292 episodi
- In questo episodio di Educare con calma parliamo di disciplina, una delle fatiche più comuni della genitorialità. Ragiono sul peso dell’obbedienza con cui molti di noi sono cresciutə e sulla differenza tra limiti non negoziabili, i «no fuoco», e limiti più flessibili, i «no divano», su cui possiamo permetterci di ascoltare, adattarci e, se serve, cambiare idea.
Parto dal post di Caterina, che ci ha scritto nel Forum de La Tela. Dopo una lunga giornata al nido, suo figlio di due anni e mezzo ha rifiutato la doccia. Davanti alla sua disperazione lei ha fatto un passo indietro: lo ha abbracciato, gli ha chiesto se avesse freddo, ha rimandato la doccia al giorno dopo e gli ha proposto un compromesso. Poi, però, si è chiesta: è giusto «dargliela vinta»?
È una domanda che condividiamo in tantissimə, perché limiti e disciplina sono il cuore di molte sfide genitoriali. Ma cambiare idea davanti al pianto di un bambino non è per forza una resa. A volte è il modo in cui scegliamo di stargli accanto. Il punto è capire quando un limite serve davvero e quando stiamo solo applicando un’idea di obbedienza che ci hanno insegnato da piccolə.
Nell'episodio vi condivido l’immagine delle «bombole d’ossigeno» e due strumenti concreti: la preparazione, cioè anticipare ciò che sta per accadere, e le opzioni, cioè lasciare al bambino una scelta dentro un limite che resta fermo.
:: Nell'episodio menziono:
La Masterclass Disciplina a lungo termine.
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:: Come appoggiare il podcast
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In ogni caso, grazie di 💜. - In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una recente intervista radiofonica sui ristoranti «child-free» e vi propongo la riflessione che non sono riuscita a portare fino in fondo in quella sede: capisco il desiderio di spazi senza bambinə, ma contesto l'etichetta «child-free». Credo ci serva meno discriminazione e più educazione, e che la vera soluzione stia nella responsabilità genitoriale, in limiti non permissivi e in ambienti pensati per aiutare i bambinə ad avere successo, come facciamo con la nostra app Spazi La Tela.
Vi condivido, inoltre, alcuni messaggi che ho ricevuto, da cui emerge chiaramente quanto nei media italiani prevalgano spesso litigi e sensazionalismo e mi sono chiesta se sia la società a influenzare quel modo di fare informazione, o se siano i media a plasmare il modo di essere della società.
Penso che a livello societario non ci serva un'etichetta che discrimina di più, come «Child Free».
Ci serve, come società, più educazione, nel senso proprio di imparare cose nuove, educarci su alcuni temi:
Per i genitori, per esempio, insegnare ai bambinə ad adattare il comportamento all'ambiente (concetto per me molto importante, che è ben diverso da «stai zitto e fermo»);
Per i ristoratori, come chiedere a una famiglia di portare fuori il bimbə che piange ininterrottamente e aiutarlə lì a regolarsi (più facile che restando dentro, tra l'altro). Questo, secondo me, la famiglia dovrebbe avere l'accortezza di notare e farlo senza che glielo si chieda, ma se ce l'ha, perché non glielo si può chiedere con gentilezza?;
Per i genitori, come accogliere quella richiesta senza prenderla sul personale: non c'è nulla di personale nel chiedere a una famiglia di uscire perché il pianto del bambinə sovrasta tutte le altre voci. Se un adulto urlasse, gli si chiederebbe lo stesso, no? Non significa che i bambinə non sono benvenutə, significa che tutte le persone presenti hanno il diritto di avere un pasto piacevole (incluso il bambinə, che se piange disperato chiaramente non sta godendo di quel momento);
Per i ristoratori, imparare a offrire piccole cose nei loro ristoranti per intrattenere i bambinə o, se non vogliono, imparare a comunicare con gentilezza a una famiglia che il loro locale non è adatto a bambinə piccoli: non solo non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, ma farebbero anche un piacere sia ai genitori sia ai bambinə.
Per i genitori, imparare a mettere i bambinə nella condizione di avere successo: se i bambinə hanno una brutta reputazione è anche perché (oltre a quello che dico nell'episodio) spesso noi genitori lə indirizziamo verso il «fallimento», come portarlə a cena fuori tardi o in un ristorante non adatto a loro…
Tutto il resto lo trovate nel podcast.
Non ci serve il «Child Free». Ci serve meno discriminazione e più educazione.
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In ogni caso, grazie di 💜. - In questo episodio di Educare con calma parliamo di preadolescenza: come evitare che ogni situazione diventi uno scontro, come bilanciare il bisogno di spazio e autonomia dei ragazzə con la nostra presenza, quali limiti sono davvero non negoziabili e quali invece vanno lasciati andare.
Condivido con voi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l'adolescenza con la quale abbiamo creato le nuove lezioni sulla (Pre)adolescenza. Parliamo anche di un'immagine che trovo molto potente: la preadolescenza non è ancora il momento del raccolto, ma quello della potatura.
:: I punti salienti dell'episodio:
00:00 Introduzione e benvenuto
06:42 Come evito di trasformare ogni situazione in un conflitto?
08:56 Il momento della potatura
13:08 Confini di sicurezza
17:46 Come si accompagna all'autonomia mantenendo la nostra presenza?
20:53 Non pensare che i nostri figlə siano «nostrə»
24:30 Vulnerabilità che unisce
28:19 Chiusura e saluti
:: Nell'episodio menziono:
Il pacchetto editoriale «La guerra della (pre)adolescenza»
La nostra app La Tela
Il Book club di ottobre (2026) con Giada Vettorato per presentare il suo libro «Preadolescenza consapevole»
:: Potete trovare Giada:
su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);
sul suo sito;
sul suo podcast;
su Instagram.
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In ogni caso, grazie di 💜. - In questo episodio di Educare con calma vi racconto come è iniziato, e come sta evolvendo negli anni, il nostro homeschooling in viaggio: una scelta nata quasi per caso, tra il Covid e la vita itinerante, quando ci siamo accorti di quanto Oliver ed Emily imparassero semplicemente viaggiando.
Vi porto dentro i primi anni, quelli dell'unschooling, in cui la lezione più importante è stata proprio: non forzare i bambinə, soprattutto su lettura e scrittura.
Vi racconto poi che tipo di homeschooling facciamo oggi, come sono cambiate le nostre giornate e come stanno vivendo la socialità e le amicizie nate on the road. E infine vi lascio una riflessione su cosa faremo se, un giorno, vorranno andare a scuola o qualcunə di noi desidererà fermarsi.
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In ogni caso, grazie di 💜. 288. Separazione: come capire il momento giusto e tutelare i bambini | dal Book club con Karen Taranto
25/09/2026 | 12 minQuesto episodio è tratto da uno dei nostri Book Club: sono gratuiti, come le presentazioni dei libri nella vita offline, e poi li usiamo per creare episodi del podcast (come questo) e una bella intervista sul blog de La Tela.
:: In questo episodio parliamo di:
Perché a danneggiare davvero i bambinə non è la separazione in sé, ma crescere in un clima di rabbia ed incertezza.
Come costruire un piano genitoriale che aiuti i vostrə figliə.
Come capire quando è il momento di separarsi.
:: I punti salienti dell'episodio:
00:00 Introduzione e benvenuto
01:24 Primi passi per separarsi bene e tutelare i bambinə
03:50 Comunicare e onorare il cambiamento
05:27 Lavorare sulla crisi insieme
06:54 Quando si sa che è ora di separarsi?
11:36 Chiusura e riflessione finale
:: Potete trovare Karen:
su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);
sul suo sito;
su Instagram.
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Su Educare con calma
"Educare con calma" è un bel principio di cui a me, per natura, mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore — non ancora finito — per arrivarci.
Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.
Sito web del podcastAscolta Educare con calma, Dott. Manuel Mastrelli | Il Veterinario Risponde e molti altri podcast da tutto il mondo con l’applicazione di radio.it

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