543 episodi
- .Rassegna stampa economico-finanziaria del 4 Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Banche, M&A e consolidamento finanziario
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
Il consolidamento bancario italiano entra in una fase decisiva. Monte dei Paschi cerca una contromossa mentre l’OPS di Intesa Sanpaolo su Banco BPM torna economicamente più attraente, grazie alla risalita del titolo MPS a circa 11,71 euro, che riporta l’offerta a premio.
L’operazione lanciata da Intesa viene valutata complessivamente circa 30,6 miliardi di euro. Per MPS il rischio è che l’aggregazione tra Intesa e Banco BPM modifichi stabilmente gli equilibri del sistema bancario italiano, riducendo gli spazi per costruire un nuovo polo alternativo.
Tra le ipotesi considerate figurano una combinazione MPS-Banco BPM, un’operazione con UniCredit oppure uno scambio di attività tra UniCredit e Intesa. La passivity rule limita però la possibilità di MPS di adottare operazioni difensive durante lo svolgimento dell’offerta pubblica.
Banco BPM diventa così il vero fulcro del risiko italiano, al centro degli interessi di MPS, Intesa Sanpaolo, Crédit Agricole e UniCredit. Il consolidamento può aumentare la capacità delle banche di investire in digitale e sostenere i costi regolamentari, ma la creazione di valore dipenderà dal prezzo delle operazioni, dalle sinergie e dalla qualità dell’integrazione.
Partecipazioni, governance e concorrenza bancaria
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
La struttura azionaria rende ogni ipotesi industriale strettamente collegata agli interessi dei grandi soci. Delfin detiene circa il 10,2% di MPS, il gruppo Caltagirone una quota analoga, mentre Crédit Agricole possiede circa il 29,3% di Banco BPM.
Generali detiene inoltre l’11,32% di Mediobanca, confermando l’intreccio tra banche, assicurazioni e grandi partecipazioni finanziarie.
Una fusione tra Intesa e Banco BPM potrebbe portare Intesa a diventare la seconda banca dell’Eurozona per capitalizzazione, dopo Santander.
L’operazione aumenterebbe però l’attenzione dell’Antitrust, soprattutto sui circa 625 sportelli potenzialmente interessati da sovrapposizioni territoriali. La razionalizzazione della rete dovrà quindi essere compatibile con il mantenimento di un adeguato livello di concorrenza.
Energia, carburanti e inflazione
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale / La Verità
Il Governo cerca circa 250 milioni di euro per finanziare una nuova riduzione temporanea del prezzo dei carburanti. L’obiettivo è alleggerire la spesa di famiglie e imprese attraverso uno sconto sulle accise.
Tra le possibili coperture vengono valutati un prelievo aggiuntivo sugli alcolici, maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione e l’utilizzo di risorse già disponibili nel bilancio pubblico.
La benzina si colloca intorno a 1,999 euro al litro, mentre il gasolio ha superato i 2,10 euro. L’intervento produrrebbe una riduzione di alcuni centesimi al litro, con effetti limitati nel tempo.
Un taglio temporaneo può attenuare l’impatto sui consumi e sulla logistica, ma non risolve la vulnerabilità strutturale dell’Italia rispetto alle oscillazioni del petrolio, dei prodotti raffinati e delle rotte energetiche internazionali.
Elettricità, siccità e sicurezza degli approvvigionamenti
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Giornale / La Verità
Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità raggiunge il massimo degli ultimi tre anni, salendo a circa 194,94 euro per MWh, rispetto ai 165,91 euro registrati a metà luglio e a un minimo estivo vicino a 98,71 euro.
La causa principale è la siccità europea, che riduce contemporaneamente la produzione idroelettrica e quella nucleare. In Romania, la portata del Danubio è scesa fino a circa 1.600 metri cubi al secondo, costringendo a limitare l’attività della centrale nucleare di Cernavoda.
Problemi analoghi interessano Francia, Bulgaria e altri Paesi che utilizzano acqua fluviale per raffreddare gli impianti nucleari. La minore disponibilità di nucleare e idroelettrico aumenta la domanda di gas, facendo salire prezzi ed emissioni.
Gli effetti si trasmettono alle imprese energivore, ai contratti indicizzati e, con un certo ritardo, alle bollette domestiche. Il fenomeno rafforza la necessità di investire in reti, accumuli, interconnessioni europee e diversificazione del mix energetico.
Nucleare, clima e politica industriale
Testate: Corriere della Sera / La Stampa
La crisi energetica riporta il nucleare al centro del confronto sulla politica industriale europea.
Il caso della siccità dimostra però che anche la produzione nucleare convenzionale è esposta ai rischi climatici, soprattutto quando le centrali utilizzano grandi quantità d’acqua per il raffreddamento.
La sicurezza energetica non può quindi dipendere da una singola fonte. La soluzione richiede un portafoglio equilibrato di generazione programmabile, rinnovabili, accumuli, reti e capacità di risposta della domanda.
Per le imprese, la disponibilità di energia stabile e competitiva resta una condizione essenziale per programmare investimenti, produzione e sviluppo industriale nel lungo periodo.
Lavoro, occupazione e divario europeo
Testate: La Stampa / Milano Finanza
L’occupazione italiana continua a crescere, ma il miglioramento è fortemente concentrato nelle fasce di età più elevate. A giugno si registrano circa 131.000 occupati in più, ma l’incremento riguarda quasi esclusivamente gli ultracinquantenni, aumentati di circa 318.000 unità.
Nello stesso periodo diminuiscono di circa 55.000 unità gli occupati tra i 15 e i 24 anni e di circa 205.000 quelli tra i 35 e i 49 anni. Gli inattivi crescono inoltre dell’1,5%.
Il tasso di occupazione italiano ha raggiunto il 62,5% nel 2025, con un incremento di 6,5 punti percentuali rispetto al 2015. Il risultato resta però inferiore rispetto ai miglioramenti registrati da Grecia, Spagna e Portogallo.
La partecipazione al lavoro è aumentata, ma l’Italia continua a disporre di ampi margini inespressi nell’occupazione giovanile e femminile, nella formazione tecnica e nell’aumento della produttività.
Giovani, produttività e qualità della crescita
Testate: La Stampa / Milano Finanza
Tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni, il tasso di occupazione italiano è salito dal 28,5% del 2015 al 33,1% del 2025, registrando un incremento di soli 4,6 punti percentuali.
Nello stesso periodo la Spagna cresce di 7,5 punti, la Grecia di 8,2 e il Portogallo di 8,6 punti. Il confronto conferma la difficoltà italiana nell’integrare stabilmente i giovani nel mercato del lavoro.
Anche la produttività rimane debole. Nel secondo trimestre il PIL cresce dello 0,2%, meno della metà della media europea, mentre nel periodo 2015-2025 la crescita italiana si attesta intorno all’1% annuo, contro l’1,8% dell’Unione europea.
La maggiore occupazione rappresenta un segnale positivo, ma senza un aumento del valore prodotto per ora lavorata non sarà sufficiente a sostenere salari, investimenti e conti pubblici.
Inflazione percepita e comportamento delle famiglie
Testate: La Stampa
La percezione dell’inflazione può risultare molto diversa rispetto all’indice ufficiale, perché le famiglie attribuiscono maggiore importanza ai beni acquistati frequentemente, come alimentari, carburanti, trasporti e servizi.
Una percezione dei rincari superiore al dato statistico può produrre conseguenze economiche concrete, spingendo le famiglie a ridurre consumi e investimenti oppure a richiedere aumenti salariali più elevati.
Per imprese e consulenti finanziari diventa quindi importante valutare non soltanto l’inflazione generale, ma anche il paniere effettivamente acquistato dai diversi segmenti della popolazione.
PNRR, treni Intercity e concorrenza
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Il Governo rivede la gara unica dedicata all’acquisto e alla manutenzione dei nuovi treni Intercity, sostenuta anche attraverso risorse del PNRR.
L’intervento delle autorità europee e i ricorsi presentati dagli operatori hanno spinto l’esecutivo a riconsiderare il modello originario, per evitare l’apertura di una nuova procedura europea.
La possibile suddivisione della gara potrebbe favorire una maggiore partecipazione delle imprese e aumentare la concorrenza, riducendo il rischio di concentrare l’intero affidamento nelle mani di pochi grandi operatori.
La revisione dovrà però essere completata senza generare ritardi incompatibili con le scadenze del PNRR, proteggendo sia le risorse europee sia il programma di rinnovo del materiale ferroviario. Le PMI non comprano tecnologia: comprano qualcuno che si prenda la responsabilità — Gianluca Massini Rosati, CEO di AllCore
04/08/2026 | 52 minOggi molte PMI italiane continuano a fatturare.
Ma guadagnano sempre meno.
L’aumento dei costi, la pressione fiscale, la burocrazia, gli obblighi normativi e una concorrenza sempre più intensa stanno comprimendo i margini e riducendo le risorse disponibili per investire, innovare e crescere.
In questo scenario, l’intelligenza artificiale può rappresentare una soluzione concreta.
Ma fino a che punto possiamo affidarle la gestione di attività delicate come contabilità, pianificazione fiscale e consulenza d’impresa?
Nel nuovo episodio di Inside Finance, Vincenzo Marzetti ne parla con Gianluca Massini Rosati, Presidente e Amministratore Delegato di Allcore, gruppo specializzato nella consulenza fiscale, patrimoniale e gestionale per le piccole e medie imprese.
Un confronto diretto sul futuro delle PMI italiane e sulla trasformazione di un settore storicamente legato al singolo professionista attraverso tecnologia, processi condivisi e competenze specialistiche.
Parleremo di:
• Perché la contrazione della marginalità è uno dei principali problemi delle PMI italiane.
• Come l’intelligenza artificiale sta trasformando la consulenza e il lavoro dei commercialisti.
• Quali attività possono essere automatizzate e quali richiederanno ancora l’intervento umano.
• Perché molte imprese pagano più tasse del necessario o adottano soluzioni fiscalmente rischiose.
• Come pianificazione fiscale e protezione patrimoniale possono sostenere la crescita dell’impresa.
• In che modo una consulenza tradizionalmente artigianale può diventare un servizio scalabile.
• Il ruolo di metodo, tecnologia e specializzazione nella costruzione di un modello industriale della consulenza.
• Perché il problema più frequente dell’imprenditore italiano, prima ancora che fiscale o finanziario, è culturale.
• Cosa manca all’Europa per competere con gli ecosistemi dell’innovazione internazionali.
• Perché, nell’era dell’intelligenza artificiale, la relazione umana potrebbe diventare la competenza più preziosa.
Le PMI non cercano semplicemente una nuova tecnologia.
Cercano qualcuno capace di usarla, interpretarla e assumersi la responsabilità del risultato.
Buon ascolto.Il problema non è l'overtourism. È l'under-tourism: 300 miliardi lasciati sul tavolo — Dina Ravera, CEO di Destination Italia
03/08/2026 | 1 h 13 minIl vero problema del turismo italiano non è l’overtourism.
È tutto il potenziale che ancora non riusciamo a trasformare in valore.
L’Italia possiede un patrimonio culturale, paesaggistico, artistico ed enogastronomico unico al mondo. Eppure, gran parte dei flussi continua a concentrarsi su poche città e in periodi limitati dell’anno, mentre migliaia di territori restano ancora fuori dalle principali rotte internazionali.
Come possiamo trasformare borghi, aree rurali e destinazioni meno conosciute in un vero motore di crescita per il Paese?
In questo episodio di Inside Finance, Vincenzo Marzetti ne parla con Dina Ravera, Presidente di Destination Italia, società quotata impegnata nella costruzione di un campione nazionale dell’incoming turistico.
Un confronto sul futuro del turismo italiano, tra organizzazione dei territori, tecnologia, intelligenza artificiale e capacità umana di accogliere e comprendere il viaggiatore.
Parleremo di:
• Perché il turismo italiano potrebbe generare molto più valore per l’economia nazionale.
• Cosa possono insegnarci Francia e Spagna nella creazione di destinazioni riconoscibili a livello internazionale.
• Perché l’individualismo e la frammentazione limitano la competitività del sistema italiano.
• Come distribuire i flussi turistici tra più territori e durante tutto l’anno.
• Perché il vero tema non è soltanto l’overtourism, ma soprattutto l’undertourism.
• Il modello “Glocal Travel Tech” di Destination Italia.
• Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella costruzione di viaggi realmente personalizzati.
• Perché la tecnologia può organizzare l’esperienza, ma non sostituire l’accoglienza umana.
• Come costruire un’industria del turismo capace di crescere senza perdere l’artigianalità del Made in Italy.
• Il rapporto tra investimenti, marginalità, innovazione e mercato finanziario.
Un episodio che racconta il turismo non soltanto come settore economico, ma come una delle più grandi opportunità industriali ancora inespresse del nostro Paese.
Buon ascolto.- Sul ring vince chi incassa.
Nei mercati, come nella boxe, non vince chi promette il colpo più forte.
Vince chi resta in piedi quando arrivano i pugni veri.
In questo nuovo episodio di Inside Value, Roberto Russo accompagna gli ascoltatori dentro una settimana borsistica fatta di round diversi, ma con un solo verdetto:
il mercato ha smesso di premiare soltanto le promesse e ha ricominciato a guardare alla cassa.
Parleremo del caso Situational Awareness, hedge fund nato nel 2025 e cresciuto rapidamente grazie alle scommesse sulla filiera dell’intelligenza artificiale, prima di essere colpito duramente dalla leva finanziaria e dalle margin call.
Analizzeremo poi il confronto tra Federal Reserve e mercato obbligazionario, con il Treasury trentennale ai massimi da vent’anni e un messaggio chiaro per aziende e investitori:
quando il denaro torna ad avere un prezzo, servono utili veri e bilanci solidi.Al centro della puntata anche le trimestrali dei grandi pesi massimi della tecnologia: Microsoft, Amazon, Meta e Apple.
Microsoft e Amazon hanno convinto il mercato grazie alla combinazione tra crescita, cloud e disciplina negli investimenti.
Meta, invece, ha mostrato il lato più delicato della corsa all’AI: ricavi record, ma free cash flow in forte calo.
Apple ha firmato un trimestre storico, ma non abbastanza per soddisfare aspettative ormai altissime.Parleremo anche della rotazione sui semiconduttori e degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale, destinati a superare i 1.000 miliardi di dollari nel 2027.
La domanda resta una sola: quanta di questa capacità di spesa riuscirà davvero a trasformarsi in ritorni sostenibili?
Un episodio dedicato a chi vuole guardare oltre le promesse del mercato e capire chi, davvero, sta generando valore.
Perché nei mercati il pugno può arrivare da dove meno te lo aspetti: un rialzo dei tassi, una trimestrale sotto le attese o una margin call nel cuore della notte.
E alla fine non conta chi colpisce più forte nei round facili.
Conta chi resta in piedi quando il vento cambia.
Se volete approfondire i temi di questa puntata, trovate la newsletter sul sito Il Valore Conta, a cura di Roberto Russo e Filippo Pasini.
Per maggiori informazioni: info@ilvaloreconta.it
Questo podcast ha finalità esclusivamente informative e divulgative.
Non costituisce consulenza finanziaria né raccomandazione di investimento.
Le opinioni espresse riflettono il punto di vista degli autori.
Buon ascolto. - Rassegna stampa economico-finanziaria del 1° Agosto 2026, strutturata per macro-temi e basata sulle principali testate giornalistiche nazionali.
Economia italiana, PIL, inflazione e potere d’acquisto
Testate: Corriere della Sera / La Stampa / Il Sole 24 Ore / Il Giornale / Il Tempo
L’inflazione italiana rallenta per il secondo mese consecutivo. A luglio i prezzi al consumo aumentano dello 0,2% su base mensile e del 2,8% su base annua, in calo rispetto al 3,2% registrato a giugno. L’inflazione acquisita per l’intero 2026 si colloca al 2,7%.
Il rallentamento è favorito soprattutto dalla componente energetica e da alcuni prodotti alimentari. Il cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende alimentari e beni per la cura della casa e della persona, continua però a crescere più rapidamente dell’indice generale, mantenendosi intorno al 3,4%.
Il confronto europeo resta articolato. L’inflazione dell’Eurozona sale dal 2,8% al 2,9%, con la Francia al 2,1%, la Germania al 2,7% e la Spagna al 3,4%. La disinflazione non può quindi dirsi conclusa e continua a suggerire prudenza da parte della BCE.
La crescita italiana potrebbe avvicinarsi all’1% nel 2026, migliorando lo spazio disponibile per la prossima Manovra. Una dinamica economica più favorevole potrebbe generare circa 4 miliardi di euro tra maggiori entrate e minori esigenze di copertura.
Manovra, IRPEF e sostegno alla crescita
Testate: Il Giornale / Il Tempo / Corriere della Sera
Il miglioramento delle prospettive economiche riapre il confronto sugli interventi fiscali. Tra le ipotesi figurano la riduzione dell’aliquota IRPEF intermedia dal 35% al 33% e l’estensione della fascia interessata fino a circa 60.000 euro di reddito.
Vengono inoltre valutati incentivi per l’assunzione di giovani e madri e misure destinate a sostenere i consumi delle famiglie.
Il principale vantaggio di una crescita più robusta consiste nella possibilità di finanziare parte degli interventi senza aumentare proporzionalmente deficit e debito.
Resta però centrale la qualità della crescita. L’aumento del PIL è sostenuto soprattutto dall’occupazione e dai servizi, mentre la produttività continua a mostrare una dinamica più debole.
Redditi, salari, lavoro e welfare
Testate: Domani / Il Sole 24 Ore / Corriere della Sera
I salari reali italiani restano sostanzialmente stagnanti. Tra il 1990 e il 2024 le retribuzioni reali sono rimaste quasi ferme, mentre in numerosi altri Paesi europei hanno registrato una crescita significativa.
Bonus, riduzione del cuneo fiscale e detrazioni possono sostenere temporaneamente il reddito netto, ma non sostituiscono la crescita dei salari lordi e della produttività.
Una parte rilevante dell’occupazione creata negli ultimi anni si concentra inoltre in comparti caratterizzati da minore valore aggiunto e retribuzioni inferiori alla media.
La politica dei redditi dovrebbe quindi privilegiare interventi selettivi sui redditi medio-bassi, sui lavoratori con figli e sui settori caratterizzati da carenza di personale, collegando gli incentivi a formazione, digitalizzazione e aumento della produttività.
Capitale umano, scuola e integrazione
Testate: Corriere della Sera / Il Sole 24 Ore
Gli studenti senza cittadinanza italiana rappresentano circa il 10% della popolazione scolastica, con punte vicine o superiori al 20% in alcune aree del Nord.
Le proposte dedicate all’insegnamento della lingua italiana anche ai genitori vengono interpretate non soltanto come misure sociali, ma come investimenti nella futura occupabilità e nell’integrazione economica.
Una migliore integrazione linguistica può ridurre la dispersione scolastica, aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e contribuire a compensare gli effetti della crisi demografica.
Capitale umano, formazione e integrazione diventano quindi elementi essenziali per sostenere la produttività e ampliare la base occupazionale del Paese.
Fisco, rottamazione e riscossione locale
Testate: Repubblica / Il Sole 24 Ore / Il Giornale
La nuova rottamazione delle multe punta a recuperare una parte dei quasi 29 miliardi di euro di crediti non riscossi dagli enti locali.
La definizione agevolata non sarà automatica: saranno i singoli Comuni a decidere se aderire, rinunciando in parte a interessi e maggiorazioni in cambio di una maggiore probabilità di incasso.
Il calendario indicato prevede il 15 ottobre per la comunicazione degli importi, il 28 febbraio 2027 per la risposta ai contribuenti e il 31 marzo per l’avvio dei versamenti.
La misura può aumentare la liquidità degli enti e recuperare crediti difficilmente esigibili, ma presenta anche il rischio di premiare i contribuenti meno puntuali e indebolire la riscossione ordinaria.
Transizione 4.0 e investimenti produttivi
Testate: Il Sole 24 Ore
Viene prorogato al 15 settembre 2026 il termine per comunicare il completamento degli investimenti agevolati attraverso Transizione 4.0.
La proroga riguarda gli investimenti già prenotati, completati entro il 30 giugno 2026 e collegati a ordini accettati entro il 31 dicembre 2025, con un acconto versato di almeno il 20%.
L’intervento evita che investimenti produttivi già realizzati perdano il credito d’imposta per ritardi amministrativi.
Le imprese devono però verificare rapidamente interconnessione dei beni, fatture, acconti, documentazione e correttezza delle comunicazioni, anche perché le prenotazioni hanno già superato le risorse disponibili.
Sanità e sostenibilità della spesa pubblica
Testate: Domani / Il Sole 24 Ore
Il finanziamento della sanità torna sotto pressione, con una richiesta di circa 4 miliardi di euro aggiuntivi per il Fondo sanitario nazionale.
Le nuove risorse dovrebbero sostenere personale, rinnovi contrattuali, farmaci, tecnologia e assistenza a una popolazione sempre più anziana.
Una parte degli incrementi già stanziati viene però assorbita dall’inflazione sanitaria e dall’aumento dei costi, riducendo l’effetto reale sui servizi.
Il rafforzamento della sanità può produrre ritorni economici attraverso maggiore occupazione qualificata, minori giornate lavorative perse e sviluppo delle filiere farmaceutiche e biomedicali. Il rischio è aumentare la spesa corrente senza migliorare organizzazione, acquisti e assistenza territoriale.
Banche, consolidamento e mercati finanziari
Testate: La Stampa / Il Sole 24 Ore / Milano Finanza
Il risiko bancario italiano entra in una nuova fase. Banco BPM sembra allontanarsi dall’ipotesi di un accordo con Monte dei Paschi, mentre Intesa Sanpaolo viene indicata come possibile interlocutore per una futura operazione.
Le valutazioni riportate attribuiscono a Banco BPM un valore teorico compreso tra 13,2 e 13,8 miliardi di euro, mentre una possibile operazione con Intesa potrebbe generare circa 2 miliardi di euro tra valore e sinergie.
Il consolidamento può produrre risparmi di costo, maggiore redditività, investimenti tecnologici e una rete distributiva più ampia. Restano però rilevanti i rischi legati al prezzo, all’Antitrust, alla governance e all’integrazione operativa.
Consob ha chiesto chiarimenti a MPS e Banco BPM sulle interlocuzioni e sulle ipotesi di aggregazione, con l’obiettivo di garantire correttezza informativa e tutela del mercato.
Consob, vigilanza e nuove sfide finanziarie
Testate: Milano Finanza / Il Sole 24 Ore
La futura guida della Consob sarà determinante per accompagnare il nuovo ciclo di consolidamento bancario e finanziario.
Il profilo di Federico Stazi viene analizzato come possibile successore di Paolo Savona, in una fase in cui l’Autorità dovrà vigilare non soltanto sulle operazioni tradizionali, ma anche su cripto-attività, intelligenza artificiale, mercati digitali e nuove regole europee.
Una Consob autorevole, indipendente e prevedibile può ridurre il rischio normativo e facilitare l’accesso delle imprese italiane al mercato dei capitali.
La crescente complessità delle operazioni richiede competenze tecnologiche, capacità di analizzare algoritmi e maggiore coordinamento con le altre autorità europee.
Intelligenza Artificiale, obbligazioni e Wall Street
Testate: Il Sole 24 Ore / Milano Finanza / Plus24
Nel 2026 le società tecnologiche hanno collocato oltre 200 miliardi di dollari di obbligazioni per finanziare data center, semiconduttori, cloud e infrastrutture dedicate all’Intelligenza Artificiale.
La crescita delle emissioni ha prodotto un allargamento degli spread. Il mercato non mette in discussione l’AI come tendenza strutturale, ma inizia a distinguere tra imprese con flussi di cassa solidi e società che finanziano investimenti molto elevati attraverso il debito.
Wall Street torna inoltre a mostrare maggiore volatilità dopo una fase caratterizzata da una forte concentrazione degli indici sui titoli tecnologici.
Le valutazioni elevate rendono i mercati più sensibili a eventuali delusioni su tassi, margini e ritorni economici degli investimenti nell’AI.
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