nei portafogli degli investitori istituzionali.
La combinazione tra fondi pubblici e capitale privato può aumentare l’effetto moltiplicatore degli investimenti, soprattutto in energia e infrastrutture ambientali.
Data center, rete elettrica e infrastruttura dell’AI
Testate: Il Sole 24 Ore
Le richieste di connessione dei data center alla rete Terna raggiungono circa 95 gigawatt, con una crescita superiore al 48% in un anno.
Il dato è enorme rispetto all’attuale domanda elettrica italiana e mostra quanto rapidamente AI e cloud stiano cambiando la pianificazione energetica nazionale.
La cifra va però interpretata con cautela: soltanto 15 richieste, pari a circa 1,09 GW, sono arrivate alla fase autorizzativa più avanzata.
Una parte rilevante rappresenta quindi prenotazione di capacità o opzioni industriali più che progetti immediatamente cantierabili.
La concentrazione geografica è soprattutto in Lombardia e nell’area milanese.
Per l’Italia resta comunque una delle principali opportunità industriali del decennio: data center e AI possono generare investimenti in reti, accumuli, rinnovabili, costruzioni, fibra, raffreddamento e servizi digitali. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 22 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, MPS e nuovo risiko italianoTestate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Foglio
Monte dei Paschi alza ulteriormente la posta nel consolidamento bancario italiano, lanciando due offerte parallele su Banco BPM e Banca Generali per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro: 25,35 miliardi per Banco BPM e circa 8,72 miliardi per Banca Generali. L’obiettivo dichiarato è costruire un gruppo con una capitalizzazione prossima agli 80 miliardi di euro.
Per Banco BPM l’offerta prevede 1,567 azioni MPS per ogni azione BPM e non incorpora un premio particolarmente significativo. Per Banca Generali, invece, MPS propone 6,958 nuove azioni per ogni titolo, con un premio del 10%.
In caso di piena adesione, gli attuali azionisti MPS conserverebbero circa il 50,1% del nuovo polo, quelli di Banco BPM circa il 37,2% e quelli di Banca Generali circa il 12,7%.
Il nuovo gruppo avrebbe circa 466 miliardi di euro di attivo, 315 miliardi di raccolta diretta e 810 miliardi di total financial assets, trasformando definitivamente MPS da banca risanata a soggetto aggregatore.
Il piano industriale stima circa 2,6 miliardi di euro di sinergie pre-tax annue, includendo anche gli effetti dell’integrazione di Mediobanca. È inoltre prevista una distribuzione straordinaria da 4 miliardi agli azionisti MPS e distribuzioni complessive superiori a 15 miliardi nel periodo 2026-2030.
La reazione della Borsa resta però prudente: MPS perde l’1,63%, Banca Generali lo 0,82%, mentre Banco BPM sale appena dello 0,27%. Il mercato riconosce il valore strategico dell’operazione ma continua a prezzare un elevato rischio di esecuzione e governance.
Il nodo più delicato resta infatti il controllo degli asset. Banca Generali ha definito l’offerta non sollecitata e non concordata, mentre Intesa Sanpaolo valuta iniziative legali e segnalazioni alle autorità.
Stati Uniti, debito, Fed e costo del capitale
Testate: La Stampa / Domani / Il Foglio / Il Sole 24 Ore
Il debito federale americano supera i 40.000 miliardi di dollari e resta uno dei principali elementi di fragilità finanziaria globale. Circa l’80%, quasi 32.000 miliardi, è detenuto da investitori pubblici e privati, mentre oltre 8.000 miliardi sono debito intra-governativo.
Tra i maggiori detentori figurano la Federal Reserve con circa 4.528 miliardi, i fondi comuni con 5.195 miliardi, le banche commerciali con 2.083 miliardi e i fondi pensione con circa 1.135 miliardi.
Sul fronte estero il Giappone resta il primo creditore con circa 1.203 miliardi di dollari, seguito dal Regno Unito con 889 miliardi e dalla Cina con 683 miliardi.
Il rendimento del Treasury trentennale si mantiene intorno al 5,28%, aumentando il costo del rifinanziamento federale e rendendo i titoli governativi nuovamente competitivi rispetto a equity e credito corporate.
Il Tesoro prova a migliorare la liquidità del mercato attraverso buyback fino a circa 4 miliardi di dollari per operazione, ma la misura non modifica il problema strutturale del debito.
Sullo sfondo resta il passaggio di leadership alla Federal Reserve. La combinazione tra debito elevato, valutazioni azionarie alte e forte concentrazione degli investimenti nell’AI rende i mercati più sensibili a qualunque cambiamento delle aspettative sui tassi.
Energia, carburanti e fragilità della raffinazione europea
Testate: Repubblica
La pressione sui carburanti continua. La benzina self-service raggiunge circa 2,005 euro al litro, il livello più elevato degli ultimi tre anni, mentre in autostrada sale a circa 2,080 euro.
Il gasolio raggiunge circa 2,122 euro al litro sulla rete ordinaria e 2,194 euro in autostrada.
Le associazioni dei consumatori stimano un aggravio di circa 1,20 euro per un pieno di benzina e 1,45 euro per il diesel.
Eurostat segnala un incremento medio dei prezzi di carburanti e lubrificanti del 16,9% nell’Unione Europea. L’Italia registra un aumento più contenuto, pari al 12,5%, mentre la Germania arriva a circa il 22,9%.
Il problema più strutturale riguarda la capacità di raffinazione europea. Dal 2009 a oggi si è ridotta di circa il 20% e potrebbe diminuire di un ulteriore 20% entro il 2035.
Questo rende l’Europa più dipendente dall’importazione di prodotti raffinati e quindi più vulnerabile a shock geopolitici, logistici e di prezzo, anche in presenza di una graduale riduzione della domanda di combustibili tradizionali.
Europa, manifattura e ripresa ciclica
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
Arriva un segnale finalmente più positivo dall’industria europea. Il PMI manifatturiero flash dell’Eurozona sale da 51,9 a 52,8, massimo da 51 mesi.
L’output manifatturiero passa da 52,9 a 53,4, massimo da 54 mesi, mentre il PMI composito raggiunge 52,1. I servizi si mantengono invece a 51,7.
Il miglioramento è trainato soprattutto dalla Germania e porta gli economisti citati nella rassegna a ipotizzare una crescita del PIL dell’area intorno allo 0,3% nel terzo trimestre.
Il quadro resta però condizionato dalle pressioni sui prezzi, che potrebbero spingere la BCE a mantenere una linea meno accomodante di quanto atteso dai mercati.
Il dato incoraggiante è il ritorno degli ordini e delle assunzioni, soprattutto nella manifattura tedesca, dopo diversi trimestri di stagnazione.
Investimenti, cloud, cybersecurity e industria 4.0
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
In Italia il Mimit mette in campo circa 1,1 miliardi di euro per innovazione industriale, cloud, cybersecurity e transizione tecnologica.
Il pacchetto si articola in tre filoni principali: 447,6 milioni per Investimenti sostenibili 4.0, 505,8 milioni per Scoperta imprenditoriale II e 150 milioni per voucher cloud e cybersecurity.
Il calendario è già operativo: dal 10 settembre parte la compilazione delle domande per Investimenti sostenibili 4.0, con invio dal 10 al 16 ottobre.
Per Scoperta imprenditoriale la compilazione partirà il 24 settembre e le domande dal 7 ottobre.
Per cloud e cybersecurity la compilazione inizierà il 20 ottobre, mentre le richieste potranno essere presentate dal 12 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.
Per le PMI si apre quindi una finestra concreta per investire in automazione, sicurezza informatica, software e innovazione produttiva.
PNRR, Pubblica Amministrazione e digitalizzazione
Testate: Il Sole 24 Ore / Il Tempo
Sul fronte della PA digitale vengono dichiarati raggiunti tutti i 69 obiettivi PNRR di competenza, con oltre 11 miliardi di euro investiti tra digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e connettività.
La Piattaforma Digitale Nazionale Dati collega ormai più di 9.000 enti e ha gestito oltre 1,5 miliardi di scambi di dati.
IT-Wallet è stato attivato da oltre 11 milioni di cittadini tramite App IO e ospita circa 20 milioni di documenti.
Il programma coinvolge quasi 8.000 Comuni, circa il 70% dei quali con meno di 5.000 abitanti, e punta a creare una rete di circa 200 presìdi territoriali.
Il segnale è positivo perché la digitalizzazione non resta concentrata nelle grandi amministrazioni, ma raggiunge anche gli enti locali più piccoli.
La sfida successiva sarà trasformare digitalizzazione e connettività in minori tempi amministrativi, migliore qualità dei servizi e maggiore produttività per cittadini e imprese.
Consumi, cultura e turismo esperienziale
Testate: Il Sole 24 Ore
La spesa culturale delle famiglie italiane continua a recuperare. Nel 2026 raggiunge circa 108 euro pro capite, +15% rispetto ai 94 euro del 2025.
Il livello resta leggermente sotto i circa 113 euro del 2019, ma il gap rispetto alla fase pre-Covid è ormai quasi completamente colmato.
La fruizione culturale resta molto ampia: programmi televisivi, film e serie coinvolgono circa il 92% degli italiani, musica l’87% e radio l’82%.
Circa due italiani su tre hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno, mentre quotidiani cartacei e digitali raggiungono circa il 43% della popolazione.
Cinema, mostre e musei interessano circa il 51% degli italiani, il teatro il 40% e i concerti dal vivo il 35%.
Cresce inoltre il fenomeno dei “weekend culturali”: il 42% degli intervistati sarebbe disposto a regalarne uno o riceverlo in regalo. La spesa media associata raggiunge circa 286 euro, collegando cultura, turismo e territori in un segmento ad alto valore aggiunto.
Intelligenza Artificiale, data center e infrastrutture
Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Negli Stati Uniti cresce la resistenza politica alla costruzione di nuovi data center. Nel solo primo trimestre 2026 risultano bloccati o rallentati progetti per circa 130 miliardi di dollari.
Le contestazioni riguardano soprattutto consumo di energia e acqua, incentivi fiscali e benefici effettivamente percepiti dalle comunità locali. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 21 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, MPS e consolidamento finanziario
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Messaggero / Il Giornale / Il Foglio
- Monte dei Paschi passa al contrattacco nel risiko bancario italiano con due Ops parallele su Banco BPM e Banca Generali. Il consiglio di amministrazione ha approvato il piano con 9 voti favorevoli e 4 astensioni. L’obiettivo è creare un gruppo con una capitalizzazione vicina a 70 miliardi di euro, potenzialmente il terzo grande polo italiano dopo Intesa Sanpaolo e UniCredit.
- Le dimensioni dell’operazione sono rilevanti: MPS vale circa 35,6 miliardi, Banco BPM 25,2 miliardi e Banca Generali 7,8 miliardi. Nell’azionariato MPS figurano Delfin con il 17,53%, Caltagirone con il 10,26%, MEF con il 4,86%, BlackRock con il 4,66% e Banco BPM con il 3,74%.
- Il passaggio decisivo sarà l’assemblea MPS del 29 ottobre. Per superare la passivity rule e procedere con le controfferte sarà necessario il consenso del 66,67% del capitale rappresentato. Per rafforzare il sostegno degli azionisti, Luigi Lovaglio propone inoltre una cedola straordinaria da 4 miliardi di euro.
- Resta sul tavolo l’offerta concorrente di Intesa. La proposta, inizialmente valutata 30,6 miliardi, avrebbe superato i 35 miliardi di euro con l’andamento delle quotazioni. Intesa offre 3 miliardi in contanti più 1,6 nuove azioni per ogni azione MPS.
- Il consolidamento continua quindi a rivalutare gli asset bancari italiani. La fase successiva sarà però molto più selettiva: premi da acquisizione, rapporti di concambio, diluizione e capacità di generare sinergie conteranno più della semplice narrativa del “risiko”.
Stati Uniti, debito pubblico e costo del capitale
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Repubblica / Il Giornale
- Il debito federale americano supera la soglia dei 40.000 miliardi di dollari, trasformando la sostenibilità fiscale degli Stati Uniti in uno dei principali temi macro-finanziari globali.
- Il problema non riguarda soltanto la dimensione nominale del debito, ma la necessità di rifinanziarlo in una fase nella quale i rendimenti rimangono elevati. Il Treasury trentennale viene indicato intorno al 5,27%, mentre il decennale risale verso il 4,71%.
- I tentativi del Tesoro americano di sostenere il mercato attraverso riacquisti di titoli, nell’ordine di 2-4 miliardi di dollari per operazione, hanno finora avuto effetti limitati.
- Il quadro dei consumi resta invece relativamente resiliente. Walmart registra un utile operativo trimestrale di 9,38 miliardi di dollari, +28,8%, mentre l’utile netto scende del 9,4% a 6,36 miliardi.
- Il gruppo mantiene una guidance positiva, prevedendo per l’intero esercizio ricavi in crescita del 4-5% e utile operativo rettificato in aumento del 7-8,5%. Il consumatore americano appare quindi sotto pressione, ma non ancora in una vera fase recessiva.
- Per gli investitori obbligazionari, rendimenti governativi vicini o superiori al 4-5% ricostruiscono un carry interessante, anche se aumenta contemporaneamente la sensibilità dei portafogli al rischio fiscale americano.
Energia, benzina, petrolio e rischio Iran
Testate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / Il Messaggero / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio
- La benzina torna sopra i 2 euro al litro, sui livelli più elevati dal 2023. Il prezzo viene indicato intorno a 2,002 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge circa 2,116 euro.
- Il rincaro non ha però ancora frenato significativamente i consumi. A luglio sono state superate le 900.000 tonnellate di benzina, il livello più alto degli ultimi 16 anni. Dopo il +6,9% di giugno, i consumi sono cresciuti ancora del 3,1% a luglio.
- La variabile geopolitica torna centrale. Dopo l’annuncio americano di una nuova offensiva economica contro Teheran, il Brent è salito per cinque sedute consecutive fino a circa 94 dollari al barile.
- La situazione economica iraniana appare molto deteriorata: secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale riportate nella rassegna, l’inflazione potrebbe arrivare intorno all’80% e il PIL contrarsi del 5% nel 2026.
- Sul gas, gli stoccaggi europei sono intorno al 57%, circa 12 punti percentuali meno dell’anno precedente e 16 punti sotto la media degli ultimi cinque anni. L’Italia si trova in una posizione relativamente migliore, con riserve vicine all’80%.
- Per imprese e mercati il rischio è che una nuova fiammata energetica rallenti la disinflazione europea e riduca lo spazio per nuovi tagli dei tassi. L’Europa arriva però a questa fase con infrastrutture di approvvigionamento più diversificate rispetto al 2022.
Mercati finanziari e Piazza Affari
Testate: Il Sole 24 Ore / Repubblica / La Stampa / Il Giornale
- Piazza Affari mostra una buona capacità di tenuta nonostante la pressione geopolitica e l’aumento dei rendimenti. Il FTSE Mib chiude intorno a 52.666 punti, sostanzialmente invariato, mentre lo spread BTP-Bund torna nell’area 81-82 punti base.
- Il rialzo del petrolio favorisce il comparto energetico: Eni guadagna il 2,59%, Italgas l’1,92% e Snam l’1,25%. Positivi anche DiaSorin e Lottomatica.
- In controtendenza Stellantis perde il 3,71% e Amplifon il 2,99%.
- Il rendimento del BTP decennale viene indicato al 4,068%, tornando interessante per gli investitori orientati al reddito, purché la duration sia coerente con il profilo di rischio.
- Il quadro italiano resta quindi relativamente robusto grazie a banche redditizie, società energetiche favorite dal contesto delle commodity e rendimenti obbligazionari nuovamente remunerativi.
Industria italiana, fondi pubblici e capacità di esecuzione
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio / Il Messaggero
- Restano fermi circa 1,2 miliardi di euro di progetti già finanziati nei settori energia e acqua. Oltre 280 milioni riguardano rinnovabili ed efficienza energetica, mentre quasi 900 milioni sono destinati ad acquedotti, reti, serbatoi e depurazione.
- Nel solo settore idrico le risorse della coesione ammontano a 12,2 miliardi, mentre il finanziamento pubblico complessivo raggiunge 17,5 miliardi di euro.
- I progetti censiti sono più di 6.200: 2.881 risultano ancora in corso e 218 non sono stati avviati, per un valore complessivo di 887 milioni.
- Il limite italiano appare quindi ancora una volta legato più alla velocità di esecuzione che alla scarsità di risorse. Viene inoltre segnalato un arretrato amministrativo di 574 provvedimenti attuativi, di cui 495 riferiti alle leggi dell’attuale Governo.
- Questo execution gap rappresenta uno dei principali ostacoli alla capacità di trasformare PNRR, fondi di coesione e nuova flessibilità europea in crescita reale e produttività.
Ex Ilva, chimica e filiere industriali
Testate: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Corriere della Sera / Il Giornale / Il Foglio / Il Messaggero
- L’ex Ilva torna al centro dell’agenda industriale. Taranto occupa circa 8.000 lavoratori diretti e coinvolge altri 5.000 addetti nell’indotto.
- La cordata italiana coordinata da Federacciai coinvolge 14 società e punta soprattutto sugli impianti a freddo. Un nuovo passaggio decisionale è atteso a settembre.
- Nell’ipotesi più negativa, un eventuale processo di riconversione potrebbe interessare circa 7.000 lavoratori. La priorità resta quindi individuare una soluzione che preservi capacità produttiva e occupazione.
- Più fragile il quadro della chimica. Federchimica prevede per il 2026 un ulteriore calo della produzione del 3%, dopo una contrazione cumulata del 13% tra 2021 e 2025, confermando le difficoltà dei comparti europei ad alta intensità energetica.
- Fincantieri offre invece un segnale positivo: Viking ordina due nuove navi da crociera, con un valore contrattuale superiore a 500 milioni di euro e vicino al miliardo includendo le opzioni. Le navi commissionate da Viking al gruppo italiano salgono così a 28.
- Anche il distretto meccano-calzaturiero di Vigevano e l’aerospazio campano mostrano come specializzazione, automazione e alta tecnologia restino fondamentali per la competitività italiana. Il distretto aerospaziale DAC conta circa 15.000 addetti e 4 miliardi di euro di fatturato.
Intelligenza Artificiale, robotica e vantaggio industriale cinese
Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / ItaliaOggi / Il Messaggero
- La Cina domina la prima fase commerciale della robotica umanoide. Nel primo semestre 2026 avrebbe rappresentato circa il 97% delle esportazioni mondiali di robot umanoidi.
- Nel 2024 il Paese ha installato 295.000 robot industriali, più della metà delle nuove installazioni mondiali, e nelle fabbriche cinesi operano ormai oltre 2 milioni di robot.
- Il produttore Unitree, al debutto sullo STAR Market di Shanghai, è salito di circa il 460% nella prima seduta, raggiungendo una capitalizzazione nell’ordine di 50 miliardi di dollari.
- Il vantaggio cinese non dipende necessariamente da una superiorità assoluta nei modelli AI, ma dalla capacità di produrre in scala motori, batterie, magneti, riduttori, sensori e componentistica. Nella physical AI, la filiera industriale può quindi essere im
Altri podcast di Economia
Podcast di tendenza in Economia
Su INSIDE FINANCE
Il nuovo podcast è dedicato agli investitori, ad aziende alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e ispirazione, agli operatori del settore e agli appassionati di finanza che intendono andare a fondo nel capire la base del successo e le visioni per il prossimo futuro da parte delle personalità dell’industria e della finanza italiana che rappresentano le Istituzioni preposte, i vertici delle società di eccellenza nei vari settori, d'imprese di nicchia specializzate in prodotti e servizi innovativi, persone che hanno raggiunto risultati straordinari oppure personalità con visioni ed esperienze completamente “fuori dal coro”. Il principio di base di ogni episodio è quello dell’utilità per gli ascoltatori, quindi temi e approfondimenti che possano essere di aiuto per una migliore e piu’ efficace gestione degli investimenti e della finanza d’impresa, una brillante carriera o spunti imprenditoriali entrando “inside finance” in modo intimo, autentico e informale.
Sito web del podcastAscolta INSIDE FINANCE, BRANDY | Storie di Brand Daily Show e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app
Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app


INSIDE FINANCE
Scansione il codice,
scarica l'app,
ascolta.
scarica l'app,
ascolta.
INSIDE FINANCE: Podcast correlati



































