Quasi tutti i genitori hanno vissuto questa scena almeno una volta: il bambino è arrabbiato, frustrato o sopraffatto dalle emozioni e, nel pieno della tempesta, dice parole che fanno male: «Vai via», «Lasciami stare», «Non ti voglio».
Eppure, pochi minuti dopo, quello stesso bambino ci cerca, ci chiama, piange se ci allontaniamo davvero.
Cosa sta succedendo?
In questo episodio parleremo di bisogni apparentemente contraddittori, di attaccamento, di sicurezza emotiva e di quel delicato equilibrio tra il bisogno di spazio e il bisogno di connessione.
Perché molto spesso quel «vai via» significa «Ho bisogno di sapere che ci sei, anche mentre sono troppo arrabbiato per riuscire a starti vicino».
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Forse una delle competenze più preziose che possiamo sviluppare come genitori è proprio questa: imparare a diventare traduttori dei nostri figli, riuscendo a leggere il bisogno nascosto dietro al comportamento e il messaggio nascosto dietro alle parole.
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Perché spesso il problema non è che i nostri figli non comunicano.
È che parlano una lingua che nessuno ci ha mai insegnato a tradurre.
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