Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti
Avvenire

Ultimo episodio
137 episodi
- In alta quota stiamo assistendo a una trasformazione senza precedenti per effetto del cambiamento climatico che riguarda non solo il ritiro dei ghiacciai ma anche la diminuzione delle riserve d’acqua e i sentieri a rischio scomparsa.
In questo episodio di Dentro l'Avvenire, a cura di Maria Gomiero, ne abbiamo parlato con il nivologo Anselmo Cagnati e con il presidente generale del Club alpino italiano, Antonio Montani. - Non esiste un posto migliore di un altro in cui sentirsi soli. Le città sono fatte di vicinanze continue. Gente sul tram, negli uffici, nei bar, nei supermercati, nei condomini. Ma la solitudine con la quantità c’entra ben poco. Ha più a che fare con la qualità dei legami che riusciamo a costruire e a mantenere. La solitudine urbana è anche una questione di luoghi perché se per costruire un legame servono tempo e frequentazione, servono anche dei posti in cui incontrarsi.
Quando siamo giovani esistono luoghi che ci obbligano, quasi senza che ce ne accorgiamo, a passare moltissime ore insieme ad altre persone: la scuola, l’università, lo sport. Crescendo, molti di questi spazi spariscono. Per molto tempo abbiamo costruito una parte della nostra identità anche attraverso luoghi e organizzazioni collettive: sindacati, associazioni, partiti, comunità religiose. Forse siamo solo alla ricerca di appartenenze abbastanza grandi che non riguardino soltanto noi, delle identità che siano in grado di dare un senso al mondo che viviamo.
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ abbiamo esplorato il fenomeno della solitudine urbana, esperienza personale e collettiva, tra cause, conseguenze e possibili soluzioni alternative. Costanza Oliva ha raccolto la testimonianza di Francesco Salonia, cofondatore di Better Together, associazione no profit nata proprio per combattere la solitudine urbana e le analisi di Patrizia Catellani docente di Psicologia sociale all'Università Cattolica di Milano e dove dirige lo Psylab dell’Università Cattolica, uno dei centri coinvolti in Lonely-EU, un progetto europeo che studia cosa succede a una società quando molte persone si sentono sole. - Continua senza sosta il movimento spontaneo di assenso alla proposta di Eugenio Mazzarella di assegnare il premio ai piccoli della Striscia, simbolo di tutte le vittime innocenti delle guerre dimenticate. Avvenire è diventato, attraverso questa petizione, il punto di riferimento per chi chiede che venga consegnato il Nobel per la pace ai bambini di Gaza, come simbolo di tutte le infanzie violate nel mondo. La sottoscrizione a questa campagnasi può fare scrivendo a petizione.gaza@avvenire.it. Oltre che per comunicare la propria adesione, può essere utilizzata per condividere un pensiero di pace e di solidarietà. Verso i bambini di Gaza ma anche verso tutti i bambini e tutte le vittime innocenti delle tante, troppe guerre in corso, come ha ricordato il direttore Marco Girardo.
Questo Nobel quindi, prima ancora di essere assegnato, chiede agli adulti, ai governi, a tutti noi di mantenere la promessa della pace e non dimenticare tuti i bambini a cui viene negata l’infanzia. Su Avvenire è un impegno che portiamo avanti quotidianamente e che raccontiamo nella serie "Guerre Dimenticate", una serie di reportage dei nostri inviati per raccontare i conflitti di cui troppo spesso nessuno parla. Un viaggio nei luoghi dove la prima vittima è l’infanzia. Sostenere questa proposta significa allora scegliere di guardare la realtà ad altezza di bambino: dal punto di vista di chi, prima di ogni altra cosa, chiede agli adulti di poter vivere in pace.
Ascolta l'episodio di Dentro l'Avvenire, a cura di Maria Gomiero, che ricostruisce tutti gli aspetti di questa iniziativa insieme al suo promotore, Eugenio Mazzarella - Più di 650mila famiglie sono nelle graduatorie comunali per ottenere un alloggio: parliamo di un milione e mezzo di persone stanno aspettando una casa. Secondo gli ultimi dati, nel 2024 in Italia sono stati emessi poco più di 40mila provvedimenti di sfratto, e la Lombardia concentra il numero più alto. Spesso l’emergenza abitativa è solo la punta dell’iceberg. Dietro c’è un licenziamento. Una separazione. Una malattia. Debiti. Una rete che si rompe.
L’housing sociale è un trampolino da cui ripartire. Non offre solo un tetto: serve a ricostruire la propria autonomia e fare in modo che, primo o poi, quel supporto non serva più. Ma uscirne non è semplice. L’accesso alla casa è problematico anche per chi non è in una situazione di particolare fragilità. E senza una visione politica più strutturata si rimane impantanati in una condizione di marginalità. Ne abbiamo parlato con beneficiari e operatori del progetto di social housing del Consorzio Comunità Brianza.
In questo episodio del nostro podcast “Dentro l’Avvenire“ Costanza Oliva racconta cosa succede quando si perde la propria casa, dal progetto di social housing alle difficoltà da affrontare in un mercato immobiliare ormai proibitivo per tantissime persone. - Fa caldo. Chiudi gli occhi, inspiri, espiri, ma il caldo resta. Non c’è un condizionatore, non c’è un ventilatore, non c’è un frigo per mettere una bottiglietta d’acqua in fresco. C’è però una porta blindata, chiusa, e delle finestre. Con delle sbarre. Sei in questa stanza per ventidue ore al giorno. Quella stanza, che è una cella, è pensata per tre, ma dentro siete in sette.
Questa è la descrizione di un momento qualsiasi, anche ora, all’internodi un carcere italiano. A fine luglio le persone detenute erano quasi 65mila mentre i posti disponibili sono poco più di 46mila. Significa che ci sono circa 20mila detenuti in più di quelli che gli istituti penali potrebbero contenere. Il tasso di affollamento è al 140%. Stiamo tornando ai numeri per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo nel 2013.Secondo Susanna Marietti, responsabile dell’Osservatorio minori di Antigone, siamo di fronte a «un allargamento del controllo penale sui minori».
In questo episodio di “Dentro l’Avvenire“, a cura di Maria Gomiero, raccontiamo le condizioni precarie e di sovraffollamento delle carceri, acuite dal caldo torrido, l’assenza di prospettive per un reinserimento sociale delle persone detenute e il cambio di approccio da una presa in carico sociale dei minori a una risposta penale contenitiva.
Altri podcast di Notizie
Podcast di tendenza in Notizie
Su Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti
È la serie podcast dedicata ai fatti, i protagonisti, le grandi storie di attualità attraverso le voci di chi li racconta giorno per giorno. Pochi minuti per farsi un’idea sul presente e provare a ragionare sul futuro, con qualche spunto per approfondire.A cura di Marco Ferrando e Alessandro Saccomandi, su tutte le piattaforme gratuite e sul sito di AvvenirePer domande e suggerimenti scrivere a social@avvenire.it
Sito web del podcastAscolta Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti, Non hanno un amico e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app
Scarica l'app gratuita radio.it
- Salva le radio e i podcast favoriti
- Streaming via Wi-Fi o Bluetooth
- Supporta Carplay & Android Auto
- Molte altre funzioni dell'app


Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti
Scansione il codice,
scarica l'app,
ascolta.
scarica l'app,
ascolta.
Dentro l’Avvenire - Il racconto dell'attualità con le voci dei giornalisti: Podcast correlati


















