Perché in guerra tutti sono convinti di avere ragione?
In questa puntata di “Sette minuti per capire come il tuo cervello ti fo**e", parliamo di propaganda di guerra: i meccanismi psicologici e comunicativi che trasformano un conflitto in qualcosa di accettabile — e spesso inevitabile — agli occhi delle popolazioni.
Partiamo dalla Seconda Guerra Mondiale, analizzando la macchina propagandistica di Joseph Goebbels, il culto del leader e film simbolo come Triumph des Willens. Vedremo come nazismo, ma anche le democrazie occidentali, hanno costruito narrative capaci di influenzare milioni di persone.
Poi arriviamo all’oggi: la comunicazione della guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran, osservando come la propaganda si muove sui social, da Truth Social ai media statali iraniani.
Cosa cambia rispetto al passato?
Molto poco.
Perché le tecnologie cambiano, ma i bias cognitivi che rendono la propaganda efficace sono sempre gli stessi: paura, tribalismo, bias di conferma, effetto bandwagon.
In sette minuti analizziamo come la comunicazione trasformi la guerra in una storia che il cervello umano riesce ad accettare.
Perché il vero campo di battaglia… spesso è la nostra mente.
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