13 episodi
- Da 40 mq a 220 Negozi: Come Oscar Farinetti Costruì Unieuro.
Oscar Farinetti entra in azienda lunedì 9 gennaio 1978. Il padre gli affida un angolo di quaranta metri quadri dove sono ammassati i prodotti con la spina. Ventiquattro anni dopo Unieuro conta oltre duecento negozi e passa agli inglesi di Dixons. "Never quiet. La mia storia (autorizzata malvolentieri)" è la sua autobiografia.
Alba, provincia di Cuneo. Prima dell'elettronica c'è un partigiano che comanda una brigata di quasi trecento uomini e che nel dopoguerra ricomincia da un pastificio. È suo padre, e nel libro lo chiamano il comandante. Sarà lui a riempirsi di debiti per dieci anni pur di costruire il primo ipermercato tra Alba e Asti, e a consegnare al figlio la frase che apre tutto: tu che hai studiato, occupati di sta roba qui.
Ripercorriamo come quell'angolo diventa il numero uno d'Italia. Prima i tassi bancari, che nel 1980 superano il venti per cento e mandano l'azienda in crisi: si stava bene solo dopo le cinque del pomeriggio, quando le banche chiudevano e smettevano di telefonare per chiedere il rientro.
Poi, nell'ottobre del 1984, un concorrente apre a cinquecento metri e vende al pubblico i prezzi che lui paga ai fornitori. Poteva essere la fine di Unieuro: Oscar corre nel suo piccolo ufficio, si prende la testa tra le mani, e davanti ai soci finge il coraggio mentre ha soltanto voglia di piangere. Quel rivale finirà comprato, e poi tenuto in vita tre anni come finta concorrenza.
A trentacinque anni Oscar convince il padre a vendere l'ipermercato e il ramo del caffè, per puntare tutto sugli elettrodomestici. Il comandante, che si era riempito di debiti per dieci anni ed era cresciuto con i viveri razionati, a sessantasette anni può finalmente tirare il fiato. La vita è un film a lieto fine, scrive Oscar. Un lieto fine, papà, te lo sei meritato.
Con quella liquidità nasce il vero Unieuro. Poi la Rinascente mette in vendita Trony, negozi e marchio, e la cifra è troppo alta per lui da solo: convince allora i soci del gruppo d'acquisto a comprarsi ciascuno il negozio della propria regione, e mentre gli altri pretendenti aspettano il consiglio di amministrazione lui si presenta con un assegno da sei miliardi e seicento milioni d llire, un numero che non aveva mai scritto in vita sua. Il marchio lo rivenderà sottocosto allo stesso gruppo, in cambio del diritto di aprire negozi Trony ovunque in Italia. Nel 1999 sono sessanta, e il fatturato si avvicina ai cinquecento miliardi.
Nel luglio di quello stesso anno decide che è il momento di cambiare mestiere, e sul settore ha pochi dubbi: il cibo. La nascita di Eataly è il prossimo episodio.
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CAPITOLI
00:00 Intro
03:27 Il Comandante: il Papà Partigiano che Liberò 17 Condannati a Morte
05:39 "Studiare È Importante, Forse Più di Ogni Altra Cosa al Mondo" 06:42 "Un Amico È Vero Quando Anche Lui Ritiene di Esserlo per Te"
07:55 "Tu che Hai Studiato, Occupati di sta Roba Qui": il Primo Giorno in Unieuro
09:58 Perché Unieuro si Chiama Così
11:10 Il Papà si Riempì di Debiti e in Dieci Anni Ci Riuscì
13:11 Quando Oscar si Innamora degli Elettrodomestici
15:15 Perché il Non-Food Va all'Ingresso, non in Fondo
16:21 Quando le Banche Chiedono il 25% di Interessi
18:50 Cosa Arriva a 500 Metri dall'Ipermercato: i Magazzini AZ
20:15 "E Tu, che Hai Fatto Quando ti Sei Trovato nella Merda?"
23:11 La Finta Guerra: Tre Anni di Concorrenza Simulata
24:53 "Il Successo mi Annoia"
28:51 Il Salto di Qualità: Oscar Entra nella GRE
30:38 Come Comprare un'Azienda che non Puoi Permetterti
33:56 Perché in Italia non C'Era un Numero Uno
36:19 Come Nasce l'Idea di Eataly: Slow Food, il KaDeWe e il Gran Bazar
38:38 "Voglio che le Lavatrici Lavino"
41:08 Le Tre Mosse per Uscire dalla GRE e Vendere Unieuro
44:17 "Gianni, l'Ottimismo È il Profumo della Vita"
46:41 Quanto Vale un'Azienda? Il Passato, il Presente o il Futuro
50:28 "Copiare, non Imitare": la Lezione del Guggenheim - Riccardo Gualino (Biella, 1879) partì a 17 anni con un primo stipendio di 50 lire e in vent'anni divenne uno degli uomini più ricchi d'Europa. Confessioni di un sognatore è la sua autobiografia, scritta nel 1945 e rimasta chiusa in un cassetto per oltre settant'anni, fino al 2021.
Figlio di un orefice, senza laurea, imparò tutto sul campo: prima nel commercio del legname a Genova, poi costruendo un impero forestale tra Russia e Romania. La Prima guerra mondiale e la rivoluzione bolscevica gli portarono via tutto. E lui ricominciò: prima con un'attività di import-export, portando carbone e acciaio dagli Stati Uniti verso l'Europa in guerra, in società con Agnelli, poi con la SNIA Viscosa, che nel 1925 produceva l'11% della seta artificiale mondiale e fu la prima azienda italiana di sempre quotata a Londra e New York.
Ci ha colpiti soprattutto un'idea. Gualino non costruiva per i soldi: voleva i soldi per costruire. Sognava di rifare Torino, di portare le fabbriche nel Mezzogiorno, di unire Torino, Genova e Milano con treni ad alta velocità, già negli anni Venti. I miliardi, per lui, erano solo lo strumento di un sogno.
In Buona Compagnia è il podcast in cui ogni mese scegliamo un libro e ne parliamo con calma, senza riassunti scolastici, ma cercando le idee che restano dopo aver chiuso l'ultima pagina.
Il Libro: Frammenti di Vita - Riccardo Gualino
Conducono: Marco e Francesco
CAPITOLI:
(00:00:00) Intro
(00:02:36) Com'Era l'Italia all'Inizio del Novecento
(00:03:17) Come l'Italia Si Industrializzò Grazie a Pochi "Temerari"
(00:04:25) Agnelli, il Suo Esatto Opposto
(00:07:18) "Il Migliore di Questi Cinque Pionieri? Forse Ero Io"
(00:09:30) Come Immaginò i Treni ad Alta Velocità nel 1923
(00:12:58) Perché Non Riusciva a Fare una Cosa Sola
(00:13:55) "Non Voleva i Soldi: Voleva i Soldi per Costruire"
(00:15:00) "Una Fabbrica Che Lavora Come una Sinfonia"
(00:16:55) Quando Costruire Diventa una Mania
(00:17:54) Da 50 Lire al Mese a Uomo Più Ricco d'Europa
(00:19:24) Perché a 17 Anni Lasciò gli Studi e Partì da Biella
(00:21:55) L'Arte dell'Affare
(00:24:09) Cosa Gli Permetteva di Trovare Capitali Ovunque
(00:25:57) Il Primo Impero: 22.000 Ettari di Foreste nell'Est
(00:29:08) Quando la Guerra Gli Distrusse Tutto
(00:30:06) Come Trasformò la Guerra in Oro: le Navi e il Carbone
(00:34:55) A New York, nel Cuore del Mondo degli Affari
(00:37:19) Le Due Occasioni in Cui Mancò il Miliardo
(00:40:45) Come Reinventò la SNIA nella Seta Artificiale
(00:43:54) La Città-Fabbrica di Venaria Reale
(00:44:36) "Lei Vede Troppo Vasto. Vada in America"
(00:46:10) Come Quotò la SNIA a Londra, Dove Nessun Italiano Riuscì
(00:49:48) "Lasciatemi Chiudere con un Ultimo Sogno"
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#riccardogualino #snia-viscosa #InBuonaCompagnia #StoriaDelBusiness #Entrepreneur - Luca Parmitano è il primo europeo di sempre assegnato a un equipaggio del programma Artemis: il 9 giugno 2026 la NASA lo ha nominato pilota di Artemis III. La missione, prevista per il 2027, metterà alla prova il veicolo di allunaggio e le manovre che riporteranno l'essere umano sulla superficie della Luna, e Luca volerà come pilota, primo europeo di sempre in un equipaggio del Programma.
In questo episodio ci immergiamo in Camminare tra le stelle, il libro in cui ripercorre la sua storia.
16 luglio 2013, quattrocento chilometri sopra la Terra. Durante la sua seconda passeggiata spaziale, il casco di Luca comincia a riempirsi d'acqua: circa un litro e mezzo. In pochi minuti non vede più, non sente, e capisce di poter diventare il primo astronauta della storia a morire affogato in orbita. Si salva al buio, tornando alla camera stagna tirandosi lungo un cavo.
Da lì torniamo indietro nel tempo per capire come ci è arrivato: il bambino siciliano che aveva paura del buio, gli esami di volo falliti e superati per un soffio, l'incontro che gli fece capire che diventare astronauta era possibile, magari non probabile. Poi le quattro passeggiate del 2019 con cui riparò l'AMS, il più grande rivelatore di particelle mai messo in orbita: un esperimento da due miliardi di dollari che cattura i raggi cosmici a caccia della materia oscura. Le probabilità di riuscita erano stimate al 25%.
L'idea più bella, per noi, è questa: Avevo capito: vale sempre la pena impegnarsi nell'addestramento; vale sempre la pena cercare i limiti delle nostre capacità, anche a rischio di fallire; vale sempre la pena mettercela tutta, sia fisicamente sia mentalmente, per fare qualcosa che riteniamo importante.
In Buona Compagnia è il podcast in cui ogni mese scegliamo un libro e ne parliamo con calma, senza riassunti scolastici, ma cercando le idee che restano dopo aver chiuso l'ultima pagina.
Il Libro: Camminare tra le Stelle - Luca Parmitano
Conducono: Marco e Francesco
CAPITOLI:
(00:02:04) Perché tutto nasce dalla curiosità di un bambino
(00:03:57) Il poster di Star Wars che accese il sogno
(00:05:20) Può un film decidere il tuo futuro?
(00:07:56) «La scoperta di non sapere niente fu bellissima»
(00:09:05) «È come entrare in un tornado»: l'Accademia
(00:12:15) Quando smise di immaginare il suo futuro
(00:14:55) Il peggior compleanno della sua vita
(00:16:25) «Non sei materiale per le Frecce Tricolori»
(00:18:36) «Vale sempre la pena cercare i limiti»
(00:19:06) Perché esistono gli «esploratori professionisti»
(00:21:17) Perché andiamo nello spazio
(00:22:09) Come una sonda ha creato la microcamera del telefono
(00:24:33) C'è qualcosa che conosciamo meno della Luna e di Marte: i nostri oceani
(00:26:01) La Stazione Spaziale: il simbolo della cooperazione
(00:28:50) Come il cervello si riscrive in 72 ore sulla Stazione Spaziale
(00:31:14) Come Parmitano si salvò dall'affogare nello spazio
(00:35:05) Cosa è l'AMS, e la missione con il 25% di riuscita
(00:41:03) «Sacrifici? Per niente»
(00:42:56) «Annegare di gioia»: la tridimensionalità del cosmo
(00:44:44) La lettera alle figlie Sara e Maia
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#LucaParmitano #Artemis #InBuonaCompagnia #StoriaDelBusiness #Entrepreneur - "Fai quello che ami" è il consiglio più ripetuto e più frainteso del mondo. Paul Graham, nel saggio "How to Do What You Love", lo smonta: trovare un lavoro che ami non significa seguire un istinto né fare ciò che ti diverte sul momento, ma intraprendere una ricerca difficile e piena di trappole, la più insidiosa delle quali è il prestigio.
In questa puntata leggiamo il saggio in cui Graham smaschera le bugie che ci hanno raccontato sul lavoro fin da bambini: che debba per forza essere noioso, e che il dovere e il piacere non possano coincidere. Mostra invece che amare ciò che si fa è possibile, ma raro e faticoso da raggiungere, e indica le trappole da evitare lungo la strada, prima fra tutte il prestigio, cioè il fare le cose per impressionare gli altri anziché perché ci interessano davvero. Offre anche dei test concreti per capire se sei sulla strada giusta: cosa faresti se nessuno ti pagasse? E riesci a produrre sempre qualcosa di tuo? È una riflessione lucida e spietata su ambizione, vocazione e libertà, che lascia il segno molto dopo l'ultima pagina.
In Buona Compagnia è il podcast in cui ogni mese scegliamo un libro e ne parliamo con calma, senza riassunti scolastici, ma cercando le idee che restano dopo aver chiuso l'ultima pagina.
Il saggio: Paul Graham - How to Do What You Love (Come Fare Ciò che Ami)
Conducono: Marco e Francesco
Capitoli:
(00:00:00) Start
(00:01:30) Introduzione
(00:04:00) La Bugia che ci Insegnano sul Lavoro
(00:08:00) Lavoro e Gioco: Quando si Separano
(00:12:00) "Fai Ciò che Ami" Non Significa Divertirti
(00:16:00) Il Test: Lo Faresti Senza Essere Pagato?
(00:21:00) La Trappola del Prestigio
(00:26:00) Fare le Cose per Impressionare gli Altri
(00:30:00) Soldi e Vocazione: la Tensione da Gestire
(00:35:00) "Produci Sempre": la Bussola di Graham
(00:40:00) Non Decidere Troppo Presto
(00:43:30) Aspettati una Lotta: Riflessioni Finali
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#paulgraham #HowToDoWhatYouLove #InBuonaCompagnia #StoriaDelBusiness #Entrepreneur - Ci hanno insegnato che il tempo scorre uguale per tutti, dal passato verso il futuro. Carlo Rovelli, in "L'ordine del tempo", dimostra che è tutto sbagliato — e che il vero mistero del tempo non riguarda il cosmo, ma noi stessi.
In questa puntata di In Buona Compagnia parliamo del libro più filosofico del fisico italiano oggi più letto al mondo. Il tempo che rallenta in pianura e accelera in montagna. L'illusione del "presente" condiviso a distanza. La freccia del tempo come prodotto dell'entropia. E la conclusione vertiginosa che senza osservatori finiti come noi, il tempo semplicemente non esisterebbe.
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Il libro: Carlo Rovelli - L'ordine del Tempo
Conducono: Marco e Francesco
Capitoli:
(00:00:00) Start
(00:00:41) Intro: Perché Parlare del Tempo
(00:03:00) Il Tempo Rallenta in Pianura (La Dilatazione Gravitazionale)
(00:08:00) Perché Cadiamo: La Gravità di Einstein
(00:13:00) Tempo Proprio: Non Esiste un Tempo Unico
(00:17:00) La Freccia del Tempo e l'Entropia
(00:23:00) L'Illusione del "Presente" Condiviso
(00:30:00) Dentro un Buco Nero
(00:33:00) Il Tempo Quantizzato: Granuli e Salti
(00:38:00) Stringhe contro Loop: Le Due Scuole
(00:43:00) Il Tempo Emerge dalla Nostra Ignoranza
(00:48:00) Memoria e Identità: Chi Siamo nel Tempo
(00:53:00) La Chiusura: Rovelli e la Morte
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#CarloRovelli #L'ordineDelTempo #InBuonaCompagnia #StoriaDelBusiness #Entrepreneur
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