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Rame

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    Money Clinic 16. Come gestire i soldi quando rinunci allo stipendio sicuro per la libertà

    17/07/2026 | 11 min
    A volte il lavoro fisso non si lascia perché qualcosa va male. Si lascia perché, anche quando tutto sembra funzionare, dentro si fa strada una domanda: e se stessi dando meno di quello che potrei?
    Lucia ha 35 anni, è architetta e per otto anni ha lavorato come dipendente. Non scappa da un capo tossico, né da un burnout, né da un ambiente insostenibile. Aveva uno stipendio, una routine, una certa tranquillità. Ma proprio dentro quella stabilità ha iniziato a sentire che qualcosa non tornava: la sensazione di essere al sicuro, sì, ma anche ferma in una casella troppo stretta.
    Dopo anni di stage sottopagati, contratti precari e affitti milanesi che rendevano quasi impossibile risparmiare, Lucia era finalmente riuscita a costruirsi un cuscinetto. Circa 40.000 euro messi da parte in cinque anni, grazie a scelte attente, qualche fortuna e una vita non troppo sopra le proprie possibilità.
    Poi, a gennaio, ha deciso di lasciare il contratto a tempo indeterminato e provare a costruire una strada da libera professionista. Un salto che porta con sé libertà, tempo, possibilità di lavorare da altrove. Ma anche una parola con cui bisogna imparare a convivere: incertezza.
    Perché quando esci dal lavoro dipendente, non perdi solo uno stipendio fisso. Perdi anche una serie di protezioni che spesso dai per scontate: malattia, coperture, continuità di reddito, tutela in caso di stop. E allora i risparmi non bastano più a sentirsi al sicuro: serve capire come proteggersi se succede qualcosa proprio mentre si sta costruendo una nuova vita professionale.
    Ad aiutare Lucia a orientarsi tra fondo di emergenza, assicurazioni, salute e protezione del reddito c’è Alessia Rossettini, consulente di Alleanza Assicurazioni dell’Agenzia di Lonigo.
    Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più sostenibili.
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    Episodio 143. Quando ho imparato a chiedere, il mio stipendio è cresciuto del 140%

    14/07/2026 | 12 min
    Elios ha 35 anni, è un software architect e vive a Milano, ma è nato in Albania, nell'anno in cui il Paese passava dalla dittatura comunista alla democrazia. La sua è una famiglia di ceto medio che manda avanti un ristorante, dove i soldi seguono un rituale preciso: all'inizio di ogni mese si accantona per le tasse, per la scuola, per le spese, e ciò che resta si risparmia il più possibile. Si accumula, non si investe, perché non si sa cosa succederà domani. Sulla cultura e sull'istruzione non si risparmia; sul divertimento e sulle vacanze sì. Da quella selezione Elios eredita qualcosa di più profondo del solo modo di spendere. «Questa modalità aveva creato in me una specie di freno a mano invisibile, che nella vita mi ha sempre guidato a non superare quel confine».
    Quel freno lo accompagna a lungo. In Albania cambia tre aziende, ma mai per migliorare la remunerazione: solo per cercare più sicurezza. Poi arriva in Italia, per motivi personali, e accetta una posizione molto al di sotto delle sue competenze, a 25.000 euro lordi. Un anno e mezzo dopo arriva la pandemia, che va a colpire il suo punto più fragile: la stabilità che aveva cercato per tutta la vita. È lì che il freno smette di funzionare come protezione e diventa un limite, che lo blocca nel riconoscere il proprio valore anche sul piano economico. In famiglia, del resto, non si negoziava mai, nemmeno il prezzo di un acquisto. «Pur riconoscendo il valore del lavoro degli altri, si faceva fatica a vendere il proprio lavoro al prezzo giusto».
    A smuovere qualcosa è il confronto con la compagna, con cui il denaro diventa oggetto di conversazione aperta. È lei a dargli la frase che gli mancava. «Questo rispetto che metti verso gli altri, a un certo punto, lo devi mettere anche verso te stesso». Alle conversazioni con la compagna si affiancano conversazioni con esperti di finanza personale. «Quello che mi ha cambiato un po' il modo di relazionarmi con il denaro è stato partecipare a eventi di educazione finanziaria e, soprattutto, cercare di comprendere il più possibile l'economia».
    Nel giro di otto anni Elios arriva a guadagnare il 140% in più rispetto a quando è arrivato a Milano, cambiando azienda e negoziando. E, a differenza della sua famiglia d'origine, non si limita ad accumulare: inizia a investire. Non ha mai abbandonato la cultura con cui è cresciuto, ma l'ha completata. «Tra cinque anni mi piacerebbe avere una gestione economica che mi permetta di vivere meglio il presente e di guardare al futuro con più realismo».
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    Money Clinic 15. Come gestire i soldi quando vuoi prenderti un anno sabbatico

    10/07/2026 | 12 min
    Ci sono sogni che non smettono di tornare. Anche quando li rimandiamo per anni, anche quando la vita chiede altro: un lavoro da tenere stretto, una famiglia da assistere, una casa da pagare, una città nuova in cui ricominciare.
    Viviana ha appena compiuto 40 anni e da sempre sogna di fare la fotoreporter. Per anni, però, quella passione è rimasta sullo sfondo. Ha studiato, lavorato come fotografa freelance, viaggiato quando poteva, poi ha messo tutto in pausa per restare accanto alla madre malata. Ha gestito un bed and breakfast a Palermo, si è trasferita a Torino, ha affrontato una separazione e imparato a non chiedere più soldi a nessuno.
    Oggi vive a Torino con Andrea, travel designer, e insieme hanno deciso di fare spazio a una domanda che non vogliono più rimandare: che cosa succederebbe se ci prendessimo un anno per vivere davvero come desideriamo?
    Il loro piano è lasciare la casa, partire per il Sud America e provare a costruire una vita più vicina a ciò che amano: viaggiare, raccontare storie, fotografare. Ma un anno sabbatico non è solo una partenza. È un progetto economico: bisogna capire quanto costa vivere in viaggio, quali spese restano anche mentre si è lontani, quanto serve tenere da parte per gli imprevisti e come affrontare i mesi in cui le entrate potrebbero non arrivare.
    Perché risparmiare per un sogno non significa soltanto rinunciare a qualche sfizio. Significa trasformare un desiderio in un piano: costruire un budget, definire un fondo di emergenza, capire quanto tempo manca alla partenza e scegliere come accantonare le risorse senza inseguire scorciatoie o rendimenti impossibili.
    Ad aiutarla a preparare questo salto c’è Elisa Severin, consulente di Alleanza Assicurazioni dell’Agenzia di Novafeltria.
    Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più possibili.
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    Episodio 142. I miei genitori hanno investito su di me. Ora devo farcela

    07/07/2026 | 11 min
    Irene ha 30 anni e vive a Firenze, dove suona e insegna violino. Cresce a Varese e fin da piccola sogna una casa più grande di quella in cui vive, ma quel desiderio non diventa mai una bussola per le sue scelte. A cinque anni inizia a suonare il violino, e per tutta l’adolescenza la musica resta una promessa intatta. È solo lasciando Varese, e trasformando quella passione in un percorso di studio e poi in una professione, che Irene si scontra con la vera vita del musicista.
    Quella vita, Irene la incontra a Firenze, dove si trasferisce per studiare violino alla Scuola di Musica di Fiesole. Oggi in quella scuola insegna con un contratto a tempo indeterminato. A essere stabile, però, è solo il contratto. Il compenso orario si aggira intorno ai 20 euro lordi; il resto arriva dalle orchestre, con contratti di prestazione occasionale e pagamenti che possono richiedere mesi. «Sto ancora aspettando i soldi di concerti fatti a novembre del 2025». Sommando insegnamento e concerti, Irene arriva a guadagnare tra i mille e i milleduecento euro al mese: una cifra che non le garantisce ancora una piena autonomia, ma che non si allontana troppo dalla norma di un settore in cui, secondo l’Inps, nel 2023 il reddito medio annuo dei musicisti era di circa 7.215 euro, poco più di 600 euro al mese. Così, l’indipendenza che a vent’anni sembrava il traguardo, a trenta è ancora un punto all’orizzonte.
    A complicare le cose c'è il fatto che la sua professione continua a chiedere investimenti anche dopo gli studi. Corsi di perfezionamento, insegnanti, preparazione fisica e fisioterapia restano quasi sempre a carico dei musicisti. E quando un’infiammazione o un dolore costringono a rinunciare a un concerto, salta anche il compenso.
    Per arrivare fin qui, i genitori di Irene hanno investito nella sua formazione e, quando è arrivato il momento, le hanno comprato anche un violino professionale da diecimila euro. Non le chiederebbero mai di restituire quei soldi. Eppure Irene sente che quell’investimento debba produrre qualcosa: non necessariamente un guadagno, ma almeno la prova che la strada scelta può darle una vita serena e una sicurezza economica. «Hanno fatto questo investimento, e in qualche modo deve dare dei frutti».
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    Money Clinic 14. Come gestire i soldi quando arriva un'eredità improvvisa

    03/07/2026 | 11 min
    A volte i soldi arrivano quando non li stavamo aspettando. E quasi mai arrivano da soli: con un’eredità può arrivare un lutto, una casa da svuotare, ricordi da mettere in ordine, ma anche una domanda molto concreta. Che cosa ne faccio?
    Li lascio fermi sul conto? Li spendo? Li investo? Li uso per comprare una casa, integrare un reddito instabile, proteggermi dagli imprevisti?
    Monica ha 57 anni, lavora da trent’anni come giornalista freelance e divide la sua vita tra Italia e Spagna. È cresciuta in una famiglia che, quando lei era adolescente, ha attraversato un grave tracollo finanziario. Da allora ha imparato a cavarsela da sola, a vivere con poco e a gestire il denaro più con l’intuito che con i numeri.
    Negli anni ha affrontato affitti che assorbivano quasi tutto il suo reddito, cambiamenti professionali, una separazione e una scelta che lei stessa definisce incosciente: comprare una piccola casa a Valencia. Oggi quell’immobile le garantisce una rendita, ma la sua situazione resta quella di molte lavoratrici autonome: entrate variabili, contributi non sempre continui e una pensione futura che rischia di essere minima.
    Poi, pochi mesi fa, è arrivata una piccola eredità dal padre. Monica sa che vorrebbe investirla, ma non sa ancora da dove cominciare.
    Perché un’eredità può essere molto più di una somma di denaro. Può essere l’occasione per passare dalla sopravvivenza alla pianificazione: distinguere ciò che serve tenere disponibile per gli imprevisti da ciò che può lavorare nel tempo, chiarire i propri obiettivi, valutare il rischio e costruire una maggiore protezione per il futuro.
    Ad aiutarla a orientarsi tra investimenti, immobili, tutela della casa e protezione della salute c’è Antonia Pangallo, consulente di Alleanza Assicurazioni dell’Agenzia di Messina Nord.
    Questa è Money Clinic, il podcast di Rame in collaborazione con Alleanza Assicurazioni: storie vere di grandi cambiamenti, e le domande economiche che possono renderli più sostenibili.
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Su Rame
Rame è la serie podcast di una community che vuole sfatare il tabù dei soldi. Nasce all'interno di una piattaforma (www.rameplatform.com) che attraverso i suoi contenuti si pone l’obiettivo di avviare una rivoluzione culturale nella società, che trasformi la finanza personale in un argomento di conversazioni audaci e liberatorie. Annalisa Monfreda, ogni settimana, dialoga con un ospite diverso seguendo il filo della sua storia economica. Parlare di soldi può essere intimo e coinvolgente, rivelatorio ed eccitante. E si finisce sempre per svelare chi siamo e ciò in cui crediamo.
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