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    Inside Value #6. Dalla paura al valore. Il vero cambio di regia dei mercati

    20/04/2026 | 9 min
    In questo 6° episodio di Inside Value, Roberto Russo e Filippo Pasini analizzano una settimana in cui è bastata una sola notizia per cambiare rapidamente il sentiment dei mercati: la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    Da lì prende forma una riflessione più ampia su ciò che conta davvero quando la paura si attenua e gli investitori tornano a guardare ai fondamentali.

    La puntata ricostruisce il nuovo equilibrio dei mercati dopo settimane di tensione, mettendo in luce una forte rotazione settoriale e geografica: tornano in primo piano tecnologia, comunicazioni e consumi discrezionali, mentre Wall Street riprende la leadership e il rischio torna a essere premiato, ma in modo più selettivo.

    Al centro dell’episodio c’è poi un focus sul lusso europeo, un settore che per anni è sembrato intoccabile e che oggi entra invece in una fase più complessa, ma anche più interessante.

    Si parla anche di:
    ritorno dei mercati agli utili e ai fondamentali, dopo la fase di massima tensione;

    leadership rinnovata degli Stati Uniti e ripresa dei mercati emergenti favorita dal calo del dollaro;

    due principi chiave per l’investitore: evitare gli estremi e mantenere un orizzonte di lungo periodo;

    valutazioni più interessanti nel settore del lusso dopo gli eccessi degli anni passati;

    il piano di rilancio di Kering e la nuova centralità della disciplina operativa;

    il legame tra export coreano, semiconduttori ed evoluzione degli utili di Wall Street;

    l’idea che il mercato possa cambiare idea in fretta, mentre il valore richiede pazienza, lucidità e coerenza.
    Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter di approfondimento sul sito www.ilvaloreconta.it, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.

    Per maggiori informazioni: [email protected] Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.

    Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.

    Buon ascolto.
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    Rassegna Stampa Economica del 20 Aprile. A cura di Giuliano Casale

    20/04/2026 | 9 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 20 Aprile 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. 

    Investimenti, Mercati e Crescita

    Testate: Corriere della Sera / L’Economia del Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza

    * Dfp/Mef: crescita sotto pressione, scenario macro più incerto.
        Il Mef valuta più scenari nel Dfp per evitare che le stime risultino rapidamente obsolete in presenza di shock esterni. Il quadro centrale richiamato dal Corriere indica per il 2026 una crescita reale appena sopra lo 0,5%, con inflazione che potrebbe salire da meno del 2% a poco sotto il 3% o al 4% a seconda dell’evoluzione della crisi energetica. Il grafico riportato nella pagina successiva richiama inoltre le stime Fmi sull’Italia: Pil +0,5% nel 2026, inflazione 2,6%, disoccupazione 6%.

    Tra i numeri rilevanti: un possibile spostamento anche di 0,1 punti di Pil sul saldo di finanza pubblica può incidere sul posizionamento italiano rispetto alla procedura europea; lo spread citato è sceso fino a 97 punti base (0,97%) e poi risalito a 72.
    Il Pnrr viene richiamato per 194 miliardi di effetti ancora non pienamente dispiegati. 

    * Data center: in Italia attesi 25 miliardi di investimenti entro il 2030.
        Repubblica Affari&Finanza segnala un’accelerazione molto forte dell’infrastruttura digitale italiana: €25 miliardi di investimenti entro il 2030; consumi energetici potenzialmente fino a 4 volte gli attuali, oltre il 10% dei consumi europei; nel triennio 2023-2025 la capacità installata in Italia sarebbe cresciuta del 17% annuo. Il mercato italiano avrebbe già raggiunto circa €7 miliardi di investimenti, di cui il 70% nell’area di Milano. 

    * Pirelli-Sinochem: dossier ancora aperto, ma il perimetro di controllo cinese si restringe.
        L’Economia del Corriere sintetizza il nuovo assetto dopo il Golden Power: la quota Sinochem resta al 34%, ma nel nuovo board i cinesi avrebbero solo 3 consiglieri contro 12 espressi da Camfin, che tornerebbe a indicare anche il presidente oltre al ceo. L’articolo richiama anche un vincolo industriale-materiale: il mercato Usa pesa per circa il 20% dei ricavi di Pirelli nel segmento premium, e le norme statunitensi entrate in vigore da marzo 2026 sulle tecnologie connesse rendono più sensibile il tema del controllo. Segnale positivo: la partita sembra muoversi verso un riequilibrio di governance più compatibile con l’accesso ai mercati occidentali.  

    * Turismo: record a 237 miliardi, ma attenzione a carburanti e tensioni geopolitiche.
        Secondo L’Economia del Corriere, il turismo italiano nel 2025 ha registrato 479 milioni di presenze totali, in aumento del 2,3% sul 2024, con un impatto economico di €237,4 miliardi di Pil e 3,2 milioni di posti di lavoro. Per Enit, i ricavi crescono del 25% di ebitda (€1 milione) su €45 milioni di ricavi; il fatturato si avvicina a €45 milioni e l’utile netto è indicato in circa €7,5 milioni.

    La prospettiva resta favorevole per il posizionamento dell’Italia come destinazione “safe”, ma i rincari dei carburanti potrebbero intaccare i flussi estivi. Indicazione positiva: il settore mostra ancora capacità di assorbire shock e di trasferire valore a monte su territori e servizi.  

    Industria, Infrastrutture e Digitale

    Testate: Repubblica Affari&Finanza / Il Sole 24 Ore / L’Economia del Corriere della Sera

    * Ex Ilva: torna al centro il rischio di paralisi operativa e industriale.
        Repubblica Affari&Finanza legge il dossier ex Ilva come uno dei principali punti critici della politica industriale. Il pezzo non aggiunge KPI di conto economico nuovi, ma sottolinea il rischio che lo stop alla centrale possa generare un impatto a catena sugli impianti del gruppo. Per un lettore manageriale il punto è meno politico che industriale: la continuità produttiva di asset strategici resta esposta a shock regolatori, ambientali e decisionali.  

    * Archivi di Stato: la digitalizzazione genera accessi e ricavi record.
        Il Sole 24 Ore riporta una delle notizie più concrete sul fronte digitalizzazione pubblica. Le visite online sono cresciute di oltre il 600% in 5 anni. I ricavi da servizi aggiuntivi nel 2025 toccano €1,19 milioni, con una crescita cumulata del +55% nell’ultimo biennio. Tra 2023 e 2024 gli introiti sono saliti da €771 mila a €1,13 milioni; nel 2025 crescono ancora del +5,3%. I diritti di riproduzione delle immagini passano da €136 mila a €417 mila tra 2023 e 2024, poi si assestano a €266 mila nel 2025, comunque +43% rispetto a due anni prima.

    Banche e Credito

    Testate: Repubblica Affari&Finanza / Corriere della Sera / Stampa

    * Risiko bancario: riapertura del consolidamento, con terzo polo di nuovo sul tavolo.
        Repubblica Affari&Finanza parla esplicitamente di ripartenza del risiko. Nel perimetro citato emergono alcuni numeri-chiave degli azionisti: Mps 13,2%, Delfin 10,05%, Unicredit 6,68%; vengono inoltre richiamate partecipazioni rilevanti di Mps al 17,5% e Generali al 10% nel ragionamento sulle alleanze. La possibilità evocata è quella di un terzo polo tramite combinazioni tra Banco Bpm e Mps, con impatto potenziale anche sul riposizionamento di Generali e Mediobanca. Per il management finanziario il segnale è positivo: il sistema torna contendibile e questo può accelerare efficienza, scala e razionalizzazione del capitale.  

    * Partecipate e governance: il caso Terna/Di Foggia allarga il tema remunerazioni e fine mandato.
        La rassegna raccoglie più testate sul dossier Di Foggia/Terna e sul richiamo del Mef ai limiti per le partecipate. Nei titoli emerge una “buonuscita milionaria” e una nota ministeriale sui limiti a nomine e indennità di fine mandato. Il dato di cifra puntuale non è leggibile nelle pagine esaminate, quindi il punto va tenuto come segnale di governance e non come KPI consolidato. 

    Fisco e Normativa

    Testate: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Stampa / Repubblica

    * Residenza fiscale internazionale: attenzione ai beni che restano in Italia.
        Il Sole 24 Ore ricorda che il trasferimento di residenza non elimina automaticamente gli obblighi fiscali su immobili e investimenti che restano nel Paese. Il criterio base italiano resta quello dei 183 giorni (184 negli anni bisestili) per la maggior parte del periodo d’imposta. L’articolo confronta diversi regimi esteri: in Spagna imposta sostitutiva del 24% sui redditi di fonte spagnola fino a €600 mila; nei Paesi Bassi esenzione pari al 30% della retribuzione, dal 2026 e fino a €262 mila annui, oltre i quali scatta la tassazione ordinaria; in Portogallo aliquota del 20% sul lavoro; in Bulgaria flat tax del 10%; a Malta aliquota forfettaria del 15% sui redditi di fonte estera rimessi nel Paese; in Grecia imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi di fonte estera.  

    * Casa, tasse e qualità della vita: la competitività immobiliare si decide su soglie e incentivi.
        Sempre il Sole 24 Ore mette a confronto i regimi immobiliari europei. In Grecia la Golden Visa è legata all’acquisto di un immobile con soglie minime da €250 mila, che nel 2026 arrivano fino a €800 mila nelle aree più pregiate. A Lisbona, per under 35, l’esenzione su imposta di trasferimento e bollo vale per acquisti fino a circa €330 mila. In Olanda, gli under 34 non pagano l’imposta di trasferimento se l’immobile vale fino a €555 mila. A Malta, alcuni programmi richiedono almeno €375 mila di acquisto o un affitto da almeno €14 mila l’anno; per la prima casa c’è esenzione totale di bollo per i primi €200 mila di valore e un bonus mutuo di €10 mila. 

    Energia e Geoeconomia

    Testate: Corriere della Sera / Repubblica Affari&Finanza / Stampa / Il Fatto Quotidiano / Foglio Inserto

    * Hormuz: rischio energetico e agroalimentare, con impatto diretto su inflazione e filiere.
        Le varie testate convergono sul fatto che lo Stretto di Hormuz resti il principale fattore di rischio economico globale della giornata. Il Corriere indica che da Hormuz passa circa il 20% del petrolio globale e che una sua chiusura potrebbe far salire il prezzo del greggio fino a circa $130 al barile al giorno; nello stesso box grafico si segnala 10 come livello di rischio/geotensione associato alla possibilità di un irrigidimento del confronto. Il Fatto Quotidiano parla inoltre di $50 miliardi di petrolio persi in 50 giorni. Sul piano italiano, lo shock energetico si trasmetterebbe rapidamente a trasporti, costi industriali, carburanti, agroalimentare e vacanze. Indicazione positiva: per molte imprese il contesto spinge a rimettere al centro hedging energetico, diversificazione fornitori e revisione contratti di fornitura.  

    * Gas russo: il tema rientra nel dibattito economico come leva di competitività, ma divide gli schieramenti.
        Più testate riportano il ritorno del dibattito sul gas russo. Pur essendo una notizia ad alta componente politica, la rilevanza economica è evidente: il tema viene collegato ai prezzi dell’energia e al costo per imprese, ospedali e famiglie. Non emergono KPI nuovi leggibili nelle pagine esaminate, ma il segnale per chi decide investimenti energy-intensive è che il costo dell’energia resta un driver di scenario e non una variabile già normalizzata.  

    Innovazione monetaria e Finanza digitale

    Testate: Repubblica Affari&Finanza

    * Stablecoin europee: dossier strategico per pagamenti, titoli pubblici e autonomia finanziaria.
        Repubblica Affari&Finanza evidenzia il forte predominio americano nel segmento, ma anche l’opportunità per l’Europa di costruire un’infrastruttura di stablecoin in euro coordinata con l’euro digitale. Il mercato globale delle stablecoin viene stimato tra $270 e $
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    Rassegna Stampa Economica del 19 Aprile. A cura di Giuliano Casale

    19/04/2026 | 5 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 19 Aprile 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. 

    Investimenti, mercati e finanza pubblica

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / La Stampa / Il Messaggero / Il Giornale

    * Conti pubblici italiani: crescita più debole dell’area sviluppata e nuovo stress sul Dpf.
        Il Sole 24 Ore evidenzia che, secondo il Fondo monetario internazionale, il PIL italiano 2026 crescerebbe solo dello 0,5%, contro +1,1% della media UE e +1,6% del G7. Nel quadriennio 2026-2029 la crescita cumulata italiana si fermerebbe al 2,6%, circa la metà dell’Eurozona (5,0%) e ben sotto la media UE (5,9%) e G7 (6,5%). Sul lato debito, il dossier segnala 51 miliardi di euro legati ai vecchi crediti d’imposta e un effetto di riclassificazione che da solo potrebbe aumentare il debito di 2,2 punti di PIL. Il potenziale di crescita, inoltre, scenderebbe dallo 0,9% del 2024 allo 0,6% nel 2028, nonostante i 194,4 miliardi del PNRR. Messaggio manageriale: la priorità torna a essere produttività, selezione degli investimenti e disciplina sugli incentivi.  

    * Wall Street e Fed: clima di volatilità politica e istituzionale.
        La Stampa richiama tensioni speculative su Wall Street (“bagarini a Wall Street”), mentre Il Messaggero apre il fronte della successione alla Fed. Nell’estratto disponibile non emergono KPI puntuali aggiuntivi, ma il segnale di contesto è chiaro: il premio per il rischio resta sensibile al ciclo politico statunitense.  

    Banche e credito

    Testate coinvolte: La Stampa / Il Fatto Quotidiano

    * MPS e Consob: focus su governance e presidi di mercato.
        La Stampa segnala il dossier sulla presidenza di MPS, con il nome di Boccardelli in emersione e soci alla ricerca di un’intesa; Il Fatto Quotidiano rileva invece una corsa più complessa verso la presidenza Consob. Nel materiale consultabile non sono presenti KPI economico-finanziari ulteriori, ma la lettura congiunta indica un presidio rafforzato sulla governance degli intermediari e delle authority in una fase di mercato più fragile. Positivo il fatto che il tema sia ancora nel perimetro della governance, non della stabilità sistemica.  

    Industria, manifattura e filiere

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Sole 24 Ore Nòva 24 / La Verità / Il Giornale

    * AI e fabbrica: il vantaggio competitivo si sposta dalle hard skill pure alle competenze ibride.
        Il Sole 24 Ore lega l’intelligenza artificiale alla ridefinizione di fabbriche e rapporti di forza industriali; Nòva 24 aggiunge che i profili più difendibili sono quelli che combinano competenze STEM e capacità relazionali, di coordinamento e giudizio. L’indicazione per imprese e advisory è costruttiva: il tema non è “meno lavoro”, ma riqualificazione più veloce e ridisegno dei ruoli verso supervisione, orchestrazione e decisione.  

    * Fertilizzanti: rischio di shock indiretto su agricoltura, rese e filiere alimentari.
        Il Sole 24 Ore sottolinea che il nuovo shock non passa solo da petrolio e gas, ma anche dai fertilizzanti e dalla logistica nel Golfo Persico. Il punto chiave è che l’urea incide trasversalmente su costi e rese: se prezzo e disponibilità peggiorano nella fase cruciale del calendario agricolo, la trasmissione al food system avviene via minori fertilizzazioni, rese più basse e mercati agricoli più tesi. Non sono riportati nel testo visibile KPI numerici di prezzo, ma il segnale per l’industria è netto: aumentano il rischio input e il rischio approvvigionamento.  

    * Logistica terrestre: autotrasporto fermo, rischio per cantieri e scaffali.
        La Verità segnala che il settore dell’autotrasporto, pari a circa 100.000 imprese e 500.000 lavoratori, si ferma per 5 giorni, dalle 24 di oggi fino al 24 aprile. Il blocco minaccia la distribuzione merci e l’approvvigionamento dei cantieri. Sul largo consumo, il Codacons stima per l’acqua minerale da 1,5 litri un possibile rincaro di 5-6 centesimi a bottiglia, pari a circa 606 milioni di euro l’anno, con un aggravio del +20% rispetto agli attuali listini; per altre bevande l’aumento ipotizzato è del +10%. È un indicatore concreto di trasmissione immediata dei costi energetici alla filiera retail.  
    Energia e geopolitica

    Testate coinvolte: Repubblica / La Stampa / Il Messaggero / Il Giornale / Il Sole 24 Ore / La Verità / Secolo XIX / Domani / Libero Quotidiano

    * Hormuz: notizia unica accorpata su blocco dello Stretto e shock energetico globale.
        Più testate convergono sullo stesso asse informativo: chiusure/riaperture intermittenti dello Stretto di Hormuz, rischio di interruzione della navigazione commerciale, riflessi su petrolio, gas, fertilizzanti e alimentare. La Verità precisa che la tregua mediata dal Pakistan scadrebbe mercoledì 22 aprile; nello scenario operativo citato compaiono le unità Usa Frank Peterson e Michael Murphy, mentre immagini satellitari dell’11 aprile mostrerebbero la portaerei Abraham Lincoln a circa 200 km a sud della costa iraniana. Il Messaggero collega il dossier a un potenziale rischio di crisi alimentare. È il principale fattore esogeno della giornata: energia, trasporti e food entrano nella stessa matrice di rischio.  

    * Petrolio: distruzione di offerta già molto visibile.
        Il Giornale quantifica in 50 miliardi di dollari il greggio “andato in fumo” in 50 giorni di conflitto, con oltre 500 milioni di barili persi. La perdita equivale a circa 11 giorni di consumi stradali mondiali o a oltre un mese di petrolio per l’Europa. Rystad Energy stima inoltre 58 miliardi di dollari di infrastrutture danneggiate tra gas e petrolio e oltre 80 impianti energetici colpiti. Il ritorno alla normalità richiederebbe 4-5 mesi per alcuni giacimenti in Kuwait e Iraq, mentre per parti della filiera GNL del Qatar potrebbero servire anni. KPI molto rilevanti per energy, chimica, trasporti e inflazione importata.  

    * Diversificazione italiana: Azerbaigian sempre più strategico.
        La Stampa segnala che dall’Azerbaigian arriva ogni anno il 16-17% del fabbisogno nazionale di petrolio e gas. Il Tap, lungo quasi 900 km, porta in Italia circa 12 miliardi di metri cubi di gas l’anno, su circa 60 miliardi importati; dal corridoio azero potrebbero passare anche 2 miliardi di metri cubi annui in più, e con upgrade infrastrutturali la capacità del Tap potrebbe salire fino a 20 miliardi. Sul petrolio, l’Italia è il primo compratore degli azeri con il 45% dell’export complessivo, pari a circa 10 milioni di tonnellate l’anno. Sul fronte investimenti, Socar ha acquisito il 10% del giacimento Tamar e il fondo sovrano azero detiene il 49% di impianti fotovoltaici italiani dell’americana Efinity Global. Indicazione positiva: la diversificazione è già in atto e ha massa critica.  

    * Effetti collaterali globali: la Cina accelera sulla filiera green.
        Nello stesso quadro, Il Giornale segnala che a marzo le esportazioni cinesi di veicoli elettrici sono salite del 53%, quelle di batterie agli ioni di litio del 34% e quelle di celle solari dell’80%. Il dato suggerisce che gli shock sui fossili stanno già premiando i player con esposizione industriale alle tecnologie di transizione.  

    Consumi, turismo e domanda interna

    Testate coinvolte: La Stampa / Repubblica / La Verità

    * Famiglie italiane: consumo in contrazione e crescente avversione al rischio geopolitico.
        La Stampa riporta che quasi un italiano su due (47,8%) ha già iniziato a risparmiare sui consumi energetici. Tra le donne la quota sale al 48,6%. Sul piano geopolitico, il 41,5% degli italiani si dice favorevole a rimuovere le sanzioni alla Russia per tornare a un’energia più accessibile. Per aree politiche, la linea raccoglie il 54,1% nel centrosinistra, il 54,3% nel centrodestra e il 44,7% nel Movimento 5 Stelle. Inoltre, più della metà degli italiani percepisce ormai il rapporto con gli Stati Uniti come un rischio, mentre l’80,1% ritiene che nella politica estera sia stato superato ogni limite. In chiave business, il dato segnala domanda prudente e più sensibile a prezzi, bollette e stabilità.  

    * Turismo: timori sul lungo raggio, ma non ancora crisi generalizzata delle prenotazioni.
    Repubblica segnala un allarme per le vacanze rinviate e un calo delle prenotazioni americane. La Verità, sul lato operatori, riporta invece che Federalberghi non registra al momento un’ondata di disdette per il Ponte del Primo Maggio; il presidente Bocca indica che il rallentamento riguarda soprattutto i mercati lontani, con il 90% dei voli da Nord America e Far East verso l’Europa che fanno scalo a Doha e Dubai. Quadro quindi da leggere così: pressione sul segmento internazionale più esposto al Golfo, ma tenuta ancora discreta della domanda domestica e di prossimità.  

    Fisco, incentivi e normativa economica

    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / La Verità

    * Crediti d’imposta e bonus: il tema non è più espansivo, ma di assorbimento nel debito.
        Il Sole 24 Ore lega una parte rilevante del peggioramento prospettico dei conti ai crediti d’imposta edilizi trasformati in debito. Il documento richiama 230 miliardi di euro di crediti riferiti al periodo 2020-2023, un peso che continua a propagarsi sul debito negli anni successivi. Parallelamente, sul fronte micro, La Verità segnala che i crediti d’imposta previsti per la ristorazione non sarebbero stati sufficienti a coprire le perdite subite. Il takeaway per imprese e advisor è lineare: la stagione dei bonus generalisti lascia il posto a una logica più selettiva, con forte attenzione a qualità della spesa e sostenibilità di bilancio.  
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    Il punto di rottura dell’AI | Intelligenze Emergenti #6 | Rassegna internazionale 10 – 17 Aprile 2026

    19/04/2026 | 8 min
    L’intelligenza artificiale è entrata nella sua fase industriale più concreta e strategica.

    Ora non conta più solo la qualità del modello.

    Contano energia. Infrastruttura. Sicurezza. Governance.

    In questa puntata analizziamo cosa è successo davvero nella terza settimana di aprile 2026:

    • Lo scontro sempre più evidente tra la crescita dell’AI e i limiti fisici della rete elettrica e della capacità di calcolo globale

    • I maxi investimenti nelle infrastrutture energetiche e nei data center, mentre operatori e big tech cercano nuove forme di autonomia operativa

    • Le mosse di Oracle, Microsoft e OpenAI in un contesto in cui energia, calcolo e presenza territoriale diventano leve strategiche decisive

    • Le tensioni finanziarie del settore, tra valutazioni record, dubbi degli investitori e scontro competitivo tra OpenAI e Anthropic

    • La diffusione dell’AI nelle grandi organizzazioni, soprattutto in coding, supporto clienti e ricerca, con effetti già visibili sulla trasformazione del lavoro

    • L’emergere della sicurezza come nuovo pilastro della governance industriale, dal caso Mythos di Anthropic ai nuovi sistemi di rating per la qualità della governance dell’IA

    • L’avanzata di agenti sempre più autonomi, con strumenti come Codex, Claude Opus 4.7 e le nuove soluzioni di traduzione vocale in tempo reale

    • L’integrazione tra IA e scienze della vita, con partnership e piattaforme che portano l’intelligenza artificiale dentro la ricerca biologica e lo sviluppo di farmaci

    In collaborazione con Claudio Ricci, amministratore unico di Recomb, think tank indipendente sull’intelligenza artificiale generativa, specializzato nel fornire aggiornamenti personalizzati alle organizzazioni orientate all’innovazione sugli sviluppi dell’intelligenza artificiale, oltre a offrire corsi di aggiornamento professionale.

    Per maggiori informazioni: [email protected]

    Fonti principali:
    The Wall Street Journal
    https://www.wsj.com/business/energy-oil/utilities-plan-to-spend-1-4-trillion-over-next-five-years-to-power-ai-boom-e91b8f16
    Investimenti record nella rete elettrica per sostenere il boom dell’AI.

    The Wall Street Journal
    https://www.wsj.com/tech/ai/ai-is-using-so-much-energy-that-computing-firepower-is-running-out-156e5c85
    La domanda di potenza di calcolo supera l’offerta disponibile.

    Bloomberg
    https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-04-13/oracle-agrees-to-buy-power-from-bloom-for-ai-data-centers
    Oracle compra energia dedicata per i data center AI.

    Bloomberg
    https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-04-14/microsoft-takes-over-norway-openai-data-center-capacity
    Microsoft rileva capacità di calcolo in Norvegia.

    CNBC
    https://www.cnbc.com/2026/04/13/openai-london-office-sam-altman-uk-stargate.html
    OpenAI rafforza la presenza a Londra dopo lo stop a Stargate UK.

    Financial Times
    https://www.ft.com/content/04ac7917-940b-4606-be5f-9eb895a7d982
    Dubbi degli investitori sulla valutazione e sul focus di OpenAI.

    Business Insider
    https://www.businessinsider.com/anthropic-with-offers-to-invest-at-up-to-800-billion-2026-4
    Anthropic riceve offerte su valutazioni molto elevate.

    Implicator.ai
    https://www.implicator.ai/openai-cro-tells-staff-anthropic-inflates-run-rate-by-8-billion/
    Scontro sui ricavi dichiarati tra OpenAI e Anthropic.

    Andreessen Horowitz
    https://a16z.com/where-enterprises-are-actually-adopting-ai/
    Adozione concreta dell’AI nelle grandi aziende.

    TechCrunch
    https://techcrunch.com/2026/04/15/linkedin-data-shows-ai-isnt-to-blame-for-hiring-decline-yet/
    Il calo delle assunzioni non dipende ancora direttamente dall’AI.

    Financial Times
    https://www.ft.com/content/72c20f77-e85d-49cb-84ef-4b676244d1c5
    Il caso Mythos porta la sicurezza AI al centro del dibattito.

    The Guardian
    https://www.theguardian.com/technology/2026/apr/10/us-summoned-bank-bosses-to-discuss-cyber-risks-posed-by-anthropic-latest-ai-model
    Le autorità discutono i rischi cyber del modello Mythos.

    The Register
    https://www.theregister.com/2026/04/15/project_glasswing_cves/
    Approfondimento tecnico su vulnerabilità e sicurezza.

    Bloomberg
    https://www.bloomberg.com/news/features/2026-04-16/how-anthropic-discovered-mythos-ai-was-too-dangerous-for-release
    Anthropic scopre che Mythos è troppo pericoloso da rilasciare.

    Morningstar / PR Newswire
    https://www.morningstar.com/news/pr-newswire/20260416fl35701/as-ai-governance-demands-intensify-aiqa-global-launches-first-independent-rating-system
    Nasce un rating indipendente per la governance dell’AI.

    Quartz
    https://qz.com/openai-illinois-bill-ai-liability-critical-harm-041026
    OpenAI sostiene una proposta di legge sulla responsabilità AI.

    OpenAI
    https://openai.com/index/codex-for-almost-everything/
    Codex evolve verso attività più autonome e operative.

    Anthropic
    https://www.anthropic.com/news/claude-opus-4-7
    Claude Opus 4.7 punta su software engineering e workflow lunghi.

    TechCrunch
    https://techcrunch.com/2026/04/16/deepl-known-for-text-translation-now-wants-to-translate-your-voice/

    DeepL lancia la traduzione vocale in tempo reale
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    Rassegna Stampa Economica del 18 Aprile.

    18/04/2026 | 7 min
    Rassegna stampa economico-finanziaria del 18 Aprile 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali. 

    Investimenti e Mercati
    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera / Repubblica / La Stampa / Il Messaggero / La Verità / Tempo

    * Riapertura di Hormuz: rally dei listini e correzione dell’energia. La notizia della riapertura dello Stretto durante la tregua ha innescato un’immediata rotazione risk-on: Brent a 86,10 $/barile (con ribasso intraday vicino al -13%), gas TTF a 38,7 €/MWh (-8,8%), Piazza Affari +1,75%, Francoforte +2,27%; i Btp decennali al 3,67% con calo di 13 punti base e l’euro vicino a 1,18 contro dollaro. Il Sole segnala inoltre che, nella sola settimana, 9 borse globali hanno aggiornato i massimi storici, di cui 5 anche nella seduta di venerdì. Il tono generale delle altre testate conferma la stessa notizia, pur con maggiore enfasi sui rischi geopolitici residui. Business takeaway: il mercato sta già prezzando una normalizzazione rapida, ma la velocità del rimbalzo suggerisce prudenza tattica su energia, cambi e spread. (Sole 24 Ore, pp. 115-117; titoli correlati in Corriere p. 12, Repubblica p. 34, Stampa pp. 59-70, Messaggero pp. 82-87, La Verità p. 154, Tempo p. 185)  

    * La normalizzazione logistica è ancora incompleta. Restano elementi di fragilità operativa: secondo Il Sole, nel Golfo sarebbero rimaste intrappolate circa 2.000 navi; sul lato upstream, la fermata dei giacimenti avrebbe già generato una perdita stimata di circa 13 milioni di barili al giorno. In altri termini, il repricing dei mercati è più veloce del ripristino reale delle supply chain energetiche. Indicazione positiva: se il corridoio resta aperto e si riduce il premio al rischio, industria energivora e trasporti possono beneficiare rapidamente di un alleggerimento dei costi input. (Sole 24 Ore, pp. 115-116; Corriere p. 12; Messaggero p. 82)  

    Banche e Credito
    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Moneta / Repubblica / Il Fatto Quotidiano / Foglio

    * Mps: ritorno di Lovaglio, ma governance ancora stretta. L’assemblea ha riportato Luigi Lovaglio al vertice; il titolo ha chiuso a +4,17% a Piazza Affari. Dal voto emerge però una maggioranza corta: 8 consiglieri contro 7, con la lista vincente fermata al 49% dei voti. Questo rende il prossimo passaggio sulle cariche un test di stabilità più che una formalità. Il messaggio del Mef è di uscita ordinata: il Governo rivendica di aver “restituito” la banca al mercato e di non aver partecipato all’assemblea. Segnale costruttivo: il dossier conferma che il turnaround patrimoniale è percepito come completato; il punto ora è industriale e di governance. (Sole 24 Ore, pp. 113-114)  

    * Il dietro le quinte azionario segnala un sistema bancario ancora in consolidamento. Moneta ricostruisce un ruolo rilevante di Vittorio Grilli e di relazioni di sistema nella costruzione del risultato assembleare; nello stesso quadro, segnala il ridimensionamento della quota Enpam da 1,3% a 0,1% e ricorda la partecipazione di Banco Bpm al 3,7%. Business takeaway: oltre il dato assembleare, resta aperto il tema di come il Monte userà questa nuova legittimazione per crescita organica, eventuali alleanze e posizionamento nel riassetto del credito italiano. (Moneta, p. 233; Sole 24 Ore, pp. 113-114)  

    Industria, Export e Innovazione
    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / Milano Finanza / Corriere della Sera

    * Export Italia-Cina: il mercato resta strategico e già dimensionale. Nell’intervista al Sole, Tajani quantifica il presidio italiano in Cina: fatturato delle imprese partecipate italiane pari a 33 miliardi di euro. L’export viene definito vicino al 40% del Pil, quindi leva macro decisiva. Sul Golden Power il messaggio è di selettività, non di chiusura: nel 2025 solo 40 operazioni su 1.000 notificate sarebbero state sottoposte a controllo e il veto esercitato solo 2 volte. Sul piano soft power, la missione in Cina viene accompagnata da 11 mostre italiane, di cui 2 contemporaneamente nel Museo Nazionale Cinese. Indicazione positiva: il quadro suggerisce spazio per difendere l’accesso ai mercati asiatici senza rinunciare alla protezione degli asset strategici. (Sole 24 Ore, pp. 118-119)  
    * AI e domanda elettrica: opportunità industriale, ma il collo di bottiglia è l’energia. Italia Oggi evidenzia che una singola query a sistemi come ChatGPT può richiedere fino a 10 volte l’elettricità di una ricerca tradizionale su Google. Negli USA si citano installazioni di turbine a gas in grado di alimentare una città di 100.000 abitanti per sostenere i nuovi supercomputer, mentre la domanda addizionale per data center è stimata in crescita per almeno i prossimi due anni. Il tema per l’Italia è doppio: attrarre infrastrutture digitali e, insieme, rafforzare la base di generazione elettrica. Lettura pro-business: chi saprà legare AI, data center e disponibilità energetica avrà un vantaggio competitivo concreto. (Italia Oggi, p. 179)  

    Fisco e Normativa
    Testate coinvolte: Il Sole 24 Ore / Italia Oggi / Il Messaggero / Milano Finanza

    * Transizione 5.0: sblocco parziale degli “esodati”, ma resta il rischio incapienza. Il decreto fiscale risolve quasi del tutto il problema delle imprese rimaste in lista d’attesa per esaurimento fondi nel 2025, ma limita la compensazione del credito d’imposta al solo 2026. Il codice tributo già definito dall’Agenzia è il “7079” (risoluzione 14/E/2026). Il nodo è rilevante perché, nella disciplina originaria, il credito inutilizzato al 31 dicembre 2025 poteva essere fruito in 5 quote annuali di pari importo; ora le imprese senza sufficiente capienza fiscale nel 2026 rischiano di perdere parte del beneficio. Per il nuovo piano basato su iperammortamento, il perimetro degli investimenti è indicato tra 1° gennaio 2026 e 20 settembre 2028. Messaggio manageriale: incentivo importante, ma da pianificare con forte presidio fiscale e di cassa. (Sole 24 Ore, pp. 122-123)  

    * Rottamazione locale: si apre un potenziale cantiere da circa 10 miliardi. Italia Oggi stima il magazzino residuo degli enti locali coinvolgibile in circa 10 miliardi di euro, di cui 6,29 miliardi dei comuni e 4,41 miliardi di regioni e province. La proposta Anci prevede un contributo di 2 euro per contribuente per ambito provinciale di riscossione, mentre una controproposta Ader potrebbe salire a 4 euro. Il termine proposto per attivare telematicamente l’operazione sarebbe il 31 luglio 2026. Sullo sfondo, il magazzino fiscale complessivo di Ader viene quantificato in 1.272,90 miliardi, accumulati in 25 anni. Segnale positivo: se la norma viene chiusa, può aumentare il tasso di recupero e liberare spazio di bilancio per molti enti territoriali. (Italia Oggi, p. 177)  

    * Previdenza complementare: portabilità rinviata, ma quadro di tutela più robusto. Milano Finanza segnala che il diritto a trasferire anche il contributo aziendale slitta dal 1° luglio al 31 ottobre 2026. Viene inoltre introdotto l’obbligo per le forme pensionistiche di aderire a sistemi stragiudiziali di risoluzione delle controversie; la sanzione amministrativa in caso di mancata adesione va da 500 euro a 500.000 euro. Il contributo di vigilanza Covip viene fissato con misura massima pari allo 0,1 per mille delle risorse destinate alle prestazioni. Impatto: più trasparenza e più mobilità futura, ma con tempi di attuazione ancora dilatati. (Milano Finanza, p. 227)  

    Lavoro, Demografia e Formazione
    Testate coinvolte: Milano Finanza / Repubblica / Corriere della Sera

    * Salari e produttività: il vero rischio strutturale resta domestico. Nell’intervista a Milano Finanza, Francesco Giavazzi richiama tre possibili scenari macro e lega il rischio Italia non solo allo shock geopolitico ma ai fondamentali interni. Il dato più netto è sul lavoro: i dipendenti avrebbero perso circa l’8% di salario reale, perché i contratti non hanno recuperato l’inflazione. La lettura è chiara: anche in presenza di spread in calo e reputazione finanziaria migliore, senza recupero della produttività e dei salari il quadro di crescita resta fragile. Business takeaway: qui si apre uno spazio positivo per rinnovi contrattuali più selettivi, produttività, welfare e upskilling. (Milano Finanza, pp. 228-229)  

    * Poste/Elis: la sfida demografica diventa tema industriale. Poste Italiane viene descritta come primo datore di lavoro del Paese con 13 miliardi di ricavi, 2,2 miliardi di utili, 120.000 dipendenti e 53% di donne; con l’operazione annunciata a marzo, l’organico potrebbe salire a 150.000 unità. Gli over 50 sono oltre 40.000, circa un terzo dell’organico; in Italia gli over 50 in età lavorativa sarebbero 9,2 milioni, numero raddoppiato negli ultimi 10 anni. Negli ultimi 8 anni Poste ha effettuato 34.000 assunzioni e portato l’età media a 48 anni. Indicazione positiva: il tema non è solo “gestire l’età”, ma convertire seniority in produttività, mentoring e trasferimento di competenze. (Milano Finanza, p. 231)  

    Energia e Geopolitica Economica
    Testate coinvolte: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore / La Stampa / Il Messaggero / Foglio Inserto

    * L’economia italiana resta esposta al gas e agli shock esterni. Il cluster di articoli su Hormuz, prezzi energetici e dipendenza dalle forniture converge su un punto: l’Italia beneficia subito dell’allentamento dei prezzi, ma resta vulnerabile se la crisi si riaccende. Il Sole mostra l’effetto immediato sui mercati; Corriere, Stampa e Messaggero insistono invece sui tempi lunghi per il ritorno alla normalità e sulla dipendenza strutturale. Il segnale di policy è positivo: il repricing del rischio crea una finestra utile per accelerare diversificazione, stoccaggi, infrastrutture e investimenti elettrici. (Sole 24 Ore, pp. 115-117; Corriere pp. 12-24; Stampa pp. 67-70; M

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